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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

le forze peggiori del Paese si raccoglieranno in massa compatta per cercare di bloccare il progresso che avanza


Viviana Vivarelli :

EVOLVERE

Sapete quali sono i veri movimenti evolutivi della storia?
Quelli che, nel marasma comune e nei tempi di maggiore crisi, raccolgono in un unicum le spinte di pensiero nuovo che si determinano qua e là, come reazione della collettività ai guai e ai vizi che la fanno soffrire.
E i veri precursori sono coloro che questa rinascita comune la incarnano e la rappresentano visibilmente. Essi sono gli antesignani e gli apripista. Quelli che aprono la strada nella selva buia a tutti gli uomini di buona volontà.
Essi sono le figure su cui si appuntano i desideri di molti e che possono portare al meglio il futuro di tutti.
E’ fisiologico, è sempre successo nella storia, che non saranno capiti da chi ancora è attaccato al vecchio, da chi stenta ad aprirsi a idee nuove, dai parassiti mentali, dagli opportunisti.
Ed è ovvio che saranno attaccati dalle forze conservative o regressive della comunità che vedono nel mutamento in avanti solo la propria distruzione.
E’ storicamente provato che le forze peggiori del Paese si raccoglieranno in massa compatta per cercare di bloccare il progresso che avanza e che nasce come desiderio universale.
E’ anche possibile che i precursori, nella loro vita, debbano soffrire, oltre agli attacchi e agli insulti, la delusione e vedere temporaneamente frustrate le loro speranze. E’ quasi certo che dovranno conoscere la sconfitta e che conosceranno il sapore amaro dell’abbandono.
E’ successo a tutti, a Gandhi come a Mandela.
Ma, se i capostipiti rappresentano il futuro, se sono la voce che parla per conto del mutamento e delle aspirazioni di tanti, ci sarà evoluzione infine e anche le parti meno evolute della collettività godranno dei benefici che il cambiamento in meglio porterà a tutti
E quel cambiamento si chiama autonomia, si chiama indipendenza, si chiama libertà, si chiama democrazia.
E non è poi così impossibile che, prima o poi, lo vedano tutti.

IL POTERE PER IL POTERE

Ormai sono sparite le ideologie, i valori, i principi, la sopravveste delicata con cui gli ambiziosi mascherano la loro ingordigia per mostrarsi meglio di come sono. Resta solo la lotta del potere per il potere. E di questa lotta Renzi e Berlusconi sono gli esempi più spregevoli e accaniti. Uno è giovane e bellicoso, l’altro talmente vecchio e mummificato che dovrebbe solo andarsene e resta in piedi solo grazie al puntello del potere, offertogli da Renzi e dal Pd, perché non c’è elisir di lunga vita migliore del potere.
Il potere intossica chi lo usa come una droga e oggi siano arrivati a quantità di overdose da paura.
Il Presidente Leone, che è stato uno dei peggiori presidenti della Repubblica italiana, ovviamente dopo Napolitano, diceva: “Cummannà è meglio che fottere”.
.
Il lupo trovò l’agnello alla sua mensa.
E subito lo accusò di volerlo mangiare.
Così Napolitano accusa il Movimento di autoritarismo.
Così fanno i malvagi che proiettano sugli altri come intenzione quello che loro fanno come occupazione.

continua ...

nel paese ... dei balocchi ...

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


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