È vero che talvolta occorre cambiare qualche legge. Ma il caso è raro; e quando avviene, bisogna ritoccarle con mano tremante: con tanta solennità e con tante precauzioni che il popolo debba concluderne che le leggi sono veramente sante; e soprattutto con tanta chiarezza che nessuno possa dire di non averle capite.
Montesquieu
cir·con·ven·zió·ne
dopo 20 e più anni di non voto potrei voltare pagina
mi potrebbe capitare di votare color oro che attaccano tutti
ingroia il rospo e taci, stile montanelli tappati il naso e vota
questi magnifici professori saranno mica affetti da demenza senile ¿
sanno chi è Montesquieu ¿
In generale sono oggi denominati dittature i regimi che, in contrasto con il principio di separazione dei poteri, concentrano gli stessi in un solo organo, monocratico o collegiale
l'incapace e Montesquieu
"... Cosí non c'è piú libertà se il potere di giudicare non è separato dal potere legislativo e dall'esecutivo. Infatti se fosse unito al potere legislativo, ci sarebbe una potestà arbitraria sulla vita e la libertà dei cittadini, in quanto il giudice sarebbe legislatore. Se poi fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza d'un oppressore..." "Lo Spirito delle Leggi"
Deve esserlo ignorante!!! ....... o pauroso!
il paese piu’ bello d’ Europa da’ le spalle alla democrazia
Niente tripartizione dei poteri nel Paese piu’ bello d’Europa
Pubblicato giovedì 12 febbraio 2009 in Olanda [de Volkskrant].
Anche senza voler essere politically correct, non è esagerato affermare che, per un Paese come l’Italia – con quasi 60 milioni di abitanti e altrettanti interessi – sarebbe utile avere a disposizione un pacchetto di leggi e regolamenti ai quali attenersi di tanto in tanto.
Gli italiani in effetti hanno gia’ un’attenzione estremamente bassa per l’interesse comune; le auto parcheggiate in tripla fila che paralizzano il traffico sono l’esempio più banale. Un sistema legale e giudiziario regolari riescono appena a contrastare queste caratteristiche anarchiche del paese.
L’applicazione delle regole non riesce a dare risultati. Dove puo’ condurre un simile stato di cose, si e’ visto questa settimana durante la furibonda lite riguardo la morte della paziente in coma Elana Englaro.
Rappresnetanti dei cittadini hanno accusato il presidente Napolitano di omicidio. I cattolici sono scesi in strada additando il padre di Eluana come un boia. Il premier Berlusconi ha detto, come se la sua opinione personale in questo caso fosse necessaria, che lui non staccherebbe mai la spina se fosse il padre di Eluana, la ragazza che gia’ da 17 anni vive in stato vegetativo ma che secondo Berlusconi “puo’ ancora avere figli”.
Questo imbarazzante spettacolo non si sarebbe mai verificato se dall’inizio ci si fosse semplicemente attenuti alle regole. Tali regole conferiscono ad Eluana pieno diritto a morire – la Corte di Cassazione si era gia’ pronunciata a riguardo lo scorso novembre in modo chiaro. In qualsiasi altra democrazia i politici si piegano senza fare il muso davanti ad una sentenza del genere – in rispetto al principio democratico della divisione dei poteri. In Italia senza alcuna traccia di vergogna ci si sbarazza di una sentenza della magistratura, mandando a quel paese Montesquieu e la sua opera filosofica sulla divisione dei poteri.
La questione Eluana non è slegata dal resto, per dirla dolcemente. Dieci anni fa alcuni giudici (non solo italiani ma anche europei) stabilirono che una emittente televisiva di Berlusconi, “Rete 4″, violava in modo grave le leggi. “Rete 4″ ha continuato normalmente a trasmettere su una frequenza tv che aveva perduto nella gara d’appalto dell’assegnazione delle frequenze a favore di una emittente commerciale estranea che non faceva parte dell’impero. Ma “Rete 4″ trasmette ancora oggi senza problemi nonostante la Corte Europea abbia gia’ da tempo dichiarato che l’emittente e’ illegale.
Inoltre ci sono una quantità di parlamentari che malgrado siano inquisiti per reati di frode, corruzione e associazione mafiosa, se ne rimangono seduti sui loro seggi come se niente fosse. Ci sono poi quelli che non si fanno quasi mai vedere in parlamento, ma comunque ‘decidono’ riguardo a proposte di legge grazie ai colleghi di partito che premono in loro assenza i bottoni per la votazione. Quando i membri dell’opposizione hanno fecero delle foto con i loro telefonini per documentare questa frequente irregolarità, furono loro stessi ad essere ammoniti: fare delle foto avrebbe potuto minare la ‘dignità del parlamento’.
In Italia “lo Stato non e’ a servizio della legge, ma la legge a servizio dello Stato”, ha scritto il giudice siciliano Felice Lima recentemente a proposito della magistratura italiana. Così il paese piu’ bello d’ Europa da’ le spalle alla democrazia.
Fonte italia dall'estero
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta
Paolo Bonaiuti (Informazione, comunicazione ed editoria)
Gianfranco Miccichè (CIPE)
Carlo Giovanardi (Famiglia, Droga, Servizio civile)
Michela Vittoria Brambilla (Turismo)
Aldo Brancher (Federalismo)
Rocco Crimi (Sport)
Maurizio Balocchi (Semplificazione normativa)
Guido Bertolaso (Soluzione dell'emergenza rifiuti nella regione Campania)
Ministri senza portafoglio
Rapporti con le Regioni: Raffaele Fitto
Attuazione del Programma di Governo: Gianfranco Rotondi
Pubblica amministrazione e l'Innovazione: Renato Brunetta
Pari opportunità: Mara Carfagna
Politiche Europee: Andrea Ronchi
Rapporti con il Parlamento: Elio Vito
Riforme per il Federalismo: Umberto Bossi
Gioventù: Giorgia Meloni
Semplificazione Normativa: Roberto Calderoli
Ministri con portafoglio
Affari Esteri: Franco Frattini
Sottosegretari: Stefania Gabriella Anastasia Craxi, Alfredo Mantica, Enzo Scotti
Interno: Roberto Maroni
Sottosegretari: Michelino Davico, Alfredo Mantovano, Nitto Francesco Palma
Giustizia: Angelino Alfano
Sottosegretari: Maria Elisabetta Alberti Casellati, Giacomo Caliendo
Difesa: Ignazio La Russa
Sottosegretari: Giuseppe Cossiga, Guido Crosetto
Economia e Finanze: Giulio Tremonti
Sottosegretari: Alberto Giorgetti, Daniele Molgora, Nicola Cosentino, Luigi Casero, Giuseppe Vegas
Sviluppo Economico: Claudio Scajola
Sottosegretari:Ugo Martinat, Paolo Romani, Adolfo Urso
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: Luca Zaia
Sottosegretari: Antonio Buonfiglio
Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare: Stefania Prestigiacomo
Sottosegretari: Roberto Menia
Infrastrutture e Trasporti: Altero Matteoli
Sottosegretari: Roberto Castelli, Bartolomeo Giachino, Mario Mantovani, Giuseppe Maria Reina
Lavoro Salute e Politiche sociali: Maurizio Sacconi
Sottosegretari: Pasquale Viespoli, Ferruccio Fazio, Francesca Martini, Eugenia Maria Roccella
Istruzione Università e Ricerca: Mariastella Gelmini
Sottosegretari: Giuseppe Pizza
Beni e Attività Culturali: Sandro Bondi
Sottosegretari: Francesco Maria Giro
Con la complicità di scribacchini (della carta stampata e dei mezzi radiotelevisivi ), perlopiù dipendenti diretti e indiretti del potere politico ed economico di questo pseudo-governo; che si spacciano per giornalisti ,avendo ormai rimosso ciò che è la deontologia professionale di questi ultimi.
La deontologia professionale è dettata da un insieme di regole che guidano l’attività giornalistica
e ne garantiscono l’imparzialità e l’obbiettività.
Le regole deontologiche sono numerose e sempre in corso di aggiornamento anche se, oltre alla legge istitutiva dell’Ordine che prevede che vengano rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori, i giornalisti hanno firmato protocolli e carte di principi o codici interni ad uno stesso giornale.
L'articolo 2 della legge che ha costituito il Consiglio Nazionale dei Giornalisti infatti, assume una grande importanza: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, ma sempre nei limiti imposti dal rispetto della personalità altrui; è obbligo del giornalista rammentare i doveri imposti dalla buona fede e dalla realtà in fase di resoconto, attenendosi all'osservanza della verità sostanziale.
In particolare, si rammentano le seguenti norme e doveri:
* Carta dei doveri del giornalista
* Carta dei diritti e dei doveri del giornalista radiotelevisivo
* Carta di Treviso
* Comitato Nazionale per la correttezza e la lealtà
* Trattamento dei dati personali
* Carta Informazione e Pubblicità
* Carta dei Doveri dell'informazione economica
Fonte piccoligiornalisti.it
Montesquieu, I tre poteri dello stato
' Con estrema chiarezza Montesquieu sintetizza in questa pagina la sua teoria della divisione dei poteri che sta alla base della moderna concezione dello stato di diritto.
Ch.-L. de Montesquieu, Lo spirito delle leggi, XI, 6
In ogni stato esistono tre tipi di potere: il potere legislativo, il potere esecutivo delle cose dipendenti dal diritto delle genti e il potere esecutivo delle cose dipendenti dal diritto civile.
In forza del primo, il principe o il magistrato fa leggi, aventi una durata limitata o illimitata, e corregge o abroga quelle già fatte. In forza del secondo, fa la pace o la guerra, invia o riceve ambasciate, garantisce la sicurezza, previene le invasioni. In forza del terzo, punisce i delitti o giudica le cause fra privati. Chiameremo quest'ultimo il potere di giudicare, e l'altro semplicemente il potere esecutivo dello stato.
La libertà politica in un cittadino è quella tranquillità di spirito che deriva dalla persuasione che ciascuno ha della propria sicurezza; perché si goda di tale libertà, bisogna che il governo sia in condizione di liberare ogni cittadino dal timore degli altri.
Quando in una stessa persona, o nello stesso corpo di magistrati, il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non c'è piú libertà; perché sussiste il legittimo sospetto che lo stesso monarca o lo stesso senato possa fare leggi tiranniche per poi tirannicamente farle eseguire.
Cosí non c'è piú libertà se il potere di giudicare non è separato dal potere legislativo e dall'esecutivo. Infatti se fosse unito al potere legislativo, ci sarebbe una potestà arbitraria sulla vita e la libertà dei cittadini, in quanto il giudice sarebbe legislatore. Se poi fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza d'un oppressore.
Tutto sarebbe perduto infine, se lo stesso uomo o lo stesso corpo dei governanti, dei nobili o del popolo, esercitasse insieme i tre poteri: quello di fare leggi, quello di eseguire le pubbliche risoluzioni e quello di giudicare i delitti o le cause fra privati.
Nella maggior parte dei regni europei, il governo è moderato perché il principe, che detiene i due primi poteri, lascia ai suoi sudditi l'esercizio del terzo. Presso i Turchi, dove i tre poteri sono riuniti nelle mani del sultano, il regno è uno spaventoso dispotismo. [...]
Non sta a me giudicare se gli Inglesi godano attualmente di questa libertà o no. Mi basta affermare ch'essa è sancita dalle loro leggi e non mi curo d'altro.
(Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, vol. XIV, pagg. 508-509) '
da: www.filosofico.net












