di Andrea Cinquegrani [ 04/12/2014]
Mafia sotto il cupolone. Affari criminali da vagoni di danari pubblici. Colletti bianchi e criminali organizzati per l'assalto ai business più in voga, dalla monnezza ai centri per immigrati. Neri e rossi (sic) uniti nella sporca lotta, la melma politica trasversale a nuotare fra i ratti del Tevere e gli scoli dei Palazzi del potere, dal Campidoglio in giù (o in su). Mafia burina, banda di magliari e Magliana, tra terroristi di ieri e “cecati” di oggi (il Carminati romano ricorda tanto il Setola casalese e cecato taroccato doc).
E all'indomani dello tsunami tiberino? Tutti sbigottiti, tutti viole mammole: “impensabile”, “imprevedibile”, “esecrabile”. La mafia a Roma? Bazzecole, fino a ieri, pinzellacchere di quattro balordi, secondo il verbo del prefetto di Roma Pecoraro e tanti maitre (o centimetre) a penser, professionisti dell'antimafia compresi. Le avvisaglie di morti ammazzati dei mesi scorsi? Niente. Ristoranti, night e locali sequestrati negli ultimi tempi? Boh. Le montagne di appalti facili a sigle che più puzzolenti non si può delle Regioni targate Polverini e dei Campidogli made in Alemanno? Ma chissenefrega. C'erano tutti gli ingredienti per sapere e capire che sotto il cupolone stava bollendo l'inferno: eppure no, tutti oggi “indignati e sorpresi”......
la melma politica trasversale a nuotare fra i ratti del Tevere
Napolitano, meglio farebbe a rinchiudersi in uno sdegnato silenzio
L'Italia nel cesso
di Saverio Lodato - 12 dicembre 2014
New York Times: "Non c'è angolo d'Italia immune dal crimine". In altre parole: l'Italia nel cesso.
E’ almeno dalla fine del cinquecento, a voler prestare fede al Manzoni, che in Italia si affronta l’emergenza inasprendo la legislazione, moltiplicando le pene, nella convinzione che la repressione giudiziaria sia la via maestra per bonificare la vita pubblica e la vita politica. Le "gride", le chiamava l’autore dei "Promessi Sposi"; riferendosi alle ripetute leggi, e sullo stesso argomento, degli spagnoli che occupavano la Lombardia; e le "gride manzoniane" sono giunte sino a noi, nel linguaggio corrente, a definitivo epitaffio di una nazione che, facendo finta di voler cambiare tutto, riesce invece - con caparbietà, astuzia, e tantissimo dolo - a non cambiar nulla.
"Riformeremo la giustizia": forse faremmo prima a incidere questo motto nelle aule di giustizia, staccando dal chiodo quello che attualmente ci sta: "la legge è uguale per tutti".
(Ma qui, nello specifico, intendiamo riferirci, cinque secoli dopo, alle "gride renziane".
Tutti assolti per la Eternit? Tranquilli. Faremo una legge per allungare i tempi della prescrizione.
Roma Capitale dello Stato-Mafia? Tranquilli. Faremo una legge per aumentare le pene per la corruzione.
Nel frattempo in Parlamento si blocca l’iter della legge sul conflitto d’interessi. Si negano le autorizzazioni all’uso delle intercettazioni telefoniche a carico di due senatori coinvolti in vicende e inchieste di malaffare). In altre parole: l'Italia nel cesso.
continua a leggere link
“terribile è l’ira del mansueto”
Grande
DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it
All'indomani delle elezioni amministrative della primavera del 2012 in un articolo intitolato “Ecco perché il voto del 2013 potrebbe segnare la fine della democrazia” (Il Gazzettino, 11 maggio 2012) di fronte a un’astensione che stava montando di tornata in tornata, scrivevo: “Nel 2013 (...) l'astensione potrebbe diventare valanga. I partiti non sembrano rendersi conto che stanno ballando sull'orlo di un vulcano in eruzione. La crisi ha aperto gli occhi ai cittadini che scoprono di essere presi in giro da almeno trent'anni, governasse la destra o la sinistra o tutte e due insieme”. E concludevo: “Le elezioni del 2013, Grillo o non Grillo, potrebbero segnare, con un’astensione colossale, la fine della democrazia rappresentativa ”.
Nel 2013 ci fu un’ ulteriore erosione dell'elettorato, ma quell’ “astensione colossale” che io prevedevo già per quell’anno è arrivata ora, nell’autunno del 2014.
E solo adesso, tranne Renzi che fa il pesce in barile e definisce l'astensione “secondaria” e Matteo Salvini
che finge di aver vinto un’elezione che invece ha perso, come tutti, perché dai 116.394 voti delle europee è passato ai 49.736 di oggi, tutti gli esponenti di partito, i commentatori, i giornalisti scoprono l'esistenza del fenomeno.
Naturalmente cercano di sminuirne la portata attribuendolo al tempo ridotto per votare, agli scontri in atto all'interno del Partito democratico e a quelli con i sindacati, agli scandali emersi in Emilia Romagna,
alle inchieste della magistratura e a qualsiasi altra causa cui possano appigliarsi. Ma tutte queste ragioni non possono aver avuto che un'incidenza molto parziale, direi minima, su un fenomeno così esteso.
La realtà è che la gente non crede più a questo sistema, non crede più al balletto delle elezioni, non crede più alla democrazia rappresentativa e, forse, alla democrazia tout court.
I partiti che si scannano per dividersi quel poco di elettorato che gli è rimasto appiccicato fanno la stessa impressione di chi, in un castello che sta andando in fiamme, si preoccupi di assicurarsi comunque gli appartamenti migliori, mentre là fuori sono circondati da milioni di arcieri che non hanno ancora trovato il loro Robin Hood, ma che prima o poi occuperanno quelle macerie fumanti.
Il fenomeno non è solo italiano. Negli Stati Uniti un deputato, in un momento di sincerità, ha affermato che “gli elettori contano poco o nulla e non sanno neanche perché e per chi votano”. Tuttavia, come ho già avuto modo di osservare, l'Italia è, storicamente, un “paese laboratorio” e la fine della democrazia da noi potrebbe preludere alla fine anche delle altre democrazie occidentali.
A differenza di quanto ha scritto Antonello Caporale sul Fatto Quotidiano, non ha vinto “il partito della pantofola”. Chi è rimasto a casa è uno che ha esaurito ogni pazienza e, non essendo vincolato, a differenza di Grillo, a una rivoluzione pacifica che agisca all'interno delle regole democratiche, il giorno che, esasperato, deciderà di uscire allo scoperto lo farà, per usare un eufemismo, con le mazze da baseball. E saranno guai.
Perché, come dice la Bibbia, “terribile è l’ira del mansueto”.
Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
29.11.2014
Il PD è morto
Matteo Renzi, il suo becchino
di Saverio Lodato - 3 ottobre 2014
Il PD, ormai, è una sbobba che non sa più di niente. Il tesseramento è in caduta libera. In quattrocentomila dicono addio a quello che per anni è stato percepito come l’unico partito di opposizione esistente - e possibile -, in Italia. Crolla la partecipazione alle primarie nella "roccaforte" Emilia-Romagna. Va in scena una Direzione del partito per un terzo autocoscienza, per un terzo notte dei lunghi coltelli, per un altro terzo ennesima telenovela del "volemose bene", che è quello che conta davvero.
I giornali e i TG cercano di mettere un po’ di pepe nelle vigilie, ma ormai gli italiani hanno capito benissimo qual è il tran tran in casa PD. E se la sbobba, come dicevamo prima, non sa più di nulla, calcare la mano sulle spezie è perfettamente inutile.
Non c’è nessuna scissione alle viste. Nessuna voglia di rottura con il manovratore. Nessun ripensamento epocale della linea che il PD sta seguendo. Nessuno che abbia a cuore, sino al punto da mettere a rischio la propria poltrona, le sorti di un Paese agonizzante...
Leggi tutto l'articolo su Antimafia2000
... e soprattutto è mai nato?
Comunità 'مجتمع' euromediterranea
Scrive il narratore greco Petros Markaris che l’Europa vive una strana insidiosa stagione: del suo sconquasso non parlano che gli economisti, i banchieri centrali.
Con il risultato che la moneta unica diventa la sostanza stessa dell’Unione, non uno strumento ma la sua ragion d’essere, l’unica sua finalità: «L’unità dell’Ue è stata sostituita dall’unità dell’eurozona. Per questo il dibattito rimane così superficiale, come la maggior parte dei dirigenti europei, e unidimensionale, come il tradizionale discorso degli economisti». Priva di visione del mondo, l’Europa ha interessi senza passioni, e non può che dividersi tra creditori nobili e debitori plebei. «Stiamo correndo verso una sorta di guerra civile europea».
Come un improvviso sparo nel silenzio ........................................................
l’Italia berlusconiana sprofonda nella mediocrità
Il regno corrotto dell’imperatore Silvio [The New York Review of Books]
Nel corso dell’ultimo anno, la vita politica italiana ha finito per assomigliare ad uno strano incrocio tra una telenovela messicana e una descrizione svetoniana degli eccessi imperiali dei Cesari. Inizialmente ci sono state le rivelazioni sul particolare rapporto tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Noemi Letizia, una ragazza adolescente di Napoli che lo chiamava “Papi”, suscitando speculazioni sul fatto che fosse una figlia illegittima oppure un’amante minorenne. “Vorrei che fosse sua figlia!” Ha commentato Veronica Lario, moglie di Berlusconi; quest’ultima ha chiesto pubblicamente il divorzio, dichiarando di non poter più restare con un uomo che “frequentava minorenni” e “non stava bene”.
Sono seguite le fotografie dei festini con ragazze in topless e politici senza mutande presso la villa del piacere di Berlusconi in Sardegna, che richiamavano immagini di Tiberio a Capri. Infine, c’è stato il caso delle escort che partecipavano alle feste di Berlusconi al palazzo presidenziale di Roma; molte di loro erano pagate da un uomo d’affari del sud Italia interessato ad ottenere appalti dal governo per la sua azienda di forniture ospedaliere.
Il comportamento bizzarro di Berlusconi ha continuato a riversarsi sui rapporti internazionali, causando una serie di episodi imbarazzanti. Apparentemente geloso del potere della fama di Barack Obama, ha definito il neoeletto presidente americano “alto, bello e abbronzato” e in seguito, spiegando perché non sarebbe stato presente all’insediamento di Obama, ha dichiarato di essere una stella, “non una comparsa”. Dopo aver incontrato Michelle Obama, ha notato che anche lei era abbronzata.
Allo stesso tempo, come un altro spettacolo di questo circo, c’erano i continui problemi legali di Berlusconi, una saga in atto da sedici anni che ha lasciato una lunga scia di prove di corruzione, mazzette e rapporti con la criminalità organizzata. Lo scorso ottobre, la più alta corte italiana ha respinto una legge, proposta dallo stesso Berlusconi, che gli avrebbe garantito l’immunità giudiziaria durante la sua carica. Ciò ha significato che si è ritrovato ancora una volta imputato in un processo in cui il suo ex avvocato inglese, David Mills, era già stato condannato per aver preso una bustarella di 600.000 dollari dall’azienda di Berlusconi per evitare che fosse fatto il nome di quest’ultimo in un’altra serie di indagini di corruzione.
I critici di Berlusconi hanno chiesto le sue dimissioni e, grazie ad Internet, hanno organizzato una protesta di massa a Roma il 5 dicembre chiamata “No Berlusconi Day” che, nonostante l’evidente assenza dei maggiori partiti d’opposizione, ha richiamato circa 350.000 italiani. Berlusconi ha proclamato, esagerando come al solito, che l’Italia era sull’orlo di una guerra civile. E proprio quando tutti pensavano che la situazione non potesse peggiorare, il 13 dicembre un uomo con dei precedenti di instabilità mentale l’ha colpito in viso con una riproduzione in pietra del duomo di Milano durante un comizio politico in città, spaccandogli il naso e due denti.
Nel giro di poche ore, i suoi alleati politici – Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, leader della coalizione di Berlusconi al Senato e in Parlamento – hanno organizzato una feroce offensiva, insistendo sul fatto che mentre l’assalitore del Presidente del Consiglio potesse essere uno psicolabile che agiva da solo, i responsabili “morali” dell’attacco erano i quotidiani, le riviste e i giornalisti che avevano creato un “clima di odio” intorno a Berlusconi. Il “partito dell’odio” avrebbe incluso quei giornalisti che hanno pubblicato notizie maliziose sulla sua vita privata, che hanno criticato i suoi molteplici conflitti d’interesse, che hanno scritto del caso Mills, e hanno segnalato i legami sospetti di Berlusconi con la criminalità organizzata. Tra i colpevoli vi erano anche i 350.000 manifestanti che avevano partecipato al “No Berlusconi Day” e i social network presenti su Internet, che i sostenitori di Berlusconi in Parlamento avevano cercato di regolamentare, senza successo.
Approfittando di un aumento nei consensi, Berlusconi è tornato a lavorare su una nuova legge che avrebbe eliminerebbe immediatamente i due processi in atto contro di lui – il caso Mills e un altro in cui la sua emittente televisiva, Mediaset, viene accusata di avere usato conti offshore per gonfiare i prezzi pagati per i diritti d’autore dei film, truffando così l’erario italiano per milioni di dollari che altrimenti avrebbe dovuto. Per evitare il sospetto che la legge concedesse uno status speciale a Berlusconi, è stata scritta in modo da assolvere molti altri criminali dal colletto bianco e potrebbe cancellare dagli 80.000 ai 100.000 processi. Secondo alcuni conteggi, Berlusconi ha approvato 18 leggi che sembrano essere state scritte ad personam, ma questa volta, né Berlusconi né i suoi alleati fanno alcuna pretesa che ci sia un ampio principio pubblico coinvolto. E’ il governo per e di una persona.
Un politico nella maggior parte degli altri Paesi democratici sarebbe stato annientato da uno qualsiasi di questi scandali, figuriamoci tutti quelli che si sono verificati in sequenza incessante nel giro di pochi mesi, eppure il potere di Berlusconi non è mai stato messo seriamente in discussione. Che cosa possiamo dedurre da questa strana situazione? ... Leggi tutto italiadallestero.info
voci che vengono da Brancaccio
Giuseppe Graviano, silenzio che parla "Quando starò bene risponderò"
di ATTILIO BOLZONI
PALERMO - Chi parla tace. E chi tace parla. Sono le voci che vengono da Brancaccio. È la trama dei "Graviano & Graviano", il fratello buono e il fratello cattivo, il molle e il duro, la coppia più mafiosa di Palermo che gioca l'ultima spericolata mano intorno al senatore Marcello Dell'Utri. Dicono e non dicono, conoscono e non conoscono, ricordano e non ricordano. A volte alludono, a volte minacciano. Più con il silenzio che con le parole.
È la più sofisticata rappresentazione mafiosa andata in scena negli ultimi anni, un gioco di specchi, la dissociazione morbida di Filippo e il castigo del 41 bis che sopporta Giuseppe, il primo che parla del suo "percorso di legalità" e smentisce di avere mai incontrato il senatore, l'altro che fa l'irriducibile ma intanto fa capire che prima o poi se la potrebbe "cantare". Una mossa e l'altra mossa, l'incastro con "il fraterno amico" Gaspare Spatuzza "che ha fatto le sue scelte", un labirinto siciliano, una tela di ragno... continua repubblica.it
Stragilvio e Macello eroi di mafia
Un altro pentito accusa Berlusconi "Ebbe un ruolo nelle stragi del '93"
di FRANCESCO VIVIANO
PALERMO - Un altro pentito di mafia chiama in causa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E sostiene di avere appreso da un altro killer della sua cosca mafiosa, di un ruolo attivo dell'allora presidente di Fininvest nella strategia stragista del '93, con gli attentati a Roma, Firenze e Milano. È Pietro Romeo, artificiere della cosca mafiosa di Brancaccio che faceva capo ai boss Filippo e Giuseppe Graviano, autori delle stragi del '93 nel nord Italia, che interrogato dai pubblici ministeri di Firenze Crini e Nicolosi, conferma e rafforza le dichiarazioni dell'ultimo pentito di mafia, Gaspare Spatuzza, le cui rivelazioni sono state riversate nel processo d'appello in corso a Palermo nei confronti di Marcello Dell'Utri, imputato e condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Romeo già condannato per la strage di via dei Georgofili e poi pentitosi, è stato "richiamato" dai pm di Firenze dopo le recentissime rivelazioni di Gaspare Spatuzza il quale ha tra l'altro dichiarato che il boss Giuseppe Graviano, secondo lui, avrebbe avuto anche rapporti "diretti" con Silvio Berlusconi che sarebbe tra i mandanti occulti delle stragi del '93.
continua ... repubblica.it
Nulla può cambiare se l’impunità continua
La cultura dell’illegalità che uccide il nostro Paese
di Barbara Spinelli, da "La Stampa", 4 ottobre 2009Lo chiamano nubifragio, quello che ha ucciso decine di persone nei villaggi del Messinese e gettato nel fango le loro case, e invece la natura matrigna non c’entra. Non è lei a tradire, ingannare. C’entra invece lo Stato matrigno, e c’entrano le opere pubbliche, le infrastrutture, gli amministratori matrigni. È a loro e non alla natura che occorre rivolgersi con la domanda che Leopardi lancia alla natura: «Perché non rendi poi/Quel che prometti allor?/ perché di tanto/ Inganni i figli tuoi?». È l'Italia che vediamo piano piano autodistruggersi, e non solo nel modo in cui si governa ma nel suo stesso fisico stare in piedi, nel suo esser terra, fiumi, colline, modi di abitare. Si va sgretolando davanti ai nostri occhi come fosse un castello che abbiamo accettato di fare di carta, anziché di mattoni. Che ciascuno di noi accetta - per noia, per fretta, per indolente fatalismo - di fare di carta.
E’ essenziale leggere ... leggi tutto temi.repubblica.it
il governo Berlusconi ricorre a mezzi sempre più ripugnanti
Populismo tendente al fascismo
pubblicato in Svezia [Dagens Nyheter]
Perché il resto del mondo dovrebbe interessarsi al modo in cui è governata l’Italia se nemmeno gli italiani lo fanno? Perché l’Italia fa parte dell’UE, e anche se i 27 membri non agiscono esattamente secondo il motto dei moschettieri “tutti per uno e uno per tutti”, ci sono alcuni denominatori comuni. Tra le altre cose, il rispetto per chi la pensa diversamente e per i diritti delle minoranze, per la libertà d’espressione e di stampa. E naturalmente anche le condizioni economiche per entrare nella zona dell’euro.
Silvio Berlusconi, il gigante del mondo degli affari che è diventato politico, per quanto riguarda la teoria professa forse i principi europei, ma nella pratica fatica parecchio a farlo.
La stampa estera ha segnalato a lungo quanto sia inopportuno che un capo di governo abbia il quasi totale monopolio dei media. Semplificando un po’, è stato affermato che l’elettorato italiano si sia fatto sedurre dagli sciocchi programmi dei media sotto il controllo di Berlusconi. I programmi potranno essere imbarazzanti, ma per molti italiani l’intera politica è un sistema vergognoso, che può essere gestito tanto da un intrattenitore come Berlusconi quanto da un personaggio noioso come Giulio Andreotti, il protagonista assoluto della politica italiana del dopoguerra. C’è un film recente su Andreotti, “Il divo”, in cui il potere appare duro, pericoloso e mortale.
L’era di Andreotti si è conclusa con la caduta del muro e adesso ha preso il suo posto Berlusconi. Questi ha lo stesso controllo ed esige la stessa fedeltà ma appare significativamente meno pericoloso. È proprio questa la cosa più sgradevole. Perché man mano che la situazione economica si fa più difficile, il governo Berlusconi
ricorre a mezzi sempre più ripugnanti. I critici vengono minacciati e ridotti al silenzio.....
Leggi tutto italiadallestero.info
Corona, il successore di Berlusconi
pubblicato in Svezia [Svenska Dagbladet]
Il documentario Videocracy di Erik Gandini è riuscito a far parlare di sé ancora prima che qualcuno l’abbia visto. E già il giorno dopo la sua première al festival di Venezia si sa che 30 cinema italiani lo mostreranno a partire dal 4 settembre. E la lista di altri paesi che lo faranno è lunga. Erik Gandini non ha mai vissuto un momento così positivo come regista.
In Italia generalmente i documentari non si vedono in TV o nei cinema. Nel migliore dei casi si possono comprare insieme ad un libro in librerie ben fornite.
- È davvero grandioso che il film venga fatto vedere al cinema. A distribuire il film è la stessa casa di produzione di Gomorra. In effetti io non mi ero neanche sognato di arrivare al pubblico italiano, ma adesso la cosa si è ribaltata, vogliono vedere il mio film a tutti i costi!
Incontriamo Erik Gandini presso la casa di ...
Leggi tutto italiadallestero.info
Abbiamo solo un’arma:
la contro informazione alla loro disinformazione!
Emergenza Democrazia! = Condividere e contro-disinformare
di Di Vuono Daniele mercoledì 29 aprile su Agoravox.it
Signore e signori! Ho scritto quest’articolo per lanciare un allarme: emergenza democrazia! Mi rivolgo a tutti a tutti gli italiani a cui è rimasto un briciolo di indignazione in corpo! In Italia la democrazia è in pericolo! Troppi casi anomali ed esplicitisi stanno verificando! Di seguito riporto le scelleratezze italiane più recenti:
1. Censura di youtube del video su Giampaolo Giuliani dell’utente Byoblu.
2. Deferimento di Milena Gabanelli dopo il servizio sulla Social Card, non piaciuto al ministro Tremonti.
3. Mancata pubblicazione dei dati delle apparizione di Silvio Berlusconi in TV.
4. Censura in tutte le TV delle gaffe del Premier fatte in tutte le occasioni pubbliche.
5. Mancanza totale di informazione da parte di tutti telegiornali (ovvero non riportano notizie come per l’arresto della segretaria della Lega per trasporto di 8 Kg di droga. O nessuna notizia su l’annullamento da parte del Riesame sul sequestro e la mancata restituzione dell’archivio di Gioacchino Genchi).
6. Censura nei confronti della trasmissione Annozero e la sospensione del vignettista Vauro Senesi.
7. Attacco politico nei confronti di servitori dello Stato come Luigi De Magistris.
8. Clementina Forleo, Gioacchino Genchi e tutti coloro che non si conformano al Berlusconi-Pensiero....
9. Boicottamento del Referendum che dovrebbe in parte bloccare la legge elettorale attualmente in vigore e che costerà a noi contribuenti circa 400.000 di euro.
10. Predominio incontrastato del Premier nelle nomine rai, in evidente conflitto d’interessi poiché capo delle concorrenza. Nomine che decide a casa sua.
11. Imposizioni di progetti faraonici per favorire la sua gang di amici costruttori, con progetti di opere inutili (il ponte sullo stretto) o dannose per i cittadini (inceneritori inaugurati e all’indomani non funzionanti! O inceneritori da costruire come i tre in Sicilia). Centrali nucleari imposte per amicizie francesi, ad un paese che con un referendum aveva detto "No al nucleare", che quando saranno finite di costruire saranno già vecchie e le scorie ce le ritroveremo anche noi siciliani a Pasquasia (EN). Approvazione del programma pluriennale relativo all’acquisizione del sistema d’arma Joint Strike Fighter JSF, il faraonico progetto che il governo intende lanciare mediante la produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative. Costo stimato: oltre 13 miliardi di euro, nel periodo 2009-2026. Tredici miliardi di euro!
12. Bugie del Premier sulla risoluzione del problema immondizia a Napoli ed imposizione di discariche (Chiaiano) anche con l’utilizzo della forza (Militari e Polizia)
13. Uso indiscriminato del Lodo Alfano per salvarsi le chiappe da tutti i processi in corso e futuro in cui è imputato il Premier (Il più famoso è il processo Mills)
14. Attacchi e minacce di modifiche per decreti della nostra Costituzione Italiana, per aumentare i poteri del Premier o per introdurre in Italia il presidenzialismo. In maniera tale che quando finirà il suo mandato, il Premier, si farà eleggere Presidente della Repubblica e continuerà ad essere protetto dallo scudo spaziale (Lodo Alfano).
Queste sono solo alcune delle cose che stanno avvenendo durante questo governo. Abbiamo solo un’arma: la contro informazione alla loro disinformazione! Condividete questo mio articolo ovunque. Chiunque volesse può aggiungere altre scelleratezze e condividerle con chi vuole sul mio gruppo Facebook. Così se arrivassimo a convincere la maggior parte degli italiani, potremmo magari mandare questa lettera sottoscritta da tutti al Presidente della Repubblica, per fermare queste anomalie.
"Condividere e contro-disinformare!"
Il regime è la nuova divinità,
e la divinità non può essere messa in dubbio
o sei un blasfemo
Da bellaciao.org
Critiche e regime 18 Aprile di viviana vivarelli
In un regime non sono tollerate critiche. Né di Chiesa né di Stato. Sono considerate atti blasfemi.
Devono esistere solo gli attacchi che il regime stesso fa a chi non si omologa.
Ma quelle non sono critiche, sono armi che intendono distruggere il dissenso o la ricerca di una verità oltre la propaganda, sono attacchi violenti alla verità.
Dunque il regime può cercare di annientare Vauro e Santoro, rei di aver detto la verità, perché questo è un reato da esecrare.
Perché il regime non tollera la verità. Le è contrario come una particella nucleare è contraria alla sua antiparticella, perché sa che incontrandola ne uscirebbe distrutta. Quando un regime incontra la verità deflagra. Poiché esso riposa sulla menzogna e la verità è l’arma più potente per distruggerlo.
(Dopotutto la battuta stringente di Vauro diceva solo che i cattivi costruttori aumentano solo la cubatura dei cimiteri. Dov’è la grande esecrazione in questo? E’ solo una amara verità. E il terremoto lo dimostra. Vogliamo demonizzare il terremoto come eversivo? Perché ha rivelato che chi trasgredisce la legge per lucro è un assassino potenziale? Perché svela che il trionfante e sregolato Piano Casa di Berlusconi fa parte di quella distruzione di morte? Si può attentare alla salute del paese ma non lo si deve dire. Berlusconi può mettere a repentaglio le nostre vite con la sua mancanza di regole, ma nessuno può parlarne. E’ lesa maestà svelare i frutti del cattivo potere.
In questo paese, oggi, la verità è colpa.
Perché smaschera la propaganda, che riposa sulla superficialità di chi ascolta, la sua ignoranza e il suo egoismo.
E poiché il potere si avvale di mani e braccia e gambe, a nessuno è permesso di dire che le braccia e le gambe e le mani del potere hanno fatto alcunché di imperfetto. E’ la massima bestemmia.
Il regime è la nuova divinità, e la divinità non può essere messa in dubbio o sei un blasfemo.
Siamo arrivati a questo? I media e i tutori dell’ordine e della legge, quelli laici e quelli non laici, sono voluti arrivare a questo?
Di : viviana vivarelli sabato 18 Aprile 2009 bellaciao.org
Diaspora
Il regime è la nuova divinità,
e la divinità non può essere messa in dubbio
o sei un blasfemo














