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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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chi difende e continua a votare una simile classe di corrotti è complice del peggio di questo Paese

IL PAESE DEI FURBI    Viviana Vivarelli 

L’Italia è il Paese dei furbi. I furbi possono fare tutto quello che vogliono, reati di ogni tipo, sicuri che non pagheranno alcuna pena, abusi in massa tanto non sarà mai ridotto il loro potere, un comportamento costante di arroganza e soperchieria in cui chi fa le leggi le fa a proprio favore, contro ogni criterio di giustizia ed uguaglianza, lesioni continue del bene comune in nome di un egoismo becero e spregiudicato, collusione tra malfattori o mafiosi, che proseguono negli anni e si perpetuano nei pupilli e nei cosiddetti riformatori, menzogne propagate a mezzo stampa con una televisione complice e meschina, e infine lesioni costanti al tessuto democratico con l’attacco a qualsiasi opposizione democratica e l’accentramento assoluto di un potere feroce attento solo a spartizioni e collusioni, un gigantesco quadro di dissolutezza che non ha paragoni in Europa e ne ha pochi anche nel terzo mondo. In questa situazione squallida e degenerata, tre partiti feroci quanto delinquenziali hanno retto il potere per 20 anni proseguendo e amplificando tutti i danni possibili, al diritto, all’economia, al senso comune, con leggi auto protettiva e un parlamento ormai solo autoreferenziale, in una trama di interessi reciproci e reggendo gli interessi della parte peggiore del Paese e della criminalità organizzata. Non è possibile parlare di pratiche di democrazia in condizioni simili. E chi difende e continua a votare una simile classe di corrotti è complice del peggio di questo Paese e dovrebbe essere cacciato come nemico sociale.
Ma non esiste Paese di furbi che non si regga su un Paese di allocchi.


continua ...

il potere nelle mani di ... tv e nullità

Dialoghi

  • Presidente: Lei è d'accordo con Ben? Pensa che possiamo stimolare la crescita con incentivi temporanei?
    Chance: Fintanto che le radici non sono recise, va tutto bene, e andrà tutto bene, nel giardino.
    Presidente: Nel giardino.
    Chance: Sì. In un giardino c'è una stagione per la crescita. Prima vengono la primavera e l'estate, e poi abbiamo l'autunno e l'inverno. Ma poi ritorna la primavera e l'estate.
    Presidente: Primavera e estate.
    Chance: Sì.
    Presidente: E... autunno e inverno.
    Chance: Sì.
  • Ronald Stiegler: Signor Giardiniere, col mio editore ci chiedevamo se a lei interesserebbe scrivere un libro per noi. Qualcosa sulla sua filosofia politica. Che ne direbbe?
    Chance: Io non so scrivere.
    Stiegler: Ah, meno male! Oggi sono tutti scrittori! Da noi si rischia di restare sepolti dai manoscritti. Eh... Ecco, noi le anticiperemmo una cifra con cinque zeri, e avrebbe la collaborazione di un grosso scrittore ombra, lettori professionali...
    Chance: Neanche leggere.
    Stiegler: Ma naturalmente! E chi ce l'ha più il tempo di leggere? Sì... si sbircia una rivista, si guarda la televisione...
    Chance: Hm, hm. Ecco, a me piace guardare la televisione.
    Stiegler: Ah, non ne dubito. Nessuno legge.
tratto da Oltre il giardino (Being There)

Trama
Alla morte del padrone, Chance, un giardiniere analfabeta e non più giovane, che non è mai uscito dalla casa nella quale ha lavorato per tutta la vita, si ritrova in mezzo alla strada, con una valigia di vecchi abiti di lusso e un disarmante candore. L'unico collegamento col mondo esterno è stata nel corso di tutti questi anni la sola televisione.
Vagando disorientato e senza meta per le strade di una Washington sporca e maleducata, ben diversa dal mondo che lui vedeva rappresentato attraverso la TV, ... continua

continua ...

il catalizzatore

noi italiani siamo una chimica mooolto leeenta, avremmo bisogno di un catalizzatore cioè un reagente che accelerasse le nostre reazioni e soprattutto le incanalasse in una direzione per uscire da questo stato di apatia.
Io per quanto frequenti poco la società, frequentando campagne e giardini, mi sono accorto che moltissime persone aspettano un messia cioè qualcuno che risolva tutto.
Come spiegare che tutto dipende da loro cioè da noi stessi, come far capire a queste persone che hanno la scimmia (termine usato per i drogati), che sono drogati, affabulati, disinformati dalla televisione? IO, devo ammetterlo che non è facile risolvere certi problemi,
sicuramente lo è per chi questi problemi non sa o non vuole riconoscere di averli.
Allora perchè non istituire gruppi di incontro per 'teledipendenti anonimi' proponendo alternative a quello strumento micidiale che è la televisione.
Sono sicuro che TUTTI potremmo uscire da quel tunnel, riappropriarci della nostra vita, della nostra società e del nostro mondo, riuscendo a dare importanza alle cose importanti e vitali di ognuno di noi, senza perdere l'occasione della vita, Vivere e non guardare altri che lo fanno al nostro posto,
sicuramente ci saranno dei problemi ma sarà questo che differenzierà le scimmie dagli uomini.
ps: la televisione,strumento del potere corrotto quindi malato, genera un'infinità di unità,
la società che è (o dovrebbe essere) matematica ( guarda caso non c'è il nobel della matematica! )allo stato brado dovrebbe essere un insieme funzionale ed armonico al sistema,
sarà per questo che stanno nascendo tutte 'ste primavere pilotate?

continua ...

Che senso ha

Che senso ha votare, in un paese in cui un politico, che non potrebbe essere politico, detta gli articoli a suoi dipendenti giornalisti (in senso lato, il giornalismo è ben altra cosa, soprattutto non è dipendente della politica), detta l'agenda ai suoi avversari politici in un governo di losche intese, benedetto da sua eminenza giorgio Della Trattativa Mafiosa Insabbiata.
Forse il senso potremmo trovarlo in tutta una serie di ricatti in cui tutti hanno qualcosa da nascondere, per cui salvare un indifendibile è come salvare se stessi, daltronde siamo in fondo a tutte le classifiche per quando riguarda il condizionamento mafioso, la corruzione, la mancanza di informazione, il tenore di vita, l'istruzione scolastica, la prospettiva di cure adeguate, per non parlare del lavoro.
Cosa volete da una popolazione alienata dalla televisione (ultimo baluardo di questo potere rancido e putrescente) che alimenta nei giovani (cioè il futuro) il successo rapido e i soldi subito ; emulare veline, calciatori ed eroi mafiosi, avere supertelefonini e superSUV, tanto studiare non serve, e così file interminabili di giovani abbandonano la scuola che è stata sempre descritta come un titolo di studio e basta e non come un'arma per difendersi da quegli opportunisti che vogliono solo prenderti in giro, quindi fregarti la dignita, l'istruzione, la salute, il lavoro, la casa quindi la tua vita.
Ecco qual è il senso di tutto.

continua ...

un paese diviso alla nascita

noi siamo culla e tormento

giorno e notte

sotto e sopra

avremmo mai o potremmo mai trovare soluzioni nel mondo di questi dei,

certamente no; noi, il contrario dei vertici che ci governano,

non siamo mafia (vedi intercettazioni cancellate, le prove non si cancellano signor napolitano)

non siamo corrotti (vedi il compratore di tutti, un certo cavaliere di non so quale mondo, ma certo esiste)

poi ci sono i vermi ( quelli che trasformano il morto in altro )

non quei vermi che non sai come definire e gli dai un titolo che non hanno

quelle sostanze che si spacciano per individui, giornalisti, presidenti, politici, sono nullità

e senza i loro complici che sono altrettante nullità, non esisterebbero.

Ciò che tiene viva la o le nullità di un paese è la televisione

ecco perchè l'italia non cambia, perchè gli italiani soffrono la solitudine ed hanno una droga migliore della religione, la televisione!

ma oggi proprio oggi ci si vieta di ascoltare nel mondo di rinapoletano, triberlusconi, ridailema e letta e riletta il nipote di zio letta questi rumori che sanno di vita.

continua ...

monti continua ad arricchire i disonesti ( vedi mafiosi=banche=poteri)

i cittadini aspettano guardando una finestra finta (televisione)
e i lavoratori continuano a lavorare  
monti fai schifo almeno quanto la somma dei tuoi predecessori e morirai solo anche tu
« Nel lungo periodo siamo tutti morti. »

continua ...

dov'è il popolo italiano? dietro qualcuno !

un bersani pusillanime?

un grillo che rappresenta la fine della 2°repubblica(non certo l'inizio della 3°)

un due monti napolitani che stanno a guardare?

età media sopra le righe per non dire i conti correnti.

loro hanno un dio agli antipodi del tuo, eppure ti hanno convinto che è il tuo.

cambiare vuol dire azzerare le abitudini.

continua ...

gli individui che guardano la televisione sono ...


senza speranza !!!!!!!!!!!!!!

p.s.;

è acclarato che i principali partiti che tengono in vita monti sono mafiosi ,
mafiosi cosiddetti signori perchè hanno soldi, banche e religioni

l'imperatore presidente è un sostenitore di latitanti (vedi benedetto craxi )

i rappresentanti dell'italia corrotta, mafiosa , senza informazione, senza lavoro, senza scuola , senza assistenza sanitaria sono loro
napolitano, monti, quello del senato , quello della camera , quello del vaticano, quelli del sindacato, quelli della cosiddetta industria , vecchi senza futuro e speranza , ladri di vita e di vite.

in un altro paese sarebbero condannate per altissimo tradimento
individui e non persone quindi non meritevoli di nessunissima fiducia

continua ...

Chiesa Catodica

  Obbedire, consumare, non pensare.

continua ...

inestricabile conflitto di interessi

L’elogio della Tv nel Paese del telecomando

La televisione resta il “super media” e “il consumo di televisione mantiene una assoluta centralità nella dieta mediale degli italiani” che, in media guardano “4 ore e 10 minuti di tv al giorno” mentre “il 94% dei cittadini utilizza la televisione per informarsi dei fatti della politica”.

“Nel rapporto con Internet, la televisione è ancora vincente (la televisione batte internet 13 ad 1 nel budget temporale degli italiani)”.

Sono questi - e molti altri - i risultati di uno Studio commissionato da Mediaset all’Istituto italiano per l’industria culturale allo scopo - più o meno trasparente - di dimostrare l’attuale centralità ed importanza dell’industria televisiva e la conseguente necessità di tutelarne il prodotto dagli attacchi dei pirati e parassiti che navigano e lavorano online... continua guidoscorza.it

continua ...

la miseria psicologica della massa

Pasolini profetico



Conformismo

« Chi vuol essere un uomo deve essere un anticonformista. »
(Ralph Waldo Emerson)

« Oltre agli obblighi cui siamo preparati, concernenti la restrizione pulsionale, ci sovrasta il pericolo di un condizione che potremmo definire "la miseria psicologica della massa". Questo pericolo incombe maggiormente dove il legame sociale è stabilito soprattutto attraverso l'identificazione reciproca dei vari membri. [...] La presente condizione di civiltà americana potrebbe offrire una buona opportunità per studiare questo temuto male delle civiltà, ma evito la tentazione di addentrarmi nella critica di tale civiltà; non voglio destare l'impressione che io stesso ami servirmi dei metodi americani. »
(Sigmund Freud, Il disagio delle civiltà)

Il termine conformismo indica una tendenza a conformarsi a opinioni, usi e comportamenti già definiti in precedenza e politicamente o socialmente prevalenti.

In ambito sociale si definisce conformista colui che, ignorando o sacrificando la propria libera espressione soggettiva, si adegua e si adatta nel comportamento complessivo, sia di idee e di aspetto che di regole, alla forma espressa dalla maggioranza o dal gruppo di cui è parte. Questo atteggiamento viene definito in psicologia con il termine conformità.

L'origine del conformismo risiede molto spesso nella radice animale dell'essere umano che attinge le sue paure dalla solitudine fuori dal branco. È una sorta di comportamento mimetico: l'individuo si nasconde nell'ambiente sociale nel quale vive, assumendone i tratti più comuni, in termini di modi di essere, di fare, di pensare. Il senso di protezione che ne deriva rafforza ulteriormente i comportamenti conformisti.

L'atteggiamento opposto al conformismo viene definito anticonformismo e consiste quindi in un rifiuto delle idee e dei comportamenti prevalenti. Infatti, normalmente, le persone non conformiste hanno già sviluppato un livello di coscienza diverso che permette loro di poter sfidare i comportamenti comuni senza soffrirne...
leggi tutto http://it.wikipedia.org/wiki/Conformismo

* Il conformismo è il carceriere della libertà e il nemico dello sviluppo. (John Fitzgerald Kennedy)

* Il conformismo è la scimmia dell'armonia. (Ralph Waldo Emerson)





continua ...

m e r d a: acronimo di ...

mafia e religione danno affabulazione

"Colui che vi parla è l'ombra di Sofocle.
Sono qui arbitrariamente destinato a inaugurare
un linguaggio troppo difficile e troppo facile:
difficile per gli spettatori di una società
in un pessimo momento della sua storia,
facile per i pochi lettori di poesia.
Ci dovrete fare l'orecchio.
Basta. Quanto al resto,
seguirete come potrete le vicende un po' indecenti
di questa tragedia che finisce ma non comincia -
fino al momento in cui riapparirà la mia ombra.
A quel momento le cose cambieranno;
e questi versi avranno una loro grazia,
dovuta, stavolta, a una certa loro oggettività".

continua ...

x 3 giorni e poi risorge

come un'araba felice contro la + potente delle lobby

I media e la democrazia

Nel corso del tempo si è diffusa l'idea che in una società democratica, affinché la democrazia possa dirsi completa, debbano essere presenti dei mezzi di informazione indipendenti che possano informare i cittadini su argomenti riguardanti i governi e le entità aziendali; questo perché i cittadini, pur disponendo del diritto di voto, non sarebbero altrimenti in grado di esercitarlo con una scelta informata che rispecchi i loro reali interessi ed opinioni. Secondo quest'ottica, nell'ambito del principio fondante delle democrazie liberali, ovvero la separazione dei poteri, oltre all'esecutivo, al giudiziario e al legislativo, il ruolo dei media di fonti di informazione per i cittadini andrebbe considerato come un quarto potere da rendere autonomo rispetto agli altri. Ciò è impossibile poiché in un sistema democratico i media costituiscono la più potente tra le lobby.

Per questi motivi alcuni credono che il più grande rischio per la democrazia sia la concentrazione della proprietà dei media.[senza fonte]

In particolare al giorno d'oggi sono le televisioni la principale fonte informativa, perché solo una ridotta minoranza di persone legge libri e giornali o si informa tramite internet.[senza fonte] Quindi alle TV va posta particolare attenzione.

Internet ed i mezzi di comunicazione di massa

Sebbene venga resa disponibile una gran quantità di informazioni, immagini e commenti (cioè "contenuti"), spesso è difficile determinare l'autenticità e l'affidabilità dell'informazione contenuta nelle pagine web (che spesso sono auto pubblicate). Alcuni sostengono però che internet rispecchi la contraddittorietà del mondo reale e che l'apparente maggiore affidabilità dell'informazione televisiva e giornalistica sia dovuta al ristretto numero di canali informativi ed alla tendenza ad omologare l'informazione tradizionale su modelli comuni.
Internet,consente la diffusione di notizie e informazioni in pochi minuti in tutto il pianeta, sostituendo spesso, grazie alla sua relativa economicità e facilità d'uso, i mezzi di comunicazione tradizionali (posta, telefono, fax).

Questo rapido sviluppo di comunicazione istantanea e decentrata porterà probabilmente a cambiamenti significativi nella struttura dei mass media e nel loro rapporto con la società.

http://it.wikipedia.org/wiki/Mezzo_di_comunicazione_di_massa

p.s.: x 3 giorni e poi risorge

continua ...

uomini, glandi , televisione e guerra

la televisione crea disturbi della personalità
se la spegni ....
ti svegli



continua ...

diciotto sentenze della Corte costituzionale, adesso siamo maggiorenni


Quattro quesiti referendari, diciotto sentenze della Corte costituzionale, un paio di crisi di governo: per trent’anni, la questione televisiva si è intrecciata con le vicende politiche italiane. Non è successo in nessun altro Paese occidentale; in nessuno il proprietario di quasi metà dei canali televisivi nazionali si presenta alle elezioni cinque volte in quattordici anni, per tre volte le vince e diventa capo del Governo.
Più di trent’anni è durata la «guerra» televisiva. Le sue radici affondano nella critica all’industria culturale. Le sue battaglie sono state parte di un gioco che aveva per posta l’assetto politico del Paese: gli anni Ottanta, l’ascesa del Cavaliere, il formarsi dell’Ulivo e la sua fine con la caduta del Governo Prodi, le leggi Maccanico, Gasparri e Gentiloni, la travagliata esistenza del pd, il naturale alternarsi dei cicli poli tici. E, ora, i giorni scuri in cui alcuni potrebbero perdere fiducia nel futuro del capitalismo.
Da trent’anni la questione televisiva ingombra la scena politica italiana.
Può essere piantata come bandiera dell’opposizione al centrodestra berlusconiano. Oppure può essere studiata per capire le cause delle tante anomalie italiane, di cui fa parte.

La questione televisiva ha avuto un ruolo di primo piano sulla scena politica italiana.
È stata una guerra di potere travestita da guerra di religione, volta ad annientare l’avversario.
È durata trent’anni.




il fine giustifica i mezzi,
la chiesa scende in campo




brodaglia mediatico-politico-religiosa
un'ancora che esclude un futuro





per gli italiani 'libertà' è una parola/slogan
non uno stato mentale.

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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mafiosamente


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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina