Cloe (Le città e gli scambi. 2)
A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano
mille cose l'uno dell'altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le
sorprese, le carezze. i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s'incrociano per un secondo
e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano.
[...] Qualcosa corre tra loro, uno scambiarsi di sguardi come linee
che collegano una figura all'altra e disegnano frecce, stelle, triangoli, finché tutte le combinazioni
in un attimo sono esaurite, e altri personaggi entrano in scena: un cieco con un ghepardo alla
catena, una cortigiana col ventaglio di piume di struzzo, un efebo, una donna cannone. Cosi tra chi
per caso si trova insieme a ripararsi dalla pioggia sotto il portico, o si accalca sotto un tendone del
bazar, o sosta ad ascoltare la banda in piazza, si consumano incontri, seduzioni, amplessi, orge,
senza che ci si scambi una parola, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.
Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città. Se uomini e donne
cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui
cominciare una storia d'inseguimenti, di finzioni, di malintesi, d'urti, di oppressioni, e la giostra
delle fantasie si fermerebbe.« L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »
(Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)
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... e la giostra delle fantasie si fermerebbe
due carenze nel programma di Monti: la lotta alla corruzione e al crimine organizzato
GOVERNO MONTI - IL DITO NELLE PIAGHE
di Ferdinando Imposimato
Una breve analisi sul perche' e' caduto il premier ci induce a moderare l'ottimismo. Non e' stata la inesistente opposizione a fare crollare il regime dopo 17 anni di malgoverno. La causa principale e' stata nel crollo della borsa e nella perdita del 12 per cento del valore delle azioni di Mediaset. Si dice che l'ex Presidente del Consiglio, in un raro impulso di verita', abbia esclamato: «il debito delle mie aziende supera il loro valore». E forse questo e' vero. Forse Berlusconi ha compreso che la sola speranza di salvezza del suo impero economico era in un'altra amministrazione. E ha rassegnato le dimissioni, anche queste ad personam, per salvare se stesso e le sue aziende.
La seconda causa del crollo del Governo e' stata nel suo abbandono da parte di molti dei mercenari. Di quegli stessi che si erano venduti al tiranno in cambio di qualche favore o prebenda, o della promessa di una ricandidatura. Erano ormai consapevoli che il despota non era in grado di offrire alcunche'.
Resta l'amarezza che il popolo italiano ha subito per ben 17 anni uno sciagurato politico come l'ex presidente del Consiglio, vergogna nazionale e fonte dei nostri guai piu' gravi, soprattutto per la diffusione della corruzione, nella quale ha saputo coinvolgere anche l'opposizione, e per la paralisi del Parlamento, impegnato al servizio del premier.
Stando cosi' le cose, la tragedia italiana resta l'assenza di alternanza, cardine della democrazia. Oggi l'opposizione e' costretta a convivere con i responsabili principali del disastro, con i luogotenenti di Berlusconi. Sembra che l'attitudine a tollerare e apprezzare governanti corrotti e criminali sia una tradizione degli italiani. Lo diceva il padre dell'economia classica oltre due secoli fa: «In paesi dove gravi crimini restano frequentemente impuniti, le azioni piu' atroci divengono quasi familiari e cessano di suscitare nella gente quell'orrore che tutti provano nei paesi in cui, invece, ha luogo una rigorosa amministrazione della giustizia»...>>> lavocedellevoci.it
5 dicembre 2011
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un dono velenoso di quest’epoca
continua ItaliaDallEstero.info
Ostracismo e postumi di una sbornia di Franz Haas
L’uscita di scena di Berlusconi non basta a salvare l’Italia.
Sabato sera gli italiani che non appartengono alla corrente di Berlusconi hanno festeggiato a champagne. Ma l’emicrania con cui si sono svegliati il giorno seguente ha però cause anche più profonde.
Ancor più dal loro linguaggio si potrebbero riconoscere i farabutti, pensava Karl Kraus fidandosi delle false parole dei suoi avversari. I futuri linguisti analizzeranno diffusamente e istruttivamente l’italiano di Silvio Berlusconi e in particolare sarà istruttiva la parola “traditore”: “8 traditori”, ha scritto su un pezzo di carta Berlusconi martedì scorso, dopo un voto in tutta fretta in Parlamento, quando otto dei suoi compagni di partito hanno voluto fermare la totale rovina dell’Italia votando contro di lui. A questi traditori si dovrebbe sparare “alla schiena”, ha suggerito un deputato postfascista molto leale. Mussolini un tempo definì traditore anche il genero Galeazzo Ciano, che nel 1943 aveva votato contro di lui al Gran Consiglio del Fascismo. Mussolini e in seguito, per entrare nelle grazie di Hitler, divenne fantoccio del dittatore a Salò, facendo così giustiziare il genero come si conviene a un “traditore”.
Il linguaggio del berlusconismo, che ha reso il fascimo nuovamente salottiero, è un misto di brutalità e frivolezza al servizio del potere e per il paese resterà a lungo un dono velenoso di quest’epoca.
Il denaro fa lo sgambetto
la fine di un uomo squallido
La crisi degli asini
Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.
Vedendo che non ne rimaneva nessuno,annunciò che avrebbe comprato asini a 500 la settimana successiva e se ne andò dal villaggio....
Il giorno dopo affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l’ordine di vendere le bestie a 400 l’una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò,si indebitarono con la banca.
Come era prevedibile, i due uomini d’affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell’asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.
Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).
Eppure quest’ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria,non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.
Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l’aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.
Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese:meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità. Venne innalzata l’età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.
Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda ,acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.
Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.
E voi, cosa fareste al posto loro?
Che cosa farete?
Se questa storia vi ricorda qualcosa,ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi
Sabato 15 ottobre 2011, (Giornata internazionale degli indignati)
giulio cavalli
il cliccante errante
esiste nonesiste
la padania secondo quel napoletano non esiste ma secondo i boss si,
la mafia per i mafiosi non esiste ma secondo gli italians si
indolenza,paura,apatia,ignoranza,opportunismo eccolo il pentacolo religioso che governa il quotidiano italiano
finchè non saremo milioni ad andare a protestare davanti al tempio
in modo che si caghino sotto talmente tanto da scollarsi automaticamente dalle poltrone che occupano, indegnamente, illegalmente, abusivamente
questi o i loro seguaci non ce li toglieremo più dai coglioni
alla rete non serve scarfacebook ,il grillo o il motore di ricerca
la rete siamo noi , uno ad uno, noi possiamo scegliere dove andare anche se i potenti ci inducono in tentazione a discapito di una grave perdita
l'io
il cliccante errante va dove 'i big' non si aspettano!
neutralizza il loro algoritmo!!?!
le cosche gestiscono il parlamento
l'incapace e Montesquieu
Premier: giudici contropotere politico.
"... Cosí non c'è piú libertà se il potere di giudicare non è separato dal potere legislativo e dall'esecutivo. Infatti se fosse unito al potere legislativo, ci sarebbe una potestà arbitraria sulla vita e la libertà dei cittadini, in quanto il giudice sarebbe legislatore. Se poi fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza d'un oppressore..." "Lo Spirito delle Leggi"
Deve esserlo ignorante!!! ....... o pauroso!
"... Cosí non c'è piú libertà se il potere di giudicare non è separato dal potere legislativo e dall'esecutivo. Infatti se fosse unito al potere legislativo, ci sarebbe una potestà arbitraria sulla vita e la libertà dei cittadini, in quanto il giudice sarebbe legislatore. Se poi fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza d'un oppressore..." "Lo Spirito delle Leggi"
Deve esserlo ignorante!!! ....... o pauroso!
20 febbraio 2011
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in un giorno delle donne i glandi della stolia
le miserie della loro condizione di servi
Il Nano Fratello Vi ricordate i Due Minuti d’Odio? Nel romanzo 1984 (un tempo fantascienza, ora già quasi storia) erano le manifestazioni collettive organizzate quotidianamente dal governo del Grande Fratello. Orwell ne fa una descrizione fenomenale: Una estasi mista di paura e di istinti vendicativi, un folle desiderio di uccidere, di torturare, di rompere facce a colpi di martello percorreva l’intero gruppo degli astanti. I Due Minuti d’Odio servivano a deflettere la rabbia dei prolet per le condizioni miserevoli in cui versavano, dai governanti (che ne erano responsabili) verso un nemico esterno (che cambiava a seconda delle circostanze, delle alleanze e della propaganda). Il capro espiatorio di tutte le nefandezze era ... continua
internet o telecomando: il partito del brodo
Altro che Tea Party, qui bisogna iscriversi al Brodo Party
Che il mondo di Internet in Italia debba comprare una pagina su un quotidiano per mandare un messaggio può apparire come una nemesi. Il segno del limite che la Rete ancora incontra per farsi ascoltare, per essere considerata...
link mag.wired.it/blog
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aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero
Prelevo dal blog di Rosellina970 questa bellissima lettera ripresa dal numero di ottobre di Nuova Resistenza.Se questo è un uomo…no è solo un padrone!!!
Da Nuova Resistenza, numero 8 di ottobre 2010Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odo-rava di olio e lamiera. Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, segui
il numero che fa la differenza
onorevoli, gonzi, imbecilli, burini e fessacchiotti
Tra tre politici italiani si svolge il seguente dialogo:
A: In parlamento tre voti possono essere determinanti per salvare un governo. Ora noi applichiamo il “Do ut des”.
B: Ma no, perbacco! Che trovata! E chi l’avrebbe mai pensato. Il “Do …”?
A: Il “Do ut des”.
B: E questo “Do … ut des” dove si trova?
C: Io ti do tre voti a te e tu mi dai tre appalti a me.
B: Scusate la mia ignoranza in questa specie di politica. Ma io so che il deputato deve fare l’interesse dell’elettore, di colui che gli ha dato la fiducia e il voto.
A: Cose d’altri tempi queste!
B: Ah sì, roba passata? sormontata?
A e C annuiscono in segno di approvazione.
B: Io vado al comizio, parlo, prometto, prometto, prometto.
C: Prometta fogne, strade ponti. E noi ci pappiamo gli appalti.
B: E i gonzi, gli imbecilli, i burini, i fessacchiotti mi danno i voti…
A: Ecco, ecco, ecco!
polvere
Togliere la polvere dal passato per vedere meglio il futuro
é un esercizio mnemonico molto utile
| Grazie a questi siti l'Italia é ogni giorno più ricca . |
l’eclissi della questione morale
Il clima cambia perché il re non ama apparire nudo. La politica, tutta la politica, vive di credibilità e di consenso. Perciò la politica non ama che la magistratura disveli troppo in fatto di corruzione o collusioni con la mafia, perché ne diminuisce la credibilità complessiva. È un atteggiamento trasversale, sia pure con enormi, stellari differenze tra gli schieramenti. La politica rivendica il suo primato, ed è sacrosanto che lo faccia, ma dovrebbe rivendicarlo facendo le leggi giuste, anche sulla base di alcune esperienze giudiziarie. Cosa che non è quasi mai avvenuta: anzi, alcuni il primato della politica lo concepiscono più che altro comeTratto da Un magistrato fuori legge
sottrazione di sé ai controlli. Infine, a un certo punto si comincia a dire (più che altro come petizione di principio, senza troppe verifiche) che l’antimafia non paga in termini elettorali, come non paga la lotta alla corruzione. Quindi non è il caso di parlare troppo di certe questioni. Anche questa, in una certa misura, è una tesi trasversale.
Si verifica, in sintesi, l’eclissi della questione morale. Negli Stati Uniti e nel
Regno Unito un’irregolarità sulla colf o sulla badante basta a stroncare carriere
politiche prestigiose; da noi non bastano le sentenze di Cassazione.
Nel saggio Che cos’è la mafia (ripubblicato da Editori Laterza nel 2002), Gaetano Mosca
scrive che il funzionario pubblico onesto «presto comprende (che) se vuole
combattere i soliti onorevoli usi a trescare colle cosche mafiose… dovrà intanto
essere esposto alle trame e alle calunnie che si ordiranno contro di lui a Roma». E
che «se non riesce, sarà addossata a lui la responsabilità dell’insuccesso».
Il testo è del 1900. Un secolo e 10 anni fa.
media deviati, mafia e altri poteri occulti
Succede che un paese da molto tempo immobile e anestetizzato da un potere fondato su pilastri allarmanti (media deviati, mafia e altri poteri occulti) si risveglia e si esprime nelle sue componenti più direttamente oppresse: operai cacciati dalle loro fabbriche, immigrati privati dei diritti elementari, vittime di un terremoto particolarmente distruttivo sfruttati e ingannati dalle istituzioni che dovevano proteggerli e aiutarli, Sud avvelenato dai rifiuti tossici nascosti sottoterra clandestinamente, studenti che fin dall’infanzia hanno conosciuto come solo orizzonte un mondo di illusioni e di menzogne che, di fatto li ha privati dell’idea stessa di un futuro che appartiene loro....italiadallestero.info
7 gennaio 2011
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meno male che silvio c'è... per la mafia
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licenza di uccidere
Berlusconi l'Intoccabile
di Michele Ainis
In nessun Paese al mondo - nessuno - il capo dell'esecutivo gode di un salvacondotto come quello che martedì prossimo sarà giudicato dalla Corte Costituzionale. E che regala al nostro premier anche la licenza di uccidere
il grande bugiardo
Qui di seguito trovate le parti a mio dire più rappresentative del libro di G. Wallraff, tratti dalla prefazione di E.Collotti.
G.Wallraff, affonda il bisturi in una della piaghe più purulente che la società tedesco-occidentale ha prodotto nel corso della sua esistenza,un vero focolaio di avvelenamento, e di diffusione di questo avvelenamento , dell'opinione pubblica
In un paese in cui il pubblico dei lettori ha nella sua grande maggioranza delegato la formazione di un'opinione alla “Bild-Zeitung” e al monopolio Springer,interpreti dei valori tradizionali più triti e di esigenze di ordine e sicurezza che prima ancora che nella sfera pubblica vanno alimentate nella vita dei privati cittadini, - - - - - - - - - - - - - - - - -
capire come nasce un giornale Springer e soprattutto attraverso quali meccanismi di sofisticazione si crea e si modella un 'opinione pubblica apparentemente spoliticizzata,in realtà politicizzata omogeneamente e unilateralmente in funzione di un bisogno di autorità che deve essere permanentemente alimentato dall'esistenza di un bersaglio o capro espiatorio che di volta in volta possono essere gli studenti , i lavoratori stranieri o i terroristi. - - - - - - - - - - - - -
il suo metodo di lavoro non è l'unico che si possa adottare per scrivere il reportage i limiti di questo metodo, perchè non è certo calandosi nella tuta dell'operaio o vestendo i panni di chi vive in un ospizio per senzatetto che egli acquista la condizione o l'ottica dell'operaio o del senzatetto, per cui il suo modo di vivere la condizione di questi sarà sempre parziale ed in un certo senso esterno. Ma sa anche che soltanto attraverso questa sorta di travestimento è possibile molte volte immedesimarsi in determinate situazioni , assumere quella somma di informazioni che consentano di ricostruire il quadro ambientale dal quale nascono lo sfruttamento e l'alienazione operaia o la violentazione dei derelitti o, il che è la stessa cosa,come il lavoro redazionale della “Bild-Zeitung” , la manipolazione dell'opinione pubblica come proiezione su uno schermo ingigantito di un processo di manipolazione che si sviluppa innanzitutto all'interno delle redazioni dell'impero Springer. - - - -
gli studi specialistici hanno richiamato l'attenzione sul peso di quella che Enzensberger ha chiamato “l'industria della coscienza”,ossia sull'importanza dei mezzi di comunicazione di massa nella Repubblica federale tedesca come caso estremo e più avanzato di società di capitalismo maturo, - - - - - - - - - - - - - - - - -
L'attenzione è stata naturalmente rivolta a quel processo di concentrazione delle testate e quindi di monopolio dell'informazione e della formazione dell'opinione pubblica che non trova equivalenti nella stessa dimensione altrove e che ha battuto anche il precedente - che costituì uno degli strumenti di influenza ideologica che favorirono il passaggio al nazismo di larghe masse della piccola e media borghesia.- - - - - - - - - - - -
Già allora il fenomeno si esprimeva,indipendentemente dai contenuti,in dimensioni quantitative abnormi; - - - - - - - - - - -
nessun editore di giornali e nessuna organizzazione dispone in eguale misura di strumenti di influenza centralizzata su grandi masse a partire da un unico punto: - - - - - - - - - -
E' chiaro che il modo di fare il giornale è già tuttuno con la sua ideologia, con il messaggio che intende diffondere. Ma esiste anche una pratica del monopolio che si traduce veramente in un diritto di vita edi morte nei confronti della generalità della stampa - - - - - - - - - - - -
mezzi di pressione dei quali poteva pur disporre nei confronti di altri editori:quale il rifiuto di accogliere pubblicità locale in determinati fogli.... o la rinuncia a diffondere determinate testate in aree determinate;ma soprattuttoil controllo degli stabilimenti tipografici di altri giornali mediante la distribuzione delle commesse di stampare fogli Springer con la conseguenza di rendere buona parte di questi stabilimenti economicamente dipendenti da Springer . - - - - - - - - - - -
Una seconda conseguenza del monopolio si traduce in vere e proprie forme di censura. -- “Pardon” voleva pubblicare un numero speciale anti-Springer, parecchie tipografie rifiutarono di eseguire l'incarico per timore di possibili pressioni.” - - - - - - - - - - - - - -
La diminuzione del numero di giornali indipendenti aumenta la dipendenza del giornalista - - - - -
l'uso dei mezzi di comunicazione di massa ha una funzione fondamentale nel processo di condizionamento e di omogeneizzazione dell'opinione pubblica ;in altri termini,nella creazione del consenso intorno a forme di democrazia sempre più esteriori e sempre più intrinsecamente autoritarie e illiberali. -- l'uso della stampa da parte del governo federale nella lotta contro il terrorismo ha fato segnare un salto di qualità nella fusione coatto tra volontà del potere politico e volontà politica dei governanti,vale a dire nella identificazione del cittadino reso suddito con il potere -- della delega da esse rimessa al potere costituito e per esso agli strumenti di creazione del consenso ivi compresi i mass media. - - - - - - - - - - - - - -
Nel sessantotto la rivolta contro Springer non nacque soltanto dal monopolio di per se della stampa che veniva in esso individuato ; l'oggetto della denuncia era specificatamente la manipolazionedelle masse, la falsificazione sistematica delle notizie ma non senza una finalità politica precisa. - - - - -
Nel momento stesso in cui vuole rimuovere l'immagine che la società tedesca sia una società classista , la “Bild” propone una serie di altri modelli che sotto l'apparente neutralità forniscono l'esatta immagine della famiglia tipo o del suddito tipo strettamente funzionali a quell'ideologia - - -
analizzare la “Bild” significava aggredire “una potente istituzione destinata alla conservazione del sistema”: “Il capitalismo maturo abbisogna tra gli strumenti principali per la sua autoconservazione del postulato dell'ordine e della sicurezza . Esso pretende di dovere respingere il caos che minaccia di produrre esso stesso. - - - - - - - - - - -
E' espressa in tal modo la funzionalizzazione del giornale al sistema , all'ordinamento economico-sociale che si vuole conservare , alla prevalenza netta da attribuire ai valori privatistici rispetto a quelli pubblici - - - - - - - - - - -
Non esistono nel codice interpretativo della “Bild” movimenti e processi collettivi ,fenomeni che non siano riconducibili alla quotidianità dell'individuale,del personale. E' soltanto da questa frantumazione della realtà sociale in una miriade di solitudini individuali che può nascere il senso di impotenza del singolo e quindi la richiesta di una riappropriazione del sociale che avviene attraverso la mediazione della “Bild”: la manipolazione consiste nella grande speculazione sulla paura, sull'angoscia di vivere che attanaglia questa umanità frantumata, che non è in grado di cogliere le radici della propria solitudine e della propria alienazione e quindi neppure quelle della manipolazione che si opera ai suoi danni - - - - - - - - - - - - -
è su questa umanità fatta di uomini qualunque -- che la “Bild” può far crescere la sua ideologia di ordine e di sicurezza ,una ideologia tutta dalla parte dei padroni ,dalla parte dei fautori della stato e dell'uomo forte, un ideologia livellatrice che non concepisce i diversi se non nella misura in cui ne ha bisogno per rinsaldare e cementare per contrasto la coesione e l'omogeneità del suo modello di aggregato sociale intorno alla sua figura ideale di grande famiglia dominata da un forte paternalismo. - - - - - - - - - - -
Colpisce la violenza con la quale viene alla luce la constatazione che la condizione prima per operare il livellamento di massa dell'opinione pubblica è il livellamento stesso del personale redazionale. - - - - - - - - - -
L'uomo non riesce a svilupparsi come essere sociale , il sistema “Bild” lo appiattisce.”
I giornalisti - sono - i “rapitori del subconscio”,una sorta di spacciatori di droga , di creatori e produttori di cortine fumogene destinate a spargare illusioni - - - - - - -
una vera filosofia del giornalismo che .... non è evidentemente fine a se stessa: “Il lettore - non deve essere informato; per 35 centesimi si deve comprare emozioni, stimolanti,droghe compensative.” Non ultima delle illusioni - è la privatizzazione assoluta dell'esistenza,la riduzione di tutti i fenomeni all'episodio e al caso individuale astraendoli dal contesto della realtà sociale. - - - - - - - -
dopo aver distrutto l'immagine della socialità dei problemi , della dimensione collettiva dell'esistenza, - l'uomo è assolutamente disperato, è indifeso nella sua solitudine, perchè non vi è razionalità nella vita, - tutti sono vittime di disgrazie di cui nessuno è responsabile”. - - - - - -
Un destino non crudele sembra smitizzare lo stesso fatalismo su cui poggia la filosofia della vita della “Bild”,dei suoi padroni e anche dei suoi schiavi assuefatti essi stessi allla droga di cui devono farsi spacciatori. Una redazione della “Bild” può essere definita una fucina di falsità. - -
Le falsificazioni nascono alla “Bild” senza bisogno di parole, per così dire sistematicamente. Per assuefazione appunto.
“Il problema della satira non esiste - L'esagerazione intenzionale e la deformazione della realtà, - non possono più essere percepite dal lettore ,perchè tutta la realtà appare già deformata, capovolta e strvolta.” - - - - - - - - - - - - - -
avversari politici nei cui confronti al consueto disprezzo per ogni essere umano la stampa Springer aggiunge il linciaggio morale e non soltanto tale , trattando ogni avversario come potenziale terrorista o quanto meno come “simpatizzante” in atto. - - il nemico è da isolare, da respingere, da provocare per poterlo schiacciare o quanto meno distruggere moralmente. - - - - - - - - - -
“Al posto della stampa come istituzione sociale dell'informazione” - “subentra la latrina pubblica dell'animo popolare”. - - i sindacati non hanno senso: se la povera gente ha dei problemi , c'è la “Bild” che lotta per loro! A tutto il resto provvedono in modo irreprensibile gli imprenditori.”
Ma è prerogativa specifica della stampa Springer l'assenza dei temi politici, - tanto scandalismo, un po' di sesso come tranquillante, un pizzico di luccichio sulle miserie dei poveri e dei diseredati e per il resto lasciate fare a chi può e a chi ne sa di più. - - - - - - - - - - - - -
perchè si dovrebbe rattristare la gente con storie così poco allegre e così poco in linea con la visione accomodante della vita diffusa dalla “Bild”, non perchè i suoi redattori ci credano ma perchè è questa la sola condizione per fare un giornale che tenda veramente a rassicurare tutti, e in particolare il 'piccolo uomo' di falladiana memoria, che il mondo e la società esistenti sono pur sempre il mondo e la società migliori possibili.
Non una stampa per il cambiamento ma una stampa per la conservazione. Il prezzo da pagare per compiere questa operazioneè la disinformazione, perchè soltanto a costo di mistificare e di manipolare la realtà politica e sociale è possibile ottenere, se non il plauso e il consenso, quanto meno la rassegnazione di milioni di 'piccoli uomini'.
IL GRANDE BUGIARDO le avventure di nemesy
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