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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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Che l’agenda Monti sia stata un disastro su tutti i fronti ...

...lo hanno capito anche gli stessi sostenitori di tale governo pseudo tecnico. Tutti i parametri, e sottolineo i “loro parametri” sono peggiorati, è un dato storico. Ma allora perché tale “uomo” ha ancora il coraggio di ripresentarsi per continuare la sua “agenda”? Semplice, ubbidisce agli ordini. Il motivo è che il suo operato, per chi lo ha mandato a fare quello che doveva fare, è andato benissimo. Sfasciare l’Italia per favorire la Germania, e far recuperare soldi alle banche internazionali. L’italiota teledipendente non riesce ad avere una visione complessiva sui meccanismi della finanza internazionale e continua a pensare che destra, sinistra e ancor peggio il "centro" possa essere una soluzione politica alla questione...

continua ...

se questo è il presidente ...

figurati gli altri !!!

continua ...

un prete ci seppellirà ¿

continua ...

Il fallimento del governo monti



continua ...

padania, puttanate e fallimenti

LA LEGA E’ PURE UNA BULIMICA INETTA

Viviana Vivarelli

I fallimenti della Padania sono a rotta continua.

Comincia il boss con la falsa laurea, per cui esce pure di casa tutti i giorni per andare a un presunto lavoro da medico, inesistente perché è una bufala ad uso e consumo della moglie che poi si stufa e lo pianta.

Eredita il fallimento il figlio Renzo che dopo 3 tentativi ancora non si diploma ma spaccia come vero un diploma inesistente, com’era inesistente la laurea del padre, il che non gli impedisce di avere cariche pubbliche in giunta e nell’Expo, e per lui il padre amoroso ha abbassato a 18 gli anni occorrenti per farlo deputato

Fallisce la Banca di Lodi o Banca Padana, sollecitata da Bossi in persona con manifesti di partito e che più una banca è una banda a delinquere che ruba agli stessi correntisti, nel 2005 aveva oltre 2,5 milioni di clienti, un totale attivo di 44,5 miliardi di euro e circa 1.000 sportelli, nel 92, guarda caso, aveva inglobato la Banca Rasini, la piccola banca milanese, legata al riciclaggio di denaro della mafia e al finanziamento sporco delle prime attività imprenditoriali di B. Poi scoppia Bancopoli, Fiorani e Boni. Fiorani busca 3 anni e 6 mesi di reclusione, per aver falsificato i bilanci e aver rubato anche sui conti dei defunti. La banca di Bossi fallisce. Fiorani e soci si erano impadroniti del controllo totale dell’istituto della Banca di Lodi utilizzandolo sia per acquisire il controllo di altre banche, ma soprattutto per acquisire ingenti vantaggi patrimoniali in favore proprio e di terzi, gestendo e operando in pieno arbitrio, nell’assoluta assenza e nella presumibile complicità di organi interni, esterni e soprattutto istituzionali. La procura ha inoltre accertato che, per coprire alcune perdite, i clienti inconsapevoli si ritrovavano d’improvviso un clamoroso incremento delle spese per commissioni. In questo modo sono stati provocati ai piccoli risparmiatori della banca danni enormi. Inoltre è stato appurato che, alla morte del cliente se i parenti non intervenivano in tempi brevi alla chiusura del conto, venivano incamerati illegalmente dalla Banca.

Ma Bossi fallisce anche sul suo pezzo forte;... continua masadaweb.org

continua ...

la premessa per un qualsiasi rinnovamento politico è chiara: Berlusconi dev’essere rimpiazzato.

link italiadallestero.info

Caveat imperator

[Financial Times]
Silvio Berlusconi potrebbe sopravvivere all’ultimo clamoroso scandalo che ha travolto la propria presidenza. Ma anche se ce la facesse, sarebbe comunque impossibile non giungere alla conclusione che il sistema di cui è presidente sta marcendo dall’interno. La cosiddetta Seconda Repubblica italiana, nata nel 1992, quando gli scandali di Tangentopoli spazzarono via una generazione di politici corrotti, diede la possibilità all’Italia di rimodellare il sistema politico affinché fosse al servizio dei cittadini, anziché dei partiti politici. Quando il governo italiano passa da una delle crisi personali di Berlusconi all’altra, è chiaro che questo esperimento lungo 18 anni è fallito.
La promessa del 1992 ha ceduto il passo alla paralisi. L’impasse dei politici italiani è da tempo il principale ostacolo al successo economico: è stata questa la ragione per cui i leader del Paese non sono riusciti a cogliere l’opportunità di una riforma economica offerta dall’adozione dell’Euro.
La paralisi ha raggiunto l’apoteosi con Berlusconi. Gli ci sono voluti cinque mesi per sostituire il Ministro per l’Industria , che si era dimesso a maggio in seguito ad uno scandalo riguardante dei beni immobili. Questo non solo scatenò l’ira delle imprese, ma congelò alcune importanti decisioni riguardanti il nucleare in Italia.
La riforma del lentissimo sistema giudiziario è stata dirottata a causa dei tentativi di Berlusconi di liberarsi dei suoi sgradevoli processi. La commistione tra interesse pubblico e privato è esattamente ciò che la catarsi post-1992 avrebbe dovuto rimuovere.
A livello internazionale, la frammentarietà della sua politica interna ha fatto sì che l’Italia venisse lasciata al margine. In concreto, il rapporto Lamassoure, che ha ridotto la rappresentanza italiana al Parlamento Europeo, fu approvato in assenza di delegati italiani, impegnati a domare l’incendio di problemi interni al Paese.
Data la sua modesta influenza a Bruxelles, l’Italia stenta a determinarne le linee politiche. L’orientamento dell’eurozona è guidato dall’asse Francia-Germania, e quello dell’Unione Europea da quelle due nazioni più il Regno Unito. Oltreoceano è la stessa storia. Barack Obama ha ancora meno tempo per l’Italia di quanto ne avesse George W. Bush, nonostante l’impegno di Roma in Afghanistan.
La frattura nella coalizione che ha permesso a Berlusconi di governare in Italia per sette degli ultimi nove anni è un’opportunità per l’Italia di muoversi verso una nuova direzione. È giunto il momento per tutti di riflettere su come rianimare la politica ormai moribonda del loro Paese. Non c’è una cura semplice per questo malessere. Ci vuole una leadership politica, che scarseggia miseramente. Questo deve cambiare. Ma la premessa per un qualsiasi rinnovamento politico è chiara: Berlusconi dev’essere rimpiazzato.

"Dimissioni? Piuttosto la guerra civile"

La Stampa - ‎11/nov/2010‎
«Non mi dimetterò mai», quasi grida al telefono Berlusconi dal ventunesimo piano dell'Hotel Hyatt, e dall'altro capo del filo lo ascoltano tramite interfono tutti i gerarchi del suo partito, riuniti a 8962 chilometri di distanza. ...

continua ...

nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina