Why Yes, parla De Magistris: "Il piano della P2 è stato realizzato" di Pietro Orsatti
«Il concetto di massoneria è addirittura riduttivo». «Le indagini mi sono state sottratte illegalmente» «Siamo davanti a una gestione occulta del potere. Non si tratta più del solo condizionamento di un singolo politico o funzionario. E’ una metastasi». Parla Luigi de Magistris
Di Pietro Orsatti e Sergio Nazzaro
Lei ha recentemente dichiarato che con le inchieste Why not e Poseidone vi siete avvicinati a una sorta di nuova P2. In continuità con quella più conosciuta, storicamente accertata?
Io penso assolutamente di sì. La continuità è evidente, del resto il “Piano di rinascita democratica” è stato in gran parte attuato, in altre parti è stato riformulato in modo più pertinente con le esigenze contemporanee. In particolare passa attraverso il condizionamento totale degli organi di controllo e dei presidi di legalità democratica che sono soprattutto la magistratura e la libera informazione.
Il controllo è in atto?
Direi di sì. L’informazione è in gran parte controllata. La magistratura è stata molto condizionata ...
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gestione occulta del potere, una metastasi
nascondere il più possibile le responsabilità
e mandare a fondo chi ha tentato di ricostruire i fatti
Why Not: La classe politica contro Genchi
Il dibattito che si è svolto martedì scorso al Senato sul cosiddetto "caso Genchi" che l'attuale capo del governo Silvio Berlusconi ha definito il "più grande scandalo della Repubblica" merita assai maggior interesse di quello minimo e insignificante che gli han dato i telegiornali e i maggiori quotidiani del paese.
Anche perché il presidente del Copasir, come è noto, è un importante esponente dell'opposizione e del Partito democratico, l'onorevole Francesco Rutelli, che in quel dibattito si trova in tutto e per tutto d'accordo con i rappresentanti della maggioranza parlamentare e viene criticato, invece, da un altro pezzo dell'opposizione presente in parlamento, cioè l'Italia dei Valori. La questione è relativamente semplice.
Nel suo intervento introduttivo, l'onorevole Rutelli attacca a fondo l'attività svolta dal vicequestore in congedo e parla a torto di "molteplici strutture tecniche dello Stato spogliate di attività importanti" senza rendersi conto che non da oggi i magistrati sono spinti e autorizzati a servirsi di periti regolarmente retribuiti tutte le volte che si tratti di compiti tecnici che non sono in grado di svolgere personalmente.
.. continua nicolatranfaglia.com
'Si ha concorso esterno in associazione mafiosa quando un soggetto, non inserito stabilmente nella struttura organizzativa del sodalizio, fornisce un concreto, specifico, consapevole, volontario contributo.'
Diaspora
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“lo smemorato di Montefalcione”
GIUSTIZIA 1 - TIRO MANCINO di Rita Pennarola [ 05/02/2009]
Il bubbone scoperchiato dalle inchieste giudiziarie di Luigi De Magistris sta travolgendo la credibilita' della magistratura, i cui vertici reagiscono con punizioni “esemplari”. La Voce propone particolari inediti su alcuni protagonisti del Csm. A cominciare dal vicepresidente Nicola Mancino e da alcuni uomini del suo entourage, compreso il personaggio della telefonata con Saladino.
Di cognome fa Arminio, di nome Angelo. Se ne sarebbe rimasto nell'anonimato, alla guida delle sue imprese nel campo dell'energia eolica, se non fosse stato per quella benedetta telefonata partita il 30 aprile del 2001 dall'utenza fissa intestata al “sen. avv. Nicola Mancino” ed ubicata ad Avellino, Parco Abate. Il guaio e' che dall'altro capo del filo c'era l'imprenditore-faccendiere Antonio Saladino, finito al centro di una tempesta giudiziaria sulla quale si giocano le residue possibilita', per gli italiani, di poter contare su almeno una parte della magistratura non addomesticabile e non allineata rispetto ai poteri forti.
Il particolare - gia' emerso nelle inchieste dell'allora pubblico ministero di Catanzaro Luigi De Magistris - e' diventato noto poche settimane fa, quando la magistratura salernitana ha chiesto ed ottenuto il sequestro di atti presso i colleghi di quello stesso tribunale calabrese, ottenendone in cambio una clamorosa richiesta di “controsequestro”.
Nel dettagliato, monumentale atto d'accusa dei pm salernitani Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, coordinati dal procuratore capo Luigi Apicella, si riferisce infatti di una comunicazione pervenuta nel febbraio 2008 a quell'ufficio giudiziario (competente ad indagare sulle denunce inoltrate dai magistrati lucani e calabresi messi sotto accusa da De Magistris, poi tutte respinte in una altrettanto corposa richiesta di archiviazione dei procedimenti contro di lui), nella quale il perito delle indagini su Why Not Giacchino Genchi si sofferma sul fatto che, fra le centinaia e centinaia di telefonate in entrata ed uscita dalle utenze di Saladino, esisteva proprio quella pervenuta dallo studio Mancino il 30 aprile del 2001 alle ore 18 e 47. Cosa si erano detti, in quei poco piu' di tre minuti di conversazione, Saladino e Nicola Mancino? ...
continua la voce delle voci
>>> GIUSTIZIA 2 - LA NOTTE DEL CSM .
un'altro colpo allo stato di diritto
via Skytg24
antimafia, cappuccio e Why Not
Antimafia de che? Di Rita Pennarola.
Cosa c'e' dietro la rutilante facciata delle compagini istituite per il contrasto alla criminalita' organizzata? Solo un'Antimafia di professione, come ai tempi di Sciascia? O non si tratta piuttosto di paraventi per far credere ai cittadini che lo Stato sia ancora “da quest'altra parte”? Partiamo dalla Commissione parlamentare e dal suo presidente fresco di nomina Beppe Pisanu.
Pisanu, ma non solo. E' in buona compagnia, l'ex ministro degli Interni, nella Commissione Parlamentare Antimafia dell'esecutivo Berlusconi, che solo qualche settimana fa lo aveva eletto presidente. Eppure e' proprio da lui, da Beppe Pisanu, che dobbiamo partire per tracciare i contorni - come vedremo, per molti versi impressionanti - dei nuovi professionisti dell'Antimafia.
Eccolo dunque Pisanu, circondato da un leggendario alone di massoneria “all'orecchio” mai dimostrata, se non fosse per quell'antica e solida amicizia con personaggi come l'ex gran maestro Armandino Corona, o come Flavio Carboni, il faccendiere travolto dalle inchieste giudiziarie che negli anni ‘70 faceva da straordinario trait d'union fra il tandem Corona-Pisanu e un imprenditore emergente di nome Silvio Berlusconi, piduista.
Su questo forte odor di Loggia e' tornato il giornalista d'inchiesta Ferruccio Pinotti che in Fratelli d'Italia raccoglie le rivelazioni di continua ..
fonte: la voce delle voci










