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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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Stragilvio e Macello eroi di mafia

Un altro pentito accusa Berlusconi "Ebbe un ruolo nelle stragi del '93"

di FRANCESCO VIVIANO

PALERMO - Un altro pentito di mafia chiama in causa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E sostiene di avere appreso da un altro killer della sua cosca mafiosa, di un ruolo attivo dell'allora presidente di Fininvest nella strategia stragista del '93, con gli attentati a Roma, Firenze e Milano. È Pietro Romeo, artificiere della cosca mafiosa di Brancaccio che faceva capo ai boss Filippo e Giuseppe Graviano, autori delle stragi del '93 nel nord Italia, che interrogato dai pubblici ministeri di Firenze Crini e Nicolosi, conferma e rafforza le dichiarazioni dell'ultimo pentito di mafia, Gaspare Spatuzza, le cui rivelazioni sono state riversate nel processo d'appello in corso a Palermo nei confronti di Marcello Dell'Utri, imputato e condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Romeo già condannato per la strage di via dei Georgofili e poi pentitosi, è stato "richiamato" dai pm di Firenze dopo le recentissime rivelazioni di Gaspare Spatuzza il quale ha tra l'altro dichiarato che il boss Giuseppe Graviano, secondo lui, avrebbe avuto anche rapporti "diretti" con Silvio Berlusconi che sarebbe tra i mandanti occulti delle stragi del '93.

continua ... repubblica.it

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Avanti Popolo


Alfa, Beta e l’ora della Verità di Dario Campolo mercoledì 4 marzo

A questo punto non c’è più tempo da perdere, la crisi è più forte di quello che ci si aspettava e questo è il momento di attaccare i colletti bianchi collusi. Sì, il momento è giusto, dobbiamo fare pulizia nel paese, persone come il nostro Premier non possono stare al timone del paese se prima non si mettono a posto con la giustizia, non c’è lodo che tenga alla giustizia. A questo punto spero che Genchi, Salvatore Borsellino e altri ancora ci tolgano da questo impiccio, sono gli unici ormai in grado di farlo ma con il nostro supporto, dobbiamo far capire all’Italia intera che il nostro paese non può affrontare questa crisi se prima non elimina tutti governanti collusi, altrimenti saranno loro a riscrivere le regole e questo non va bene.

Leggete il libro consigliato da Salvatore Borsellino "Alfa e Beta" Berlusconi e Dell’Utri per chiamarli con il loro nome e cognome per capire quanto siano immischiati e chissà quanto altro ancora che neanche ci immaginiamo, e si badi bene che Alfa e Beta non sono nomi inventati ma è la storia dell’inchiesta aperta dalla procura di Caltanissetta a carico di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, accusati di "reato di concorso in strage per finalità terroristica e di eversione dell’ordine democratico", in pratica di essere i “mandanti esterni” delle stragi di mafia del terribile biennio ’92-’93.

E’ ora di svegliarci e farci sentire, la crisi ci divorerà e ... continua su www.agoravox.it


continua ...

Disinformazione Organizzata

Quando l'omertà (sottomissione alle regole della 'Onorata Società')
diventa una virtù.


Quella sentenza coperta dal silenzio di Giuseppe Giulietti

Nei giorni scorsi, riprendendo le denunce di Marco Travaglio e di Pancho Pardi, abbiamo raccontato il quasi tombale silenzio Raiset in merito alla condanna per corruzione dell’avvocato Mills. Di quella condanna non si doveva parlare perché non doveva essere pronunciato il nome del compare. In questo caso specifico non si è neppure atteso il lodo Alfano bis sulle intercettazioni per procedere al sequestro dell’articolo 21 della Costituzione. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato.
In queste stesse ore, sulla vicenda delle centrali nucleari, si sta ripetendo lo stesso copione. Qualsiasi punto di vista critico, divergente dal pensiero unico nuclearista, è stato cancellato. Gli scienziati, i ricercatori, i rappresentanti dei comitati che promossero il referendum sono stati condannati al silenzio o alla marginalità, fatte salve naturalmente alcune lodevoli eccezioni che ancora resistono sulle poche piazza mediatiche non ancora occupate dalle truppe berlusconiane.
La condanna al silenzio riguarda anche il passato, e coinvolge anche la vita e le opere di alcuni grandi italiani che hanno letteralmente sacrificato la loro esistenza al bene comune e alla lotta contro le mafie e i loro mandanti.
Ci riferiamo, in questo caso, al giudice Borsellino e alla sua misteriosa agenda rossa, zeppa di annotazioni e mai più ritrovata. Qualche giorno fa questa vicenda è stata archiviata, nell'indifferenza quasi totale, perché anche questa è considerata una pagina da strappare dal libro della nuova vecchissima Italia di Berlusconi, Dell’Utri e Mangano.
Da Palermo, un vecchio amico giornalista che per tante ragioni preferisce non firmarsi, ci ha inviato una lettera angosciata e indignata che ci permettiamo di pubblicare e di dedicare alla memoria del giudice Borsellino e degli altri eroi che hanno perso la vita per garantire davvero a tutti noi il diritto alla legalità e alla sicurezza....continua indicius.it/massmedia


L'ultima intervista di Paolo Borsellino ''dedicata'' a Berlusconi (testo)
(dove si parla di droga e riciclaggio, dopo la quale Borsellino è saltato in aria)

Alfa e Beta (Recensioni)
Forza Italia e le bombe del '92-'93

"Alfa e Beta" e i silenzi della stampa

La storia di un'inchiesta e dei suoi due imputati eccellenti

Quando l'Italia faceva i conti con "Alfa e Beta"

La pista americana di Gianni Barbacetto e Salvo Palazzolo

Borsellino, per la strage di via D'Amelio la procura indaga sui servizi segreti

T R I B U N A L E D I C A L T A N I S S E T T A
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
DECRETO DI ARCHIVIAZIONE
(artt.409 e 411 c.p.p.)
Il Giudice, dott. Giovanbattista Tona, nel procedimento nei confronti di:
BERLUSCONI Silvio, nato a Milano il 29 settembre 1936;
DELL’UTRI Marcello, nato a Palermo l’1 settembre 1941;
in relazione al reato di cui agli artt.110-422 c.p., 7 d.l. 13 maggio 1991,
n.152 (conv. in l. n.203/91) (c.d. aggravante della finalità mafiosa), 1 d.l.
15 dicembre 1979 n.625 (conv. in l.n.15/80) (c.d. aggravante della finalità
di terrorismo
).

La Corte di Assise di Caltanissetta, nella sentenza che ha concluso il c.d.
“Via D’Amelio ter”, ha sostenuto che “risulta quanto meno provato che la
morte di Paolo Borsellino non era stata voluta solo per finalità di vendetta
e di cautela preventiva, bensì anche per esercitare – cumulando i suoi
effetti con quelli degli altri delitti eccellenti – una forte pressione sulla
compagine governativa che aveva attuato una linea politica di contrasto
alla mafia più intensa che nel passato ed indurre coloro che si fossero
mostrati disponibili tra i possibili referenti, a farsi avanti per trattare un
mutamento di quella linea politica (…).
E proprio per agevolare la creazione di nuovi contatti politici occorreva
eliminare persone
che come Borsellino avrebbe scoraggiato qualsiasi
tentativo di approccio con cosa nostra”.
A queste conclusioni la Corte è giunta valorizzando anche le dichiarazioni
di diversi collaboratori di giustizia che contengono anche quegli elementi
costituenti notitia criminis a carico degli odierni indagati.
Appare allora opportuno esaminare, in maniera approfondita, le
propalazioni dei collaboratori a carico di Berlusconi e Dell’Utri nei loro
contenuti, nella loro genesi e nella loro progressione, tenendo conto dei
verbali a disposizione di questo Ufficio.

continua ...

nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina