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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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un presidente della repubblica o napolitano

apparentemente sono la stessa cosa ma sostanzialmente potremmo parlare di antipodi

io vorrei un presidente, ma quel tale napolitano amico di tutti gli omertosi direi proprio no.

fossi in lui mi vergognerei di rappresentare un strato più che uno stato di latitanti,

la feccia, così si direbbe in uno stato onesto

tu vuoi la feccia a rappresentarti ?

noi siamo costretti ad avere esseri insulsi come rappresentanti, così è e sarà fino a quando

i servi vorranno servire, poi sarà un'altra storia.


Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo.

continua ...

le tre scimmiette sono d'accordo

votare uno dei tre e come votare gli altri, il loro scopo è lo stesso, fotterci

rompi il loro giochino, vota quelli che le scimmiette attaccano veramente non farti plagiare

vota chi viene attaccato dalla pseudostampa, dalla pseudoinformazione e dalla mafiatelevisiva

vota gli altri o sarà peggio per te e per noi tutti,

le scimmiette hanno già fatto l'accordo, facciamolo anche noi, i numeri contano, i numeri siamo noi,

loro sono solo parole elettorali, a risultato ottenuto non saremo più niente per le scimmiette squallide, tre vecchi mammalucchi

che continueranno a proteggere sempre e solo i colpevoli del disastro italiano ovvero i corrotti, gli unici religiosi che conoscono.

continua ...

aria

continua ...

Informazione e politica si limitano ad ignorare

Le verità nascoste 1° parte. I magistrati oscurati: Roberto Scarpinato.

Il Dott. Roberto Scarpinato, magistrato antimafia della procura di Palermo, da qualche tempo, interviene ai convegni sulla mafia rilasciando dichiarazioni che, in un paese democratico, manderebbero in fibrillazione le redazioni giornalistiche e farebbero tremare i polsi alla politica. Niente di tutto ciò avviene nel nostro paese.

Informazione e politica si limitano ad ignorare quel magistrato e le sue affermazioni. In altre parole lo eliminano dalla scena. Stiamo parlando di un magistrato che dal 1989 al 1992 ha fatto parte del pool antimafia con Falcone e Borsellino, diventando poi componente della Direzione distrettuale antimafia e che si è occupato dei più importanti processi di mafia. Di seguito la trascrizione di una parte del discorso tenuto dal Dott. Scarpinato, nel febbraio scorso, presso la Casa della cultura di Milano:

"Le vicende che vengono fuori dalle intercettazioni ci raccontano una trasversalità, purtroppo, nella gestione di affari poco puliti e credo che non sia un caso che le intercettazioni siano diventate un punto di attacco fondamentale del sistema politico. Perchè ormai si è costruito un sistema di omertà blindato, testimoni non se ne trovano più, le poche persone che hanno osato raccontare alla magistratura i misfatti dei potenti hanno dovuto subire una via crucis che non ha risparmiato neanche i loro affetti più personali, faccio un nome per tutti Stefania Ariosto. Collaboratori non ce ne sono più, ci sono solo collaboratori che raccontano episodi di criminalità da strada. Magistrati che hanno osato fare indagini sui potenti sono sottoposti a procedimento disciplinare e trasferiti d’ufficio con procedure sommarie.

Oggi l’unico momento di visibilità del modo con cui viene esercitato il potere sono rimaste le intercettazioni: sono le macchine che ci fanno ascoltare in diretta la vera e autentica voce del potere. E quando c’è un potere che opera nell’illegalità questo è diventato l’unico tallone di Achille che consente a noi di vederlo, perchè abbiamo una opposizione inesistente, un giornalismo che purtroppo non ha più spazi nella televisione, una magistratura che viene sempre più addomesticata, l’unico momento di visibilità democratica di come funziona il potere in Italia sono appunto le intercettazioni. Ed ecco perchè la riforma delle intercettazioni deve passare, perchè da quel momento in poi noi non sapremo più quello che succede in questo paese. La magistratura sarà privata degli strumenti fondamentali. Ed il discorso sulle toghe rosse non ci sarà più perchè non ci saranno né toghe rosse né toghe nere né toghe di centro, ci sarà quell’impunità del potere di cui era consapevole il dott. Azzeccagarbugli quando Renzo Tramaglini diceva - dobbiamo agire secondo legge nei confronti di Don Rodrigo - ma che stiamo scherzando? - ecco io credo che questo è una cosa di cui siamo tutti consapevoli.
Leggi tutto agoravox.it

Il video

continua ...

Disinformazione Organizzata

Quando l'omertà (sottomissione alle regole della 'Onorata Società')
diventa una virtù.


Quella sentenza coperta dal silenzio di Giuseppe Giulietti

Nei giorni scorsi, riprendendo le denunce di Marco Travaglio e di Pancho Pardi, abbiamo raccontato il quasi tombale silenzio Raiset in merito alla condanna per corruzione dell’avvocato Mills. Di quella condanna non si doveva parlare perché non doveva essere pronunciato il nome del compare. In questo caso specifico non si è neppure atteso il lodo Alfano bis sulle intercettazioni per procedere al sequestro dell’articolo 21 della Costituzione. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato.
In queste stesse ore, sulla vicenda delle centrali nucleari, si sta ripetendo lo stesso copione. Qualsiasi punto di vista critico, divergente dal pensiero unico nuclearista, è stato cancellato. Gli scienziati, i ricercatori, i rappresentanti dei comitati che promossero il referendum sono stati condannati al silenzio o alla marginalità, fatte salve naturalmente alcune lodevoli eccezioni che ancora resistono sulle poche piazza mediatiche non ancora occupate dalle truppe berlusconiane.
La condanna al silenzio riguarda anche il passato, e coinvolge anche la vita e le opere di alcuni grandi italiani che hanno letteralmente sacrificato la loro esistenza al bene comune e alla lotta contro le mafie e i loro mandanti.
Ci riferiamo, in questo caso, al giudice Borsellino e alla sua misteriosa agenda rossa, zeppa di annotazioni e mai più ritrovata. Qualche giorno fa questa vicenda è stata archiviata, nell'indifferenza quasi totale, perché anche questa è considerata una pagina da strappare dal libro della nuova vecchissima Italia di Berlusconi, Dell’Utri e Mangano.
Da Palermo, un vecchio amico giornalista che per tante ragioni preferisce non firmarsi, ci ha inviato una lettera angosciata e indignata che ci permettiamo di pubblicare e di dedicare alla memoria del giudice Borsellino e degli altri eroi che hanno perso la vita per garantire davvero a tutti noi il diritto alla legalità e alla sicurezza....continua indicius.it/massmedia


L'ultima intervista di Paolo Borsellino ''dedicata'' a Berlusconi (testo)
(dove si parla di droga e riciclaggio, dopo la quale Borsellino è saltato in aria)

Alfa e Beta (Recensioni)
Forza Italia e le bombe del '92-'93

"Alfa e Beta" e i silenzi della stampa

La storia di un'inchiesta e dei suoi due imputati eccellenti

Quando l'Italia faceva i conti con "Alfa e Beta"

La pista americana di Gianni Barbacetto e Salvo Palazzolo

Borsellino, per la strage di via D'Amelio la procura indaga sui servizi segreti

T R I B U N A L E D I C A L T A N I S S E T T A
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
DECRETO DI ARCHIVIAZIONE
(artt.409 e 411 c.p.p.)
Il Giudice, dott. Giovanbattista Tona, nel procedimento nei confronti di:
BERLUSCONI Silvio, nato a Milano il 29 settembre 1936;
DELL’UTRI Marcello, nato a Palermo l’1 settembre 1941;
in relazione al reato di cui agli artt.110-422 c.p., 7 d.l. 13 maggio 1991,
n.152 (conv. in l. n.203/91) (c.d. aggravante della finalità mafiosa), 1 d.l.
15 dicembre 1979 n.625 (conv. in l.n.15/80) (c.d. aggravante della finalità
di terrorismo
).

La Corte di Assise di Caltanissetta, nella sentenza che ha concluso il c.d.
“Via D’Amelio ter”, ha sostenuto che “risulta quanto meno provato che la
morte di Paolo Borsellino non era stata voluta solo per finalità di vendetta
e di cautela preventiva, bensì anche per esercitare – cumulando i suoi
effetti con quelli degli altri delitti eccellenti – una forte pressione sulla
compagine governativa che aveva attuato una linea politica di contrasto
alla mafia più intensa che nel passato ed indurre coloro che si fossero
mostrati disponibili tra i possibili referenti, a farsi avanti per trattare un
mutamento di quella linea politica (…).
E proprio per agevolare la creazione di nuovi contatti politici occorreva
eliminare persone
che come Borsellino avrebbe scoraggiato qualsiasi
tentativo di approccio con cosa nostra”.
A queste conclusioni la Corte è giunta valorizzando anche le dichiarazioni
di diversi collaboratori di giustizia che contengono anche quegli elementi
costituenti notitia criminis a carico degli odierni indagati.
Appare allora opportuno esaminare, in maniera approfondita, le
propalazioni dei collaboratori a carico di Berlusconi e Dell’Utri nei loro
contenuti, nella loro genesi e nella loro progressione, tenendo conto dei
verbali a disposizione di questo Ufficio.

continua ...

nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina