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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

paura

Le confessioni del grande affascinatore di dariofo.it

Vi state sbagliando tutti sul mio conto. Chi vi parla è il Presidente del Governo italiano Silvio Berlusconi in persona.

Ognuno di voi è uso giudicarmi leggendo in superficie quello che faccio e dico. Se pubblicamente racconto una barzelletta un po’ facile e magari leggermente volgare, ecco che subito mi catalogate con l’epiteto di bandeleur, cioè intrattenitore da osteria, o se preferite da bar.

Io so bene che in quel momento le persone colte e raffinate – o che si credono tali – arricciano il naso e commentano: “Ecco un ridanciano grossolano al livello di rappresentante di commercio!”
Ma in quel momento io sto scegliendo i miei più che probabili sostenitori; e per farmi applaudire dalla gente facile di bocca buona, che è la più numerosa, devo forzatamente scontentare i palati di gusto sottile.

Ma di loro, di questi ultimi, non mi importa un accidente, io cerco di piacere al popolo, non quello cantato da Seneca, ma quello più alla mano e accondiscendente: degli stadi, delle gite fuori porta, degli appassionati ai reality show che ho scelto io proprio per loro, e soprattutto quello di maschi e femmine che si spaparanzano sulle spiagge nel weekend.

No! Sia chiaro, io non disprezzo la cultura, il mondo degli intellettuali raffinati, tutt’altro… anzi, quando ne ho bisogno li vado a cercare e me li compro,... continua dariofo.it

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina