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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

questo andazzo non può durare... prima dell’austerità i Paesi UE erano in pieno sviluppo, con un Pil che superava ogni anno il 4%

CONTRO LA MERKEL
Viviana Vivarelli

I Paesi dell’euro avrebbero urgente bisogno di una forte figura politica in grado di sfidare la Merkel. I suoi errori stanno ormai affossando l’Europa e alla fine li pagherà la stessa Germania che comincia già a vacillare.
La Merkel controlla l’UE. Tutto dipende da lei. L’austerity che ci sta portando tutti sempre più in basso dipende totalmente dalle sue scelte. E’ lei che comanda le politiche di bilancio dei paesi europei, lei che marcia implacabile fregandosene della recessione e della deflazione, lei che comanda multe ai paesi più deboli, condannandoli a un declino anche peggiore. E abbiamo visto che figura da pivello ha fatto con lei Renzi mentre ipocritamente gli diceva (come a tutti gli altri) che era rimasta ‘impressionata’ e gli abbottonava il cappottino messo storto, come si fa coi bambini dell’asilo. Grazie alle manovre dissennate della Germania, la costruzione europea è diventata la rovina progressiva dei Paesi membri. Si ricordi che prima dell’austerità i Paesi UE erano in pieno sviluppo, con un Pil che superava ogni anno il 4%. Oggi si salva quasi solo la Germania e gli altri sono in piena recessione mentre la disoccupazione continua a crescere e il Fm e Draghi hanno anche la faccia di multare chi non si rialza e di accusare i governi di non aumentare l’occupazione, mentre l’obbligo del pareggio di bilancio vieta di investire e il Fm esige addirittura altri tagli del welfare e altri aumenti di tasse, che Renzi si affretta vilmente ad applicare prendendo per i fondelli gli elettori fingendo di trasformando i 36 miliardi che dovremo tirare fuori per la Finanziaria in ‘regali’ e ‘diminuzioni fiscali’. E intanto prevede aumenti delle tasse da 18 miliardi a 28. Mai l’inganno è stato più clamoroso e gli acefali continuano a credere alle promesse virtuali e roboanti di Renzi mentre i fatti lo smentiscono clamorosamente. Così come in patria finge di opporsi ai piani distruttivi della Merkel che invece a Bruxelles lo trovano supino in un’ubbidienza passiva da succube.
Ma questo andazzo non può durare. I dati economici europei sono in continuo peggioramento. Gli analisti seri sanno benissimo che occorre aumentare la liquidità, che peggioreremo solo continuando ad ingrassare solo le banche diminuendo i tassi di interesse con cui Draghi regala i nostri capitali, che fissarsi sul pareggio di bilancio è controproducente perché ostacola qualsiasi investimento pubblico, senza cui nessuna disoccupazione può essere combattuta, che martoriare ancora di più i cittadini tagliando diritti del lavoro o di democrazia, aumentando le tasse e annullando lo stato sociale, è letale e non può che aumentare la crisi. Ma a livello nazionale ed europeo il peggio non fa che crescere. In Italia occorrerebbe provvedere d’urgenza sull’occupazione, sui lavori pubblici, sul ripristino del territorio, sullo sblocco dei crediti bancari, sul reddito minimo di cittadinanza e sulle tutele sociale e del lavoro, ma il governo non fa che praticare politiche opposte, mentre il Parlamento resta imballato per mesi sull’elezione dei giudici della Consulta o sulle modifiche ormai eterne e dissennate del Senato, della legge elettorale o delle Province, secondo gli interessi di una casta decrepita di perditempo, marcia e ormai da buttare.
Il famoso pareggio di bilancio è diventato, grazie alla Merkel, una specie di totem o divinità, un Moloch che divora i popoli e li getta in una voragine sempre più profonda e ciò è tanto più assurdo in quanto è una meta inesistente, che la Germania per prima non raggiunge da 45 anni. Intanto cresce l’Afd, il partito anti-euro tedesco, che ha preso il 7% alle europee e cresce l’UKIP dell’antieuropeista Farage in Gran Bretagna. Ma con questi governi persino l’unione difensiva dei Paesi mediterranei contro lo strapotere tedesco resta un’amara utopia.

SQUILIBRI
Viviana Vivarelli
In una società giusta, lo Stato dovrebbe compensare lo squilibrio esistente tra poveri e ricchi tassando i secondi per integrare le magre risorse dei primi e dovrebbe compensare i diversi redditi regionali usando parte di quelli più ricchi per investire nelle regioni più deboli. Analogamente, in una Europa giusta, i Paesi più ricchi dovrebbero compensare le debolezze dei Paesi più poveri.
L’integrazione, la sussidiarietà e la complementarietà dovrebbero funzionare tra le parti dell’insieme per il bene totale dell’insieme stesso come principi fondanti che reggono e giustificano l’insieme.
In una dimensione neoliberista accade il contrario. All’interno di uno Stato i governanti favoriscono i più ricchi e riversano tasse e sacrifici sui più poveri. In una Europa iniqua, lo Stato più ricco approfitta con leggi e diktat per infierire sugli Stati più deboli aumentando la loro miseria.

IL PARTITO DELLA NAZIONE

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Questa non è democrazia. Questa è mafia ad alto livello! E questi non sono partiti. Sono COSCHE con una CUPOLA!

I VOLTAGABBANA - IL DIRITTO DI RECALL
Viviana Vivarelli
I voltagabbana sono un fenomeno esclusivamente italiano. “Italiani, popoli di eroi, poeti e voltagabbana".
Luigi Compagna, il re del settore, ha cambiato 9 volte partito in 5 mesi. Davvero si deve difendere gente come lui attaccandosi all’art. 67? Ci si rende almeno conto del ridicolo?
Per ciò che riguarda tipi come Orellana, Razzi, Scilipoti, De Gregorio o Luigi Grillo .. chiederei subito una legge per cui chi lascia un partito o ne viene espulso, stia obbligatoriamente fermo un giro e si ripresenti solo col voto degli elettori (anche se con questa legge elettorale non ci sono più eletti fuori dal M5S ma solo ‘nominati’ dai segretari di partito). Troppo comodo passare da un partito a un altro, conservando tutti i diritti! Tra l’altro se questa legge di moralità pubblica e coerenza democratica ci fosse, sparirebbe l’andazzo dei senatori e deputati venduti al massimo offerente che cambiano bandiera a seconda della convenienza economica e delle dinamiche del potere.
Tra i voltagabbana abbiamo tutta la crème de la crème del nostro Parlamento: Marcello Pera, Paolo Guzzanti, Giampaolo Pansa, Claudio Velardi, Daniele Capezzone, Giuliano Ferrara, Vittorio Sgarbi, Daniela Santanché, Tiziana Maiolo… praticamente più che una espressione di libertà di pensiero è una moda, o un felice espediente di aderire a un potere, in mancanza di un dovere.
Il prototipo della categoria è Scilipoti, grottesca maschera dell’arte, di fronte a cui i tentativi di giustificazione sono pure arrampicate sugli specchi.
Scrive il prof Ceserani: “Nei voltagabbana colpisce l’assenza della benché minima motivazione ideologica o anche solo ideale. Scilipoti è passato dal populismo di sx (Di Pietro) al populismo di dx (Berlusconi) senza battere ciglio, anzi, senza forse neanche accorgersi del triplo salto carpiato. Siamo nella commedia dell’assurdo. Scilipoti è un personaggio pirandelliano: uno, nessuno e centomila».
Ed eliminerei allo stesso tempo anche quel vergognoso gruppo misto inesistente negli altri Paesi (25 deputati e 21 senatori) che rappresentano solo se stessi e non certo gli elettori.
Ricordiamo che ormai l’art. 67 è un’anticaglia che non corrisponde più alla realtà attuale. Risale a tempi migliori dove gli onorevoli erano onorabili, non si mettevano all’asta come escort, e non trasformavano il parlamento in un suk.
Ma i renitenti all’onestà cianciano di ‘libero pensiero’ e difendono sfacciatamente la ‘libertà da mandato’! Purtroppo, nei fatti, oggi in Italia non esiste alcuna libertà che miri al bene degli elettori. Il mandato ci dovrebbe essere e dovrebbe essere solo popolare. Invece il mandato c’è, eccome, verso chi ti ha nominato, dato incarichi e messo nelle liste elettorali bloccate, e che ha il diritto di mandarti a casa se lo critichi, come fa Renzi!
L’art. 67 dovrebbe essere cambiato e trasformato nei diritto degli elettori di esercitare un potere di RECALL, cioè di ritiro degli indegni, dei rinnegati, dei delinquenti e dei traditori, come avviene in ogni Paese civile. Il programma elettorale per cui uno viene eletto dovrebbe essere un contratto sacro, e, quando il contraente politico viola il suo contratto, la controparte elettorale deve avere il diritto di recedere, cioè di licenziarlo. Questa sarebbe la vera democrazia!
Oggi gli eletti fanno ormai quello che le lobby chiedono loro o che i segretari di partito ordinano, basta vedere come nel Pd le discordanze vengono poi sempre tutte sanate col vergognoso voto unanime. E’ molto più giusto e democratico il RECALL, come esiste in tutti i paesi civili, cioè un mandato da parte del popolo elettore, che il popolo può ritirare ove l’eletto tradisca le promesse elettorali o si venda a interessi di cricche o ubbidisca come un cadavere alle imposizioni del capo di partito scordando il bene collettivo. E’ da chiarire bene che i padri costituzionalisti vollero l’art. 67 per garantire la libertà di coscienza dell’eletto di fronte alle grandi scelte etiche, non per permettergli di andare dove gli fa più comodo. Ma dove sono oggi le grandi scelte etiche, le forti motivazioni morali? Qui sono sparite perfino le ideologie, addirittura la sx è diventata peggio della dx e si vedono solo cricche di interessi.

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In uno Stato ben governato...

In uno Stato ben governato vi sono poche punizioni, non perché si facciano molte grazie, ma perché vi sono pochi criminali: quando lo stato è in decadenza il gran numero dei crimini ne assicura l'impunità.

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lo stato miserando e esecrabile di questa casta di corrotti

RENZI PONE LA FIDUCIA SUL JOB ACT di Viviana Vivarelli
Con tutto il cuore, per l’amore che nutro per il mio paese, auguro a Renzi di cadere
nel modo più rovinoso possibile e di trascinare nella sua caduta questa classe politica indecente e iniqua che ci porterà solo a un disastro peggiore dell’attuale e che non avrà pace finché non ci avrà fatto diventare come una repubblica sudamericana, ma temo, con un pessimismo ormai provato, che la presunta opposizione interna del Pd sia fatta di sciagurati senza coscienza esattamente come quella maggioranza imbelle e viziosa che segue passivamente le follie neoliberiste di Renzi, poltronisti a cui non frega niente di questo paese e di questo popolo e che per quella poltrona sono disposti a venderci tutto al peggiore governo di destra, un ‘poterismo’ autorefenziale che distruggerà progressivamente tutti i nostri diritti e le nostre tutele.

Visto lo stato miserando e esecrabile di questa casta di corrotti, non resta agli Italiani che cacciarli tutti, restituendo al popolo i suoi diritti e le sue tutele e aprendo l’Italia ad una democrazia sempre più diretta, universale, gestita assolutamente dal basso e con diritto di cacciare immediatamente ogni tentativo futuro di restaurazione delle vergogne attuali!

UN PAESE A TESTA IN GIU’

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Il PD è morto


Matteo Renzi, il suo becchino
di Saverio Lodato - 3 ottobre 2014


Il PD, ormai, è una sbobba che non sa più di niente. Il tesseramento è in caduta libera. In quattrocentomila dicono addio a quello che per anni è stato percepito come l’unico partito di opposizione esistente - e possibile -, in Italia. Crolla la partecipazione alle primarie nella "roccaforte" Emilia-Romagna. Va in scena una Direzione del partito per un terzo autocoscienza, per un terzo notte dei lunghi coltelli, per un altro terzo ennesima telenovela del "volemose bene", che è quello che conta davvero. 

I giornali e i TG cercano di mettere un po’ di pepe nelle vigilie, ma ormai gli italiani hanno capito benissimo qual è il tran tran in casa PD. E se la sbobba, come dicevamo prima, non sa più di nulla, calcare la mano sulle spezie è perfettamente inutile.
Non c’è nessuna scissione alle viste. Nessuna voglia di rottura con il manovratore. Nessun ripensamento epocale della linea che il PD sta seguendo. Nessuno che abbia a cuore, sino al punto da mettere a rischio la propria poltrona, le sorti di un Paese agonizzante...

Leggi tutto l'articolo su Antimafia2000

... e soprattutto è mai nato?

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina