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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

la lega delle stragi

Da via Fani a via D'Amelio, il filo rosso che unisce le morti di Moro e Borsellino di Fabrizio Colarieti

Servizi segreti e organizzazioni criminali. Questa la matrice che lega le stragi in cui persero la vita il presidente della Dc e il magistrato. La conferma da nuove inquietanti rivelazioni

Quattordici anni lontani, distanti uno dall'altro. Le morti di Aldo Moro e di Paolo Borsellino sembrano essere legate dal tradimento. Di quella parte di Stato che entrambi, con ruoli diversi difendevano. E per il quale hanno, alla fine, dato la vita. Le lettere scritte da Moro durante i 55 giorni della prigionia sono un potente e implacabile atto d'accusa per la politica italiana. Le ultime rivelazioni che giungono da Caltanissetta sugli ultimi giorni di Borsellino rappresentano un colpo micidiale per la credibilità della lotta alla mafia.
C'è un luogo ben preciso e ricco di significati dove lo Stato e l'anti Stato si incontrano. È il Cafè de Paris, da simbolo della Dolce Vita romana negli Anni Sessanta a emblema dell'infiltrazione criminale nella Capitale nei nostri giorni... continua

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istituzioni di... stanti

Quando la maggior parte di una società

è stupida allora la prevalenza del cretino

diventa dominante ed inguaribile

LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITA’ UMANA

Fatti:
1. gli stupidi danneggiano l'intera società;
2. gli stupidi al potere fanno più danni degli altri;
3. gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere;
4. gli stupidi sono più pericolosi dei banditi perché le persone ragionevoli possono capire la logica dei banditi;
5. i ragionevoli sono vulnerabili dagli stupidi perché:
* generalmente vengono sorpresi dall'attacco;
* non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l'attacco non ha alcuna struttura razionale.
Prima Legge
Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione:

a) persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio;

b) giorno dopo giorno siamo condizionati in qualunque cosa che facciamo da gente stupida che invariabilmente compaiono nei luoghi meno opportuni.

E’ impossibile stabilire una percentuale, dato che qualsiasi numero sarà troppo piccolo.
Seconda Legge
La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, spesso ha l'aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia.
Se studiamo la percentuale di stupidi fra i bidelli che puliscono le classi dopo che se ne sono andati alunni e maestri, scopriremo che è molto più alta di quello che pensavamo. Potremmo supporre che è in relazione con il basso livello culturale o col fatto che le persone non stupide hanno maggiori opportunità di avere buoni lavori. Però se analizziamo gli studenti ed i professori universitari (o i programmatori di software) la percentuale è esattamente la stessa.
Le femministe militanti potranno arrabbiarsi, ma la percentuale di stupidi è la stessa in ambo i sessi (o in tutti i sessi a seconda di come si considerano).Non si può trovare nessuna differenza del fattore Y nelle razze, condizioni etniche, educazione, eccetera .... continua

dedicato alle istitruzzioni maliardarie italiettane

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Chiesa Catodica

  Obbedire, consumare, non pensare.

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Grazie all’esempio di Berlusconi la corruzione politica e sociale si è estesa come un cancro in tutta Italia

Si sta esaurendo il credito di Monti

di Pablo Ordaz

Al Dottor Mario Monti  si sta svegliando il malato nel bel mezzo dell’operazione. L’anestesia fornita da partiti e sindacati al suo arrivo al governo per far sì che farlo lavorare ad un’operazione a cuore aperto, stanno terminando cento giorni dopo. E questo non solo perché le sue riforme già realizzate o in fase di realizzazione – delle pensioni, contro i privilegi, del mercato del lavoro – stanno cominciando a toccare il portafoglio, ma perché non si intravedono ancora i risultati...
Ciò è dovuto anche all’insorgere di almeno tre complicazioni impreviste. La prima è che i due partiti principali che, più o meno forzatamente, hanno concesso il voto di fiducia – il PDL di Silvio Berlusconi e il PD di Pier Luigi Bersani – iniziano a intuire con preoccupazione che questo appoggio può ritorcersi contro di loro alle prossime elezioni. La seconda – cui si può assistere proprio oggi per le strade di Roma – è una mobilitazione straordinariamente aggressiva di rifiuto della costruzione del TAV Torino – Lione. La terza è che il malato, una volta aperto, si trova in condizioni peggiori di quello che ci si aspettava. Grazie all’esempio di Berlusconi la corruzione politica e sociale si è estesa come un cancro in tutta Italia.
I partiti politici, tutti, ne sono l’evidenza più chiara. Nè la destra nè la sinistra si salvano dalla corruzione. E neppure la Lega Nord dello xenofobo Umberto Bossi, sostenitore degli ultimi governi di Berlusconi.
Ora, senza il sedativo del potere e dei soldi Bossi non solo insulta gli stranieri e gli italiani del meridione – per lui la stessa cosa – ma si azzarda anche a minacciare di morte il primo ministro. Pochi giorni fa, intervistato sulla possibilità che Mario Monti possa prolungare il suo mandato oltre il 2013, il leader della Lega Nord ha avvertito: “Monti rischia la vita, il Nord lo eliminerà”. Parole che non sono altro che la ciliegina sulla torta di un panorama politico reso surreale dal Popolo delle Libertà (PDL) e dal Partito Democratico (PD).
Le proteste per il progetto del treno ad alta velocità si aggiungono ai problemi esistenti
Il partito di Berlusconi ha un grosso problema: Berlusconi. Il precedente primo ministro – anche se sotto accusa in vari processi ancora aperti – non sopporta di vivere senza i riflettori puntati e la sua incontinenza comunicativa fa sì che un giorno appoggi il suo delfino Angelino Alfano e il giorno dopo lo sconfessi.
Dal canto suo Pier Luigi Bersani, il leader della sinistra, prova a fare in modo che il suo profilo da uomo dello Stato continui a procedere tra due fuochi sempre più accesi. Da un lato le primarie che il suo partito sta celebrando in tutta Italia stanno registrando una sconfitta dietro l’altra dei candidati ufficiali de PD. Dall’altro, la sua iniziale disponibilità ad appoggiare la riforma del mercato del lavoro di Monti – che dovrà esser attuata prima della fine di marzo –  inizia a far sentire le sue conseguenze negative sulla base popolare. Se i sindacati più vicini al suo partito sono contro il governo tecnico – e lo saranno anche oggi nelle vie di Roma – non si capisce come Bersani possa vincere le elezioni senza la sinistra unita. E tutto questo come si ripercuote su Monti?
Per il momento il primo ministro è riuscito a portare avanti le sue riforme con l’appoggio di tutti i partiti, ad eccezione della Lega Nord. Attualmente i problemi interni ai partiti – senza direzione il PDL, senza una direzione chiara il PD – possono compromettere questo appoggio. C’è chi, all’interno di altre formazioni, inizia a vedere Monti come un concorrente politico invece che un tecnico che è lì per fare il suo lavoro sporco e poi andarsene.
Inoltre, il conflitto sull’alta velocità acquisisce sempre più sfumature violente. “La guerra del TAV”, che ha già lasciato dietro di sè veicoli bruciati, giornalisti aggrediti e un manifestante gravemente ferito dopo esser caduto da un traliccio, arriva oggi a Roma. Sia Mario Monti che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano hanno espresso chiaramente la loro opinione: andare avanti con l’opera che collega la Francia all’Italia con un treno ad alta velocità. Nelle ultime ore, però, non è solo l’ambiente che è in gioco. Un articolo  di Roberto Saviano – autore di Gomorra – sul giornale La Repubblica ha fatto notare, argomentando, che le opere per il TAV si stanno trasformando già in un potente meccanismo di finanziamento della Mafia.
A Monti, che continua ad avere successo in tutta Europa e nei mercati, risulta sempre più difficile averne in Italia.

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mafiosamente


La sentenza della Cassazione è uno sfregio alla memoria di Falcone e di Borsellino, anch’essi uccisi da mandanti di partito attraverso la mano della mafia, perché scandagliavano gli sporchi affari dei politici. Oggi come ieri la mafia è nelle istituzioni, nel Governo, nel Parlamento, nella Magistratura, nelle Forze di Polizia. Non c’è nemico più assassino di quello che ti colpisce dall’interno, attraverso gli stessi organi che ti dovrebbero proteggere. La mafia è come un cancro insidioso, le cui metastasi si sono infilate da tempo nel corpo dell’Italia e lentamente la portano alla morte. Di queste metastasi tutti i partiti italiani, senza eccezione, si sono resi complici, col loro consenso, le loro collusioni, le loro indecorose cessioni, i patti bicamerali, le assenze, le ciniche convergenze. Quando l’interesse di bottega o quello personale vincono su valori più alti, non c’è partito che possa rivendicare una presunta onestà e non c’è politico che possa dire: “Tu qui non puoi criticare!”, non c’è persona che possa restare immune dall’accusa di aver svenduto l’Italia al crimine organizzato.
Viviana Vivarelli (masadaweb)

Nella teoria psicoanalitica un lapsus è l'espressione di un conflitto fra due forze. In particolare il termine lapsus designa quella forza che emerge direttamente dall'Es, il nostro inconscio, e che, sfuggendo al meccanismo della censura, si fa portavoce dei nostri veri desideri, dei nostri segreti delle nostre pulsioni

I trascorsi giudiziari di Dell’Utri

:
1967, conosce a Palermo Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, mafiosi appartenenti a Cosa Nostra.
1974 porta ad Arcore Vittorio Mangano, per tutelare B e la sua famiglia da sequestri.
Mangano è un mafioso di spicco nel clan di Porta Nuova a Palermo, e ha già a suo carico 3 arresti e varie denunce e condanne, nonché una diffida risalente al 1967 come “persona pericolosa”. Dell’Utri conosce lo “spessore delinquenziale” di Mangano, e anzi, lo sceglie proprio questo. Dalle sue intercettazioni con Mangano risulta un traffico di droga
1976 Dell’Utri si trova insieme a Vittorio Mangano e ad altri mafiosi alla festa di compleanno del boss catanese Antonino Calderone
1977 è assunto da Filippo Alberto Rapisarda, che ha relazioni con personalità di spicco della mafia quali Ciancimino, Francesco Paolo Alamia e i Cuntrera-Caruana. In un rapporto della Criminalpol del 1981 la società Inim è definita “società commerciale gestita dalla mafia di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporto provento di illeciti”.
Diventa poi amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, che dopo pochi anni va in bancarotta fraudolenta. Lo stesso anno è a Londra, dove partecipa al matrimonio di Girolamo Maria Fauci, boss mafioso che gestisce il traffico di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada.
1983, in un blitz di arresti a Milano contro la mafia dei casinò, viene trovato nella residenza del boss mafioso catanese Gaetano Corallo.
1992, estorce danaro al senatore Garraffa, minacciandolo col boss trapanese Vincenzo Virga (poi latitante e condannato per omicidio)
Per questa estorsione viene condannato a 2 anni
1995,arrestato a Torino con l’accusa di aver inquinato le prove nell’inchiesta sui fondi neri di Publitalia ’80 con false fatture e frode fiscale
2010, dichiara: “Io sono politico per legittima difesa. A me delle politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Mi candidai nel 1996 per proteggermi. Infatti subito dopo mi arrivò il mandato di arresto. Mi difendo anche fuori [dal Parlamento], ma non sono mica cretino. Quelli mi arrestano”
1999, patteggia una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione per i reati di frode fiscale e false
2007 risulta il più assente: del Senato 673 assenze(41,1%).
2008, B lo ricandida al Senato, nonostante la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa.
In 10 anni di attività al Senato, non ha mai presentato un disegno di legge
2004, il tribunale di Palermo lo condanna a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Poi a 2 due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni alle parti civili
Per « un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l’altro offerta l’opportunità, sempre con la mediazione di Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell’economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. »
« Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle file dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perché era in corso il dibattimento di questo processo penale. »
2010 condannato dalla Corte d’appello di Palermo a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, e patteggia una pena di 2 anni e 3 mesi per frode fiscale, la condanna a 9 anni scende a 7 (collusione con Bontade, Riina e Provenzano), perché il giudice si ferma al 1992. La sentenza dice ha fatto da intermediario fra la mafia e B
Ha, sino al 1980, fatto da intermediario per gli investimenti a Milano di Stefano Bontade, che aveva bisogno di riciclare denaro sporco, frutto del traffico di droga, in aziende del nord.
Avrebbe organizzato un complotto con falsi pentiti per screditare dei veri pentiti che accusavano lui ed altri imputati.
E’ stato inquisito per aver costituito una nuova P2 per coartare l’attività di organi dello Stato, tale organizzazione avrebbe sostenuta l’ammissione di una lista farlocca per Formigoni e avrebbe favorito la nomina a presidente della Corte di Appello dell’amico Marra
2012 la Cassazione ha annullato il processo di 2° grado che ora è da rifare con altro giudice e si dice che per questo andrà in prescrizione, per quanto la prescrizione non dovrebbe valere per delitti di mafia.

Concorso esterno in associazione mafiosa: un reato in cui nessuno crede più?


Onestà

L'Onestà (dal latino honestas) indica la qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, leale e trasparente, in base a princìpi morali ritenuti universalmente validi. Questo comporta l'astenersi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che si esercita ed all'ambiente in cui si vive. L'onestà si contrappone ai più comuni disvalori nei rapporti umani, quali l'ipocrisia, la menzogna ed il segreto. In molti casi la disonestà si configura come vero e proprio reato punibile penalmente, ad esempio nei casi di corruzione e concussione di pubblici ufficiali. L'onestà ha infatti una importante centralità nei rapporti sociali e costituisce uno dei valori fondanti su cui si fonda lo stato di diritto.

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le cointeressenze tra Dell'Utri e ambienti mafiosi, sostanzialmente sono confermate

Caso Dell'Utri. "I rapporti con Cosa Nostra restano provati"

"Dell'Utri vittima della mafia o co-carnefice che ha fatto da tramite tra Cosa Nostra e il gruppo Berlusconi? Le indagini e due processi hanno fugato ogni dubbio". Lo afferma in un'intervista a Repubblica il pm Domenico Gozzo che, insieme ad Antonio Ingroia, era la parte accusatrice di Marcello Dell'Utri nel processo di primo grado.

"La Cassazione e' giudice di legittimita' - aggiunge Gozzo - si occupa solo di questioni di diritto. Sul merito si sono gia' pronunciati i giudici di tribunali e appello confermando sostanzialmente la ricostruzione della Procura che ha sostenuto
le cointeressenze tra Dell'Utri e ambienti mafiosi".

"Ora la Cassazione avra' fissato un nuovo principio che rilegge certi comportamenti - aggiunge il procuratore aggiunto di Caltanissetta - . Oppure ha ritenuto che altri principi di valutazione andavano adottati. Bisognera' attendere le motivazioni, intanto massimo rispetto per la decisione della Cassazione".

Gozzo, che ha parlato anche con la Stampa, interviene anche sul reato di concorso esterno in associazione mafiosa cui, secondo il pg della Cassazione, 'non crede piu' nessuno': 'L'esistenza del concorso esterno e' stata consacrata in numerose sentenze della stessa Cassazione'. Secondo Gozzo, la posizione del pg 'e' rispettabile ma isolata'. E conclude: 'Se il concorso esterno non deve esistere piu', va detto con chiarezza'.

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carnevalate

dellutri

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cleptocrazia

La legge anticorruzione non si fa perche berlusconi non vuole

Monti vuole riformare televisione e giustizia e fare finalmente quella legge anticorruzione europea che sta aspettando da 2 anni. Saviano chiede un aumento dei tempi di prescrizione, pene più severe e introduzione del reato di corruzione fra privati. Ma il Cavaliere ha il terrore che le nuove leggi rovinino i suoi affari e la sua fedina penale e non intende togliere le mani sulle frequenze. Di qui i convulsi voltafaccia di ieri. Alfano che, senza una parola di scusa, diserta la riunione che doveva avere con Monti, Bersani e Casini su giustizia e tv. E Berlusconi che, un momento prima di andare in onda a Porta a Porta, disdice tutto, con la scusa che, dopo la sua frase denigratoria su Alfano “a cui manca il quid”, con la sua presenza da Vespa lo avrebbe denigrato di più. Il poverino voleva fare come Putin e fingere un sostituto mentre brigava nell’ombra, ma l’ombra fa soffrire troppo la sua vanità e il suo bisogno esasperato di protagonismo. Peccato che i tempi del re Sole sono finiti!

Come dice Giannini, il suo esercito è in rotta. Il suo “Conducator” ha perso il tocco magico. E ora sta per perdere le amministrative di primavera, senza la Lega può cedere alla sx tutti i 9 grandi comuni del Nord. E così, con un partito che non c’è più e che non può giocare la carta delle elezioni anticipate, non ha armi per ingaggiare altre guerre. Può solo sperare di sedersi al tavolo nel 2013 di una Grande Coalizione. La sua pistola fa rumore, ma ormai spara solo a salve.
Viviana Vivarelli (masadaweb.org)

La corruzione costa. Effetti economici, istituzionali e sociali
La corruzione e le distorsioni che essa produce costituiscono un onere per l'intera società. Ma se le dinamiche alla base di questo fenomeno si sviluppano in modo sotterraneo, attraverso canali eterogenei e difficilmente individuabili, i suoi effetti nefasti sono evidenti. La corruzione mina le basi dell'organizzazione sociale e della convivenza civile; minaccia la credibilità, l'immagine e la stessa legittimità delle istituzioni. Lo studio di Arnone ed Iliopulos non si limita a trattare la dimensione economica del problema, ma ne indaga i risvolti istituzionali e sociali, cercando di rintracciare l'origine del fenomeno e, soprattutto, di offrire un insieme di misure volte a contrastarne le pericolose conseguenze.

La corruzione endemica è tutt'oggi comune nei paesi sottosviluppati

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articolo 1: l'italia s'inFiomma

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« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »

(Articolo 1 della Costituzione Italiana)

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la assoluta inadeguatezza della politica italiana

LA CONVERGENZA

MAFIA E POLITICA NELLA SECONDA REPUBBLICA

Sono andate nella stessa direzione. Nella Seconda Repubblica mafia e politica hanno realizzato una convergenza che oggi presenta al Paese il suo conto salatissimo.

Image Una narrazione inedita degli ultimi vent’anni di storia italiana, che non fa sconti a nessuno.
La storia della Svolta e della duplice trattativa con Cosa nostra. Del papello di Totò Riina che arriva in parlamento. Della abdicazione della sinistra che fa le leggi che servono alla mafia e dell’assalto della destra, che alla mafia offre invece il regalo più grande, la dissoluzione del senso dello Stato.
La storia di una Lega nata per difendere l’identità padana e che consegna il cuore della Lombardia ai clan calabresi. Della campagna più primitiva del sud che va alla conquista del nord e gli impone progressivamente la sua egemonia culturale.
Una narrazione che parla della assoluta inadeguatezza della politica italiana davanti ai nemici in armi della democrazia.
E delle minoranze istituzionali, civili e talora politiche che non si arrendono. Sono loro, in fondo, che hanno finora impedito che sul pennone della Repubblica sventoli bandiera bianca.

nandodallachiesa.it

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Sapere aude

Tra i doveri essenziali dell’uomo Kant pone quello dell’orgoglio, della fierezza morale. Egli dice: “Non farti servo di nessuno”! E questo vuol dire: “Non subordinare la tua coscienza ai timori e alla speranza della vita inferiore: non avvilire la tua personalità piegandola servilmente dinnanzi ad altri uomini”! Soltanto chi sente in se l’esigenza di questa dignità morale, di questa fierezza inflessibile, è un uomo nel vero senso della parola: il resto è gregge nato per servire...

leggi L’ITALIA NEL TUNNEL

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina