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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

Vince il pd ma perde l'Italia

Siamo un popolo di teleutenti.

Abbiamo votato un teleimbonitore.

Poi ci arriverà la teleparcella.

Viviana

  • Siamo sempre il Paese considerato dal mondo il più corrotto d’Europa e uno dei più corrotti del mondo, un Paese che continua scendere nelle classifiche della libertà, della giustizia, dell’informazione.
    Ma quel partito che per 20 anni ci ha fatto scendere nella scala della civiltà 11.139.631 di Italiani lo hanno votato di nuovo e altri 4.582.192 di Italiani hanno premiato di nuovo il suo complice, uno dei più grandi malfattori politici di tutti i tempi.
    Di chi è la colpa di tutto questo? Ma evidentemente di questi milioni di elettori, che rovineranno anche tutti gli altri.
  • Quando in un Paese vince chi appoggia quell’alta finanza e quel potere corrotto che lo hanno già rovinato, non vince un partito, perde il Paese.
  • Il paradosso è che 11 milioni di Italiani votano Renzi che persiste nel portare avanti il programma di Monti, poi di Letta e ora di Padoan (tutti identici e scelti del Fm) per distruggere l’Italia, metterla sotto il giogo dell’alta finanza, svendere i suoi beni pubblici, aumentare le tasse, tagliare i servizi, annullare lo stato sociale e distruggere i diritti del lavoro.
    La persona cambia ma il programma di distruzione del Paese resta.
    Se non è il paese dell’assurdo questo, allora quale??

continua ...

il nemico del mio nemico è mio amico

renzi è il continuum temporale del berlusconismo

e nell'ennesimo anniversario dell'uccisione di un'altra parte di onestà di questo paese,

io voterò (dopo anni di latitanza dalle urne) persone o meglio simboli estranei alla parole partito, popolo e forza,

un movimento potrebbe andarmi bene anche se dietro nasconde altro, perlomeno mi farò fregare da gente diversa.

ps: meglio un nemico onesto che un amico disonesto!

pd e pdl sono morti, altri stanno nascendo!

continua ...

chi difende e continua a votare una simile classe di corrotti è complice del peggio di questo Paese

IL PAESE DEI FURBI    Viviana Vivarelli 

L’Italia è il Paese dei furbi. I furbi possono fare tutto quello che vogliono, reati di ogni tipo, sicuri che non pagheranno alcuna pena, abusi in massa tanto non sarà mai ridotto il loro potere, un comportamento costante di arroganza e soperchieria in cui chi fa le leggi le fa a proprio favore, contro ogni criterio di giustizia ed uguaglianza, lesioni continue del bene comune in nome di un egoismo becero e spregiudicato, collusione tra malfattori o mafiosi, che proseguono negli anni e si perpetuano nei pupilli e nei cosiddetti riformatori, menzogne propagate a mezzo stampa con una televisione complice e meschina, e infine lesioni costanti al tessuto democratico con l’attacco a qualsiasi opposizione democratica e l’accentramento assoluto di un potere feroce attento solo a spartizioni e collusioni, un gigantesco quadro di dissolutezza che non ha paragoni in Europa e ne ha pochi anche nel terzo mondo. In questa situazione squallida e degenerata, tre partiti feroci quanto delinquenziali hanno retto il potere per 20 anni proseguendo e amplificando tutti i danni possibili, al diritto, all’economia, al senso comune, con leggi auto protettiva e un parlamento ormai solo autoreferenziale, in una trama di interessi reciproci e reggendo gli interessi della parte peggiore del Paese e della criminalità organizzata. Non è possibile parlare di pratiche di democrazia in condizioni simili. E chi difende e continua a votare una simile classe di corrotti è complice del peggio di questo Paese e dovrebbe essere cacciato come nemico sociale.
Ma non esiste Paese di furbi che non si regga su un Paese di allocchi.


continua ...

Quale democrazia, quale civiltà, può sussistere in un paese nel quale tutte le istituzioni sono illegittime?

Illegittimità delle istituzioni

di Ida Magli

La Cassazione ha confermato, con un pronunciamento decisivo del 4 aprile scorso e con l’efficacia del “giudicato erga omnes”, l’incostituzionalità dell’attuale legge elettorale. Un’incostituzionalità che era già stata dichiarata a gennaio dalla Consulta. “È stato accertato e dichiarato – afferma fra l’altro la Cassazione - che i cittadini elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale. ”Discende da tale affermazione un’inevitabile conseguenza, ossia che: “Il principio di continuità dello Stato non può legittimare fino alla fine della legislatura le Camere elette in violazione della libertà di voto e che sono il frutto della grave ferita inferta alla logica della rappresentanza”.

Tutto questo era evidente ovviamente a ogni persona onesta e di buon senso fin da gennaio. L’insensibilità assoluta dimostrata da tutti i politici, a cominciare dal Presidente della Repubblica, garante della Costituzione e Capo della Magistratura, di fronte all’illegittimità del proprio potere e nei confronti delle delibere degli organi che esercitano la giustizia, fa veramente paura. Quale democrazia, quale civiltà, può sussistere in un paese nel quale tutte le istituzioni sono illegittime? Ma soprattutto quale democrazia, quale civiltà può sussistere in un paese dove i politici non si vergognano di essere illegittimi ed anzi vi nuotano allegramente come non mai?

Nulla è più ingiusto dell’illegalità, più dittatoriale che esercitare il potere nell’illegalità. Se pensiamo poi che la Costituzione italiana aveva creduto di garantire l’indipendenza della magistratura facendone un organo distinto e separato da quelli politici, ci possiamo rendere conto dell’enormità del comportamento dei politici. Nessuno, infatti, avrebbe potuto immaginare che i politici avrebbero invece approfittato di questa separatezza per non tenerne conto, come se la parola dei magistrati non avesse alcun valore.

Chi “nuota” meglio di tutti, però, è Matteo Renzi. L’illegalità l’ha lasciato libero da qualsiasi controllo, libero di esercitare le sue qualità di dittatore praticamente senza opposizione, o con una finta opposizione. Fa ciò che vuole suscitando l’ammirazione di tutti, amici e nemici, sempre invidiosi di chi ha il coraggio di comandare infischiandosi della democrazia. Approfittando dell’illegalità adesso si propone, come ogni buon dittatore, di cambiare la Costituzione abolendo una delle due Camere, quella dei “vecchi”, i senatori. I cittadini applaudono di fronte alla risibile motivazione di risparmiare qualche soldo, come sempre affascinati da quello che oggi si chiama decisionismo invece che ducismo. Un governo illegittimo che cambia la Costituzione? Ma certo! Anche Stalin ha iniziato la sua carriera di dittatore emanando la “costituzione più bella del mondo” nell’applauso generale. Quelli che l’applaudivano avevano però una giustificazione che i nostri politici non hanno: Renzi fa soltanto una delle sue melense risatine per essere applaudito mentre Stalin fucilava.

Politici che hanno perso la testa di fronte all’immenso potere che possiedono, non più controllati da nessuno o controllati da finti controllori anch’essi illegittimi: questi sono oggi i politici italiani. Abbiamo visto addirittura un Grillo fuori di sé proclamare che vincerà le elezioni europee, che andrà subito da Napolitano per farsi nominare capo del governo e chiedergli di dimettersi. Peccato che anche Napolitano sia illegittimo e sia indispensabile prima di tutto fare le elezioni per tornare nella legalità altrimenti chi lo dovrebbe nominare il nuovo Presidente della Repubblica? Il parlamento illegittimo? Non se lo sogni neppure Napolitano di dimettersi prima delle elezioni e del ritorno alla legalità, perché ci troviamo in questa situazione in buona parte per volontà sua. Rimanga al suo posto, non dia retta né a Grillo né a nessun altro e se è stanco, se non se la sente, affidi qualcuna delle sue funzioni, come previsto dalla Costituzione, al suo vice, il presidente del Senato.
Abbiamo potuto constatare durante questi orribili ultimi anni, dalla crisi del 2011 fino ad oggi, come uno Stato, costruito con tutte le possibili garanzie contro la dittatura, vi sia piombato con estrema facilità a causa della corruzione dei suoi organi parlamentari. Siamo costretti ancora una volta a chiederci: “Chi custodirà i custodi?” Eterna domanda cui, senza una forte coscienza etica personale, nessuna democrazia è in grado di rispondere.

continua ...

lo tsunami che sta arrivando

BLACKROCK

di Viviana Vivarelli

Come mai Larry Fink, capo di BlackRock, è andato a parlare in questi giorni proprio con Renzi? Che cosa ha garantito Renzi a questa multinazionale della finanza, il più grande fondo di investimento al mondo con oltre 4.300 miliardi di dollari in gestione, il cui Pil sta alla pari di quello di Cina, Stati Uniti e Giappone? Voi piccolini continuate a pensare in termini di Stati, di ideologie, di popoli. Vi scervellate intorno a questioni minimali come gli 80 euro. Ma è un plagio. Una delle tante armi di distrazione di massa. I veri problemi sono altrove. I popoli sono messi in miseria, poi li si lascia accanirsi su qualche briciola, così non disturbano, ma i veri giochi sono altri. Le vere potenze, oggi, non sono gli Stati, sono i capitali. Sono i capitali che fanno le guerre, creano il debito, dissanguano i popoli, danno ordini dai capi di Stato, distruggono le Costituzioni.
BlackRock è uno di questi poteri, superiore a Russia o Cina, colosso della finanza, primo investitore per masse gigantesche di capitali investite a Wall Street.
E perché questo cultore del profitto privato dei più grandi magnati della Terra dovrebbe conferire con Renzi? Perché BlackRock ha scelto proprio Milano per il suo congresso annuale che raccoglie i 150 responsabili del fondo a livello mondiale? Cosa deve garantire il premier di Rignano a questi player del grande gioco della finanza mondiale nella sua opera di spoliazione? E come mai questi potenti scelgono sempre per i loro assassini di massa le capitali finanziarie dei Paesi che vogliono spolpare?
Guarda caso, BlackRock è il primo investitore di Piazza Affari. Attraverso i suoi fondi controlla l’1,5 % del totale del capitale delle società quotate italiane. Su 40 aziende che fanno parte del listino principale, le cosiddette blue chip, BlackRock ha una partecipazione superiore al 2% in 22 casi. Ma potrebbero essere anche tutte, perché non c’è obbligo di dichiarare la partecipazione per quote inferiori al 2 %. E come mai da qualche mese BlackRock ha deciso di puntare e ha ampliato i suoi investimenti nelle società italiane della Borsa, a cominciare dalle banche, diventando il primo azionista di Unicredit, Intesa, Mps, Ubi, Banco Popolare con quote tra il 6 e il 4 %, con pacchetti importanti anche in Telecom (7,7%), Atlantia (5%), Parmalat (3,1%), nonché delle società controllate dalla Stato come Eni (2,6%) Enel (2,7%), Finmeccanica (2,2%) e Terna (2,1%)?
E cosa c’entra il fatto che Renzi voglia privatizzare colossi pubblici come Poste e Fincantieri?
Il popolo lo sa che per ogni privatizzazione che viene fatta, l’Italia-Paese e gli Italiani-cittadini fanno un passo indietro? E che ci guadagna solo il grande capitale? O è bastato dar loro il giochino degli 80 euro su cui accapigliarsi perché i grandi del mondo facessero in pace i loro affari sporchi?
Chi c’è dietro Blackrock, il fondo Usa che si sta comprando l’Italia?
BlackRock ha messo le mani su Intesa, Unicredit, Montepaschi, Telecom. Il più grande fondo del mondo ha preso di mira il nostro paese. E poi, ancora, quote importanti in Fiat, Generali, Mediaset.
Nato nel 1988, l’anno dopo il grande crollo di Wall Street, Blackrock oggi investe in tutto il mondo. La prima regola per fare soldi è comprare basso e oggi in Italia si compra a prezzi di saldo, grazie alle politiche neoliberiste europee, all’austerity, alla Troika che ci hanno buttato a picco e hanno fatto fallire migliaia di nostre imprese mentre i boss si compravano tutti i nostri grandi marchi.
Prima ti indebitano, poi ti rovinano, poi ti comprano per due soldi e distruggono la tua democrazia.
Perché Renzi si accorda con costoro?
BlackRock è nata con gli hedge fund, la separazione tra banche d’affari e banche d’investimento, il ricatto delle agenzie di rating, il misfatto di organizzazioni antidemocratiche come la Bce.
BlackRock è legata al potere USA e ha sempre cercato di salvare le grandi banche truffaldine come la Lehman, mentre le agenzie di rating compiacenti (e quotate in Borsa in pieno e illegale conflitto di interessi!!) davano valutazioni favorevoli alle banche fallimentari come ai titoli tossici!
BlackRock è il più potente fondo del mondo, che oggi gestisce un patrimonio di 4.324 miliardi di dollari, quasi il doppio del debito pubblico italiano.
E perché allora Larry Fink, tra i fondatori e oggi CEO di Blackrock, il più importante personaggio della finanza mondiale va a parlare proprio con Renzi?
I grandi capitalisti USA sono in cerca di utili vantaggiosi: in America il tasso di interesse sul reddito fisso è basso, i mercati emergenti stanno chiudendo, la Cina presenta grandi incertezze, l’America è sopravvalutata. E resta dunque loro il sacco europeo, l’Italia da spogliare!
Siamo entrati nel loro gioco! Siamo le loro prossime prede! Ecco perché tutto va male ma lo spread è basso e i titoli si vendono, il che vuol dire che il debito sale!
Ecco perché tanto urlare manovrato attorno agli 80 euro affinché i tapini non si accorgano dello tsunami che sta arrivando!


ORWELL
Praticano la tecnica orwelliana
incolpare l’avversario dei propri vizi
rovesciare il senso delle parole
chi mira a una dittatura incolpa gli avversari di essere fascisti
chi distrugge una democrazia dice che sono gli altri ad essere antidemocratici
chi è colluso col sistema finanziario finge di penalizzare le banche mentre regala loro 7 miliardi e mezzo e non pone mezza regola ai loro intrallazzi
i ladri incolpano gli altri di furto
chi tratta i propri elettori come dei burattini deficienti chiama ‘guru’ chi cerca di farli ragionare e decidere da sé
i mafiosi esecrano l’omertà
i piduisti condannano la democrazia parlando di sette
i violentatori di popoli attaccano le violenze verbali delle vittime
se piangi ti deridono
se accusi ti calpestano
se reclami i tuoi diritti ti chiamano terrorista
se sei dell’opposizione ti mettono fuori legge con l’alibi della democrazia.

continua su masadaweb.org

continua ...

l'italiano è dèmodè

questo è il prodotto di 20 anni di mafia al potere,

una nuova lingua 'il latrino',

i suoi rappresentanti migliori sono i 'napoliStaGni' ed i 'reAnziani',

gentaglia di bassa 'lega' sempre pronta a leccare tutto ciò che è cool,

potere, denaro, massoneria, rumenta.

Oggi per me invece è un altro giorno bellissimo,

questo lo dico senza 'pelù' sulla lingua e senza troppi 'grillo' per la testa,

forse un distacco dai media e un riavvicinamento alla natura mi ha reso più amabile,

qualcuno ha detto che per vivere bene bisogna affrontare una paura al giorno,

qualcun'altro che l'errore di oggi è la sapienza di domani,

io sono d'accordo anche privo di queste esperienze.

continua ...

nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina