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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

Abbiamo solo un’arma:
la contro informazione alla loro disinformazione!

Emergenza Democrazia! = Condividere e contro-disinformare

di Di Vuono Daniele mercoledì 29 aprile su Agoravox.it


Signore e signori! Ho scritto quest’articolo per lanciare un allarme: emergenza democrazia! Mi rivolgo a tutti a tutti gli italiani a cui è rimasto un briciolo di indignazione in corpo! In Italia la democrazia è in pericolo! Troppi casi anomali ed esplicitisi stanno verificando! Di seguito riporto le scelleratezze italiane più recenti:

1. Censura di youtube del video su Giampaolo Giuliani dell’utente Byoblu.

2. Deferimento di Milena Gabanelli dopo il servizio sulla Social Card, non piaciuto al ministro Tremonti.

3. Mancata pubblicazione dei dati delle apparizione di Silvio Berlusconi in TV.

4. Censura in tutte le TV delle gaffe del Premier fatte in tutte le occasioni pubbliche.

5. Mancanza totale di informazione da parte di tutti telegiornali (ovvero non riportano notizie come per l’arresto della segretaria della Lega per trasporto di 8 Kg di droga. O nessuna notizia su l’annullamento da parte del Riesame sul sequestro e la mancata restituzione dell’archivio di Gioacchino Genchi).

6. Censura nei confronti della trasmissione Annozero e la sospensione del vignettista Vauro Senesi.

7. Attacco politico nei confronti di servitori dello Stato come Luigi De Magistris.

8. Clementina Forleo, Gioacchino Genchi e tutti coloro che non si conformano al Berlusconi-Pensiero....
9. Boicottamento del Referendum che dovrebbe in parte bloccare la legge elettorale attualmente in vigore e che costerà a noi contribuenti circa 400.000 di euro.

10. Predominio incontrastato del Premier nelle nomine rai, in evidente conflitto d’interessi poiché capo delle concorrenza. Nomine che decide a casa sua.

11. Imposizioni di progetti faraonici per favorire la sua gang di amici costruttori, con progetti di opere inutili (il ponte sullo stretto) o dannose per i cittadini (inceneritori inaugurati e all’indomani non funzionanti! O inceneritori da costruire come i tre in Sicilia). Centrali nucleari imposte per amicizie francesi, ad un paese che con un referendum aveva detto "No al nucleare", che quando saranno finite di costruire saranno già vecchie e le scorie ce le ritroveremo anche noi siciliani a Pasquasia (EN). Approvazione del programma pluriennale relativo all’acquisizione del sistema d’arma Joint Strike Fighter JSF, il faraonico progetto che il governo intende lanciare mediante la produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative. Costo stimato: oltre 13 miliardi di euro, nel periodo 2009-2026. Tredici miliardi di euro!

12. Bugie del Premier sulla risoluzione del problema immondizia a Napoli ed imposizione di discariche (Chiaiano) anche con l’utilizzo della forza (Militari e Polizia)

13. Uso indiscriminato del Lodo Alfano per salvarsi le chiappe da tutti i processi in corso e futuro in cui è imputato il Premier (Il più famoso è il processo Mills)

14. Attacchi e minacce di modifiche per decreti della nostra Costituzione Italiana, per aumentare i poteri del Premier o per introdurre in Italia il presidenzialismo. In maniera tale che quando finirà il suo mandato, il Premier, si farà eleggere Presidente della Repubblica e continuerà ad essere protetto dallo scudo spaziale (Lodo Alfano).


Queste sono solo alcune delle cose che stanno avvenendo durante questo governo. Abbiamo solo un’arma: la contro informazione alla loro disinformazione! Condividete questo mio articolo ovunque. Chiunque volesse può aggiungere altre scelleratezze e condividerle con chi vuole sul mio gruppo Facebook. Così se arrivassimo a convincere la maggior parte degli italiani, potremmo magari mandare questa lettera sottoscritta da tutti al Presidente della Repubblica, per fermare queste anomalie.

"Condividere e contro-disinformare!"

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Berlusconi porta sfiga, ma tanta!


Di Dario Campolo ... Leggi dariocampolo.blogspot.com

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" quelli che non sanno ricordare il passato
sono condannati a ripeterlo "

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Non la mia festa, ma la festa del mio Paese e di tutti noi !

Quel che accadde in Italia dopo l'8 settembre 1943 è già stato giudicato dalla Storia.
Non serve a nessuno continuare a fomentare l'odio, contrabbandandolo per giustizia. Le scelte che fecero i cittadini sono incancellabili e appartengono alla Storia che non può essere tirata né da una parte né dall'altra, né tantomeno essere riscritta. Com'è incancellabile l'oppressione politica, culturale e civile sotto la quale il popolo italiano fu costretto a vivere.
Le crudeltà di allora furono infinite e i morti vanno tutti rispettati, ma le ragioni di quelle morti non posssono e non devono essere dimenticate. Valori e principi non finiscono mai: chi andò a Salò si unì ai nazisti diventandone servo, deportando e uccidendo il proprio fratello.
Quella che si combattè nel nostro Paese non fu una guerra civile ma una guerra di Liberazione. E la Resistenza per la libertà, per l'indipendenza dalla dominazione straniera rappresenta il riscatto del popolo italiano di fronte al mondo.
Questa distinzione non è stata scritta dagli storici ma dalla Storia.

Tratto da "La macchina delle bugie"(pag.260) di Loris Mazzetti

Leggi anche "25 aprile, la festa dei giusti" di Roberto Barbera

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25 aprile 2009. Viva L'Italia che rEsiste

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' C’era una volta un Paese '

Tratto da www.inviatospeciale.com
Il 25 aprile, la Festa dei Giusti


Di solito è di cattivo gusto per un giornalista scrivere in prima persona. Ma questa volta è il caso di correre il rischio, perchè il giorno della Liberazione non è solo una Festa nazionale, ma è anche parte di noi stessi, della nostra vita.

C’era una volta un Paese appena uscito dalla guerra. Molti i palazzi ancora diroccati, sulle coste i piazzali di cemento armato per i cannoni anti invasione del fascismo, i bunker lungo le strade, la povertà che si vedeva senza fatica. Poi, c’era la passione. Un sentimento volitivo e forte per la politica della stragrande maggioranza dei cittadini. Sui muri delle sezioni di partito erano affissi i giornali, l’Unità, l’Avanti, il Popolo, La Voce Repubblicana e tanti altri e le persone stavano lì in fila a leggerli, quando sapevano leggere, che non era da tutti.

La parola ‘fascismo’ si pronunciava con disprezzo. Era un sentimento comune per democristiani e socialisti, comunisti, repubblicani. E con loro i liberali, i socialdemocratici, gli ultimi azionisti e quelli che avevano fatto parte di Democrazia del lavoro. Formazioni politiche scomparse, identità perdute, il partimonio storico della Resistenza, del Comitato di liberazione nazionale, della lotta clandestina e poi della Prima Repubblica. Litigavano non poco, ma erano uniti in una pensiero di sdegno per le tragedie del ventennio, per la repressione della dissidenza, per il confino, il Tribunale speciale, le leggi razziali, gli omicidi e l’olio di ricino quando andava bene.

Il conflitto mondiale da 56 milioni di morti non era da evocare. Stava lì, nelle città e per le campagne, tra residuati bellici e case devastate. Il gruppetto sparuto di nostalgici del regime criminale ....
Leggi tutto inviatospeciale.com

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Viva la Resistenza! Viva i partigiani!

Tratto da schiavioliberi.blogspot.com

Che cos'è la Resistenza
« Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. » (Piero Calamandrei)

Sono passati molti anni ormai dalla fine della seconda guerra mondiale e, per molti italiani di oggi, giovani e non, il ricordo di quegli avvenimenti è sfuocato dal tempo e dal logorio di una vita frenetica, spesso superficiale, dove c’è poco spazio per la riflessione e la memoria storica.
Il 25 luglio 1943 il gran consiglio del fascismo aveva esautorato il suo duce, colpevole di aver condotto l’Italia in una guerra ingiusta e ormai chiaramente destinata alla sconfitta.
Era un tentativo piuttosto ipocrita di salvare se stesso e quello che restava della monarchia sabauda, legata a doppio filo da troppo tempo al delirio imperialistico e megalomane di Mussolini e del fascismo, che aveva portato la patria allo sfacelo morale e materiale.
Poi venne l’otto settembre; l’ambiguo governo Badoglio rendeva noto l’armistizio firmato con gli alleati e gli italiani gioirono credendo che quella dura guerra, che ormai si combatteva sul nostro suolo, fosse finita e con essa le loro sofferenze.
Ma così non fu. Semplicemente si dissolse lo stato. Complice una classe dirigente pavida e cialtrona che non seppe e non volle gestire quella pur tremenda e difficile fase, gli italiani - civili e militari – furono lasciati allo sbaraglio, senza nessuna direttiva, in balia dell’occupazione tedesca al centro nord e il fronte che avanzava con gli alleati da sud.
In questo contesto umiliante e sconfortante l’Italia era in ginocchio: non c’era speranza per un popolo che aveva subito la dittatura fascista, la guerra e adesso la catastrofe.
Ma non tutti gli italiani si arresero; qualcuno ebbe la forza e il coraggio di provare a riscattare la patria, di cercare rimedio alla colpa di un’ideologia – quella fascista – e di una guerra sbagliate e disumane, che avevano escluso gli italiani dal novero dei popoli civili e che li avevano, loro malgrado, resi complici del mortifero imperialismo nazista.
Così nacque, nella coscienza di quei patrioti che si accollarono il peso morale di un’intera nazione, il bisogno di riscatto: di giustizia e libertà; a qualsiasi costo. Così nacque la Resistenza.
Fu una scelta personale totalmente libera e tremendamente rischiosa: nessuno obbligava e tutto sembrava essere contro.
La Resistenza fu sostanzialmente questo: il coraggio e la dignità di riscattarsi dall’essere stati dalla parte sbagliata della storia, finalmente stanchi di aver accettato troppo a lungo l’ingiustizia.
Essa fu l’unione del vecchio e nuovo antifascismo, di una comune pur differente speranza di costruire una nuova Italia.
Gli anni seguenti furono molto duri, anche perché segnati dalla guerra civile contro i fascisti complici dell’oppressore tedesco, ma i partigiani riuscirono veramente grazie al loro eroismo e a costo di tante morti nel loro intento: fu grazie a loro che alla fine della guerra l’Italia fu trattata meno duramente dai vincitori alleati rispetto a Germania e Giappone, nonostante portasse come loro l’enorme responsabilità storica del più terribile e distruttivo conflitto che l’umanità avesse mai vissuto.
Fu grazie a loro che gli italiani poterono costruire la loro democrazia, ma il prezzo fu tremendo: in diciotto mesi di guerra resistenziale morirono 62.000 partigiani.
Il loro sacrificio sia ricordato; come esempio veramente glorioso di chi ha dato la vita perché il nostro futuro potesse essere migliore, di chi può essere ancora un esempio di dignità, coraggio, speranza; di chi rifiuta l’ingiustizia, allora, ora e sempre.
Viva la Resistenza! Viva i partigiani!

Cesare Battistelli
Pubblicato da SCHIAVI O LIBERI?

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Il regime è la nuova divinità,
e la divinità non può essere messa in dubbio
o sei un blasfemo

Da bellaciao.org

Critiche e regime 18 Aprile di viviana vivarelli

In un regime non sono tollerate critiche. Né di Chiesa né di Stato. Sono considerate atti blasfemi.

Devono esistere solo gli attacchi che il regime stesso fa a chi non si omologa.

Ma quelle non sono critiche, sono armi che intendono distruggere il dissenso o la ricerca di una verità oltre la propaganda, sono attacchi violenti alla verità.

Dunque il regime può cercare di annientare Vauro e Santoro, rei di aver detto la verità, perché questo è un reato da esecrare.

Perché il regime non tollera la verità. Le è contrario come una particella nucleare è contraria alla sua antiparticella, perché sa che incontrandola ne uscirebbe distrutta. Quando un regime incontra la verità deflagra. Poiché esso riposa sulla menzogna e la verità è l’arma più potente per distruggerlo.

(Dopotutto la battuta stringente di Vauro diceva solo che i cattivi costruttori aumentano solo la cubatura dei cimiteri. Dov’è la grande esecrazione in questo? E’ solo una amara verità. E il terremoto lo dimostra. Vogliamo demonizzare il terremoto come eversivo? Perché ha rivelato che chi trasgredisce la legge per lucro è un assassino potenziale? Perché svela che il trionfante e sregolato Piano Casa di Berlusconi fa parte di quella distruzione di morte? Si può attentare alla salute del paese ma non lo si deve dire. Berlusconi può mettere a repentaglio le nostre vite con la sua mancanza di regole, ma nessuno può parlarne. E’ lesa maestà svelare i frutti del cattivo potere.

In questo paese, oggi, la verità è colpa.

Perché smaschera la propaganda, che riposa sulla superficialità di chi ascolta, la sua ignoranza e il suo egoismo.

E poiché il potere si avvale di mani e braccia e gambe, a nessuno è permesso di dire che le braccia e le gambe e le mani del potere hanno fatto alcunché di imperfetto. E’ la massima bestemmia.

Il regime è la nuova divinità, e la divinità non può essere messa in dubbio o sei un blasfemo.

Siamo arrivati a questo? I media e i tutori dell’ordine e della legge, quelli laici e quelli non laici, sono voluti arrivare a questo?


Di : viviana vivarelli sabato 18 Aprile 2009 bellaciao.org

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«Lui è l’unico che può essere triviale, irriverente,
disumano con i malati, volgare con le donne e le ministre.
Gli altri devono tacere»

Da unita.it

Dario Fo: «Vietare la satira è la malattia di un Paese in decadenza»
di Iolanda Bufalini

Il primo censurato della storia della Rai è con un altro premio Nobel dall’odore sulfureo, Josè Saramago, a Granada per ricevere un premio. Diciamo noi a Dario Fo della sospensione comminata a Vauro per la vignetta sull’ampliamento delle cubature dei cimiteri. «Qual è - chiede - la motivazione della sospensione?».

È una vignetta lesiva del sentimento di pietà verso i defunti.
«Ma il significato di quella vignetta è chiarissimo. Se la prende con gli assassini, verso chi ha determinato con infamità, per come ha condotto i lavori, usando la sabbia al posto dei materiali giusti, quelle morti».

E quale sarebbe allora il vero motivo?
«È un sondaggio, si spara su uno, sul quale si ritiene ci sarà meno scalpore, per vedere la reazione del gruppo portante. È l’avvisata in gergo mafioso».

Dopo l’emergenza ci sarà la ricostruzione
«L’avvisata serve a minimizzare il pericolo, quando si dovrà abbattere e ricostruire non ci deve essere il tormentone sulla mafia. È il terreno di maggiore responsabilità per il governo. Come per la decisione di non accorpare il referendum, con spreco di denari mentre i poveri piangono».

Oltre all’offesa c’è l’accusa di faziosità
«Cioè l’elemento fondamentale della satira. Si deve solo gloriare, osannare. Ma anche presso i romani la satira era pericolosa. Chi faceva satira doveva portare un nome greco, un vestito greco, doveva andare in una città greca. Insomma la satira si può fare all’estero, non si può parlare di quello che avviene da noi».

Diceva, si spara ad uno per avvisare gli altri...
«È un paese in declino quello in cui si vieta la satira. La cosa peggiore è che produce autocensura, così si fa un bel brodo calmo e guai a chi mette un po’ di peperoncino».

Ha visto la trasmissione di Annozero? Anche Santoro è accusato di faziosità
«L’ho vista, non era lui, lo accusano perché ha mandato in onda un medico risentito perché era privo degli strumenti per operare e diceva “finiamola con tutti questi elogi sulla puntualità degli aiuti”».

Chiedono a Santoro una trasmissione riparatrice. È la prima volta che si chiede di riequilibrare, non trattandosi di opinioni politiche..
«Ma storicamente non è la prima volta, al tempo dell’impero ci fu un comico che fece satira sui Gracchi. Fu imprigionato e in cella dovette scrivere ben due opere in elogio dei Gracchi».

In tempi più recenti, con Franca Rame, foste i primi censurati Rai.
«Ci tagliarono le battute sui morti sul lavoro, poi quelle sulla mafia perché si minava il buon nome della Sicilia. Poi quelle sulla tendenza dei padroni al paternalismo sindacale. Ma di mestiere non facciamo i mimi. Eravamo ridotti al silenzio e ce ne siamo andati».

Un deputato Pd, Giacomelli, dice che il primato delle battute malriuscite in Tv ce l’ha Berlusconi
«Lui è l’unico che può essere triviale, irriverente, disumano con i malati, volgare con le donne e le ministre. Gli altri devono tacere».
16 aprile 2009

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a Democrazia






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Il porcellum padano è salvo

Berlusconi, Bossi e la Bibbia
16 aprile 2009, scritto da alessandro cascone

Bocciata l’idea di accorpare la data del referendum con quella delle elezioni europee. E’ la triste notizia che rimbalza su tutte le prime pagine dei giornali di oggi. Effetto a breve della bocciatura il mancato risparmio di circa 460 milioni di euro, cifra che bastava a coprire, da sola, quasi il 50% dei primi, urgenti e improcrastinabili interventi stimati per la ricostruzione in Abruzzo a seguito del sisma del 6 aprile scorso.
Berlusconi, padre padrone del maggior partito italiano, alla fine ha ceduto al ricatto padano di Bossi e della Lega.

Rompere anzitempo con un alleato fedele e decisivo nell’ultima come nelle passate tornate elettorali è stato giudicato un rischio, evidentemente, se non troppo alto quantomeno inopportuno da correre adesso senza avere, ancora, la certezza matematica di poter avere quel 55% di seggi necessario a governare senza dover chiedere niente a nessuno senza pizzichi sulla pancia.

Bossi e i verdi paladini delle tante lotte contro Roma ladrona che sperperava i soldi degli operosi e onesti cittadini del Nord-Est, locomotiva dell’economia italiana, delle tante grida contro quel Sud che con le varie ricostruzioni post-sisma (Belice 1968, Irpinia 1980) aveva spolpato le casse dello Stato italiano come un osso lanciato in un canile di cani famelici, alla fine hanno deciso di boicottare l’accorpamento delle due date, quella del referendum e quella delle elezioni europee per una pura e semplice ragion di Stato. Già, ma di quale Stato ? Appurato che non è lo Stato italiano che sicuramente avrebbe beneficiato di quel notevole risparmio (460 milioni di euro) a prescindere dalla destinazione di quei soldi, di quale Stato si trattava ? Forse del tanto sospirato...
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affronterò la vita a muso duro

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censura sciacalla

Sospeso Vauro: dalla Rai arriva la censura sciacalla Bologna, 15 aprile 2009
(avv. Antonello Tomanelli)

Che si stesse preparando qualcosa contro Vauro Senesi l’avevano capito anche i sassi. Ma che la decisione del direttore generale della Rai Mauro Masi di sospendere il geniale vignettista sia stata motivata con l’essere la nota vignetta sulle bare “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico”, più che perplessi lascia interdetti.

La motivazione, infatti, tenta maldestramente, ma anche vigliaccamente, di attribuire a quella vignetta un messaggio che non gli appartiene, riconducendo a Vauro la volontà di offendere la comunità abruzzese colpita dal terremoto. In realtà, il messaggio che Vauro ha voluto veicolare è chiaro: far riflettere il telespettatore sugli effetti nefasti che l’entrata in vigore del nuovo piano casa ideato dal governo Berlusconi potrebbe avere qualora si riproducesse la tragedia abruzzese. L’aumento della cubatura di immobili mal costruiti, o abusivi, addirittura inesistenti per il catasto, porterebbe certamente ad un aumento dei morti in caso di terremoto, quindi al necessario (ecco il messaggio satirico) aumento della cubatura dei cimiteri.

Una vignetta di una coerenza causale straordinaria. Con quella vignetta Vauro ha leso non il sentimento di pietà dei defunti, ma gli interessi del governo Berlusconi, e nel contempo ha voluto tutelare gli interessi dei sopravvissuti.

Di fronte all’unico, reale messaggio satirico contenuto in quella vignetta...
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la struttura era priva di agibilità

La Regione Abruzzo infiltrata dalla mafia di C. Fusani e R. Rossi

Le mani della Mafia sul terremoto de L’Aquila. È questo l’allarme che lancia la Procura della Repubblica della città e la Direzione nazionale antimafia. Secondo il rapporto della magistratura, la Mafia potrebbe avere un ruolo di primo piano nella gestione degli appalti per la ricostruzione del capoluogo.
Per gli investigatori Cosa Nostra è già presente nel territorio. Aveva iniziato a infiltrarsi nella pubblica amministrazione regionale da alcuni mesi. Il settore di riferimento è quello «degli appalti e dello smaltimento dei rifiuti attraverso la costituzione e il trasferimento in Abruzzo di società che potrebbero servire da un lato come serbatoio per il riciclaggio di denaro sporco e dall’altro per ottenere finanziamenti pubblici e appalti per lo smaltimento dei rifiuti». In particolare la prova di un legame tra amministrazione pubblica e criminalità organizzata sarebbe in un’indagine su un’impresa costituita da alcuni anni, i cui movimenti societari hanno portato a ritenere «che serva ad operazioni di riciclaggio o altre attività illecite che richiedano la copertura di esponenti politici».
Ora, dopo il sisma, il timore di ulteriori infiltrazioni mafiose cresce in maniera esponenziale. «L’esperienza del passato ...
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TERREMOTO: CHIODI, INTERVENTO MAFIA E' SOLO UNA PAURA

L'ipotesi che la criminalita' organizzata abbia gia' pensato a infiltrarsi nella ricostruzione in Abruzzo "non e' una preoccupazione concreta, e' una paura, un ansia che deriva da quella che alcune volte e' accaduto nel nostro paese". Lo ha detto il presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sottolineando che "i tempi sono cambiati, questo e' l'Abruzzo e soprattutto non c'e' nemmeno un principio di indizio" in relazione a questo allarme. Chiodi ha anche rilevato che in merito all'intera inchiesta aperta dalla procura de L'Aquila sulle conseguenze del terremoto, "la magistratura seria parla solo con gli atti, non si lascia lusingare", e quanto all'ipotesi di costituirsi - come regione - parte civile, Chiodi ha detto che sara' cosi' "se dovessero esserci situazioni che lo rendano necessario. Aspettiamo il lavoro della magistratura, che lavora per atti". Chiodi comunque ha anche ricordato che quanto accaduto "e' stato un evento catastrofico, naturale". (AGI)
(14 aprile 2009 ore 13.36)
espresso.repubblica.it

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l’informazione è in mano allo sciacallo
ed ai suoi servi ruffiani.

Lo sciacallo e la controinformazione

Una volta si diceva “controinformazione” per dire notizie fresche che il regime non dava , che anzi nascondeva.

Ma il “ regime” democristiano di una volta , paragonato a questo della invasione degli ultracorpi , era roba da dilettanti. Scelba era una gran pippa rispetto al Berlusca ed i suoi servi. Ecco perché rispolvero questa mitica parola , CONTROINFORMAZIONE.

E’ bene che nessuno faccia finta di nulla .

Prima esisteva il problema di come evitare che l’invasione degli ultracorpi ci fosse . Ora il problema e’ stato superato e non c’e’ piu’, nel senso che loro hanno vinto.

Ma specialmente hanno chiuso i giochi della democrazia sostanziale ed il regime si e’ ormai instaurato.

Secondo il piano di rinascita di Gelli e comunque il tutto e’ conclamato. Peggio per le teste di cazzo che lo hanno permesso portandogli l’acqua con le orecchie. Ma peggio anche per noi e per tutti quelli che non se lo meritavano

Occorre attrezzarsi bene perché ormai , tranne rare isole felici costrette peraltro a mediare e sotto continuo controllo , l’informazione è in mano allo sciacallo ed ai suoi servi ruffiani.

Li vedi in Abruzzo che continuano a girare tra le macerie portandosi il boss con telecamera incorporata per farsi propaganda elettorale Lui si loda e s’imbroda per la tempestività degli aiuti, approfitta della sciagura per provare a regalare l’ennesimo condono agli amici evasori, camuffato da scudo fiscale , propone la new town e tutti gli rispondono picche , anche la suore : nessuno vuole vivere in una specie di Gardaland , a parte i suoi amici palazzinari che comunque vivono altrove.

Il ponte di Messina non si tocca ma non dice che è in una della zone piu’ sismiche d’Italia dove ci sono tratti di ferrovia ancora con un solo binario e con i chiodi di legno. Ma brutto stronzo di uno sciacallo : sistema quelli coi nostri soldi. Ma manco per idea e sai perché?...
Leggi tutto bellaciao.org

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dedicato ai figli di un dio minore

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in che mani siamo

Vacanza al camping tendopoli, offre Berlusconi di Dario Campolo



La stampa straniera torna all'attacco di Silvio Berlusconi, parlando di «gaffe» dopo le dichiarazioni rilasciate alla televisione tedesca N-tv, cui, in un riferimento agli sfollati sistemati nelle tende, ha detto: «Naturalmente è una sistemazione provvisoria, dovrebbero considerarlo come un fine settimana in campeggio». Secondo il «Times» di Londra, il presidente del Consiglio si è reso protagonista di «una grave gaffe».
Fonte dariocampolo.blogspot.com

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questo tizio che non riconosco mio presidente
continua a sorvolare i luoghi del disastro

L’avvoltoio che sorvola il disastro

Questo non è un bilancio degli aiuti né una polemica sul fatto che il terremoto si potesse prevedere né altro del genere.

Non è il tempo né la persona giusta ( io) per parlarne.

Inoltre lo sò anch’io che in questi momenti occorre un silenzio fattivo ed un contegno rispettoso.

Chi può aiuta senza intralciare e fare confusione.

Chi non può ascolta in silenzio senza rompere le palle.

Questa regola dovrebbe valere per tutti.

Dirò di più : riconosco anche che un presidente del consiglio può e deve fare qualcosa di particolare in questi frangenti , magari deve far sentire il popolo italiano vicino a chi sta soffrendo e dare un po’ di speranza ; ognuno lo fa secondo il proprio stile; ci si aspetta magari che ciò avvenga con un po’ di convinzione e di rispetto e specialmente coi fatti .

Speravo di non dover più vedere quell’indegno spettacolo degli avvoltoi politicanti in coda luttuosa ed ipocrita appresso le bare , uno spettacolo penoso del passato ormai remoto della prima repubblica .

Ma non credevo che avrei visto e sentito di peggio con la seconda e che avrei dovuto ingurgitarmi il cavaliere ridanciano , il pagliaccio senza ritegno che strumentalizza tutto anche i cadaveri per farsi la sua allegra propaganda giornaliera.

aereoplanoDall’altra notte ogni giorno questo tizio che non riconosco mio presidente continua a sorvolare i luoghi del disastro con il suo elicottero e la sua scorta ; ogni tanto scende giù a camminare sui corpi e fà conferenze stampa una dopo l’altra intralciando chi lavora duramente con il traffico della sua scorta e promettendo quel che non saprà mantenere ( basti pensare alle promesse ai molisani al tempo della strage dei bambini sotto le macerie della scuola di San Giuliano ).

Ci stà sommergendo di chiacchiere ,
leggi tutto laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com

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Obama, sorry 4 Berlusconi

Se il Silvio Zelig planetario fa il vice di Obama di Daniela Gaudenzi
WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 7 APRILE 2009

La singolare e poco onorevole attitudine che Roberto Scarpinato attribuisce molto a proposito agli intellettuali italiani, quella di essere sostanzialmente, con esigue ed eroiche eccezioni, dei tendenziali impostori che invece di smascherare il potere lo giustificano ed esaltano acriticamente, si addice a maggior ragione alla categoria dei giornalisti e non solo a quelli già a libro paga del presidente del Consiglio, ma anche ai non pochi aspiranti all’assunzione.

Un esempio, tra tanti, particolarmente illuminante lo forniscono i “retroscena” del notista politico della Stampa Augusto Minzolini, che a onor del vero trattava quasi con altrettanta devozione Massimo D’Alema quando era a palazzo Chigi e che a sua volta lo teneva in grande considerazione.

Secondo Libero, solitamente ben informato sulle predilezioni e le manovre del Cavaliere sul fronte delle nomine, il notista specializzato nel dietro le quinte secondo i desiderata dei protagonisti, sarebbe l’eletto per sostituire alla direzione di Panorama Maurizio Belpietro in procinto di sostituire Riotta al TG1.

A prescindere da ogni dietrologia e/o pregiudizio in funzione della sua eventuale futura carriera, la sua ricostruzione della performance berlusconiana al G 20, colpisce per il tentativo di accreditare Berlusconi come l’interlocutore privilegiato di Barak Obama, non a livello europeo, come hanno tentato di spacciare molte testate nazionali, oltre ai principali Tg del servizio pubblico, ma a livello planetario.

Già dall’incipit si entra nell’atmosfera del pezzo “finita la telenovela sulle gaffes o presunte tali, dopo tanto parlare si è scoperto che Barak Obama e Silvio Berlusconi sono d’accordo su tutto: Afghanistan, Nato, disarmo nucleare, rapporto con la Russia, crisi economica, ingresso della Turchia nella Comunità Europea….”.

Ma più ancora sarebbe venuta palesemente meno l’ultima “storiella” agitata dai soliti antiberlusconiani provinciali e pregiudizialmente ostili al premier e cioè che Obama fosse ostile ad incontrarlo come si dedurrebbe dall’ elementare circostanza che il presidente americano ha avuto incontri bilaterali con tutti inclusa Spagna, Grecia, Polonia, fuorché l’Italia.
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“persona caratterizzata da un’evidente e profonda instabilità psichica”

E se domani Berlusconi desse di matto? di Valeria Rossi

No, non dico come al solito. Dico proprio di matto-matto. Insomma, abbastanza perché ve ne accorgiate anche voi, o vasto popolo della “sua” libertà.
Perché, quanto a smatteggiate di media dimensione, ieri er ducetto de noantri ha già fatto filotto.
In ordine crescente di gravità: a) ha replicato, capottandola, la terrificante gaffe dell’ “abbronzato”, dicendo che lui “ è più pallido” (invertendo l’ordine dei fattori, la gaffe non cambia. In compenso ribadire una battuta che ha scatenato l’indignazione di mezzo mondo è un chiaro messaggio: me ne frego di quello che dite e che pensate. Battuta cara al Duce, quello vero); b) visto che il suo piano di cementificazione selvaggia (chiamato anche “piano casa”) è stato bocciato, ha affermato che nun gliene po’ frega’ de meno (e due) e che farà un decreto per portare avanti ugualmente la cementificazione. Viva la democrazia, viva la “libertà” (sì, la sua, di fare quello che gli pare); c) ha sostenuto che i parlamentari “stanno lì per far numero”, ribadendo la necessità che a votare siano solo i capigruppo. Roba che neanche Pinochet; d) in tema di crisi, ha spiegato che per superarla basta lavorare di più. Cioè, perché mai un disoccupato dovrebbe preoccuparsi? Basta che si cerchi un altro lavoro! (d’altronde le offerte fioccano, è risaputo; stiamo ancora aspettando il milione di nuovi posti di lavoro che ha cominciato a prometterci nel ’91…).
Ma la chicca finale è la seguente: a chi è disoccupato, morto di fame, disperato, con una famiglia sulle spalle, propone di “darsi da fare anche imprenditorialmente”.
E come la impianta, questa impresa, il morto di fame? Semplicissimo: “contando sulla cassa integrazione”.
Ora, domanda: ma cos’altro deve fare, quest’uomo, per dimostrare che non ci sta con la testa?
Farneticare in mezzo alla strada? (no, questo lo fa già)
Violentare una rumena?
Mettersi a sparare all’impazzata in mezzo alla folla?
Tanto, volendo, può anche farle tutte, queste cose, essendo l’unico uomo sulla terra ad avere l’immunità globale.
Eh, sì: a chi mi continua a ripetere che anche in altri Paesi esiste l’immunità parlamentare, ricordo sempre che Berlusconi è l’unico uomo al mondo – oltre ad un paio di dittatori dichiarati - a godere di questa immunità per i reati comuni.
Berlusconi ha potere di vita o di morte su tutti noi: per ora ne fa uso solo cercando di impedirci di morire quando e come piace a noi (preferisce che schiattiamo quando pare a lui: d’altronde si crede Dio, quindi il ragionamento fila); ma se volesse – o se la sua malattia mentale degenerasse dall’attuale delirio di onnipotenza a un bel delirio di sterminio – potrebbe farci fuori tutti in mezzo alla strada.
E il giorno dopo non sarebbe in galera né al manicomio: sarebbe ancora il presidente del consiglio, perché lo può fare.
He can, altro che “we”.
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ogni riferimento a fatti e persone reali è assolutamente voluto

Mafia, antimafia e quaquaraquà di Dario Olivero

La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che essere onesti sia inutile (Corrado Alvaro)

EFFETTI COLLATERALI
La punta del nostro stivale è corta, stretta. Possiamo fare finta di niente, ma prima o poi i piedi ci faranno male. Il fastidio, il dolore diventerà l’unica cosa a cui siamo in grado di pensare. Tutto il resto ne sarà influenzato, i nostri pensieri, le nostre azioni. Con il tempo lo stivale troppo stretto si impadronirà di noi stessi e noi avremo un’unica idea fissa: il male ai piedi. E’ una delle metafore migliori della punta del nostro stivale, la Calabria. L’ha trovata Paola Bottero che, come molti uomini e donne finiti a Sud da un imprecisato Nord, trovano in quei posti la loro nemesi e il loro completamento. Il suo libro si intitola Ius Sanguinis (Città del sole, 12 euro). E’ tante cose insieme. Un romanzo in cui ogni riferimento a fatti e persone reali è assolutamente voluto. Una sedicenne con un testa troppo libera per sopravvivere a un fidanzato lasciato che già aveva ben chiaro quale dovesse essere il suo ruolo e quello di lei nel mondo. La sorella di un giovane imprenditore ucciso perché troppo giovane e troppo libero. Un’altra sedicenne assassinata da quella che abbiamo imparato a chiamare malasanità, parola che non rende la catena di complicità di un omicidio.
Poi c’è un’appendice al libro che raccoglie articoli e documenti relativi ai fatti appena narrati. E commuove la quantità di siti internet spesso artigianali, quasi sempre solitari, messi in piedi da familiari che chiedono giustizia, che vogliono verità, che denunciano dove, come e perché lo Stato si sia fermato o peggio, non sia mai partito. E poi c’è una lista. Incomincia a pagina 289, finisce a pagina 303. Incomincia nel 2004, finisce a gennaio di quest’anno. Sono i morti ammazzati. Benzinai, pastori, geometri, commessi, camionisti, ambulanti, calciatori, fabbri. E’ la Spoon River della ‘ndrangheta. Accanto a ogni nome, una sola frase: “Nessun colpevole trovato”.
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Al Cafone non si smentisce


G20: BERLUSCONI CHIAMA “MR OBAMA”, LA REGINA LO “BACCHETTA”

(AGI) - Londra, 2 apr. - “Ma perche’ deve urlare?”. La regina d’Inghilterra non sara’ certo abituata alla ‘carica esplosiva’ di Silvio Berlusconi; e per questo non ha esitato un secondo a ‘bacchettare’ l’ospite che provocava rumore in sala. Ma il presidente del Consiglio, al suo arrivo a Londra, ha realizzato un altro dei suoi colpi di teatro. “La solita diplomazia della pacca sulla spalla” per i suoi detrattori; un’ulteriore dimostrazione di genio e simpatia per i suoi estimatori. Fatto sta che quel vocione che si sente nel video registrato durante la foto di famiglia a Buckingham Palace ha scatenato la risata generale dei presenti. E’ successo che Berlusconi, dopo essersi messo in posa con gli altri capi di Stato e di governo, ha chiamato il presidente americano a gran voce. “Mr Obama! Mr Obama!”.
Fonte stato-oggi.it


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una realtà artificiale

Notizie false? No, manipolate...
mercoledì 1 aprile 2009 di Alessio Di Florio

Mercoledì 25 marzo Roberto Saviano è stato ospite della prima serata di RaiTre. Il noto scrittore e giornalista, in due ore circa, ha analizzato e denunciato i meccanismi omertosi e mediatici che permettono alla camorra campana di essere ’O Sistema. Un fitto intreccio di omissioni, notizie svelate o nascoste, codici e linguaggi simbolici ed ambigui.

Come giustamente sottolinea Beppe Grillo siamo nel pieno della terza guerra mondiale, quella dell’informazione. Sono tanti, tantissimi i casi e le vicende manipolate da televisioni e giornali, creando così una realtà artificiale.

Spesso non serve dire il falso, basta solo presentare (o non presentare) le notizie in maniera diversa. Gli ultimi mesi ne sono l’ennesima, lampante dimostrazione.

Lo stupro di ’San Valentino’ e il processo mediatico agli innocenti

Poco più di un mese fa tutti i giornali strillavano a nove colonne "Arrestati gli stupratori di San Valentino". Per settimane, a tutte le ore, ci hanno mostrato i volti dei due romeni, scavando nel loro passato, indagando sulla loro vita privata. Ci hanno raccontato che il caso era stato risolto brillantemente, hanno elogiato le nostre forze dell’ordine celeri e ligi (peccato che uno è stato consegnato dagli abitanti di un campo di Livorno e l’altro l’ha arrestato la polizia rumena con un blitz di poche ore ...), che le prove erano schiaccianti. Poi, improvvisamente, una mattina ci siamo svegliati e abbiamo scoperto che non c’erano prove, che il test del DNA aveva scagionato senza ombra di dubbio i due arrestati. E di che si è cianciato prima allora? Cosa ci hanno raccontato?

La distruzione del CIE di Lampedusa e il silenzio sulle carenze strutturali

Ricordate l’incendio scoppiato nel CIE di Lampedusa? Le fiamme e la distruzione? ...
Leggi tutto socialpress.it

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina