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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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imbelli incollati alla poltrona che per conservarla si vendono anche il cubo

GROTTESCA OPPOSIZIONE DI BERSANI AL JOBS ACT
Viviana Vivarelli
Ma Bersani solo ora scopre che la riforma del lavoro di Renzi toglie ogni diritto ai lavoratori e li porta indietro di 50 anni??? Ma a chi lo vuole raccontare ??
Quante ridicole balle!
La minoranza bersaniana conta ben 140 parlamentari contro 445 del totale Pd.
Se Bersani fosse una persona seria, con un tale numero di parlamentari, potrebbe quasi in ogni momento bloccare le infami riforme di Renzi semplicemente uscendo dall’aula e facendo mancare il numero legale assieme a Sel e M5S a cui si aggiungerebbero molti di FI, e questo farebbe immediatamente cadere Renzi, ma basterebbe anche una minaccia seria in tal senso per farlo recedere dagli orrori che si propone.
Perché Bersani questo non l’ha mai fatto? Perché non lo ha nemmeno minacciato?
E di quale difesa dei lavoratori parla dopo aver votato senza se e senza ma la terrificante riforma della Fornero???
E’ lecito a un dittatore quale Renzi, mai eletto da nessuno ma nominato da Napolitano, e che non ha nemmeno la maggioranza in Senato (unico motivo per cui lo vuole storpiare) ignorare ben 140 dissidenti interni e comandare come un arrogante despota senza dialogo né confronto?
I casi sono due:
-o questi 140 sono degli imbelli incollati alla poltrona e che per conservarla si vendono anche il cubo
-o questi 140 fingono soltanto un dissenso in realtà inesistente in una manfrina che vuole solo provare una finta resistenza democratica in realtà inesistente ma continua a votare per mantenere la poltrona.
Che ipocrisia!
Ma Bersani non era quello che votò per il pareggio di bilancio in Costituzione che avrebbe vietato di spendere persino per una alluvione e non parliamo di investimenti?
Bersani non era quello che votò ‘senza se e senza ma’ le infami leggi Fornero?
Non era quello che quando si poteva uscire dall’aula e far mancare il numero legale a Renzi sul Jobs Act, preferì restare in aula col didietro attaccato alla poltrona?
E allora di che balle ciancia costui?
Forse ha capito che Renzi sta per rottamare anche lui e allora fa queste sceneggiate indecenti che nemmeno un pappagallo di regime potrebbe prendere in considerazione? Basta con queste sceneggiate false e menzognere!
Quando è stato votato il Jobs Act solo 29 piddini hanno lasciato l’aula, alla Camera solo 40 piddini hanno votato contro. Alla Camera il Jobs Act passò con 316 sì, 6 no e 5 astensioni. Al Senato il Jobs Act passò con 166 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto. Ma la minoranza bersaniana conta 140 parlamentari!!! Cosa hanno votato gli altri bersaniani? Cosa facevano? Si calavano le brache?
E ora vengono a piagnucolare??? Ma chi chi vogliono far fessi???
Questi pagliacci sono irricevibili. Si pugnalano da soli.
Sul Jobs Act la loro resa è stata vergognosa. Se i 140 bersaniani sul Jobs Act fossero usciti dall’aula Renzi si sarebbe frenato di colpo e col cavolo che avrebbe fatto quelle porcherie che ha fatto, invece uscirono dall’aula solo 5 o 6 civatiani.
Bersani disse: “Se usciamo, casca il governo e ne va del bene del Paese (??), non possiamo affrontare una crisi al buio”. La crisi evidentemente non era abolire lo statuto del lavoro o scempiare la Costituzione o riproporre un sistema elettorale antidemocratico con gli stessi affronti incostituzionali del porcellum o proporre addirittura la depenalizzazione della frode fiscale, la crisi è solo quella dei bersaniani e la loro paura di perdere la poltrona, perché in nuove elezioni Renzi potrebbe non metterli nemmeno in lista, candidando solo altri yes man.
Citiamo le parole di Cuperlo: “La fiducia non è in discussione (ma va?!). Ma non si profila mica una delega in bianco. Alla Camera ci sarà una discussione per migliorare il testo”. E infatti si è visto quanto Renzi sia capace di ‘discutere’. Renzi conosce solo un modo: il diktat dittatoriale.
E Bersani fa scivolare la minaccia in avanti: “Se passa il Jobs Act non voteremo l’Italicum” Ma a chi lo vuol far credere? Fa ridere anche i polli. Ormai ha perso ogni credibilità.
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Renzi fa passare la legge sulla responsabilità civile dei magistrati che metterà bavagli e legacci alla loro libertà di giudizio e moltiplicherà le cause giudiziarie in un diritto già abbastanza ingorgato.

#nonpossonovotare - Il Terzo Segreto di Satira



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Tutte le istituzioni attuali sono illegittime, tutte le cosiddette “riforme” decise da Renzi con il consenso di un Parlamento illegittimo e firmate dall’altrettanto illegittimo Presidente della Repubblica non sono valide e la democrazia non esiste più

Le dimissioni di Napolitano

di Ida Magli - ItalianiLIberi 15.01.2015

  Nella Costituzione italiana è previsto il reato di tradimento, ma nella lunga storia della Repubblica non è mai stato invocato contro nessuno. Cosa dovrà mai dunque fare un politico per essere accusato di tradimento? Giorgio Napolitano ha sicuramente tradito la Costituzione e le leggi che reggono la democrazia in Italia costringendoci a vivere nell’illegittimità del colpo di stato compiuto chiamando Mario Monti a governare senza la crisi e le dimissioni del governo in carica, continuando fino ad oggi a non indire mai le elezioni, mantenendo in vita un parlamento dichiarato illegittimo dalla Consulta in quanto dichiarata illegittima la legge elettorale con la quale è stato eletto. Tutte le istituzioni attuali sono pertanto illegittime, tutte le cosiddette “riforme” decise da Renzi con il consenso di un Parlamento illegittimo e firmate dall’altrettanto illegittimo Presidente della Repubblica non sono valide e la democrazia non esiste più, come dimostrato anche dal fatto che i partiti di opposizione pur di sopravvivere nelle loro cariche consentono quasi a tutto, oppure si oppongono quando sanno che comunque la loro opposizione non metterà in crisi il governo.

Giorgio Napolitano ha inoltre tradito la Costituzione nel momento in cui, cedendo alla richiesta-ricatto di Mario Monti di essere in ogni caso garantito nella politica italiana venendo a governarla, lo ha contestualmente nominato senatore a vita, lasciando esterrefatti gli italiani che non lo conoscevano affatto. Eppure la Costituzione precisa che tale carica deve essere motivata da una ricca produzione letteraria, artistica, scientifica che abbia dato lustro all’Italia. Visto che Mario Monti non ha mai prodotto nulla e che perfino nel mondo bruxellese dove i Massoni e Bilderberghiani come lui nuotano benissimo, non ha combinato niente di buono tanto da essere costretto a dimettersi con due anni di anticipo dalla Commissione europea “per l’accertata responsabilità collegiale nei casi di frode, cattiva gestione e nepotismo”, è evidente che Napolitano ha esercitato il suo potere contro la Costituzione e che la nomina di Mario Monti non è valida.

Ho citato Massoni e Bilderberghiani: Napolitano ne fa parte e il suo nome si trova in tutti i libri che si occupano di questo argomento, così come ci si trova quello di Ciampi, di Monti, di Letta, di Draghi, di Amato, di Prodi, di Bini-Smaghi, di Padoan e così via (di Renzi i cataloghi della massoneria affermano  che non è ancora un iniziato perché attende l’opportunità di diventarlo in una Loggia importante). Bisogna aggiungere poi il legame fraterno con i numerosi e importantissimi Massoni presenti in Vaticano, i quali naturalmente hanno enormi possibilità per influire sulle nomine fondamentali ovunque. Questo è dunque il vero problema di una finta democrazia: gli esponenti di un’associazione, comunque essa si chiami, sono collegati fra loro sostenendosi nell’occupare le cariche politiche ed economiche più importanti, e mentre se un politico procede in questo modo con i suoi parenti ed amici, questo comportamento viene considerato un abuso e un illecito, il legame fra Massoni sfugge ad ogni critica. Il fatto che la massoneria non sia più segreta, non ha cambiato in nulla la strategia di potere che essi perseguono e che hanno brillantemente messo in atto con la costruzione dell’Unione europea e della Banca centrale. Bruxelles è un loro fortino così come sono esclusivamente loro gli azionisti della Banca centrale; l’unione europea è stata fatta appositamente: per impadronirsi della sovranità sugli Stati, dell’economia e dei redditi europei.

Il giorno per l’elezione del nuovo Presidente è stato fissato immediatamente, e con elettori illegittimi. Nessuno si oppone? Il Presidente del Senato è un magistrato: non sente il bisogno di essere lui, nella sua attuale qualità di Presidente della Repubblica, a porre fine per prima cosa all’illegalità, indicendo immediatamente le elezioni (secondo il sempre valido Mattarellum) e restituendo agli italiani la dignità di un paese civile?

Ida Magli
14 gennaio 2015       

(per chi volesse saperne di più: Brunelli, Francesco: principi e Metodi di Massoneria operativa, Bastogi, Foggia, 2004; Epiphanius: Massoneria e sette segrete, Contro Corrente ed. Napoli, 2002; Magli Ida: La Dittatura europea, Bur, Milano 2010; Galeazzi, Giacomo- Pinotti, Ferruccio: Vaticano massone, Piemme, Milano, 2013; Magaldi, Joele – Maragnani, Laura: Massoni, La scoperta delle Url-Lodges, Chiare Lettere, 2014

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un Palazzo privo di fondamenta

Il giro delle finzioni
di Ida Magli
Italianiliberi | 17.12.2013

  Tutti i politici di uno Stato che pretende di far parte della società democratica dell’Occidente avrebbero dovuto dimettersi immediatamente all’annuncio  dell’incostituzionalità della legge in base alla quale erano stati eletti. Il capo del governo a sua volta, subito dopo le dimissioni, avrebbe dovuto dichiarare che sarebbe rimasto in carica per indire immediate elezioni e per gli affari urgenti. La finzione con la quale invece gli organi istituzionali hanno deciso di ignorare la delibera della Consulta continuando a fare decreti e progetti a lungo termine ha dato il colpo di grazia ad uno Stato che viveva già da anni al di fuori delle regole costituzionali assecondando le iniziative in tal senso del Presidente della Repubblica. Per gli italiani questo ha significato perdere ogni fiducia e ogni stima non soltanto verso i rappresentanti, ma verso gli uomini che avrebbero dovuto incarnarli. Qui non si tratta di ruberie, di favoritismi, di sprechi cui si è ormai rassegnati: l’annuncio dell’incostituzionalità e quindi dell’invalidità di tutto il meccanismo istituzionale su cui si regge la Repubblica è stato una bomba che ha suscitato un senso di vero e proprio sgomento. Tutti si sono chiesti come ciò sia potuto avvenire. Come sia stato possibile malgrado gli innumerevoli controlli di costituzionalità che ogni legge subisce passando attraverso le Commissioni addette a questa verifica sia alla Camera che al Senato fino alla firma del Presidente della Repubblica. Tutti si sono chiesti come mai non se ne siano accorti i numerosi avvocati e magistrati presenti in Parlamento del calibro di Violante, Di Pietro,  Grasso i quali ovviamente la Costituzione la conoscono a memoria; come mai non se ne sia accorto il foltissimo gruppo di esperti che al Quirinale assiste il Capo dello Stato in tutto quello che firma proprio perché è la sua firma che ne garantisce la costituzionalità. Tutte persone retribuite dagli italiani che hanno mancato al loro compito e che non hanno fatto neanche il gesto di dimettersi.

 Non ci si meravigli delle condizioni di asfissia politica, sociale, economica in cui viviamo: qui si tratta di un Palazzo privo di fondamenta, che fa parte di tutto un insieme privo di fondamenta e che si regge sulla finzione. Anche l’Unione europea infatti è un palazzo privo di fondamenta; un castello di carte, un “bluff”, come l’ha definito  con assoluta precisione il Prof. Lucio Caracciolo e la crisi dell’euro ne è soltanto la conseguenza più visibile. È stato con un’ enorme truffa verso gli italiani che sono stati firmati i trattati di adesione all’Ue servendosi dell’articolo 11 della Costituzione. Questi trattati sono invalidi sia perché l’articolo 11 è stato formulato (su suggerimento del banchiere Luigi Einaudi) appositamente per poter scippare i cittadini dell’indipendenza e della sovranità monetaria senza chiedere il loro parere, sia perché la rinuncia alla sovranità e all’indipendenza non è questione di normale politica estera: uno Stato vi si piega soltanto se costretto dal vincitore di una tragica guerra. Tutte le istituzioni dell’Ue sono finte, o meglio sono truffaldine. Non essendo uno Stato, l’Ue non ha il potere per dare la “cittadinanza”: la tanto vantata cittadinanza europea è quindi invalida, un orpello, un vetro di bigiotteria. Né si creda che i politici non sappiano che lo Stato europeo non esiste: per questo la Bce è una banca privata, non dipende dall’Ue. Lo stesso discorso vale per il “parlamento europeo”: il nome è una finzione; non è un parlamento perché non fa le leggi e non fa le leggi perché l’Ue non è uno Stato. Bisogna quindi dichiarare invalidi tutti i trattati europei e rifiutarsi di votare per un falso parlamento, non permettendo, come i politici hanno furbescamente intenzione di fare, che queste elezioni vengano indette insieme alle elezioni nazionali. Si vada al voto subito: questa è l’unica cosa che può forse rimettere in piedi uno Stato che possa ancora definirsi uno Stato.


Ida Magli
Roma, 16 dicembre 2013 

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Articolo 41 : quegli strani ospiti di palazzo chigi

L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.


Un professore è uno che parla nel sonno altrui.
Wystan Hugh Auden
La differenza tra professori Ordinari e professori Straordinari consiste nel fatto che gli ordinari non fanno nulla di straordinario e gli straordinari non fanno niente che sia anche solo ordinario.
Sigmund Freud
Non si può chiedere ad un professore di pensare: egli insegna, è già molto.
Jean Josipovici
Il professore universitario è spesso un primo della classe, cioè un immaturo.
Antonio La Penna
Il professore di lingue morte si suicidò per parlare le lingue che sapeva.
Leo Longanesi
"E lei, professore, mantenga le promosse!".
Mino Maccari

Queste due malattie italiane: l'avvocato e il professore.
Filippo Tommaso Marinetti
Ci sono uomini colti persino tra i professori.
Giuseppe Prezzolini
ma i professoroni che versione hanno della costituzione? forse l'edizione bignami?

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questi magnifici professori saranno mica affetti da demenza senile ¿

sanno chi è Montesquieu ¿

In generale sono oggi denominati dittature i regimi che, in contrasto con il principio di separazione dei poteri, concentrano gli stessi in un solo organo, monocratico o collegiale

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la assoluta inadeguatezza della politica italiana

LA CONVERGENZA

MAFIA E POLITICA NELLA SECONDA REPUBBLICA

Sono andate nella stessa direzione. Nella Seconda Repubblica mafia e politica hanno realizzato una convergenza che oggi presenta al Paese il suo conto salatissimo.

Image Una narrazione inedita degli ultimi vent’anni di storia italiana, che non fa sconti a nessuno.
La storia della Svolta e della duplice trattativa con Cosa nostra. Del papello di Totò Riina che arriva in parlamento. Della abdicazione della sinistra che fa le leggi che servono alla mafia e dell’assalto della destra, che alla mafia offre invece il regalo più grande, la dissoluzione del senso dello Stato.
La storia di una Lega nata per difendere l’identità padana e che consegna il cuore della Lombardia ai clan calabresi. Della campagna più primitiva del sud che va alla conquista del nord e gli impone progressivamente la sua egemonia culturale.
Una narrazione che parla della assoluta inadeguatezza della politica italiana davanti ai nemici in armi della democrazia.
E delle minoranze istituzionali, civili e talora politiche che non si arrendono. Sono loro, in fondo, che hanno finora impedito che sul pennone della Repubblica sventoli bandiera bianca.

nandodallachiesa.it

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un bel governo ...

... sostenuto da un corruttore in atti giudiziari prescritto per decorrenza dei termini, (non assolto !)
e dal peggior parlamento di sempre...... il berlusconismo continua

viva l'italietta degli ominicchi, dei ruffiani e dei quaquaraquà

« Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo…  »

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i parlamentari italiani gradiscono la camorra in parlamento




Cosentino, la Camera respinge la richiesta d'arresto

PolisBlog.it (Blog)
E alla fine l'ha spuntata, Nicola Cosentino, il coordinatore campano del PdL ha visto respingere dalla Camera la richiesta di arresto. Computo finale: 309 no, 298 sì. Accusato dalla Dda di Napoli di essere il “referente nazionale dei Casalesi”, ...

«Ho incontrato Berlusconi, sono sereno»

Corriere della Sera
Il deputato Pdl ostenta tranquillità: «E' stata fatta una forzatura enorme, i deputati lo capiranno». MILANO - Dice di essere «sereno, tranquillo e consapevole di essere completamente estraneo ai fatti che mi vengono addebitati» e di confidare molto ...

Cosentino, Camera nega l'arresto

Il Nolano
NAPOLI - L'Aula della Camera ha negato l'autorizzazione all'arresto di Nicola Cosentino, il coordinatore campano del Pdl indagato per camorra. Contro l'arresto si sono espressi 309 deputati, a favore 298. Nessuno si è astenuto. ...

Cosentino 'salvato' dalla Camera: no all'arresto del deputato del Pdl

Adnkronos/IGN
Roma - (Adnkronos) - Con 309 voti contrari e 298 favorevoli su 607 votanti, l'Aula a scrutinio segreto ha respinto la richiesta di autorizzazione all'arresto nei confronti dell'ex sottosegretario all'Economia. Pd: ''Indizi gravi e riscontrati''. ...

Cosentino, la Camera dice no all'arresto Il deputato del Pdl salvo ...

L'Unione Sarda
L'Aula della Camera ha negato l'autorizzazione all'arresto di Nicola Cosentino, il coordinatore campano del Pdl indagato per camorra. Contro l'arresto si sono espressi 309 deputati, a favore 298. Nessuno si è astenuto. Non appena il presidente della ...

Cosentino, Aula Camera lo 'salva', esplode la gioia del Pdl

La Politica Italiana
ROMA - Una fragorosa ovazione dai banchi del Pdl ha accolto la proclamazione del voto con cui l'aula della Camera ha respinto la richiesta di arresto nei confronti di Nicola Cosentino: il coordinatore campano del partito è stato subito circondato dai ...



Le carte del Tribunale di Napoli
(Concorso esterno in associazione camorristica)


Coinvolgimenti giudiziari e dimissioni da sottosegretario

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chiuso per menefreghismo

Montecitorio chiuso una settimana fino

Corriere della Sera - ‎2 ore fa‎
Slitta anche la mozione di sfiducia al ministro Sandro Bondi. Finanziaria: incognita se Senato la cambia Slitta anche la mozione di sfiducia al ministro Sandro Bondi. Finanziaria: incognita se Senato la cambia MILANO - La Camera resterà chiusa da ...
Reuters Italia - RomagnaOggi.it - TGCOM - Adnkronos/IGN

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina