Viviana
Cadono le braccia se si pensa quante persone si accaniscono nella ricerca e nella diffusione dell’ignoranza e della stupidità.
Saremmo salvi se solo un quarto di loro si effondesse nella diffusione della verità.
Ma la verità come l’errore hanno i loro stakanovisti. A volte sembra che la scelta tra verità ed errore sia congenita.
Cadono le braccia se si pensa che il politico preferito dagli Italiani è Mattarella, detto ‘bara vivente’, e che prima di lui era Napolitano, quello che ha venduto gli Italiani come carne da macello alla distruzione programmata della Troika e che ha imposto Monti, Letta, Renzi e Padoan contro qualsiasi principio minimale di rispetto democratico!!
Signore, perdonali, perché non sanno quello che fanno!
Un popolo ignorante della storia che vive è condannato a essere schiavo dei peggiori e a battere pure loro le mani.
colpo di stato fra ignoranza e stupidità nel paese di 'bara vivente'
Ormai è una sfiga fatale: chiunque ci prometta una riduzione delle tasse le aumenta. IL RE DELLE FANDONIE
Viviana Vivarelli
Come già aveva fatto Berlusconi, che governava a suon di balle e di promesse al vento, Renzi riparte sventolando una riduzione delle tasse per 50 miliardi, che non scuote dal coma canicolare la maggior parte degli Italiani (dal sondaggio Sky il 61% la ritiene una scemenza mentre altri si astengono). Come costui possa avere la faccia di promettere riduzioni fiscali quando per dare i 10 miliardi degli 80 euro ha alzato tutte le imposte lo sa solo il mago Otelma!
Dunque a parole elimina l’Imu (salvo che se parte la revisione del Catasto tutte le tasse sulla casa aumenteranno), nei fatti nessuna legge o decreto concreto parla della decantata riduzione, tant’è che nella finanziaria le tasse sono addirittura aumentate (l’Iva sale dal 10 al 13 entro il 2017 e dal 22 al 25,5% entro il 2018. Sarebbe un aumento fra i più pesanti mai realizzati, destinato a portare l’Italia ai vertici internazionali per imposizione sul valore aggiunto. Un’aliquota sopra il 25% significa, in parole semplici, che un quarto di merci e servizi acquistati se ne andrebbe in tasse. Il che porterebbe in 3 anni a un crollo dei consumi di 65 miliardi per le famiglie, e una crescita dei prezzi del 2,5%.
E per dare i famosi 80 euro Renzi aveva già aumentato al 22% le tasse sulle rendite finanziarie, 2° rincaro dopo quelli di Monti che aveva alzato l’aliquota dal 12,5% al 20. Dunque aumenteranno le tasse su dividendi, cedole e interessi di conti correnti, depositi bancari e postali, fondi comuni e gestioni patrimoniali. Altro che riduzione! Solo gli allocchi possono crederlo! (Mezz: mi permetto di segnalare che dal 1-7-2014 l’aliquota sulle rendite finanziarie è stata aumentata dal 20% al 26% , ivi comprese le partecipazioni non qualificate cioè inferiori al 20% di partecipazione azionaria.)
Per le partecipazioni qualificate (cioè oltre il 20% e quindi i grandi azionisti) la percentuale è rimasta invariata a circa il 20%.
Intanto Federconsumatori e Adusbef hanno già calcolato che il 2015 porta con sé un salasso complessivo, tra prezzi e tariffe, di 677 euro. Per gli alimentari 125 euro in più, per l’Rc auto 12 euro in più, per tariffe autostradali 37 euro, per l’acqua 22 euro e aumentano anche le tariffe professionali e le spese postali.
La promessa di riduzione delle tasse era il cavallo di battaglia di Berlusconi, che faceva pure l’apologia dell’evasione fiscale, travestita da legittima autodifesa contro un fisco iniquo. Ma anche Berlusconi, fuori dalle sue balle, non fece che aumentare le tasse con Tremonti, aggiungendone anche 21 nuove fino al peso schiacciante del 45% (dal 42,5 iniziale). Poi venne Monti che trovò il già pesantissimo carico di nuove tasse sulle famiglie con figli e con redditi bassi e per chi viveva in case di proprietà e sostituì la stangata Irpef di Tremonti (socialmente insopportabile) con un aumento più o meno differito dell’Iva, alzando ancora le tasse dal 45% di Berlusconi a quasi il 46%. Berlusconi, con tutte le sue promesse di riduzioni di tasse, le aveva aumentate di 2 punti percentuali, Monti ci aggiunse un altro punto. E l’amica Fornero ci mise di suo il danno pensionistico, rubando a chi ne aveva diritto 18 miliardi. Tutto regolarmente votato con acclamazione “senza se e senza ma” dal Pd. E ora con Renzi si continua l’indegna sceneggiata!
La chimera delle riduzioni fiscali è sempre stata il cavallo di battaglia delle destre peggiori che mirano ad alleggerire i più ricchi per colpire i più poveri, depenalizzando gli evasori potenti e tagliando i servizi pubblici così da rendere più grama la vita dei deboli (Qualcuno per es. mi spieghi come mai le multinazionali non pagano tasse e come mai un’Italia in crisi si è permessa di regalare 98 miliardi di evasione alle slot machine, rifiutando pure la proposta 5 stelle di aumentare le tasse ai gestori e come mai il Pd ha fatto di tutto per salvare i Riva o per mostrare come esempio eclatante di bravo imprenditore proprio Marchionne che paga le tasse in Svizzera come De Benedetti o come Ferrero che la paga a Montecarlo). Come se non bastasse il voto di Renzi ha contribuito a riconfermare come presidente della Commissione europea quel Junker che per 18 anni ha accolto nel paradiso fiscale del Lussemburgo i miliardi di euro in nero rubati dai peggiori corrotti d’Europa. Il valore delle partecipazioni azionarie in società quotate sui principali listini globali denunciate da soggetti con sede in Lussemburgo è pari a 290 miliardi di euro. L’Italia, per capirci, si piazza appena dietro in questa classifica dato che il valore delle quote azionarie pubbliche di soggetti con sede nel nostro Paese vale 249 miliardi di euro.
Negli Usa, da Reagan a Bush, i repubblicani americani non hanno fatto che allargare il solco tra ricchi e poveri, sfrattando i poveri della grandi città, bloccando la possibilità di emancipazione economica e sociale dei poveri, aumentando disoccupazione e debito. Obama, al contrario, ha aiutato i poveri col servizio sanitario nazionale, ha aumentato i salari minimi, ha fatto qualche revisione fiscale.
Quando qualcuno parte con mirabolanti promesse poi taglia la sanità, i trasporti, le pensioni, gli aiuti ai disabili, la scuola pubblica (Renzi ha aggiunto un altro regalo di 400 euro alle scuole private e ora la Cassazione lo ha messo in imbarazzo accogliendo il ricorso del Comune di Livorno che chiede loro il pagamento dell’ICI, che è incostituzionale come i 400 euro di Renzi, perché la Costituzione lascia libertà alle scuole private “purché ciò sia senza oneri per lo Stato”. Per non inimicarsi la Chiesa, Renzi farà un incontro con rappresentanti della Chiesa, quello che per la distruzione delle leggi sul lavoro non ha fatto coi sindacati).
Ormai è una sfiga fatale: chiunque ci prometta una riduzione delle tasse le aumenta. Ora ci riprova il bagascio di Rignano e addirittura per 50 miliardi. Che sia la stangata finale?MASNADE DI STATO
Diaspora
Ormai è una sfiga fatale: chiunque ci prometta una riduzione delle tasse le aumenta. IL RE DELLE FANDONIE
La grande monnezza: un film di matteo renzi
“Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima. È complice”. (George Orwell)IENE E SCIACALLI
Gli immigrati in Italia fanno lavori che gli italiani non
vogliono più fare. Votare alle primarie del Pd, per esempio.
.
Travaglio: “Siamo paese dove i poveri mantengono i ricchi e gli onesti mantengono i ladri. Bisognerebbe guardare ai Paesi che l’evasione l’hanno contenuta, mandando in galera chi evade e facendocelo restare. Hai la Ferrari? Giustificami come ce l’hai. Bisogna invertire l’onere della prova come per la mafia.”
Viviana Vivarelli
Nel mondo degli affari la malvivenza è la norma. Ladro ruba a ladro. Del resto ogni profitto capitalista (o quasi) è un furto alla società. Ma che si deve pensare di chi, profittando di un posto nella pubblica amministrazione, deruba i più poveri, gli emarginati, i reietti, quelli che stanno agli ultimi posti della scala sociale? Cosa si deve pensare di chi si arricchisce senza ritegno scagliando il suo gesto criminale contro i più deboli e si ingrassa del loro bisogno, della loro sofferenza? E soprattutto, se questi soggetti ricoprono da decenni posti in cui gestiscono denaro pubblico secondo le scelte di un partito come il Pd che ancora millanta di essere proprio a favore di quei poveri, di quei reietti? Che per decenni ha evitato con cura di sorvegliare, di controllare, di epurare e anzi ha preso parte all’enorme banchetto fatto sui deboli? Quel partito di scrocconi che oggi come oggi è capeggiato da un pivello arrogante che sa solo accorciare i tempi delle prescrizioni, depenalizzare i reati, mandare liberi i criminali, candidare pregiudicati e imbavagliare i giudici mentre prosegue la mattanza dei processi e la durezza sui derelitti?
A ben guardare (e non ci vuole molto acume per questo) questi sciagurati che capiscono solo il furto e la truffa e vivono di razzia e depredazione non sono che la frangia bassa, infima, di quello stesso sistema capitalista che col Fm e la Bce angaria gli Stati deboli, deruba i popoli poveri, mentre riconferma al potere i peggiori come Blatter o Junker, proseguendo un sistema fatto di rapina e di usura.
Come nello specchio alchemico: il piccolo rispecchia il grande e ne ripete le aberrazione. E di quel sistema neoliberista costoro ripetono nel loro piccolo abietto tutti i vizi e le nefandezze.
La cosa grave è che i delinquenti si riproducono come conigli e in un Paese come l’Italia dove fino a 5 anni di pena non si va in carcere, migliaia di processi sono troncati dalla prescrizione e il premier candida pregiudicati, abbiamo ormai garantito il paradiso dei criminali.
Altri avranno il paradiso fiscale.
Noi abbiamo il paradiso penale.
Qui chi delinque fa carriera.
E i peggiori governano le istituzioni e sono acclamati dai media e dagli Italiani più rimbambiti o più delinquenziali.
ci sono riusciti, il pd e renzi hanno tolto l'unica arma dei cittadini, votare
la sinistra italiana è molto peggio e servizievole della destra,
aridatece montanelli e l'onesta di berlinguer,
aritatece l'italia che lavora, onesta e mai serva.
Ormai gli Italiani si dividono in tre categorie:
gli onesti che soffrono di quello che accade, quelli che se ne fregano di come andrà l’Italia, e i disonesti che appoggiano questi politici sciagurati e hanno pure la faccia di difenderli.
Non esiste un piano nazionale su nulla. Politici improvvisati e totalmente inetti continuano a distruggere quel poco che c’è ubbidendo agli ordini di organismi sopranazionali diretti al più bieco capitalismo finanziario, o seguono i ricatti di lobby interne tese solo al loro utile immediato più cinico e lucroso. La Nazione serve solo come corpo da spolpare da parte di parassiti retti da cloni e da gente corrotta come loro, che non va oltre il servilismo più infame.
Di fronte ad una classe politica sempre più corrotta, inetta e collusa coi poteri neri, il rischio maggiore delle elezioni di oggi è l’allargamento dell’astensionismo.
A loro dice Caparezza: “Tu non voti per il tuo Paese e il tuo futuro alle politiche, ma ti lamenti se le condizioni sono critiche eppure televoti l’Isola dei famosi d’Egitto convinto di avere esercitato un tuo diritto. Pazzesco!“.
Erich Fromm scriveva: “Non si può giudicare solo dal punto di vista politico ed economico se un sistema economico e politico sia tale da promuovere la causa della libertà umana. Il solo criterio per misurare il grado in cui la libertà venga realizzata è l’esistenza o meno di una partecipazione attiva dell’individuo alla determinazione della sua vita e di quella della società, e questo non solo attraverso l’atto formale del votare, ma anche nella sua attività quotidiana, nel suo lavoro e nei suoi rapporti con gli altri “
Ma chi è, oggi, che lotta per allargare la partecipazione del cittadino alla cosa pubblica? Non certo il Pd o la Lega e tantomeno Sel. Lo fa solo il M5S. E finché il M5S non riuscirà ad avere abbastanza voti per allargare la democrazia e a rendere la sovranità al popolo andremo sempre peggio.
“A te che odi i politici imbrillantinati/ che minimizzano i loro reati, / disposti a mandare tutto a puttana / pur di salvare la dignità mondana, / a te che non ami i servi di partito / che ti chiedono il voto, dai un voto pulito.” (Rino Gaetano)
Ma è l’astensionismo oggi il mostro peggiore.
“Se fai parte di una società che vota, allora vota. Forse non ci saranno candidati e decisioni per cui votare… ma senza dubbio ce ne saranno di quelli contro cui vorrai votare. Nel dubbio, vota contro.” (Robert Anson Heinlein).
L’astensionismo è un atto di irresponsabilità che dà il via libera al peggio.
Ci sono dei doveri che prima di essere legali sono morali.
Chi si astiene dal voto commette un atto gravissimo di irresponsabilità sociale.
Anche Pilato fu un astensionista. E fu dunque più colpevole di quelli che il Cristo lo condannarono a morte, fu più colpevole di Giuda che il Cristo lo tradì per poi pentirsene. Chi si astiene dal voto è colpevole di lasciare che i più corrotti portino a morte questo Paese.
Ma ormai questo voto è pro o contro Renzi.
E votare o no Renzi vuol dire accettare o rifiutare tutto quel sistema di corruzione politica e morale che ha portato alla rovina l’Italia, significa votare per l’antidemocrazia o per la democrazia, scegliere tra distruggere la sovranità del popolo e servire passivamente quegli organismi finanziari e quelle grandi banche d’affari che ci stanno distruggendo o rivendicare i nostri diritti di Nazione e di popolo, significa scegliere se calpestare quei diritti e quelle tutele dei cittadini e dei lavoratori per cui migliaia di persone hanno lottato e sono morte o cedere tutto quello che abbiamo: diritti elettorali, stato sociale, occupazione, beni nazionali, pluralismo democratico, equilibrio dei poteri, difesa dei deboli, dignità.. tutto, a una cricca di yesman dominata da una solo…
Votare oggi significa lottare per essere liberi e tornare ad essere cittadini o diventare sudditi.
Renzi è ormai espressione del peggio. Votare per lui significa scegliere il baratro.
.
Magari vogliamo ricordare che Renzi vuole abolire (lo ha detto lui stesso in televisione) le pensioni di reversibilità alle vedove? Sono 4 milioni. Le vedove lo sanno che se votano Renzi si vedranno cancellare la loro pensione?
Ci sono in Italia 12 milioni di pensioni basate sul retributivo
E Renzi vuole azzerare anche lo stato sociale. Questi milioni di pensionati si rendono conto di come diventerà difficile la loro vita quando la sanità diventerà tutta privata e dovranno farsi una assicurazione privata per poter essere curati? Hanno idea di quanto questo verrà loro a costare? Saranno in grado di potersela permettere?
E ricordiamoci che nei Comuni dove hanno vinto i 5stelle vanno al governo gli onesti, è stata cancellata Equitalia, si dà il reddito di cittadinanza a chi ne ha bisogno e vige il microcredito per aiutare le piccole e medie imprese
Vi sembra poco questo?
IL BUIO ATTORNO
COM’E’ CHE DALLA PRIMAVERA EUROPEA MANCA L’ITALIA?
Viviana Vivarelli
Tutta l’Europa cresce, noi no. Siamo il peggiore Paese europeo insieme alla Grecia – I dati OCSE – Risultati del Jobs Act: 138.000 disoccupati in più (NON 82.000 occupati in più!! Capito, Ministro Poletti? – Zero investimenti – L’unica preoccupazione di Renzi è demolire i diritti e le tutele democratiche – Con l’Italicum ci saranno in Parlamento 475 nominati (due terzi) e 242 eletti (un terzo), bella democrazia!? – Avanza un sistema autoritario – Un futuro peggiore del presente – L’Ue e Varoufakis – La Bce viola il suo stesso statuto: dov’è che persegue la crescita, la piena occupazione e la solidarietà? – Chi comanda davvero in Europa e perché – Perché la Bce presta alle banche private al tasso dello 0,15% ma allo Stato greco chiede il 28%? Questa è usura- . Il “terrorismo finanziario” è servito per eliminare il welfare e “svuotare la democrazia sostanziale”. Per eliminare le libertà civili e politiche servirà il “terrorismo vero”- Giorgio Gaber e la democrazia
Tutto deve ancora avvenire
nella pienezza:
storia è profezia
sempre imperfetta.
Guerra è appena il male in superficie
il grande Male è prima,
il grande Male
è Amore-del-nulla.
(David Maria Turoldo)
.
“La vita, la libertà e la proprietà di ogni uomo sono in pericolo quando il Parlamento è riunito.” (Mark Twain)
.
Giorgio Gaber
“La decadenza che subiamo è uno scivolo che va giù piano piano. È una nuova esperienza che ti toglie qualsiasi entusiasmo e alla lunga modifica il tuo metabolismo. Siam lì fermi malgrado la grave emergenza come uomini al minimo storico di coscienza.”
Alberto: “Nasce a Piacenza il Museo della Merda. In esposizione l’Italicum”
.
Civati: “Sono a un passo da…” A un passo???? Ma cosa ti ci vuole ancora per farlo, quel passo?
“E intanto confuso
nel dubbio funesto
non parto, non resto” (Metastasio)
Ma noi non siamo ‘a un passo’ e a quel paese ti ci mandiamo, caro Civati, per direttissima.
.
La situazione è tragica, ma non seria.
Ma il problema non sarà che c’abbiamo un eccesso di clown? Berlusconi, Grillo e Renzi, per non parlare di Salvini e dei vari Rizzo e Paita! Gli è tutto un ridere! Gli è tutto da rottamare! (Viviana)
.
E poi, in confidenza, 41 fiducie in 14 mesi sono oltreché un record di cui non essere certo orgogliosi, la prova provata, diciamocelo, che senza ‘sti continui strappi al regolamento, minacce, ricatti e ricattini, siamo incapaci di governare.
.
Bello questo Senato che oltre a non essere elettivo pesca in quel bacino di criminalità che sono gli enti locali! Come diceva Alberto: “.. quella linea sottile che nel Senato regionale separerà i manifesti elettorali dalle foto segnaletiche.”
..
Alberto
“Ci si preoccupa tanto delle vittime dell’Ebola, poco di quelle dell’ignoranza.”
.
“L’Italia non è degna neanche del Terzo Mondo”
.
Giordano Bruno
E’ inutile.
Hitler lo fermo’ Hitler…
Viviana
Ormai speriamo solo nell’autocombustione
.
“Della vita ho amato solo le cose che mi hanno fatto dimenticare della vita (H.P. Lovercraft)
COM’E’ CHE DALLA PRIMAVERA EUROPEA MANCA L’ITALIA?
Viviana Vivarelli
In tutti i Paesi europei è iniziata la ripresa economica. Restano escluse Italia e Grecia. In Italia nulla è stato fatto per stimolare l’economia. Le riforme di Renzi sono state congegnate solo per diminuire i diritti democratici, accentrare il potere nelle mani del capo del Governo neutralizzando le opposizioni e tutelare i rei dalle pene. Aumentate le tasse, diminuiti i diritti del lavoro, ridotto lo stato sociale, non è stata snellita la macchina statale, non è stato epurato il potere dai rei, né resa più equa e agile la Giustizia o facilitato il credito, manca qualunque piano di ripresa economica.
Si è fatto credere che il miglioramento di tutti dipendesse dalle riforme e ora possiamo solo augurarci che un numero sempre maggiore di cittadini riesca a capire quanto le riforma renziane ci stiano portando indietro sul piano della civiltà e della democrazia.
Le economie europee beneficiano della combinazione di molti fattori positivi. Prezzi del petrolio bassi, crescita mondiale costante, deprezzamento dell’euro che favorisce le esportazioni, quantitative easing della Bce (programma per cui la Bce compera 60 miliardi di titoli dalle banche private) che arricchisce i mercati finanziari, contribuendo all’abbassamento dei tassi d’interesse e ad aspettative di miglioramento delle condizioni di credito (intanto solo alle banche italiane ha prodotto 1,7 miliardi di utili), e orientamento neutro della politica di bilancio nell’UE che favorisce la crescita.
Via via si dovrebbero vedere gli effetti delle riforme e del piano di investimenti per l’Europa (peccato che non esista alcun piano di investimenti per l’Italia!). Per il 2015 si prevede un aumento del PIL reale dell’1,8% nell’UE e dell’1,5% nella zona euro (grottesco che l’aumento sia inferiore per i Paesi che hanno accettato l’euro!). Si prevede la crescita della domanda interna nel 2015 e una ripresa degli investimenti nel 2016.
Ora, è noto che ‘sempre’ queste previsioni si sono dimostrate sbagliate e troppo ottimistiche con risultati reali molto inferiori ma si può notare che persino nelle previsioni l’Italia va male ed è il peggiore degli Stati europei. Di questo deve gloriarsi Renzi il cui Governo è stato del tutto deleterio per l’economia italiana. In Italia il monito europeo di aumentare gli investimenti è rimasto lettera morta, senza contare che è stata proprio l’Ue a spingerci a mettere in Costituzione quel pareggio di bilancio che ci vieta, di fatto, proprio di fare investimenti. L’unico investimento visibile è stato l’Expo ed è davanti agli occhi di tutti quello che ne hanno fatto. Non solo in Italia l’occupazione non è aumentata (l’aumento fasullo propagandato dal ministro Poletti è inesistente) ma addirittura i disoccupati sono aumentati del 4,4% come palese risultato negativo del Jobs Act. Gli esclusi (disoccupati e lavoratori in nero) sono 9 milioni. La disoccupazione è salita al 13%. Col Jobs Act i precari sono aumentati del 3%. Negli anni della crisi la disoccupazione in Italia è aumentata del 108,2 %, più del doppio rispetto alla media UE. Con Renzi abbiamo ottenuto 144.000 disoccupati in più! La disoccupazione giovanile addirittura è salita al 43,1%. Quasi un giovane su due è disoccupato. Siamo il Paese con la più alta percentuale di giovani fra i 15 e i 24 anni che non lavorano e non studiano (= Neet) e siamo passati dal 16,2% del 2007 al 22,2% del 2013. Siamo peggio persino della Bulgaria.
Il sociologo Luciano Gallina dice: “Questi dati erano più che prevedibili e sono destinati a peggiorare perché conseguenza di politiche di austerità fondate su tagli forsennati alle spese dello Stato e al lavoro. Si rinuncia agli infermieri nella sanità, agli insegnanti nella scuola pubblica, a migliaia di operai nelle fabbriche: crolla la domanda interna e crolla anche l’occupazione. E, ovviamente, aumenta la disoccupazione. Una dinamica che va avanti da almeno tre governi. Ma quello attuale sta esagerando”.
Susanna Camusso, ha parlato di emergenza nel Paese: “Il tema del lavoro – ha detto – dovrebbe essere l’ossessione quotidiana di chi ci governa. Ma non mi pare sia così”. L’ossessione di Renzi è aumentare il proprio potere, far dipendere dal Governo tutte le istituzioni, annientare il dissenso e distruggere gradatamente i diritti elettorali annientando lo stato sociale.
Sempre Gallino dice: “L’unico effetto del Jobs Act è che, sotto la ridicola etichetta del contratto a tutele crescenti, autorizza il licenziamento libero, a fronte di qualunque causa: economica, aziendale, corretta o meno. Ogni piccola cosa può essere un pretesto per il licenziamento, senza possibilità di reintegro. I neoliberisti volevano far credere che con meno diritti per il lavoratore le aziende avrebbero creato più posti di lavoro. Ma la stessa OCSE ha dichiarato che non c’è nulla che lo provi.”
Errare humanum est, perseverare autem Italicum.
Viviana
Non si fa che parlare della governabilità e per farla stravincere si uccide la rappresentanza. E’ esattamente ciò che successe con Mussolini. Con Renzi tramonta la democrazia rappresentativa e si marcia verso quel sultanato che era tanto desiderato da Berlusconi (lo chiamò così il politologo Sartori). Si propaganda a 360° la necessità del Governo certo di uno solo e vaff .. alla rappresentanza! La forza del dispotismo fa sparire i diritti dei cittadini. Si dice (e lo disse pure quel pirla di Bersani) che il voto doveva produrre un premier certo. Peccato che nessun sistema democratico del mondo dà per certa la vittoria di uno solo, mentre le forme di Governo si distinguono in più democratiche o meno democratiche a seconda di quanto rispettino la rappresentanza popolare. E’ qui che si misura la democrazia. E l’Italicum, qui di rappresentanza non mostra alcun segno.
Certo in nessuna parte d’Europa esiste ormai un partito che raccolga una chiara maggioranza popolare e, quando nessun partito ha la maggioranza, in tutta Europa si ricorre alle coalizioni. Persino in Inghilterra, patria del bipartitismo perfetto, il conservatore Cameron ha dovuto unirsi al liberal-democratico Clegg per governare. O in Germania dove la Merkel, con 5 seggi meno del necessario, ha dovuto unire con la Große Koalition CDU/CSU e SPD.
C’è solo un modo per avere un vincitore certo, come vogliono fortemente Renzi e Bersani: eleggerlo direttamente, ma allora non siamo più in una repubblica parlamentare ma in una ‘repubblica presidenziale’. Il salto è enorme. E’ un totale stravolgimento della Costituzione che è stata costruita sulla sovranità popolare e dunque è una repubblica parlamentare, essendo il Parlamento delegato dal popolo e suo rappresentante. E non si può certo imporre un cambio di regime con un decreto e alla fiducia!
In un regime parlamentare, qualunque variazione costituzionale che porti al presidenzialino con un atto di forza del Governo è una bestemmia. Ma l’Italicum marcia imperterrito verso un presidenzialismo di fatto e ciò calpesta qualunque principio democratico.
Per questo Renzi ha eliminato le circoscrizioni uninominali e le preferenze. Ha fatto sparire gli eletti sostituendoli con dei ‘nominati’, dipendenti dal boss e scelti solo da lui, come avviene nei regimi presidenziali. Servi di scena che fanno da accompagnamento scenografico ad un capo assoluto, come i gerarchi che facevano ala a Mussolini, yesman al suo servizio e non importa quanto indagati, condannati o inetti.
Questo orrendo Italicum nasce dal patto del Nazareno (anche se poi Renzi ha calpestato anche il suo socio in affari), prevede 100 circoscrizioni con capilista bloccati ed è l’espediente malefico con cui un capo assoluto sceglie (e sceglie solo lui) dei servi di elevata fedeltà e ubbidienza, uomini di paglia privi di volere proprio e sostituibili al primo accenno di dissenso (come Renzi ha già fatto coi 10 in Commissione affari costituzionali). Non siamo più in democrazia, ma in un sultanato, dove gli elettori vengono messi sotto i piedi, per cui, se il Porcellum era incostituzionale perché offendeva la democrazia, questo lo è ancora di più. Illegittimo, incostituzionale e antidemocratico.
Con 100 circoscrizioni, Renzi e gli altri capipartito si nomineranno da soli e alla faccia degli elettori 450 deputati su 630 (300 per i tre grandi partiti, circa 60 per la Lega e i cespugli sopra al 3%).
E anche i 200 deputati che gli elettori riuscissero a scegliere saranno comunque nella rosa dei 6 sempre nominati da boss di partito, per cui parlare di scelta democratica diventa una barzelletta.
E’ chiaro che a questo punto la democrazia è andata farsi fottere. Oltre a ciò, le microcircoscrizioni sono state congegnate non per avere un rapporto diretto tra il territorio e il singolo parlamentare, perché la ripartizione nei collegi plurinominali si avrà comunque dall’alto e non dipenderà dagli elettori del territorio. Insomma Renzi ha spaccato ogni rapporto tra elettore ed eletto facendo dipendere tutto da se stesso. Si arriva al paradosso che un candidato può avere la maggioranza assoluta dei voti nel proprio collegio ma essere scartato perché la sua lista non supera lo sbarramento nazionale. Così ci saranno circoscrizioni con troppi eletto e altre con troppo pochi. Un pasticcio enorme!
L’Italia è economicamente in punto di morte. E che in queste condizioni l’unica preoccupazione di questo ducetto autoritario sia marciare vero il potere assoluto, con una platea di plaudenti insensati o clonizzati, dà l’idea della tragedia in corso.
Il principio base di un sistema democratico è che ci sia divisione tra i poteri (legislativo=Parlamento, esecutivo= Governo e giudiziario= Magistratura) in modo che l’uno controlli l’altro.
Renzi vuole depotenziare il Parlamento eliminando il Senato, nominando i parlamentari, imbavagliando l’opposizione, abusando del voto alla fiducia e sostituendo i decreti alle leggi. E vuole indebolire la Magistratura con intimidazioni, minacce e leggi processuali e penali che mandano liberi, per forza di cose, gli inquisiti illustri.
Quello che accade oggi in Italia è un chiaro attentato alla divisione dei poteri e un chiaro attentato alla democrazia.
Oltre a ciò, Renzi non fa che cancellare il diritto elettorale (prima eliminando il diritto di eleggere i Presidenti delle Province, poi eliminando il diritto di eleggere i Senatori e infine eliminando le preferenze elettorali).
Con l’Italicum abbiamo una legge che non esce dal Parlamento ma è imposta dal Governo addirittura con la fiducia (cosa assurda trattandosi di modifica costituzionale grave che richiede un consenso altissimo del Parlamento) e con la cacciata dalla commissione affari costituzionali dei dissidenti.
Siamo in piena prepotenza autoritaria, qualcosa che sta all’opposto di qualsiasi democrazia.
.
In questa situazione gravissima di attacco alla democrazia, la minoranza interna del Pd si è comportata in maniera vergognosa e nelle votazioni alla fiducia per far passare questo obbrobrioso sistema elettorale i 120 dissidenti interni hanno calato le braghe e si sono ridotti a 38. Pagheremo cara la loro sottomissione. Il popolo, in massima parte, non si è nemmeno reso conto di quanto accade.
non è uno statista e nemmeno un politico, è un piazzista emozionale come quei truffatori dalla parlantina facile che si infilano nelle case per derubare i vecchietti. Chi è?
Viviana
Renzi sta smantellando da un anno tutte le garanzie di un sistema democratico fondato sulla rappresentanza popolare del parlamento e sulla divisione dei poteri e ha già distrutto quei diritti del lavoro per cui generazioni di lavoratori hanno combattuto per 150 anni, mentre fa fuori progressivamente tutte le difese dello stato sociale, rendendo sempre più sguarniti i cittadini, di tutele e di diritti.
Il suo disegno ben mirato procede in un continuo asservimento delle istituzioni, mentre assomma su di sé tutti i poteri dello Stato, e si circonda di yesman buoni a servire solo lui e ad ubbidirlo in tutto e per tutto, cone le istituzioni che si riempiono solo dei suoi nominati.
Il pilastro fondamentale di uno Stato autoritario è la figura del capo o dittatore. Quando un uomo solo prende su di sé il potere di tutti, non siamo più in una democrazia ma siamo in una tirannide.
Bersani ha tuonato contro Renzi che sta instaurando un sistema autoritario. Poi, però, da un anno non fa che votare tutte le sue sciagurate riforme. Interrogato sul gap tra denuncia e voto, ha detto: “Sì, è autoritario, ma solo un pochettino”. Insomma è come quella che diceva che era incinta ma “non troppo”.
La sciagura più grande della nostra repubblica è di essere formata da uomini piccoli che non hanno mai imparato ad essere cittadini, che non hanno mai capito il valore delle libertà democratiche, e che sono pronti a svenderle al primo che offre una mancetta, uno spettacolo da circo o l’illusione per i deboli di identificarsi con un potere forte e vincente che li riscatti dalla loro pochezza umana. Siamo una democrazia bambina che non è mai cresciuta abbastanza per definirsi una democrazia matura. E che rischia di cedere al primo prepotente che esercita il potere, così come una bambina cede al primo pedofilo che le offre delle caramelle.
Renzi non è uno statista e nemmeno un politico
è un piazzista emozionale
come quei truffatori dalla parlantina facile che si infilano nelle case per derubare i vecchietti.
.
Nello Statuto del Pd è scritto chiaramente che chi è condannato anche in primo grado non deve essere candidato: E’ una delle tante regole che il Pd ha deciso di ignorare. Anche in questo il M5S dimostra maggiore serietà.
Tutti i Paesi dell’occidente hanno leggi che regolano le relazioni tra lobbye e politica. L’Italia no. Le leggi discendono direttamente dagli interessi delle lobby che danno ordini alla politica. Così l’Italia viene uccisa dalle mazzette. Peggio di noi fanno solo Cipro, Ungheria e Spagna. Non si fanno le leggi nell’interesse dei cittadini, ma per favorire certi gruppi di interessi. Si deve alle lobby l’acquisto di 4 nuove navi da guerra per il modico costo di 1,6 miliardi di euro. Sono 3 anni che ben 11 proposte di legge giacciono dimenticate in commissione. Alcune di esse sotto ottime. E’ un peccato! Salverebbe parecchi tesoretti, senza ereditarli dai governi precedenti o inventarseli di sana pianta.
Miley Cyrus and Dolly Parton Singing 'Jolene'
Diaspora
non è uno statista e nemmeno un politico, è un piazzista emozionale come quei truffatori dalla parlantina facile che si infilano nelle case per derubare i vecchietti. Chi è?
Renzi una Vanna Marchi marchettara da due soldi che incaponisce i citrulli e ha creato nel Paese una specie geneticamente modificata
Dedicato all’imperversante greggismo
MINCHIATE DI GHISA: IL REATO DI TORTURA
Continuano ad imperversare… i D’Alema, i De Gennaro, i Salvini, i Renzi, le Boschi, i Farinetti, i DelRio, le Paito, gli Zanda, le Picierno, le Santanchè…
Un diluvio di minchiate di ghisa in un chiasso insopportabile.
Viviana Vivarelli
Non c’è legge di Renzi che non sia marcia, guasta, viziata. Non c’è una sola legge o riforma o emendamento che esca da lui che non sia un abbozzo pietoso e malfatto che oltre a rivelare una completa incapacità a legiferare (come se non avesse uno stuolo di tecnici giuridici a servizio) non finisca col salvare interessi corrotti, vizi immondi, cricche di delinquenti, impedendo l’applicazione di una qualunque giustizia, invece di facilitarla o permetterla. Presto ci riproverà con la liberatoria alla frode fiscale fino al 3%, già stoppata la vigilia di Natale ma che sta nelle sue corde da sempre, in attesa di depenalizzare anche la bancarotta fraudolenta del padre&C, mentre la cosiddetta riforma della Giustizia è riuscita a trasformarsi in una immensa sanatoria, per cui, oltre all’assoluzione garantita fino a 5 anni di pena, si darà al giudice (a libro paga) il potere di giudicare ‘tenue’ il reato e di assolverlo qualora il soggetto sia alla prima condanna, legge per cui De Luca e Berlusconi torneranno vergini e casti, alla faccia della Severino, e si aprirà un futuro radioso per i malfattori che saranno sempre o al primo reato o al delitto giudicato ‘tenue’ o all’eterna prescrizione facile, “per sempre rinverginati”.
Nemmeno Berlusconi era riuscito a tanto e con una massa di media plaudenti in cui la parola ‘critica’ o ‘opposizione’ è stata estromessa di forza persino dalle possibilità latenti del pensiero, in una uniformità prolissa che nemmeno il Duce aveva potuto mai conseguire.
Si guardi l’ultima nata, informe coacervo di enunciazioni che dovrebbero mostrare all’Europa che anche l’Italia ha una legge contro la tortura e che invece è fatta in modo tale da non punire, come al solito, nessuno, tant’è che con questa legge le belve che uccisero a botte Cucchi o che sferrarono 53 colpi mortali ad Aldovrandi se la caverebbero senza un graffio. E bene hanno fatto i 5stelle a non votare un simile obbrobrio, che, come tutte le leggi di Renzi è una apparenza senza sostanza, una ipocrita pagliacciata di questa Vanna Marchi marchettara da due soldi che incaponisce i citrulli e ha creato nel Paese una specie geneticamente modificata, i renziani, specie melassosa di urlanti che si ammantano di un rosso-rosa con sopravveste nera e manco si capacitano di essere dei fascisti di ritorno.
A noi non ci rovina l’arroganza di quelli come Renzi. Ci rovina la dipendenza psicologica dei nuovi tossici del Pd, ormai zombi senza ritorno.
.
Il peggior analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
né s’importa degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.
Bertolt Brecht
5 lettere, renzi? razzi vostri
non si direbbe ma per merito (!?) di qualcu(sono lì, a rubare i soldi degli italioti:l)no
capitolo 1:
“Buona Pascuetta” e il tweet di Antonio Razzi diventa subito virale
capitolo 2:
Non solo Twitter: con Renzi è nata la repubblica del Selfie
insomma si potrebbe dire che la stupidità governi gli stupidi italiani.
Citazioni sulla stupidità.
- Alcuni scienziati affermano che l'idrogeno, poiché sembra essere ovunque, è la sostanza basilare dell'universo; non sono d'accordo. Io dico che c'è molta più stupidità che idrogeno, e che quella è la vera sostanza costitutiva dell'universo. (Frank Zappa)
- Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell'errore. (Cicerone)
- Ci sono imbecilli superficiali e imbecilli profondi. (Karl Kraus)
- Ci sono sciocchezze ben presentate come ci sono sciocchi ben vestiti. (Nicolas de Chamfort)
- Contro la stupidità anche gli dei sono impotenti. Ci vorrebbe il Signore. Ma dovrebbe scendere lui di persona, non mandare il Figlio; non è il momento dei bambini. (John Maynard Keynes)
- Di quando in quando uno sciocco deve pur azzeccarci, per combinazione. (William Cowper)
- Di volta in volta possono cambiare gli argomenti, ma la stupidità terrà il suo tribunale in eterno. (Ernst Jünger)
- Dietro la frase: "Mio figlio è un piccolo genio" c'è sempre un genitore idiota. (Ivan Della Mea)
- Fanfare, bandiere, parate. Uno stupido è uno stupido. Due stupidi sono due stupidi. Diecimila stupidi sono una forza storica. (Leo Longanesi)
- Gli sciocchi da Adamo in poi sono in maggioranza. (Casimir Delavigne)
- I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedire loro di nuocere (Legge di Murphy)
- I mariti delle donne che ci piacciono sono sempre degli imbecilli. (Georges Feydeau)
- I test d'intelligenza cui venne sottoposto diedero risultati sorprendenti: messo davanti a un cubo di Rubik impiegò solo dieci secondi a inghiottirlo. (Gino & Michele)
- Il dialogo di due deficienti è uguale al monologo di due semideficienti. (Stanislaw Lec)
- Il dominio vergognoso e schiacciante che la stupidità ha su di noi è dimostrato da come molti sono sorpresi quando si evoca il nome di questo mostro. Come ho potuto consatare anche quando, nella mia ricerca di predecessori nella trattazione della stupidità, ne ho trovati incredibilmente pochi. (Robert Musil)
- Il genio può avere le sue limitazioni, ma la stupidità non ha tale limitazione. (Elbert Hubbard)
- Il saggio muta consiglio, ma lo stolto resta della sua opinione. (Francesco Petrarca)
- Infinita è la turba degli sciocchi, cioè di quelli che non sanno nulla! (Galileo Galilei)
- L'imbecille finisce dove comincia l'eroe. (Alfredo Accatino)
- L'uomo ha raccolto tutta la saggezza dei suoi predecessori, e guardate quanto è stupido! (Elias Canetti)
- La bellezza serve alle donne per essere amate dagli uomini, la stupidità per amare gli uomini. (Coco Chanel)
- La causa principale dei problemi è che al mondo d'oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (Bertrand Russell)
- La stupidità è una sorta di cecità, di sconnessione dagli altri. E in quest'atmosfera la malvagità si radica. (Tilda Swinton)
- La stupidità non è per nulla diversa dall'intelligenza, non ne differisce assolutamente. (Henryk Sienkiewicz)
- Ma il cuore di certa gente non si domanda mai se valga la pena di fare tanta fatica per pompare sangue fino al cervello? (Paolo Cananzi)
- Ma poi mi rendo conto che il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa del seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di Dio. (Umberto Eco)
- Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. (Friedrich Schiller)
- Nell'arte c'è una finezza che apprezzo: il lieto fine che ci consola dell'esistenza quotidiana. La vita è delusione, tanto spesso ci defrauda dell'atto finale. Ma questa non è forse la stupidità della naturalezza?... (Robert Musil)
- Nessuno è così stupido da credersi tale. (Roberto Gervaso)
- Non bastano le disgrazie a fare di un fesso una persona intelligente. (Italo Svevo)
- Non bisogna farsi mai ricattare dalla stupidità altrui. (Umberto Eco)
- Non dico che voglio essere stupido, ma secondo alcuni la stupidità è una benedizione. Non conosci niente, non vuoi di più e non hai bisogno di nient'altro. (Janko Tipsarević)
- Non esiste una sola idea importante di cui la stupidità non abbia saputo servirsi, essa è pronta e versatile e può indossare tutti i vestiti della verità. La verità invece ha un abito solo e una sola strada, ed è sempre in svantaggio. (Robert Musil)
- Non prendertela se ti considerano mezzo scemo. Si vede che ti conoscono solo a metà. (Tiziano Sclavi)
- Non è detto che gli intelligenti arrivino in alto e gli stupidi rimangano in basso. Ascesa e caduta non costituiscono affatto un processo razionale. (Virginia Woolf)
- Ogni grande idea è al confine con la stupidità (Michel Gondry)
- Ogni imbecille tollerato è un'arma regalata al nemico. (Mino Maccari)
- Ogni minuto muore un imbecille e ne nascono due. (Eduardo De Filippo)
- Pare che certa gente abbia fatto la fila per tre volte quando il buon Dio ha distribuito la stupidità. (Konrad Adenauer)
- Passare per idiota agli occhi di un imbecille è una voluttà da fine gourmet. (Georges Courteline)
- Per arrivare alla stupidità di un altro bisogna partire dalla propria, e qui, in questa cerchia di velleitari creativi ma di ruolo statale o partitico sicuro che non è il caso di mettere a repentaglio, nessuno è disposto a considerarsi stupido, non dico ideologicamente, ché questo è impensabile, ma emozionalmente stupido e quindi semplicemente umano. (Aldo Busi)
- Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodissoluzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese. (Dietrich Bonhoeffer)
- Per lo stupido il cretino è sempre l'altro. (Fruttero & Lucentini)
- Più l'uomo è stupido e meglio capisce il suo cavallo. (Anton Cechov)
- Più so, più so di non sapere. (Socrate)
- Preferisco i mascalzoni agli imbecilli, perché a volte si concedono una pausa. (Alexandre Dumas (figlio))
- Quando a 205 km orari un coglione ti precede di 5 centimetri e non ti fa passare, ricordati, figlio mio, che i coglioni stanno sempre in coppia. Quando a 205 km orari il coglione che ti sta dietro a 5 centimetri ti lampeggia perché vuole passare e tu sfiori il pedale del freno, ricordati, figlio mio, che i coglioni stanno sempre in coppia. (Daniele Luttazzi)
- Quello che al mondo ascolta più cretinate è probabilmente un quadro in un museo. (Edmond e Jules de Goncourt)
- Questo telegiornale va in onda in forma ridotta per adattarlo alle vostre capacità mentali. (Daniele Luttazzi)
- Se un milione di persone crede a una cosa idiota, la cosa non cessa di essere idiota. (Anatole France)
- Secondo la teoria del prof. Cipolla in ogni gruppo umano esiste una determinata percentuale di individui stupidi. È strano che Bush non ne abbia individuato nemmeno uno. (Maurizio Crozza)
- Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima. (Albert Einstein)
- "Solo gli stupidi non hanno dubbi!". "Ne sei sicuro?". "Certo, non ho dubbi!". (Luciano De Crescenzo)
- Solo gli stupidi sollevano pietre che poi ricadono sulla loro testa. (Mao Tse-tung)
- Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione. (James Russell Lowell)
- Solo un cretino è pieno di idee. (Leo Longanesi)
- Sono sempre stato molto precoce. Una volta ho terminato un puzzle in meno di quattro giorni. E pensare che sulla scatola c'era scritto "Dai 2 ai 5 anni". (Claudio Bisio)
- Stupido è chi lo stupido fa. (Forrest Gump)
- Sì, sì, la terra, il cielo, gli astri, l'infinito! Ci si sente schiacciare. Ma c'è un infinito ancora più stupefacente: quello della stupidità umana. (Alexandre Dumas (padre))
- Trovandosi immersi nell'ignoranza, sicuri di sé; ritenendosi saggi, gli sciocchi si aggirano urtandosi a vicenda, come ciechi guidati da un cieco. (Muṇḍaka Upaniṣad)
- Un fesso erudito è più fesso di un fesso ignorante. (Molière)
- Un imbecille non si annoia mai: si contempla. (Rémy de Gourmont)
- Una sola cosa mi meraviglia più della stupidità con la quale la maggior parte degli uomini vive la sua vita: l'intelligenza che c'è in questa stupidità. (Fernando Pessoa)
- Una volta ogni 4,2 secondi un uomo dice una stupidaggine... una donna lo sente e lo punisce. (Scrubs - Medici ai primi ferri)
- Uno sciocco trova sempre uno più sciocco che l'ammiri. (Nicolas Boileau)
- Uno stolto che non dice verbo non si distingue da un savio che tace. (Molière)
- Viviamo in una società dove nessuna legge proibisce di guadagnare denaro diffondendo ignoranza o, in qualche caso, stupidità. (Tom Hanks)
la corruzione al potere
Viviana
Ci sono vari modi per cominciare una lotta alla corruzione:
Rivedere la legge sugli appalti
Imporre penalizzazioni pesantissime a chi sforza i termini dell’appalto in costo, tempo e qualità
Abolire la legge obiettivo che salta persino le norme antimafia con la scusa della rapidità ed urgenza
Cacciare per sempre dalle istituzioni i corrotti e a qualunque grado della PA, con perdita dei benefici (vitalizi ecc)
Eliminare un grado di giudizio
Rendere esecutiva la pena subito dopo la sentenza di condanna in primo grado
Abolire qualsiasi prescrizione o patteggiamento
Eliminare le candidature di persone condannate per gravi motivi
Aumentare i finanziamenti alle forze di polizia e alla magistratura con armonizzazione e incrocio delle loro operazioni
Rendere trasparente il fisco e punibili col carcere le violazioni di rilievo
ma ovviamente nella famosa riforma della giustizia di Renzi non c’è nulla di tutto questo.
Matteo Renzi come lo spassoso "Gastone" (Ettore Petrolini) ha tutta la prosopopea tipica di chi ha inventato "la macchinetta per tagliare il burro"
Piange Berlinguer!
Il PD? Un dito nell'occhio di chi ci ha creduto.
di Saverio Lodato - 1° aprile 2015
Cominciamo dalla fine, affermando che questo PD, per ciò che è diventato, per quanto è dilaniato al suo interno, per quanto è visibilmente sordo alle istanze del Paese, per quanto è invischiato in vicende giudiziarie, fondate o meno fondate che siano, non serve più a niente e a nessuno. Di più: è un oltraggio permanente a tutti quanti hanno creduto, in passato, che questo partito potesse cambiare l’Italia, cambiandone la concezione della politica. Il Pd oggi è un dito nell’occhio per quelli che speravano di costruire qualcosa di nuovo rispetto al ventennio berlusconiano. Di più: è il principale responsabile di una melassa gelatinosa in cui è impossibile distinguere fra destra e sinistra, fra valori di cambiamento e valori di conservazione, fra gallerie di volti che ormai si assomigliano tutti al punto da essere sovrapponibili fra loro. E’ diventato un caravanserraglio di inquisiti, voltagabbana, vecchie glorie trinariciute e peones di nuovissimo conio, giocolieri da talk show, elegantissime prime donne sbucate da non si sa dove, piccoli nuovi tribuni che fanno il verso ai politici del passato, persone, magari per bene, terrorizzate da una eventuale mancata ricandidatura; cantori, tutti insieme, dell’ovvio e delle banalità. Esagerato?
Vediamo. E’ innegabile che la "diversità" rivendicata da Enrico Berlinguer più di trent’anni fa, appartiene ormai ai vecchi film Luce e ai giovani italiani di oggi non dice assolutamente nulla.
Walter Veltroni ha fatto un film su Berlinguer, ma forse dovrebbe ricavarne un Secondo Atto per spiegarci come sia andato tutto a ramengo. E, magari, approfittarne per regalare generosamente una citazione ad Achille Occhetto (che, forse, se la merita). Pier Luigi Bersani difende cocciutamente la "ditta", ma forse dovrebbe spiegarci a cosa serva ormai una "ditta" in cui gli azionisti son diventati come i capponi di Renzo. E - soprattutto - ciò che "produce" questa "ditta". Roberto Speranza, proprio l’altra sera, ci ha spiegato che la magistratura fa bene a "indagare a 360 gradi" e che se emergono responsabilità di dirigenti del PD anche loro "devono pagare". Davvero?
Massimo D’Alema si dice "offeso e indignato" da intercettazioni che lo riguardano ma che non lo incriminano, adoperando gli argomenti difensivi adoperati, pari pari, da Maurizio Lupi. Poi c’è "Roma capitale della mafia", con mondi di sopra, di sotto e di mezzo. Poi c’è il Mose. Poi c’è Giusi Ferrandino, il sindaco di Ischia e la "gloriosa" cooperativa modenese, la CPL Concordia. Poi c’è il presidente del Pd siciliano, Marco Zambuto costretto a dimettersi per aver incontrato Berlusconi nel tentativo di convincerlo che un suo carissimo amico è "ingiustamente" accusato di un omicidio. Poi c’era il segretario del PD siciliano, quel Francantonio Genovese, finito in manette per le truffe colossali dei fondi regionali destinati alla formazione. Poi ci sono le inchieste che hanno investito a tappeto la giunta regionale dell’Emilia Romagna. Poi ci sono quattro - dicasi quattro - sottosegretari dell’attuale governo, tutti PD, Francesca Barracciu, Umberto Del Basso de Caro, Vito De Filippo, Giuseppe Castiglione, a non voler menzionare deputati e senatori, i quali conservano poltrona e alamari in barba agli editti roboanti di Speranza. Poi ci stanno i "ministri", i Giuliano Poletti, i Graziano Delrio, le Maria Elena Boschi, e il presidente del PD, Matteo Orfini, e i vice segretari PD, Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, che ripetono - con aria un po’ scocciata - il mantra che l’Italia sta cambiando, è cambiata e cambierà. Infine, ci stanno le "minoranze interne", gli Stefano Fassina, i Pippo Civati, i Gianni Cuperlo, gli Alfredo D’Attorre, le Rosi Bindi, insieme al sempiterno Nichi Vendola, a spiegarci che, "prima o poi", fusse che fusse la vorta bbona, come diceva il grande Nino Manfredi, il governo cadrà …
Non è colpa nostra se il "catalogo" è questo. E nessuno si indigna? Nessuno.
Qualche giorno fa, Raffaele Cantone, responsabile dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, si è chiesto retoricamente perché le 80 - scusate se sono poche! - "fondazioni" politiche, che negli ultimi anni sono proliferate come funghi, devono sfuggire per principio a qualsiasi obbligo di un bilancio trasparente? E - ci permettiamo di aggiungere - a qualsiasi forma di tassazione che in Italia non si nega a nessuno (di quelli che lavorano, s’intende). Ma andiamo alla radice: a che servono le 80 fondazioni, visto lo schifo cui si è ridotta la politica? Sono scuole che forgiano gli Statisti del futuro? Ma a chi la raccontano? Andassero a quel paese, per dirla con Alberto Sordi!
Ed è possibile, o proibito per legge, dare un’occhiata anche a quei "centri studi" e a quelle "associazioni", profumatamente finanziate, che si sono intestate la titolarità dell’iniziativa "antimafia"? Cosa nasconde il caso di Antonello Montante, il paladino "antimafia" finito sotto i fari di due procure, e responsabile dell’agenzia per i beni sequestrati alla mafia su tutto il territorio nazionale, nonché delegato della Confindustria per "la legalità" e presidente degli industriali siciliani? Si moltiplicano le inchieste giornalistiche, spesso coraggiose (di una è autore Giuseppe Pipitone, del "Fatto quotidiano"), che spiegano, dati alla mano, come il "tesorone" - non il "tesoretto" -, delle ricchezze confiscate dallo Stato, marcisca o ritorni in mano, sotto mentite spoglie, agli stessi diretti "confiscati". Qualcuno che si indigna? Nessuno. Acqua in bocca. O, bene che vada, materia di veleni e ricatti incrociati.
Cosa nasconde il caso di Roberto Helg, l’imprenditore fallito messo alla guida della Camera di Commercio di Palermo, cavaliere del lavoro, l’uomo simbolo dell’antipizzo arrestato con le mani nel sacco mentre prendeva il pizzo? Siamo sicuri che dietro la buona fede dei ragazzi che ci credono non ci siano tanti altri imprenditori e commercianti che sull’argomento ci hanno marciato o ci stanno marciando?
L’Italia sembra che digerisca tutto. La tecnica propagandistica, adoperata dagli opinion leader di questo governo, è quella di minimizzare uno scenario spaventoso a sommatoria di "casi isolati", chirurgicamente risolvibili a suon di declamatorie, rigidissime o morbidissime a seconda che sia trave nell’occhio proprio o pagliuzza in quello altrui.
Matteo Renzi? Di quest’Italia, è il "fine dicitore". O - se si preferisce - l’imbellettatore. E, come lo spassoso "Gastone", ideato da Ettore Petrolini, ha tutta la prosopopea tipica di chi ha inventato "la macchinetta per tagliare il burro".
saverio.lodato@virgilio.it
Diaspora
Matteo Renzi come lo spassoso "Gastone" (Ettore Petrolini) ha tutta la prosopopea tipica di chi ha inventato "la macchinetta per tagliare il burro"
con Renzi abbiamo proprio l’apologia della stupidità
Viviana
Sic caput…
Sono costantemente offesa dai post di certuni che sono convinti che nell’insulto facile ci sia della genialità oltre che un particolare godimento. Purtroppo l’era renziana ha prodotto questo sciame di boccaloni dal cervello vuoto ma dall’insulto facile, totalmente sconnessi dalla realtà oltre che dal buon senso. Con Berlusconi abbiamo avuto la volgarità al potere. Ma con Renzi abbiamo proprio l’apologia della stupidità.
ELSA MORANTE
“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, divenne un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, la megalomania sfrenata, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico ingenuo e volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”
(Il testo è del 1945 e si riferisce a Mussolini)
forza renzi
un paese ormai finito, con ancora qualche cittadino che si accorge che qualcosa non funziona. Altri drogati da televivione e media in generale che venerano i loro padroni e aguzzini. Istituzioni stuprate da personaggi infimi e corrotti, leggi fatte da delinquenti per favorire la delinquenza. Io guardo il cielo solcato da mezzi che avvelenano l'ambiente e le menti delle persone, a volte indifferente e menefreghista di ciò che accadrà agli altri ma comunque infastidito di quello che sta succedendo.
L'Italia sta morendo per mano non di mafie e corruzione ma per mancanza di informazione, i giornalisti nei paesi civili sono cani da guardia qui sono discepoli del padrone di turno, che tristezza leggere la storia del nostro paese e accorgerci che è rappresentata da vermi che utilizzano vermi.
ps: pensavo che berlusconi fosse il peggio essendo erede di craxi e gelli, poi ho visto renzi napolitano e il pd ed ho capito che il peggio deve ancora arrivare!
ppss: mai visto italiani come gli ultimi suddetti tanto servi del potere e del denaro, quelli di prima avevano almeno un pò di orgoglio!The Doors - The End (original)
Capito perché la corruzione è LA MADRE DI TUTTI I MALI del nostro paese? Capito perché ai partiti NON interessa COMBATTERLA?
CORTE DEI CONTI-INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO
“Crisi economica e corruzione procedono di pari passo, in un circolo vizioso, nel quale l’una è causa ed effetto dell’altra. L’illegalità ha effetti devastanti sull’attività di impresa e quindi sulla crescita. Il pericolo più serio per la collettività è una rassegnata assuefazione al malaffare, visto come un male senza rimedi. Non possiamo permettere che questo accada” dal discorso del presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri oggi durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario.
L’illegalità ha effetti devastanti sull’attività d’impresa e sulla crescita. Eh sì, perché si parla tanto di crescita ma se poi fai lavorare solo le aziende (palesi o mascherate da coop) che ti passano le mazzette, che spesso non hanno neanche le capacità di effettuare a regola d’arte i servizi per le quali vengono pagate, allora penalizzi chi fa impresa onestamente e paga tutte le tasse nonostante una pressione fiscale abnorme. Queste imprese sane e virtuose falliscono e quindi cala il gettito fiscale, perché lavoreranno solo quelle degli amichetti della politica bipartisan (Mafia Capitale docet) che spesso le tasse mancano le pagano, essendosi abilmente camuffate da cooperative e godendo dei relativi vantaggi fiscali. Ed altre non ne apriranno perché è follia di questi tempi entrare in un mercato drogato sapendo di non poter competere e quindi fatturare e quindi assumere. E l’Italia così è affondata. Capito perché la corruzione è LA MADRE DI TUTTI I MALI del nostro paese? Capito perché ai partiti NON interessa COMBATTERLA?“.
Diaspora
Capito perché la corruzione è LA MADRE DI TUTTI I MALI del nostro paese? Capito perché ai partiti NON interessa COMBATTERLA?
anche questo NON SARA’ IL NOSTRO PRESIDENTE !
Hanno rispolverato e aperto il sarcofago, tirando fuori l'ennesima mummia. Un sopravvissuto (da chiedersi come mai) del pre-Tangentopoli, l'incarnazione stessa della voracissima Casta, anzi l'incarnazione di molte e potenti caste messe assieme. Siculo, figlio di tre generazioni di notabili meridionali, nato e vissuto nella bambagia.
Il neo Presidente ha due fratelli, uno ucciso, non si sa bene perché e stranamente nessun giornalista lo dice e lo spiega, dalla mafia, e un fratello reietto e inesistente.
Il papà Bernardo Mattarella, democristiano doc, secondo la relazione di Beppe Niccolai arrestato del 1950, sembra essere stato il mandante della strage di Portella delle Ginestre. Bernardo fu prosciolto in istruttoria. Ma nel 1992 però il Guardasigilli Claudio Martelli disse che "Bernardo Mattarella, secondo gli atti della Commissione Antimafia e secondo Pio La Torre, fu il leader politico che tragehttò la mafia siciliana dal fascismo, dalla monarchia e dal separatismo, verso la DC".
La Sicilia e i fratelli d'italia festeggiano il nuovo Presidente...-----------------Sappiamo chi è Certamente il nuovo Presidente della Repubblica
A cura di Fausto Carotenuto – tratto da www.coscienzainrete.netEcco il suo ritratto:è uno che garantisce al massimo il gruppo trasversale che ha preso il potere sia in Italia che in Vaticano: il gruppo gesuita-massonicoè uno che garantisce che il gruppo perdente, quello opusdeista-piduista di destra, non verrà per il momento massacrato ulteriormente; o almeno non verrà massacrato subito…è uno che garantisce nelle scelte per il governo che il prescelto sia sempre mondialista, vicino alla finanza tipo Goldman Sachs, ai gesuiti e alla grande massoneria internazionale.è uno che garantisce che correremo a formare il superstato europeo, come fase intermendia del superstato orwelliano centrale, cedendo libertà e sovranitàè uno che garantisce che farà da amplificatore alle pressioni della finanza internazionaleè uno che garantisce che faremo interventi militari anticostituzionali, se la NATO lo richiedeè uno che garantisce che i vecchi poteri, in parte camuffati da nuovi, continueranno a governarci.Ecco chi è il nuovo Presidente, quale che sia il risultato che uscirà dal ParlamentoNon può essere diverso da così, perché solo se è uno così si forma la maggioranza parlamentare per eleggerlo.Ma non sarà il nostro Presidente.Quanto sopra è stato da noi scritto il 17 aprile 2013 per la precedente elezione presidenziale: E’ ANCORA ESATTAMENTE COSI’.Ed il Presidente che abbiamo avuto, Napolitano, ha svolto esattamente il ruolo da noi descritto allora.
(Vedi il link: http://coscienzeinrete.net/politica/item/1236-anticipazione-flash-ecco-chi-e-il-nuovo-presidente )Ora il nuovo Presidente potrebbe anche essere un po’ diverso apparentemente. Magari non uno come l’algido Napolitano, messo lì a guidare militarmente ed autoritariamente il colpo di Stato. Ora c’è una maggioranza solidamente in mano all’asse gesuita-massonico che gode di una legge truffa elettorale che la garantisce.
Potrebbe essere uno che fa il buono, il piacione… alla papafrancesco, per farci ingoiare altre, prossime nefandezze e perdite di sovranità.Ma anche questo NON SARA’ IL NOSTRO PRESIDENTE !
totò quiriinale
per favore che gli illegittimi elettori del presidente di questa repubblica delle banane scelgano possibilmente uno peggiore di napolitano,
Lo so non è facile ma con un minimo di impegno uno che guardi agli interessi della mafia, della massoneria, delle banche, dell'aristocrazia (quelli che si accoppiano da secoli tra di loro), degli yankee (quelli che sono nati da una costola dell'europa e vogliono cancellare la storia plurimillenaria di questo pianeta), delle religioni come regolatori della società, mi raccomando non mettete una persona onesta con un pò di cervello che guardi all'interesse di un popolo sfregiato nella propria anima dagli abusi di decenni di delinquenti al potere.
La terza via andrebbe bene almeno ci togliamo lo sfizio di confermare al mondo che siamo spaghetti, pizza e mafia.
Uno di nome matteo andrebbe bene:
non renzi,
non salvini,
bravi messina denaro (il latitante finto che le istituzioni italiane, europee e internazionali proteggono),
la cosa importante e che la mafia rimanga mafia, non chiamateli TERRORISTI, altrimenti a napolitano e ai suoi accoliti potrebbe venire un colpo come e venuto al suo assistente-portavoce alcuni mesi fa durante la discussione trattativa si trattativa no.
La mafia è terrorismo, perchè obama non ci bombarda?
Sarà che il termine terroristi fa comodo di tanto in tanto, non sempre
per quanto riguarda l'italia la mafia porta voti e questo è utile soprattutto al pd che ha unito le mafie, bravo renzi
PAITA Raffaella, prescelta erede di garanzia del patto SCAJOLA-BURLANDO
Genova dove vota la mafia ed i politici si mostrano devoti (incassando anche alle Primarie)
Scritto da i banditi
Cosa Nostra ed 'Ndrangheta unite nella lotta potrebbe essere lo slogan (anche) della "nuova" politica. Soprattutto in quella Valpolcevera "colonia" da lunghi decenni delle organizzazioni mafiose. Abbiamo già parlato più volte di questo scenario e la realtà non cambia. Come nel resto della regione anche qui il condizionamento del voto passa anche dalle Primarie del PD. Non è una novità. E' solo una conferma quella arrivata domenica dalle "elezioni" interne che hanno incoronato la PAITA Raffaella, prescelta erede di garanzia del patto SCAJOLA-BURLANDO e, con esso, di quegli equilibri indicibili che hanno devastato, in intrecci e ricatti perversi, questa regione e questa città. Dopo la prima puntata generale, sul condizionamento del voto regionale dagli anni Ottanta, e dopo la seconda puntata, sul ponente savonese, arriviamo alla terza…
Napolitano se ne è andato ... le amare lacrime con pensierini degni delle letterature di regime dei paesi dell’est
Je suis George!
di Saverio Lodato - 15 gennaio 2015
Napolitano se ne è andato, ma rimane. L’Italia politica ha proclamato il lutto nazionale. I quotidiani che si riferiscono a un’opinione pubblica di sinistra, almeno quella che ne rimane, pubblicano editoriali e commenti a mezz’asta. I notisti del Quirinale, mentre si mettono alle tastiere dei p.c., in queste ore, hanno gli occhi lucidi.
"Je suis George", sembrano sussurrare all’unisono.
E infatti segnalano che si è aperta una crepa, un vuoto incolmabile, l’inizio di una fase in cui niente sarà più come prima. Roosevelt? Truman? Churchill? De Gaulle? Hirohito? Siamo lì. E’ quella la categoria di appartenenza.
A noi, invece, è tornato alla memoria Bartleby lo scrivano, quel memorabile personaggio di un racconto di Melville che alla decisione del suo datore di lavoro, un avvocato newyorchese, di liberarsi definitivamente di lui, intimandogli lo sfratto dall’ufficio, rispondeva invariabilmente laconico: "Preferirei di no". E tanto si ostinò che il suo datore di lavoro, esasperato, trasferì la sua attività da un‘altra parte lasciando che Bartleby vagasse come un fantasma fra le stanze del suo vecchio studio…
Napolitano, infatti, se ne va, ma non se ne va. Rimane senatore a vita, grande elettore del suo successore, oculato tessitore di quelle riforme che non ha visto tradotte in pratica sebbene si fosse concesso un discreto lasso di tempo - nove anni - in cabina di regia, e che, con il piglio dell’ultimatum, aveva squadernato davanti ai tre premier da lui voluti, Monti, Letta e Renzi, pur che non fosse restituita la parola agli elettori. Il che puntualmente è accaduto.
Ora che Napolitano se ne è andato, ma è rimasto, piangono in tanti. A parte i ragazzacci, alla Salvini o alla Grillo, tutti gli altri hanno accompagnato le amare lacrime con pensierini degni delle letterature di regime dei paesi dell’est: Resta. Non te ne andare. Ci mancherai. Sarai il nostro Punto di Riferimento. L’Italia è salva grazie a te. L’Italia si salverà grazie a te. E’ merito tuo se ci rispettano in Europa. Pianti, abbracci, e arrivederci.
Che la politica italiana fosse ormai alla canna del gas, si sapeva e nessuno ne fa più mistero. Che la cosa che sa fare meglio sia rubacchiare alla grande ce lo raccontano puntualmente le cronache. Ma assistere al teatrino di un esercito di "orfanelli" incapaci di immaginare il loro futuro senza che a guidarli sia la mano salda di un signore novantenne che gli faccia i compiti giorno per giorno, dovrebbe far riflettere... continua www.antimafiaduemila.com
Diaspora
Napolitano se ne è andato ... le amare lacrime con pensierini degni delle letterature di regime dei paesi dell’est
eleggere un adeguato Capo di Stato che funga da raccordo tra la casta nazionale e i superiori potentati europei e americani
DISASTRO E DITTATURA
Lo scenario italiano attuale ha due poli emergenti: da un lato abbiamo una situazione economica strutturalmente grave, con tendenze sfavorevoli, non sostenibile soprattutto in quanto a disoccupazione e pensioni; dall’altro lato abbiamo il combinato della riforma costituzionale ed elettorale detta Italicum. Un combinato che concentra tutti i poteri – legislativo, esecutivo e di controllo cioè di garanzia – nelle mani del segretario del partito di maggioranza relativa. Questi, prendendo anche solo in teoria il 25% dei suffragi, si aggiudica il controllo delle camere, del governo, delle commissioni anche di garanzia, della nomina del presidente della Repubblica, di giudici costituzionali e di componenti del CSM. In più, quale segretario del partito, forma le liste elettorali del suo partito, cioè decide chi si candida e con quali chances. Quindi i parlamentari eletti hanno un vincolo di mandato, ma non nei confronti degli elettori, bensì del segretario del partito. Una vera mostruosità giuridico-costituzionale, senza pari nel mondo ritenuto civile. Un ritorno massiccio e deciso a prima della separazione dei poteri statuali, cioè a un modello di Stato di tipo assolutistico, cioè a oltre due secoli fa.
Aggiungiamo che la riforma elettorale non solo dà il premio di maggioranza al partito che prende anche solo il 25% dei suffragi, ma anche, per effetto dell’attribuzione del premio di maggioranza non a una coalizione bensì al singolo partito, risulta congegnata per far sì che ci sia un partito fisso di maggioranza, cioè un partito-Stato – il Partito Democratico (e come altro potrebbe chiamarsi?) – più alcuni piccoli partiti in funzione di alleati mobili e clientelari del partito di maggioranza, più ancora un partito medio-grosso di opposizione perenne.
Insomma, in previsione di una situazione economica e sociale sempre peggiore e tale da generare forti tensioni e forse rotture sociali, viene costituito, con la massima precedenza, un apparato statuale autocratico e bloccato, per garantire alla buro-partitocrazia parassitaria e criminale le sue rendite, le sue poltrone, le sue impunità anche nel disastro nazionale; e insieme per garantire il dominio sul Paese ai grandi interessi finanziari stranieri, con la possibilità di completare l’estrazione o l’acquisizione degli asset nazionali e dei mercati nazionali ancora appetibili attraverso il controllo del suo governo e del suo capo di Stato.
Per fare queste importanti riforme, e per eleggere un adeguato Capo di Stato che funga da raccordo tra la casta nazionale e i superiori potentati europei e americani, cioè un presidente di garanzia per il suddetto assetto, niente di meglio dell’attuale parlamento di nominati, illegittimo perché eletto con legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale. Aiuta anche la “condizionabilità” giudiziaria, e non solo giudiziaria, del leader del primo o secondo partito di “opposizione”: nove o dieci milioni di voti controllati o neutralizzati così.
La precisa e chiarissima scelta di concentrare i poteri di legislazione, governo e controllo in un’unica persona, toglie ogni dubbio sul progetto dittatoriale: non esiste in Europa, neanche in Russia, qualcosa di simile. Neanche il fascismo la realizzò. La passività e la ignavia via con cui la popolazione italiana accetta tutto ciò, l’assenza di obiezioni e anzi l’incoraggiamento da parte dell’Europa verso tale mostruosità giuridica, confermano che il destino dell’Italia è già stato deciso, che non vi è spazio per un’alternativa, e che quindi l’unica via razionale, per chi può, è l’emigrazione.
15.01.15 Marco Della Luna
Diaspora
eleggere un adeguato Capo di Stato che funga da raccordo tra la casta nazionale e i superiori potentati europei e americani





















