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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

2011 muor3 il debito 2012 nasc3 il credito

già in atto

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buon euro

l'euro compie 10 anni ed è come un bambino che se avesse ascoltato certi vecchi

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L'Italia, nella lotta alla corruzione, che “inquina e distrugge il mercato, non arriva alla sufficienza”

L'Italia, nella lotta alla corruzione, che “inquina e distrugge il mercato, non arriva alla sufficienza”. E' il giudizio che Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei conti, esprime in un'intervista a Repubblica, denunciando altresì che non vede “un vero, reale, profondo, sostanziale rivolgimento morale” rispetto alla “mala amministrazione”. Insufficienza nella lotta alla corruzione, spiega Giampaolino, perché “si è proseguito sostanzialmente con un'azione, peraltro episodica, soltanto repressiva” mentre la lotta deve essere “di sistema”, “deve iniziare dalla selezione qualitativa e di merito degli operatori, sia pubblici che privati. Proseguire con il controllo e la vigilanza sul loro operato. Concludersi valutando i risultati”.... continua www.rassegna.it

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monti e la fase 2 : rimettere in pista berlusconi

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... e la giostra delle fantasie si fermerebbe


Cloe (Le città e gli scambi. 2)

A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano
mille cose l'uno dell'altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le
sorprese, le carezze. i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s'incrociano per un secondo
e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano.
[...] Qualcosa corre tra loro, uno scambiarsi di sguardi come linee
che collegano una figura all'altra e disegnano frecce, stelle, triangoli, finché tutte le combinazioni
in un attimo sono esaurite, e altri personaggi entrano in scena: un cieco con un ghepardo alla
catena, una cortigiana col ventaglio di piume di struzzo, un efebo, una donna cannone. Cosi tra chi
per caso si trova insieme a ripararsi dalla pioggia sotto il portico, o si accalca sotto un tendone del
bazar, o sosta ad ascoltare la banda in piazza, si consumano incontri, seduzioni, amplessi, orge,
senza che ci si scambi una parola, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.
Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città. Se uomini e donne
cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui
cominciare una storia d'inseguimenti, di finzioni, di malintesi, d'urti, di oppressioni, e la giostra
delle fantasie si fermerebbe.
« L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »
(Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)

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un governo prestanome della vecchia politica

Per l’equità ci vuole coraggio di Rodolfo Roselli

Tutti gli italiani sono consapevoli che i sacrifici richiesti dovrebbero portare a dei benefici, almeno così ci è stato detto, per ora una promessa, domani….si vedrà.
Ma contemporaneamente si era assicurata equità, equità che significa che i sacrifici li devono fare tutti, a misura dei benefici fino ad ora goduti.
Equità non è solo un’esigenza di conti numerici, è un’esigenza di conti con la coscienza, è un’ esigenza che si possa riaffermare ancora una volta che ….mal comune mezzo gaudio.
Ma attenzione è anche un’ esigenza che possa smorzare sul nascere ogni occasione di rivolta, ogni occasione per boicottare poi tutto se, nel tutto, si dimostra che non esiste equità.

Non abbiamo dubbi che il prof. Mario Monti lo ha detto e lo vorrebbe fare, ma tra il dire e il fare occorre scavalcare l’abisso della nostra politica, sempre pronta a chiedere e mai disposta a dare.
Il problema della capacità realizzativa del prof. Mario Monti non è dunque nel non sapere quel che si dovrebbe fare, ma nella libertà limitata che gli è stata concessa dalle forze politiche.
Un governo di persone capaci, tenuto al guinzaglio dagli attuali partiti.
E la dimostrazione di quanto sopra lo si capisce chiaramente dalla scarsa incidenza e dalla diluita tempificazione dei provvedimenti orientati a ridurre drasticamente i costi della politica.

Perché la politica di oggi non è ancora sufficientemente sazia di ricevere i rimborsi elettorali attuali, gonfiati di proposito, prendendo come misura non i voti espressi, ma gli elettori iscritti nelle liste elettorali. Insomma chi non vota, perché disgustato dai partiti, contribuisce forzosamente al loro finanziamento. Rimborsi elettorali che fanno dell’Italia il paese europeo che spende di più per mantenere i partiti.
Ma non si era detto che l’Italia doveva uniformarsi alle regole europee?

Con questo trucco, che ha disgustato anche la Corte dei Conti, nelle elezioni europee del 2004,ad esempio, i partiti spesero in tutto circa 88 milioni di euro, ma quando passarono alla cassa ne ricevettero circa 250, con un utile netto di circa 162 milioni. E tutto questo grazie ad una legge del 1993, che avrebbe dovuta essere abrogata grazie al referendum del 18 aprile 1993, ove il 90,3% dei votanti aveva richiesto l’abolizione del finanziamento pubblico,ma sbeffeggiata, semplicemente cambiando la parola da finanziamento dei partiti a rimborso elettorale.
Dunque abusi della prima Repubblica tranquillamente confermati dalla seconda.
Dunque equità inesistente confermata anche dal prof. Mario Monti.,,, leggi tutto disinformazione.it

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è natal'elemosina

0h
grazie monti ararat
Arriva di nuovo Natale

la gente ? pi? falsa di prima

s'insegna ai bambini

a mentire

si aiuta l'ortica a salire

si porge la mano

si allunga una mancia

scordando di colpo per?

il male di pancia.

La prego, si accomodi pure

si sieda al tavolo dieci,

la smetta con i complimenti,

oggi siam tutti parenti

oggi ? Natale

oggi ? Natale,

passati due giorni per?

te la faccio pagare.

Y la noche llegar?

qui sas si cambiar?

la vida que es?

Y en dia llegar?

qui sas si cambiar?


/>
la vida que es?

E l'amore vincer?

el d? avolver?

la vida que es?

Panettone, champagne quella sera

a casa con tutti gli amici

mi sento fin troppo da sola,

seduta in mezzo ad un coro,

ho gli occhi pesanti

in certi momenti

la voglia di dire \\"non va\\"

rinchiusa tra i denti.

Y la noche llegar?

qui sas si cambiar?

la vida que es?

Y en dia llegar?

qui sas si cambiar?

la vida que es?

E l'amore vincer?

el d? avolver?

la vida que es?


(Grazie a Pino per questo testo)

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deux ex maschera

'a monticello del verricello protettore dei braditipi'

Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti (vedi corruttore ndb)

Italo Calvino , La Repubblica 15 marzo 1980

C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, ne’ che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti piu’ o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perche’ quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si e’ piu’ capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente, cioe’ chiedendoli a chi li aveva in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori, in genere gia’ aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo di una sua autonomia. Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perche’ per la propria morale interna, cio’ che era fatto nell’interesse del gruppo era lecito, anzi benemerito, in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; l’illegalita’ formale, quindi, non escludeva una superiore legalita’ sostanziale. Vero e’ che in ogni transazione illecita a favore di entita’ collettive e’ usanza che una quota parte resti in mano di singoli individui, come equa ricompensa delle indispensabili prestazioni di procacciamento e mediazione: quindi l’illecito che, per la morale interna del gruppo era lecito, portava con se’ una frangia di illecito anche per quella morale. Ma a guardar bene, il privato che si trovava ad intascare la sua tangente individuale sulla tangente collettiva, era sicuro di aver fatto agire il proprio tornaconto individuale in favore del tornaconto collettivo, cioe’ poteva, senza ipocrisia, convincersi che la sua condotta era non solo lecita ma benemerita. Il paese aveva nello stesso tempo anche un dispendioso bilancio ufficiale, alimentato dalle imposte su ogni attivita’ lecita e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare. Poiche’ in quel paese nessuno era disposto non diciamo a fare bancarotta, ma neppure a rimetterci di suo (e non si vede in nome di che cosa si sarebbe potuto pretendere che qualcuno ci rimettesse), la finanza pubblica serviva ad integrare lecitamente in nome del bene comune i disavanzi delle attivita’ che sempre in nome del bene comune si erano distinte per via illecita. La riscossione delle tasse, che in altre epoche e civilta’ poteva ambire di far leva sul dovere civico, qui ritornava alla sua schietta sostanza di atto di forza (cosi’ come in certe localita’ all’esazione da parte dello Stato si aggiungeva quella di organizzazioni gangsteristiche o mafiose), atto di forza cui il contribuente sottostava per evitare guai maggiori, pur provando anziche’ il sollievo del dovere compiuto, la sensazione sgradevole di una complicita’ passiva con la cattiva amministrazione della cosa pubblica e con il privilegio delle attivita’ illecite, normalmente esentate da ogni imposta.
*
Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva di applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino ad allora le loro ragioni per considerarsi impunibili. In quei casi il sentimento dominante, anziche’ di soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse di un regolamento di conti di un centro di potere contro un altro centro di potere. Cosi’ che era difficile stabilire se le leggi fossero usabili ormai soltanto come armi tattiche e strategiche nelle guerre tra interessi illeciti oppure se i tribunali per legittimare i loro compiti istituzionali dovessero accreditare l’idea che anche loro erano dei centri di potere e di interessi illeciti come tutti gli altri. Naturalmente, una tale situazione era propizia anche per le associazioni a delinquere di tipo tradizionale, che coi sequestri di persona e gli svaligiamenti di banche si inserivano come un elemento di imprevedibilita’ nella giostra dei miliardi, facendone deviare il flusso verso percorsi sotterranei, da cui prima o poi certo riemergevano in mille forme inaspettate di finanza lecita o illecita. In opposizione al sistema guadagnavano terreno le organizzazioni del terrore che usavano quegli stessi metodi di finanziamento della tradizione fuorilegge e con un ben dosato stillicidio d’ammazzamenti distribuiti tra tutte le categorie di cittadini illustri e oscuri si proponevano come l’unica alternativa globale del sistema. Ma il loro effetto sul sistema era quello di rafforzarlo fino a diventarne il puntello indispensabile e ne confermavano la convinzione di essere il migliore sistema possibile e di non dover cambiare in nulla. Cosi’ tutte le forme di illecito, da quelle piu’ sornione a quelle piu’ feroci, si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilita’ e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto, dunque, dirsi unanimemente felici gli abitanti di quel paese se non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.
*
Erano, costoro, onesti, non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, ne’ patriottici, ne’ sociali, ne’ religiosi, che non avevano piu’ corso); erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso, insomma non potevano farci niente se erano cosi’, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno al lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione di altra persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto, gli onesti erano i soli a farsi sempre gli scrupoli, a chiedersi ogni momento che cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtu’ sono cose che riscuotono troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in mala fede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per se’ (o almeno quel potere che interessava agli altri), non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute piu’ nascoste; in una societa’ migliore non speravano perche’ sapevano che il peggio e’ sempre piu’ probabile.
Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No, la loro consolazione era pensare che, cosi’ come in margine a tutte le societa’ durate millenni s’era perpetuata una controsocieta’ di malandrini, tagliaborse, ladruncoli e gabbamondo, una controsocieta’ che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare "la" societa’, ma solo di sopravvivere nelle pieghe della societa’ dominante ed affermare il proprio modo di esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di se’ (almeno se vista non troppo da vicino) un’immagine libera, allegra e vitale, cosi’ la controsocieta’ degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversita’, di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa di essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno piu’ dire, di qualcosa che non e’ stato ancora detto e ancora non sappiamo cos’e’.

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dedicata ai tecnici

Eppure il vento soffia ancora

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Coraggio, governo Monti: coraggio, colpisca secondo giustizia. E non secondo la logica del potere di Mediaset

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una manovra con il freno a mano tirato

QUELLO CHE NELLA MANOVRA NON C’E’ VV

-Patrimoniale. Il 13% della ricchezza è in mano a 240.000 famiglie, tassarli con solo lo 0,5% darebbe subito 5 mld l’anno
-tassare chi delocalizza lavoro all’estero
-sequestrare preventivamente i beni di chi evade sopra certe soglie
-liberalizzare e vendere i beni sequestrati a mafiosi o evasori e utilizzarli subito per uffici pubblici
-semplificare gli iter burocratici amministrativi
-ridurre di qualche mld le spese militari, la Merkel ha tagliato 10 mld, noi siamo saliti a 46 mld e non si capisce perché, forse, vedendo le tangenti di Finmeccanica, per deviare somme ingenti in mano a politici o mestatori
-tassare i capitali giacenti in Svizzera al 26 % come ha fatto la Merkel, i 100 mld di soldi neri italiani darebbero subito 26 mld che coprirebbero quasi tutta la manovra senza ammazzare i più poveri
-mettere in vendita le frequenze del digitale che Berlusconi ha regalato a se stesso; in altri paesi la loro vendita ha dato da 5 a 20 mld, perché noi dovremmo accettare che uno degli uomini più ricchi di questo paese faccia questo regalo a se stesso?
-ridurre i regali al Vaticano, che non paga ICI, IRPEF, IRES, IMU, tasse immobiliare e doganali, gas, acqua e fogne, riceve 1 mdl per l’8 per mille, sovvenzioni per le scuole private e stipendi agli insegnanti di religione..Solo di ICI la Chiesa non paga 10 mld l’anno
-allargare il divieto delle doppie cariche a tutti i funzionari statali, come ha chiesto espressamente l’Europa
-congelare gli stipendi di deputati, personale di parlamento e governo e giudici
-mettere tetto ai superstipendi di qualunque natura, pubblica o privata, del mondo dello sporto o dello spettacolo o della politica o delle banche o della società, o imporre una forte tassazione degli stessi oltre certi massimi per abolire lo scandalo di calciatori o presentatori o presidenti di società che prendono compensi vertiginosi, mentre parte del paese è in povertà estrema
-mettere un tetto alle superliquidazioni che non hanno nessuna comparazione accettabili con quanto versato
-ridurre i consulenti e dei membri dei consigli comunali e regionali
-tagliare benefit, rimborsi, portaborse ecc a funzionari statali di ogni tipo
-stop alle grandi opera inutili, come la TAV Milano- Genova, 6 mld subito, che fu pretesa dalla Montedison di Gardini, o la TAV in Valsusa, 22 mld, quando invece a questo sono state destinati 40 miliardi
-ritiro delle truppe dalle missioni militari all’estero come quella afgana;il Kossovo ci è costato 2 mld, l’Irak un mld e mezzo, abbiamo ben 33 missioni militari con 4300 militari impegnati
-riduzione drastica per la casta di auto blu, aerei blu, scorte, benefit vari, assistenze varie sanitarie o estetiche a parenti ecc.

Viviana Vivarelli GLI INTOCCABILI masadaweb.org

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l’usurpazione del potere popolare da parte dei banchieri

Sono loro i terroristi, i ladri i golpisti!

di Luis Ángel Aguilar Montero

Non so se sia certa la relazione del club Bilderberg con i tre fiammanti presidenti europei: Mario Monti in Italia, Lucas Papademos in Grecia e Mario Draghi alla Banca Centrale Europea, però è certo che i tre sono membri di spicco della Commissione Trilaterale e della banca Goldman Sachs. Questo grande organismo mondiale, collegato con agenzie di rating come Moody’s, è uno dei maggiori responsabili della crisi attuale.

Chi non è esperto di politica internazionale, lobbies, mercati, non deve fare altro che affidarsi a “san Google” o a “santa Wikipedia” – oltre a mettere a confronto l’una o l’altra informazione alternativa – per intuire che paragonato a questi nuovi “terroristi finanziari” che ci governano, Macchiavelli era un bambino cattivo.

Perché quello che sta succedendo in Europa è un volgare inganno, pensato su grande scala contro tutta la nostra economia in generale e contro l’euro in particolare. Un’operazione già attuata in diversi paesi soprattutto sudamericani e che è cominciata anche in Europa. Una giocata di casinò il cui effetto domino o bolla già colpisce molti paesi. E se noi popoli colpiti, cioè i cittadini, non fermiamo questa pazzia e non ci ribelliamo, nessuno fermerà questi golpisti che tolgono e mettono presidenti e affondano la moneta e le finanze di qualsiasi paesi. Perchè già vediamo che i politici sono marionette nelle loro mani: a destra Berlusconi, a sinistra Papandreu e il socialdemocratico Zapatero non hanno detto altro che “si’ signore”, quando i mercati chiedevano tagli, aggiustamenti o la tanto decantata austerità, quella che chiamano “l’ideologia dei tecnici”.

Disgraziatamente dopo la crisi europea dei cosiddetti PIGS (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna), di fronte al timore che l’esempio dell’Islanda, di cui si parla molto poco, si estendesse all’Europa, Grecia e Italia sono state scelte come cavie per realizzare un sinistro esperimento che consiste nell’usurpazione del potere popolare da parte dei banchieri: cioè i “mercati” amministrano la politica muovendo i politici come marionette.

E la cosa si aggrava di giorno in giorno, dal momento che non è più sufficiente che i governi nazionali si inginocchino davanti alla classica triade – FMI, BCE, UE – ora devono obbedire immediatamente ai disegni di una nuova triade: la Goldman Sachs, la Commissione Trilaterale e il Club Bildeberg.

Chi e perché obbliga alle dimissioni presidenti come Papandreu (che cade perché vuole indire un referendum) o Berlusconi (dove non sono riusciti né la mafia né gli scandali delle gonnelle femminili), che oltrettutto non avevano nessuno intenzione di farlo? Perché vengono imposti sostituti con tanta rapidità? Non sono stati eletti da nessuno, arrivano dalle stesse logge, banche, Commissioni, posizioni e Club, a risolvere un problema che hanno creato loro stessi o del quale sono stati chiari compartecipi.

Per sostituire Papandreu come primo ministro greco, il tecnico “prescelto” è stato Lucas Papademos, un economista che fu a capo della Banca centrale greca (1985-1993), che arrivò ad esserne governatore e infine fu Vicepresidente della Banca Centrale Europea dal 2002 al 2010, incarico dal quale controllò la politica economica europea, rendendosi responsabile dell’aggravamento greco con il truffaldino passaggio dalla dracma all’euro. Un gioiello che si è laureato negli Stati Uniti e che oltre a tutti questi incarichi per i quali non è stato mai eletto, dal 1998 ha fatto parte della misteriosa Trilaterale del non meno oscuro Club Bilderberg.

Per sostituire Berlusconi l’altro tecnico “prescelto” è stato il professor Mario Monti che fu Presidente europeo della Commissione Trilaterale e anche membro del direttivo del Gruppo Bilderberg. Se non dovesse bastare, è anche stato commissario europeo, advisor della Coca Cola Company e, ovviamente, consulente internazionale della banca americana Goldman Sachs, proprio nel periodo in cui questa aiutò ad occultare il deficit del governo greco di Kostas Karamanlis, lo stesso di Papademus. E a partire da ora il signor Monti non sarà più un tecnico qualsiasi, perché lo stesso Berlusconi prima di andarsene ha firmato la sua nomina a senatore a vita in cambio dell’impegno ad applicare i tagli necessari.

Insomma, le élite europee e la sua divinità “Merkozy” si impadroniscono del potere, creano un governo economico da Bruxelles che possa immischiarsi nei conti nazionali, li gestiscono impunemente, scelgono leader fantocci deboli e indebitati (come Durao Barroso o Van Rompuy) e fanno tutto ciò senza nessuna trasparenza democrtica e apparentemente senza che nessuno gliene chieda conto.

L’unica soluzione qui è che il popolo si mobiliti, riacquisti la sua voce, eserciti il suo diritto e finalmente che la politica rivendichi la sua funzione a partire da principi realmente democratici. Del contrario, già siamo esausti.

Traduzione di ItaliaDallEstero.info

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padania, puttanate e fallimenti

LA LEGA E’ PURE UNA BULIMICA INETTA

Viviana Vivarelli

I fallimenti della Padania sono a rotta continua.

Comincia il boss con la falsa laurea, per cui esce pure di casa tutti i giorni per andare a un presunto lavoro da medico, inesistente perché è una bufala ad uso e consumo della moglie che poi si stufa e lo pianta.

Eredita il fallimento il figlio Renzo che dopo 3 tentativi ancora non si diploma ma spaccia come vero un diploma inesistente, com’era inesistente la laurea del padre, il che non gli impedisce di avere cariche pubbliche in giunta e nell’Expo, e per lui il padre amoroso ha abbassato a 18 gli anni occorrenti per farlo deputato

Fallisce la Banca di Lodi o Banca Padana, sollecitata da Bossi in persona con manifesti di partito e che più una banca è una banda a delinquere che ruba agli stessi correntisti, nel 2005 aveva oltre 2,5 milioni di clienti, un totale attivo di 44,5 miliardi di euro e circa 1.000 sportelli, nel 92, guarda caso, aveva inglobato la Banca Rasini, la piccola banca milanese, legata al riciclaggio di denaro della mafia e al finanziamento sporco delle prime attività imprenditoriali di B. Poi scoppia Bancopoli, Fiorani e Boni. Fiorani busca 3 anni e 6 mesi di reclusione, per aver falsificato i bilanci e aver rubato anche sui conti dei defunti. La banca di Bossi fallisce. Fiorani e soci si erano impadroniti del controllo totale dell’istituto della Banca di Lodi utilizzandolo sia per acquisire il controllo di altre banche, ma soprattutto per acquisire ingenti vantaggi patrimoniali in favore proprio e di terzi, gestendo e operando in pieno arbitrio, nell’assoluta assenza e nella presumibile complicità di organi interni, esterni e soprattutto istituzionali. La procura ha inoltre accertato che, per coprire alcune perdite, i clienti inconsapevoli si ritrovavano d’improvviso un clamoroso incremento delle spese per commissioni. In questo modo sono stati provocati ai piccoli risparmiatori della banca danni enormi. Inoltre è stato appurato che, alla morte del cliente se i parenti non intervenivano in tempi brevi alla chiusura del conto, venivano incamerati illegalmente dalla Banca.

Ma Bossi fallisce anche sul suo pezzo forte;... continua masadaweb.org

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due carenze nel programma di Monti: la lotta alla corruzione e al crimine organizzato

GOVERNO MONTI - IL DITO NELLE PIAGHE

di Ferdinando Imposimato


Una breve analisi sul perche' e' caduto il premier ci induce a moderare l'ottimismo. Non e' stata la inesistente opposizione a fare crollare il regime dopo 17 anni di malgoverno. La causa principale e' stata nel crollo della borsa e nella perdita del 12 per cento del valore delle azioni di Mediaset. Si dice che l'ex Presidente del Consiglio, in un raro impulso di verita', abbia esclamato: «il debito delle mie aziende supera il loro valore». E forse questo e' vero. Forse Berlusconi ha compreso che la sola speranza di salvezza del suo impero economico era in un'altra amministrazione. E ha rassegnato le dimissioni, anche queste ad personam, per salvare se stesso e le sue aziende.
La seconda causa del crollo del Governo e' stata nel suo abbandono da parte di molti dei mercenari. Di quegli stessi che si erano venduti al tiranno in cambio di qualche favore o prebenda, o della promessa di una ricandidatura. Erano ormai consapevoli che il despota non era in grado di offrire alcunche'.
Resta l'amarezza che il popolo italiano ha subito per ben 17 anni uno sciagurato politico come l'ex presidente del Consiglio, vergogna nazionale e fonte dei nostri guai piu' gravi, soprattutto per la diffusione della corruzione, nella quale ha saputo coinvolgere anche l'opposizione, e per la paralisi del Parlamento, impegnato al servizio del premier.
Stando cosi' le cose, la tragedia italiana resta l'assenza di alternanza, cardine della democrazia. Oggi l'opposizione e' costretta a convivere con i responsabili principali del disastro, con i luogotenenti di Berlusconi. Sembra che l'attitudine a tollerare e apprezzare governanti corrotti e criminali sia una tradizione degli italiani. Lo diceva il padre dell'economia classica oltre due secoli fa: «In paesi dove gravi crimini restano frequentemente impuniti, le azioni piu' atroci divengono quasi familiari e cessano di suscitare nella gente quell'orrore che tutti provano nei paesi in cui, invece, ha luogo una rigorosa amministrazione della giustizia»...>>> lavocedellevoci.it

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la frustrazione di un testicocefalo

Nei guai…

Che il potere faccia la felicità degli uomini, è cosa risaputa da che mondo è mondo. Perdere il potere, senza alcun dubbio, è come perdere un braccio e una gamba insieme. Per l’italiano Silvio Berlusconi, miliardario settantacinquenne, non è diverso, nonostante la fortuna accumulata. Dopo aver governato l’Italia per tre mandati, il magnate ha lasciato il parlamento melanconicamente mentre la maggioranza degli italiani applaudiva alla sua sostituzione... continua qui

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ah, Mario!

ho capito solo gente di qualità

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monty , lesson one l'ita li anoo.

non prendiamoci per il colon

continua ...

un dono velenoso di quest’epoca


Neue Zürcher Zeitung


L’uscita di scena di Berlusconi non basta a salvare l’Italia.
Sabato sera gli italiani che non appartengono alla corrente di Berlusconi hanno festeggiato a champagne. Ma l’emicrania con cui si sono svegliati il giorno seguente ha però cause anche più profonde.

Ancor più dal loro linguaggio si potrebbero riconoscere i farabutti, pensava Karl Kraus fidandosi delle false parole dei suoi avversari. I futuri linguisti analizzeranno diffusamente e istruttivamente l’italiano di Silvio Berlusconi e in particolare sarà istruttiva la parola “traditore”: “8 traditori”, ha scritto su un pezzo di carta Berlusconi martedì scorso, dopo un voto in tutta fretta in Parlamento, quando otto dei suoi compagni di partito hanno voluto fermare la totale rovina dell’Italia votando contro di lui. A questi traditori si dovrebbe sparare “alla schiena”, ha suggerito un deputato postfascista molto leale. Mussolini un tempo definì traditore anche il genero Galeazzo Ciano, che nel 1943 aveva votato contro di lui al Gran Consiglio del Fascismo. Mussolini e in seguito, per entrare nelle grazie di Hitler, divenne fantoccio del dittatore a Salò, facendo così giustiziare il genero come si conviene a un “traditore”.
Il linguaggio del berlusconismo, che ha reso il fascimo nuovamente salottiero, è un misto di brutalità e frivolezza al servizio del potere e per il paese resterà a lungo un dono velenoso di quest’epoca.
Il denaro fa lo sgambetto
continua ItaliaDallEstero.info

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina