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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

Il dogma assoluto della Chiesa è il denaro, l’esenzione fiscale.

“Non sarà la Chiesa a farla finita con Berlusconi”

[El País]
Con le sue inseparabili sigarette e con Annalisa, la sua giovane assistente che gli prepara caffè zuccheratissimo, Andrea Camilleri mantiene a 84 anni una brillantezza mentale ed una memoria invidiabili.
Ed ecco lì la rabbia, la sua vecchia rabbia comunista, quella che Camilleri considera l’antidoto morale per il suo paese, quest’Italia che nonostante tutto vota e ammira Silvio Berlusconi e che, afferma, “ama il buffone delirante perché riflette il peggio di ciascuno di noi e suscita l’invidia che ogni italiano prova nei confronti delle motociclette che non rispettano nessuna regola del codice della strada”.
In questa intervista, realizzata ieri nella sua abitazione, il maestro del romanzo noir dipinge l’oscurità del panorama politico italiano.
Domanda. Tutta l’Europa parla di Berlusconi, gli italiani tacciono.
Risposta. Questo silenzio è inquietante. E’ da tempo che viviamo una sorta di fase della supplenza. La magistratura ha sostituito la politica e lo stesso accade per l’opposizione: in quanto inesistente, è stata sostituita da due quotidiani (La Repubblica e L’Unità) e da un canale televisivo (RAI3). Tutti gli altri tacciono. E così parla la stampa estera che ha sostituito la nostra in questa fase d’emergenza della nostra democrazia.
D. E’ davvero emergenza? ...
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Sapevate che...


Esce “Il Fatto Quotidiano”, libera novità editoriale di Travaglio e Padellaro
di Marco Menu


“Adoro l’odore del Napalm al mattino… ha il profumo della vittoria.” Così diceva il Colonnello Kilgore nel celebre film “sul Vietnam”, Apocalypse Now, di Coppola. Più che di napalm però, oggi le strade italiane hanno odore di informazione libera.

Scusate il confronto, può sembrare un po azzardato, ma è la sensazione che ho avuto questa mattina quando per la prima volta nella mia vita sono uscito di casa presto per comprare in edicola un quotidiano. “E che quotidiano! Il superman dei quotidiani!” – potrei dire ispirandomi a un celebre intrattenitore nonché politico italiano – “Il Fatto Quotidiano” si presenta bene sia alla prova della vista (illustrazioni molto gradevoli interamente a colori) che all’intelletto (articoli critici e molto ben congeniati), dando priorità soprattutto alle notizie che vale la pena dare, sul modello del New York Times (”All the news that’s fit to print.”).

Essendo un giornale che non vuole, per principio, beneficiare dei contributi statali, mi sarei aspettato molta più pubblicità a dire il vero. La lettura invece scorre fluida e tranquilla (se si può dire così), d’altronde gli stimoli non mancano.

Un assaggio delle notizie più scottanti? .... leggi tutto reset-italia.net








Open publication - Free publishing

Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo.Se un giornale non è capace di questo si fa carico di vite umane.Un giornalista incapace,per vigliaccheria o per calcolo,della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare,le sofferenze,le sopraffazioni,le corruzioni,le violenze,che non è stato capace di combattere.Giuseppe Fava.Giornalista assassinato dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984.


Indro Montanelli non frequentava i politici e spiegava il perchè dicendo :La corruzione comincia davanti ad un piatto di pastasciutta. Non bisogna dare del tu ai politici nè andarci a pranzo.



'Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo .'

Indro Montanelli

In tutta la sua carriera il rapporto di Enzo Biagi con un politico durava il tempo di una intervista. Più volte nelle riunioni di redazione ci ha ricordato:Noi possiamo avere amici, ma il nostro programma non è amico di nessuno.





ma come fare ad essere onesti?

'...frequentando persone che non si siano lasciate corrompere dai soldi che il berlusconismo elargisce con dovizia ai servi'
Daniele Luttazzi


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infantilismo burbanzoso

Il penoso Viale del Tramoto del Cavaliere

di Lidia Ravera, da lidiaravera.it

Un vecchio, più vecchio dei suoi anni, un uomo che non riesce più a controllare le sue emozioni, che ha perso, o sta perdendo, il contatto con la realtà. Questa è l’impressione diffusa (non proprio un opinione quanto piuttosto una sensazione) di fronte al Berlusconi più recente. Quello dell’aggressione a giornali e giornalisti “incontrollabili”, a ogni opposizione (anche minima), ai meno subalterni dei suoi partners di maggioranza.
Colpisce la voce stridula, l’arrancare in cerca di una costruzione sintattica condivisa, di un aggettivo appropriato, di un epiteto efficace. È stupefacente l’infantilismo burbanzoso delle lodi rivolte a se stesso: io sono il miglior Presidente del Consiglio da prima che nascesse il mondo, io sono il più bravo di tutti e il più ricco e il più fico e tutti quelli che dicono il contrario sono invidiosi e a tutte le...leggi tutto

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un paese in declino

Italia, le ragioni di un presente senza libertà


[La Notizia]

La nazione è alle prese con una crisi senza precedenti della libertà di stampa, del sistema istituzionale, e dell’economia. Ma restano poche le reazioni e le critiche.

ROMA – La prima pagina di un sito internet istituzionale, di proprietà di un ministero, il cui scopo è comunicare coi cittadini, svuotata totalmente e utilizzata dalla dirigenza per rispondere perentoriamente alle critiche di una testata giornalistica.

Potrebbe sembrare la descrizione di un fatto avvenuto in un regime paramilitare sudamericano o in una pseudo democrazia mediorentale, e invece è quanto accade nella moderna Italia, da qualche giorno.

La prima pagina del sito del ministero della pubblica amministrazione e dell’innovazione è stata totalmente oscurata per far spazio ad una serie di ...
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il complotto




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il segno sulla società

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i vespasiani dell'informazione

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c'è nsura, si!

Censura e censura politica
Per censura si intende il controllo della comunicazione verbale o di altre forme di espressione da parte di una autorità. Nella maggior parte dei casi si intende che tale controllo sia applicato all'ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella per mezzo della stampa od altri mezzi di comunicazione di massa; ma si può anche riferire al controllo dell'espressione dei singoli.
Nei regimi autoritari la censura politica impedisce a individui, associazioni, partiti e mezzi di informazione di divulgare informazioni ed esprimere opinioni contrarie a quelle del potere esecutivo. Tale censura si realizza attraverso il divieto di toccare taluni argomenti o attraverso il controllo preventivo dei contenuti divulgati dai mezzi di informazione.

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nanomalia

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i cavalieri di latta, inconsistenza politica e miseria morale

Fini e la fine di TommasoMerlo

Fini sa chi e’ Berlusconi, e lo sa dal primo giorno che e’ sceso in campo. Fini conosce la verita’ sui castelli di menzogne costruiti dal Premier in quindici anni, e’ ridicolo credere il contrario. Fini e’ tutto tranne che ingenuo, Fini e’ un calcolatore che procede a piccoli passi verso la meta, con determinazione e cinismo intelligente se serve. Non sarebbe leader della ex destra italiana da vent’anni con la sicurezza di un impiegato se fosse diversamente.
Ebbene, per convenienza personale e del suo partito, Fini, pur conoscendo l’uomo Berlusconi, ha deciso di unirsi prima come alleato e poi addirittura come socio fondatore della Pdl. Un patto col diavolo, un’Opa sul partito dei conservatori italiani che Fini oggi ammette di avere in mente. Oggi Fini svela implicitamente di aver sorvolato sull’anomalia democratica di Berlusconi perche’ gli serviva il suo consenso nel Paese e il suo potere per perseguire il progetto di destra europea.

Alcuni ritengono che questa sia la politica. L’equilibrio tra interessi e valori. Altri pensano che si tratti solo di bieca partitocrazia dove al posto delle idee contano i voti e tutto e’ legittimo pur di vincere. Sta di fatto che lanciata l’Opa, Fini sapeva che non era ancora venuto il suo momento e’ ha scelto di aspettarlo alla Camera dei Deputati, un ruolo che lo tenesse fuori dalle porcherie populiste e gli tenesse in frigo un’autorita’ morale utile per puntare alla leadership dei Tories alla matriciana una volta il vecchio si fosse deciso a mollare.

Ora, Fini ha capito che il momento che aspetta da anni sta arrivando. Berlusconi sta crollando sotto le macerie della sua inconsistenza politica e della sua miseria morale. Ad inchiodarlo, paradossalmente, e’ il suo peccato minore, la lussuria, minore ma dannatamente dimostrabile. In complessi casi di corruzione se hai i milioni per permetterti certi ghedini in Italia te la cavi sempre, ma se una escort ti sputtana col telefonino...
leggi tutto tommasomerlo.ilcannocchiale.it



berlusconi (spacciatore di 'giornalisti' by berluscontrollo) un abusato.


Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo.Se un giornale non è capace di questo si fa carico di vite umane.Un giornalista incapace,per vigliaccheria o per calcolo,della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare,le sofferenze,le sopraffazioni,le corruzioni,le violenze,che non è stato capace di combattere.Giuseppe Fava.Giornalista assassinato dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984.
un Uomo libero.

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il governo Berlusconi ricorre a mezzi sempre più ripugnanti

Populismo tendente al fascismo

pubblicato in Svezia [Dagens Nyheter]

Perché il resto del mondo dovrebbe interessarsi al modo in cui è governata l’Italia se nemmeno gli italiani lo fanno? Perché l’Italia fa parte dell’UE, e anche se i 27 membri non agiscono esattamente secondo il motto dei moschettieri “tutti per uno e uno per tutti”, ci sono alcuni denominatori comuni. Tra le altre cose, il rispetto per chi la pensa diversamente e per i diritti delle minoranze, per la libertà d’espressione e di stampa. E naturalmente anche le condizioni economiche per entrare nella zona dell’euro.

Silvio Berlusconi, il gigante del mondo degli affari che è diventato politico, per quanto riguarda la teoria professa forse i principi europei, ma nella pratica fatica parecchio a farlo.

La stampa estera ha segnalato a lungo quanto sia inopportuno che un capo di governo abbia il quasi totale monopolio dei media. Semplificando un po’, è stato affermato che l’elettorato italiano si sia fatto sedurre dagli sciocchi programmi dei media sotto il controllo di Berlusconi. I programmi potranno essere imbarazzanti, ma per molti italiani l’intera politica è un sistema vergognoso, che può essere gestito tanto da un intrattenitore come Berlusconi quanto da un personaggio noioso come Giulio Andreotti, il protagonista assoluto della politica italiana del dopoguerra. C’è un film recente su Andreotti, “Il divo”, in cui il potere appare duro, pericoloso e mortale.

L’era di Andreotti si è conclusa con la caduta del muro e adesso ha preso il suo posto Berlusconi. Questi ha lo stesso controllo ed esige la stessa fedeltà ma appare significativamente meno pericoloso. È proprio questa la cosa più sgradevole. Perché man mano che la situazione economica si fa più difficile, il governo Berlusconi
ricorre a mezzi sempre più ripugnanti. I critici vengono minacciati e ridotti al silenzio.....

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l'Italia è all'estero














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il più amato dai mafiosi, solo su 'ndranghitalia.cam'







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la malvagità del banale

Videocracy [Dagens Nyheter]

.......riceve gli ospiti nella sua “casa bianca” e sorridendo passa il suo cellulare da cui svolazza come suoneria “La giovinezza”, canzone di battaglia dei fascisti, tra immagini di simboli del partito, svastiche e Mussolini: ”Bello, eh?”........


La malvagità del banale. Che cosa succede nell’opinione pubblica del regno di Silvio Berlusconi, dove il primo ministro controlla l’intera televisione? Erik Gandini ritrae questo incubo sorridente ed amorale che esce dallo schermo.

Erik Gandini, nato a Bergamo, si è finalmente deciso ad affrontare l’Italia, la sua misteriosa patria il cui presidente del consiglio Silvio Berlusconi si è procurato l’immunità giudiziaria, ha messo i rom in posti simili a campi di concentramento e sempre con il sorriso sulle labbra si è divincolato tra tutti gli scandali grandi e piccoli, all’apparenza con il tacito consenso della maggioranza degli italiani.

Di tempo ce n’è voluto ed è senz’altro stato difficile da portare a termine, ma il suo film “Videocracy” (più o meno ‘governo dello schermo’) ha meritato in pieno quest’attesa.

In Italia, più dell’80% delle persone si informano esclusivamente attraverso la televisione. La televisione è di proprietà del primo ministro Silvio Berlusconi con il suo prosperante impero mediatico Mediaset, oppure è da lui dominata attraverso il suo partito Forza Italia. Il partito di governo italiano esercita sulla radio e sulla televisione pubblica RAI un’influenza ben più grande di quanto sarebbe possibile in Svezia.

Ma Erik Gandini non si sofferma quasi mai su questi dettagli e presenta invece, attraverso un linguaggio visuale, brillante e carico di emotività, qualcosa di ben più difficile da cogliere: le conseguenze e la psicologia di ciò che definisce una “rivoluzione culturale”. Una rivoluzione in cui sono soprattutto le donne ad essere sfruttate e misteriosamente accettano di farsi sfruttare....................

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ai confini della realtà


Berlusconi lontano dalla realtà e ci va di mezzo l'economia (Times)
di Elysa Fazzino

Questa volta Silvio Berlusconi è andato troppo in là: ha sguinzagliato i suoi «pitbull cortigiani nel tentativo di imbavagliare i pochi rimanenti media di opposizione». E' quanto si legge oggi sul Times di Londra in un commento intitolato «Il baratro tra Berlusconi e la realtà». James Walston, professore di relazioni internazionali all'American University di Roma, osserva che la Chiesa cattolica e una coalizione di giornali italiani e stranieri «sono troppo anche per l'ego gonfiato di Berlusconi».
Il commento segue l'ondata di critiche suscitata dalle azioni annunciate dall'avvocato di Berlusconi Niccolò Ghedini contro vari giornali stranieri, tra cui proprio il Times, lo spagnolo El Pais e il francese Nouvel Observateur.

Berlusconi – scrive il Times - «ora è un comico, ora è un megalomane, ma ciò non aiuterà l'economia malata dell'Italia». Walston sostiene che le ultime vicende hanno rivelato «le debolezze personali e politiche» del Primo ministro italiano: si arrabbia e perde il controllo. E intanto aumenta il divario tra la sua realtà e quella degli italiani.

L'articolo cita una serie di ... leggi tutto ilsole24ore



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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina