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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

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Questo non è solo un blog, è il mio giornale, con gli strumenti di internet posso aggregare notizie sparse in rete e avere una panoramica minimale e parziale di ciò che succede intorno a me,
se qualcuno ritiene che sia troppo parziale può segnalarlo, grazie!
gli orizzonti non sono mai troppi!

non berlusconizzato



Indro Montanelli non frequentava i politici e spiegava il perchè dicendo :La corruzione comincia davanti ad un piatto di pastasciutta. Non bisogna dare del tu ai politici nè andarci a pranzo.


'Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo .'


Indro Montanelli

ovvero « non corrotto »



In tutta la sua carriera il rapporto di Enzo Biagi con un politico durava il tempo di una intervista. Più volte nelle riunioni di redazione ci ha ricordato:Noi possiamo avere amici, ma il nostro programma non è amico di nessuno.

'...frequentando persone che non si siano lasciate corrompere dai soldi che il berlusconismo elargisce con dovizia ai servi'
Daniele Luttazzi

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Onestà
L'Onestà (dal latino honestas) indica la qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, leale e trasparente, in base a princìpi morali ritenuti universalmente validi. Questo comporta l'astenersi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che si esercita ed all'ambiente in cui si vive.
L'onestà si contrappone ai più comuni disvalori nei rapporti umani, quali l'ipocrisia, la menzogna ed il segreto.
In molti casi la disonestà si configura come vero e proprio reato punibile penalmente, ad esempio nei casi di corruzione e concussione di pubblici ufficiali. L'onestà ha infatti una importante centralità nei rapporti sociali e costituisce uno dei valori fondanti su cui si fonda lo stato di diritto.
Governo
* Chi insegna che non la ragione, ma l'amore sentimentale deve governare, apre la strada a coloro che governano con l'odio. (Karl Popper)* Chi rompe non paga e si siede al governo. (Leo Longanesi)* Governare è far credere. (Niccolò Machiavelli) * I governi devono essere conformi alla natura degli uomini governati. (Giovanbattista Vico) * Il governo è come un neonato: ha un canale alimentare con un grande appetito da una parte e nessun senso di responsabilità dall'altra. (Ronald Reagan)
* Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli. (Thomas Jefferson) * L'esperienza mostra che il momento più pericoloso per un cattivo governo è in genere proprio quando sta cominciando ad emendarsi. (Alexis de Tocqueville) * La lotta alla miseria deve essere condotta dal Governo, mentre la ricerca della felicità deve essere lasciata all'iniziativa privata. In altre parole bisogna essere socialisti al vertice e liberi imprenditori alla base. (Karl Popper) * Molto spesso, col cambiare del governo, per i poveri cambia solo il nome del padrone. (Fedro)
* Nessuno è in grado di governare un altro senza il suo consenso. (Abramo Lincoln) * Qual è il miglior governo? Quello che ci insegna a governarci da soli. (Johann Wolfgang von Goethe)
* Un governo di leggi e non di uomini. (John Adams) * Uno stato è politicamente libero, se le sue istituzioni politiche rendono di fatto possibile ai suoi cittadini di cambiare governo senza spargimento di sangue, nel caso in cui la maggioranza desideri un tale cambiamento di governo. (Karl Popper)

tratto da it.wikiquote.org
Costituzione
Quello di Costituzione è termine ricco di significati, sia descrittivi che assiologici. Da un punto di vista descrittivo, si può in linea generale (e con una certa approssimazione) affermare che la costituzione è la legge fondamentale di un ordinamento giuridico, la fonte principale, o superprimaria, da cui deriva la legalità di tutte le altre fonti. Da un punto di vista assiologico, invece, diffuso soprattutto dall'illuminismo e dalla rivoluzione francese, con il termine costituzione si indica una determinata legge fondamentale, e in particolare la legge fondamentale che fonda un sistema di separazione dei poteri.
Lapide ad ignominia
Piero Calamandrei, presso il Comune di Cuneo, 1952
Lo stesso testo appare dal 12 agosto 1993 su una lapide nella piazza di Sant'Anna di Stazzema, luogo dell'eccidio del 12 agosto 1944.

Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio dei torturati Più duro d'ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA

tratto da wikipedia
Censura e censura politica
Per censura si intende il controllo della comunicazione verbale o di altre forme di espressione da parte di una autorità. Nella maggior parte dei casi si intende che tale controllo sia applicato all'ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella per mezzo della stampa od altri mezzi di comunicazione di massa; ma si può anche riferire al controllo dell'espressione dei singoli.

Nei regimi autoritari la censura politica impedisce a individui, associazioni, partiti e mezzi di informazione di divulgare informazioni ed esprimere opinioni contrarie a quelle del potere esecutivo. Tale censura si realizza attraverso il divieto di toccare taluni argomenti o attraverso il controllo preventivo dei contenuti divulgati dai mezzi di informazione.
Giornalismo e deontologia professionale
Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo.Se un giornale non è capace di questo si fa carico di vite umane.Un giornalista incapace,per vigliaccheria o per calcolo,della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare,le sofferenze,le sopraffazioni,le corruzioni,le violenze,che non è stato capace di combattere.Giuseppe Fava.Giornalista assassinato dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984.

La deontologia professionale è dettata da un insieme di regole che guidano l’attività giornalistica e ne garantiscono l’imparzialità e l’obbiettività.Le regole deontologiche sono numerose e sempre in corso di aggiornamento anche se, oltre alla legge istitutiva dell’Ordine che prevede che vengano rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori, i giornalisti hanno firmato protocolli e carte di principi o codici interni ad uno stesso giornale.L'articolo 2 della legge che ha costituito il Consiglio Nazionale dei Giornalisti infatti, assume una grande importanza: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, ma sempre nei limiti imposti dal rispetto della personalità altrui; è obbligo del giornalista rammentare i doveri imposti dalla buona fede e dalla realtà in fase di resoconto, attenendosi all'osservanza della verità sostanziale.

Chi ha paura della memoria
è colui che si vergogna della propria storia !

« Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. »
(Piero Calamandrei)

continua ...

nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina