Viviana
Non si fa che parlare della governabilità e per farla stravincere si uccide la rappresentanza. E’ esattamente ciò che successe con Mussolini. Con Renzi tramonta la democrazia rappresentativa e si marcia verso quel sultanato che era tanto desiderato da Berlusconi (lo chiamò così il politologo Sartori). Si propaganda a 360° la necessità del Governo certo di uno solo e vaff .. alla rappresentanza! La forza del dispotismo fa sparire i diritti dei cittadini. Si dice (e lo disse pure quel pirla di Bersani) che il voto doveva produrre un premier certo. Peccato che nessun sistema democratico del mondo dà per certa la vittoria di uno solo, mentre le forme di Governo si distinguono in più democratiche o meno democratiche a seconda di quanto rispettino la rappresentanza popolare. E’ qui che si misura la democrazia. E l’Italicum, qui di rappresentanza non mostra alcun segno.
Certo in nessuna parte d’Europa esiste ormai un partito che raccolga una chiara maggioranza popolare e, quando nessun partito ha la maggioranza, in tutta Europa si ricorre alle coalizioni. Persino in Inghilterra, patria del bipartitismo perfetto, il conservatore Cameron ha dovuto unirsi al liberal-democratico Clegg per governare. O in Germania dove la Merkel, con 5 seggi meno del necessario, ha dovuto unire con la Große Koalition CDU/CSU e SPD.
C’è solo un modo per avere un vincitore certo, come vogliono fortemente Renzi e Bersani: eleggerlo direttamente, ma allora non siamo più in una repubblica parlamentare ma in una ‘repubblica presidenziale’. Il salto è enorme. E’ un totale stravolgimento della Costituzione che è stata costruita sulla sovranità popolare e dunque è una repubblica parlamentare, essendo il Parlamento delegato dal popolo e suo rappresentante. E non si può certo imporre un cambio di regime con un decreto e alla fiducia!
In un regime parlamentare, qualunque variazione costituzionale che porti al presidenzialino con un atto di forza del Governo è una bestemmia. Ma l’Italicum marcia imperterrito verso un presidenzialismo di fatto e ciò calpesta qualunque principio democratico.
Per questo Renzi ha eliminato le circoscrizioni uninominali e le preferenze. Ha fatto sparire gli eletti sostituendoli con dei ‘nominati’, dipendenti dal boss e scelti solo da lui, come avviene nei regimi presidenziali. Servi di scena che fanno da accompagnamento scenografico ad un capo assoluto, come i gerarchi che facevano ala a Mussolini, yesman al suo servizio e non importa quanto indagati, condannati o inetti.
Questo orrendo Italicum nasce dal patto del Nazareno (anche se poi Renzi ha calpestato anche il suo socio in affari), prevede 100 circoscrizioni con capilista bloccati ed è l’espediente malefico con cui un capo assoluto sceglie (e sceglie solo lui) dei servi di elevata fedeltà e ubbidienza, uomini di paglia privi di volere proprio e sostituibili al primo accenno di dissenso (come Renzi ha già fatto coi 10 in Commissione affari costituzionali). Non siamo più in democrazia, ma in un sultanato, dove gli elettori vengono messi sotto i piedi, per cui, se il Porcellum era incostituzionale perché offendeva la democrazia, questo lo è ancora di più. Illegittimo, incostituzionale e antidemocratico.
Con 100 circoscrizioni, Renzi e gli altri capipartito si nomineranno da soli e alla faccia degli elettori 450 deputati su 630 (300 per i tre grandi partiti, circa 60 per la Lega e i cespugli sopra al 3%).
E anche i 200 deputati che gli elettori riuscissero a scegliere saranno comunque nella rosa dei 6 sempre nominati da boss di partito, per cui parlare di scelta democratica diventa una barzelletta.
E’ chiaro che a questo punto la democrazia è andata farsi fottere. Oltre a ciò, le microcircoscrizioni sono state congegnate non per avere un rapporto diretto tra il territorio e il singolo parlamentare, perché la ripartizione nei collegi plurinominali si avrà comunque dall’alto e non dipenderà dagli elettori del territorio. Insomma Renzi ha spaccato ogni rapporto tra elettore ed eletto facendo dipendere tutto da se stesso. Si arriva al paradosso che un candidato può avere la maggioranza assoluta dei voti nel proprio collegio ma essere scartato perché la sua lista non supera lo sbarramento nazionale. Così ci saranno circoscrizioni con troppi eletto e altre con troppo pochi. Un pasticcio enorme!
L’Italia è economicamente in punto di morte. E che in queste condizioni l’unica preoccupazione di questo ducetto autoritario sia marciare vero il potere assoluto, con una platea di plaudenti insensati o clonizzati, dà l’idea della tragedia in corso.
Il principio base di un sistema democratico è che ci sia divisione tra i poteri (legislativo=Parlamento, esecutivo= Governo e giudiziario= Magistratura) in modo che l’uno controlli l’altro.
Renzi vuole depotenziare il Parlamento eliminando il Senato, nominando i parlamentari, imbavagliando l’opposizione, abusando del voto alla fiducia e sostituendo i decreti alle leggi. E vuole indebolire la Magistratura con intimidazioni, minacce e leggi processuali e penali che mandano liberi, per forza di cose, gli inquisiti illustri.
Quello che accade oggi in Italia è un chiaro attentato alla divisione dei poteri e un chiaro attentato alla democrazia.
Oltre a ciò, Renzi non fa che cancellare il diritto elettorale (prima eliminando il diritto di eleggere i Presidenti delle Province, poi eliminando il diritto di eleggere i Senatori e infine eliminando le preferenze elettorali).
Con l’Italicum abbiamo una legge che non esce dal Parlamento ma è imposta dal Governo addirittura con la fiducia (cosa assurda trattandosi di modifica costituzionale grave che richiede un consenso altissimo del Parlamento) e con la cacciata dalla commissione affari costituzionali dei dissidenti.
Siamo in piena prepotenza autoritaria, qualcosa che sta all’opposto di qualsiasi democrazia.
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In questa situazione gravissima di attacco alla democrazia, la minoranza interna del Pd si è comportata in maniera vergognosa e nelle votazioni alla fiducia per far passare questo obbrobrioso sistema elettorale i 120 dissidenti interni hanno calato le braghe e si sono ridotti a 38. Pagheremo cara la loro sottomissione. Il popolo, in massima parte, non si è nemmeno reso conto di quanto accade.
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Errare humanum est, perseverare autem Italicum.
non abbiamo più uomini liberi che votano secondo coscienza ma burattini asserviti ai capibastone , siamo addirittura all’esibizione del reato!!
Viviana
Può darsi che molte cose e anche la scheda bianca vengano concordate precedentemente nelle segrete stanze del potere ma ciò è e resta una totale violazione alla libertà da mandato sancita solennemente dall’articolo 67 della Costituzione. Per cui è totalmente inaccettabile e scandalosa la spudoratezza di Renzi che ai quattro venti ordina ai suoi di votare per 3 volte scheda bianca, sputtanando i piddini e dimostrando davanti a tutto il mondo che i suoi parlamentari sono solo dei burattini ai suoi ordini, incapaci di volontà proprio, proni ai suoi ordini e accettati solo se si adeguano senza fiatare al suo dispotismo.
Davanti a questo vilipendio della Costituzione, della dignità di un partito, dei principi di libertà e democrazia di un popolo, risultano ancora più ripugnanti quei servi dei blog che ieri vociavano sconnessi davanti alla richiesta del M5S di mettere un recall in Costituzione come esiste in tutti i paesi civili e che è invocato ‘dal popolo’ contro governatori indecenti, gli stessi che ieri invocavano a gran voce la libertà voltariana di difendere la propria opinione e il diritto dei parlamentari a manifestarla senza soggiacere a ordini superiori. Gli stessi oggi si prostituiscono vergognosamente tentando in ogni modo di dimostrare che lo stesso comportamento se lo fa Renzi è saggio e giusto. VOMITEVOLE!
Se qualcuno voleva dimostrare la sua totale falsità e malafede, ci è riuscito completamente.
Sappiamo tutti benissimo che questa gentaglia della Costituzione si è fatta uno stuoino per pulirsi le scarpe e che l’articolo 67 viene calpestato continuamente, tanto che quando si devono votare delle parti di leggi passano dei tizi con i cartelli su cui c’è scritto: SI’ o NO, così che i parlamentari votino secondo gli ordini senza nemmeno sapere cosa.
Sappiamo tutti che in questo parlamento di ‘nominati’ non abbiamo più uomini liberi che votano secondo coscienza ma burattini asserviti ai capibastone.
Sappiamo tutti che i leader di partito e massimamente di governo agiscono come despoti aspettandosi ubbidienza ‘ac perinde cadaver’.
Ma è la sfacciataggine di renzi che pubblicizza la cosa che è inaccettabile.
Un conto è fare qualcosa di nascosto che è vietato dalla Costituzione ma rientra nei propri comodi, un altro è sbandierarlo spudoratamente sulla pubblica piazza facendo vedere a tutti che i parlamentari sono solo burattini nelle mani di uno solo.
Anche comprare e vendere parlamentari è un reato eppure Bersani si vantò di voler scoutizzare i 5stelle. E sotto Renzi la pratica delinquenziale è diventata usuale.
Ma qui siamo addirittura all’esibizione del reato!!
29 gennaio 2015
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non abbiamo più uomini liberi che votano secondo coscienza ma burattini asserviti ai capibastone , siamo addirittura all’esibizione del reato!!
il nuovo presidente eletto non sarà mai il tutore della Costituzione e della democrazia, ma sempre il garante dei corrotti
Ricordiamoci che chi di spada ferisce di spada perisce. Renzi non è mai andato al Governo per pubbliche elezioni ma per una congiura fatta con Napolitano in cui si è silurato Letta, e prima si era silurato Bersani con quei 130 franchi tiratori che avevano rifiutato Prodi. Di questo una trentina poteva essere dalemiani, ma almeno 70 erano già renziani e spianavano la strada alla rielezioni di Napolitano che avrebbe fatto il terzo governo truffa: quello di Renzi. Tutto concordato.
Ma dentro il Pd e dentro Fi ci sono troppe lotte intestine e un numero maggiore di quei 130 potrebbe ripresentarsi per far fuori, questa volta, proprio Renzi. Qualunque cosa accada, le opposizioni non potranno fare niente. E’ perfettamente inutile che partecipino alla pagliacciata di pura apparenza di Renzi che finge di raccogliere le richieste dei partiti. Le uniche richieste che finora ha raccolto sono quelle di Berlusconi che gli garantisce quei voti senza cui Renzi non può governare (e abbiamo visto come anche questo numero può essere precario per le lotte intestine in seno a Pd e FI)E, comunque vada, il nuovo presidente eletto non sarà mai il tutore della Costituzione e della democrazia, ma sempre il garante dei corrotti.
In quel che sta accadendo non vediamo alcuna traccia di democrazia. In corso c’è solo una lotta tra boiardi, col solito suk di gente comprata e venduta alla giornata, che mentre si vende sparla di inesistenti ‘valori’. Li abbiamo visto alle primarie del Pd con le mancette a cinesi e marocchini quali fossero questi ‘valori’.
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Prima Bersani il vile
poi Monti il saccente
poi Letta l’imbelle
infine Renzi il mariuolo col Padoan del Fm che ha già distrutto Grecia e Argentina e il provvido Napolitano ha imposto anche per l’Italia, per il ‘buon’ lavoro fatto altrove
e come si potrebbe cambiare linea??
Stiamo andando verso la voragine a passi rapidissimi.
27 gennaio 2015
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il nuovo presidente eletto non sarà mai il tutore della Costituzione e della democrazia, ma sempre il garante dei corrotti
Napolitano non è stato un buon presidente per la semplice ragione che non ha rispettato l'essenza, l'anima, la missione di un Capo dello Stato
DI MARCELLO FOA
Il cuore del mondo
Rieccomi a voi, dopo qualche giorno di vacanza in cui ho davvero staccato la spina. Innanzitutto, ovviamente, buon anno. E sarà un anno importante per l'Italia: Napolitano non sarà più il presidente della Repubblica.
Come al solito, non mi unisco al coro dei giornalisti e dei partiti che già salutano, con la consueta retorica, il servitore delle Istituzioni. Il mio giudizio su Napolitano è tutt'altro che retorico e, come sempre fattuale. Fuor di metafora: Napolitano non è stato un buon presidente per la semplice ragione che non ha rispettato l'essenza, l'anima, la missione di un Capo dello Stato: che è quello di servire il popolo, di rispettare in modo inflessibile la Costituzione, di difendere la sovranità.
Napolitano, invece, appartiene a quella élite di politici che, in Italia ma non solo, di fatto si prodiga per svuotare di significato proprio la carica, le istituzioni e in ultima analisi il Paese che dovrebbe difendere.
La tecnica è raffinata ma come sempre non facilmente interpretabile e mai spiegata all'opinione pubblica, che deve essere mantenuta nell'illusione. Funziona così: il rispetto formale del mandato e della Costituzione costante, i richiami ai valori nazionali e al senso dello Stato rituale, retorico, obbligato.
Il tono cambia quando il presidente parla di Unione europea; in questo caso trapela l'appartenenza, la convinzione, il senso storico di una missione. Il presidente che dovrebbe difendere la Costituzione curiosamente lancia continuamente appelli alla cessione di sovranità e di poteri a favore della Ue di cui auspica l'unione politica e naturalmente per il bene degli italiani (basta una ricerca su un motore di ricerca per trovare centinaia di riscontri). Nella gestione del potere nazionale ovviamente si prodiga per difendere, proteggere e al momento giusto lanciare quei politici o quei tecnici che la pensano come lui e con cui condivide le stesse referenze sovranazionali.
E' stato Napolitano ad avallare il colpo di stato con cui le élite europee hanno fatto cadere Berlusconi nel 2011, attribuendo simultaneamente l'incarico al suo grande amico e sodale Mario Monti, tra l'altro beneficiandolo della nomina improvvisa a senatore a vita; dunque rendendo possibile l'attuazione di un piano che, come ormai ampiamente dimostrato, è stato concepito mesi prima della caduta del Cavaliere.
E' lo stesso Napolitano a spingere un altro giovane, emergente sodale Enrico Letta a Palazzo Chigi e poi, dopo pochi mesi, a benedire l'improvvisa ascesa, ma gradita a certi ambienti, di Matteo Renzi, superando un'antipatia e una diffidenza personale che ora traspare, ma a cui si è inchinato in ossequio a logiche che al popolo non vengono mai spiegate. Un "obbedisco" a modo suo.
E se ripercorrete la storia di questo decennio, vi accorgerete come nei momenti critici - ad esempio nel pieno delle crisi finanziarie, di quella greca o di forte criticità per la sopravvivenza dell'euro, Napolitano abbia usato tutta la sua influenza e il suo prestigio istituzionale per spingere l'opinione pubblica e le forze politiche sempre nella direzione voluta dall'establishment europeo, che appare come un referente più forte, alto e influente della Costituzione italiana.
Parlare di tradimento del mandato non è improprio. Di certo quello di Re Giorgio appare come un tradimento dell'Italia.
E non dobbiamo illuderci che a Napolitano subentri un eletto autenticamente patriottico. Riparleremo presto del successore, ma sin d'ora si può affermare che via un Napolitano se ne farà un altro, che offra le stesse garanzie e vanti le stesse appartenenze. Perché questa è la logica del potere che governa davvero l'Europa. E dunque anche quel che resta dell'Italia. Ma agli italiani non va detto e men che meno spiegato.
Marcello Foa
NAPOLITANO, IL PRESIDENTE CHE TRADI' L'ITALIA
Fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2015/01/03/napolitano-il-presidente-che-tradi-litalia/
3 gennaio 2015
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Napolitano non è stato un buon presidente per la semplice ragione che non ha rispettato l'essenza, l'anima, la missione di un Capo dello Stato
Napolitano è l’emblema di un sistema avido e meschino, cinico e crudele...
Viviana Vivarelli
Abbiamo un bisogno estremo di gente onesta.
Basta con questi cialtroni delinquenti che rovinano l’Italia!
Basta coi disonesti o gli incolti che ancora li sostengono!
Basta coi ladri di Stato, i truffatori di Stato, i plagiatori di Stato, gli uccisori di Stato!
Basta con le menzogne, le calunnie, i tagliatori di democrazia, gli annientatori del welfare, i tassatori a oltranza, i cinici, gli immorali, i venduti e i rinnegati!
Quelli che se ne fregano della sofferenza della gente!
Quelli che sul futuro dei nostri figli ci sputano!
Quelli che pensano solo a tagliare diritti e protezioni!
Quelli che fanno solo leggi per i loro sporchi interessi!
Quelli che hanno tarpato i processi per non finire mai in carcere!
Quelli che si depenalizzano i reati per apparire come sepolcri imbiancati che dentro brulicano vermi!
Quelli che distruggono la democrazia, il nostro futuro, la nostra stessa vita!
Quelli che difendono la loro immoralità, che proteggono i loro criminali, che distruggono le loro intercettazioni, che mettono paletti nella macchina della giustizia e della stampa e le fanno prostituire al servizio del male!
Napolitano è l’emblema di un sistema avido e meschino, cinico e crudele, che ha sempre campato sul nostro male, che ci porterà solo a rovina, che disprezza l’onestà e il bene sociale per fare solo l’arricchimento e il rafforzamento di una cupa e spregevole banda a delinquere.Viviana
Napolitano ha garantito la Costituzione
come Schettino ha garantito il Concordia.
Vi ricordate la famigerata commissione di saggi che in tre giorni in un hotel termale doveva scompisciare metà di quella Costituzione nata dalla resistenza, per ordine di Giorgetto e commissione della Goldman Sachs?
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Ma erano dimissioni
o abdicazioni?
Napolitano: l’uomo che distrusse una democrazia
per fondare un impero.
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Napolitano abdica.
Chissà come si dispiace la Goldamn Sachs,la banca americana di speculazione, quella che disse. “La Costituzione italiana è troppo democratica. Abbattetela!”
E prontamente Giorgio trotterellò all’opera. Poi i 5stelle salirono sul tetto in un estremo tentativo di salvare la Costituzione, poi 15 tra ‘ ‘Saggi’ furono trovato con le mani nel sacco. Alla fine lo stesso Napolitano desistette dall’incauto attacco. Ma ovviamente l’eversione era dei 5stelle che la Costituzione l’avevano salvata!
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Spinoza
La commissione di saggi lascia il Quirinale da un’uscita secondaria. Lo sciacquone
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Però non gli manca il senso del comico
Ha chiuso rimettendosi all’affetto degli Italiani! :-DDDD
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Notturno concertante
Napolitano, l’ultimo discorso: “Non posso sottovalutare età e affaticamento”,
Ma la corruzione, quella sì che l’ha sottovalutata!
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Napolitano: “Solo riconquistando intangibili valori morali la Repubblica potrà andare avanti”.
E Verdini e Berlusconi sembrano ben attrezzati alla bisogna.
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Viviana
Ha declamato: “Non lasciamo l’Italia in mano agli indegni”.
Beh, presidente, se lei si decide ad andarsene, saranno sempre meno uno!
Assonanze
Dopo di lui, l’Italia si sente
come l’Ungheria dopo i carri armati sovietici
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SPINOZA: “Napolitano lascia a fine anno. Il nuovo Presidente lo avremo con i saldi”.
.. ma non ci sono più i saldi di una volta. Ormai siamo ai resti di magazzino.
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Il mago di Floz
“Ho fatto del mio meglio per rafforzare l’unità nazionale.” In effetti lo criticano quasi tutti. Unanimemente.
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Viviana
Napolitano in tutta la sua vita ha sempre servito le forze di poteri oscuri che non volevano esattamente il bene dell’Italia ed ha finito la sua carriera come servitore della Troika: Bce, Fondo Monetario e Commissione europea, tre forze nere del grande Capitale, che dovrebbero essere combattute dai cittadini onesti e dai lavoratori, perché guardano al nostro Paese come a una preda da scannare e dividere.
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Gli uomini malvagi si riconoscono dai loro padroni.
L’uomo onesto non ha padroni.
Per questo i malvagi lo odiano come odiano le loro catene.
Finalmente Napolitano ha annunciato le dimissioni.
E’ stato il peggior presidente che l’Italia abbia mai avuto.
Non è mai stato super partes.
Ha escluso dalle decisioni una parte cospicua di quegli eletti che erano la prima forza politica per voto italiano.
Ha firmato leggi incostituzionali.
Ha nominato di suo pugno tre governi senza l’intervento degli elettori violando la democrazia.
Ha cercato di stuprare la Costituzione con un famigerato gruppo di pseudo saggi di cui alcuni erano anche truffatori patentati.
Ha ordinato la distruzione di intercettazioni che lo indicavano come ammanicato con la mafia.
E ha forzato la mano a Renzi per imporci come ministro delle Finanze quello stesso Padoan che ha portato alla rovina l’Argentina.
Peggio di così sarebbe stato difficile fare!
La sua seconda nomina è stata palesemente illegittima, dal momento che la Costituzione parla in modo chiarissimo di eleggere “IL NUOVO” presidente e non indica in nessun punto una rielezione di quello vecchio e proprio per questo lo dota di un periodo di potere lunghissimo: 7 anni.
Il Pd dovrà rispondere agli Italiani e alla storia di questo abuso come di tutti gli altri.
La sua condotta, dal patto con Berlusconi all’elezione di Renzi, al pareggio di bilancio in Costituzione, all’aumento spasmodico di tasse, al porcellum e all’italicum, alla distruzione dello stato sociale e dei diritti del lavoro, alla spesa strabiliante in armi, alle perverse riforme costituzionali è stata tutta una eversione malefica contro tutto quanto è giusto e legittimo fare per un popolo libero che è stato trattato come un popolo di ebeti e di schiavi.
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Vorrei dedicare a Napolitano la scritta che era stata affissa su un portone di Napoli:
“Si prega di accompagnare con la mano il Palazzo!”
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Scritto su un manifesto funebre sempre a Napoli
“Si è spento serenamente a 101 anni…”
e una mano anonima aggiunse: “:: e vulevo vede’ ca faceva pure storie!”
Su quanto faccia schifo la politica in Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta
SCHIFO
Viviana Vivarelli
Su quanto faccia schifo la politica in Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta,dalla grottesca votazione che certificò la nipote di Mubarak al ‘diritto’ che ha assolto Scajola, Penati, Berlusca o altri marrani, dalle leggi ad personam alla mancata legge sul conflitto d’interesse tutta piddina fino a quello scudo fiscale che continua a difendere chi ha portato fondi neri in Svizzera, dalla distruzione dello stato sociale al voto a Junker per la Commissione europea. Dallo schifo del protezionismo bancario ai 6 miliardi appena regalati ai due gestori delle autostrade e alla protezione ai Riva. Dall’ingresso nella terza guerra mondiale a ferragosto senza nemmeno il voto del Parlamento al tentativo di violentare la Costituzione coi famigerati saggi di Napolitano. Dal pareggio di bilancio messo in Costituzione al taglio di fondi ai malati di SLA. Dalla truffa delle Province talmente abolite che hanno 31.000 dipendenti in più e ora anche 17 nuovi dirigenti a 150.000 euro cadauno e i politici se le sono appena spartite abolendo il voto popolare, al Senato che non c’è più ma c’è ancora, anzi moltiplica le cariche. Ora ci mancava giusto l’assassinio dell’art. 18 e la tracotanza di Renzi contro chi lavora! Legge sul lavoro devastante quando il patto stato-mafia, perché priva di effetti sull’occupazione ma tanto amata dal grande capitale e in linea con un leader che visita fabbriche senza lavoratori e cena con ricchissimi calpestando i poveri, mostrando come italiani modello speculatori finanziari, schiavisti e delocalizzatori. Non si riesce nemmeno a capire come mai milioni di persone vadano ancora a votare, perché in Italia ormai la democrazia è morta, ammazzata da due despoti pappa e ciccia, mentre il M5S che raccolse tanti voti quanti il Pd è messo alla gogna e si tenta di fare leggi per estrometterlo dal Parlamento, ma ammazzata ancor più della stupidità della gente.
6 dicembre 2014
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Il Pd discute le riforme con un partito fondato da un colluso con Cosa nostra
Di Matteo a Renzi: “Riforme con il partito di... di skorpion-05
✌ viva le riforme dicasacosa nostra ✌
20 luglio 2014
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Quale democrazia, quale civiltà, può sussistere in un paese nel quale tutte le istituzioni sono illegittime?
Illegittimità delle istituzioni
di Ida Magli
La Cassazione ha confermato, con un pronunciamento decisivo del 4 aprile scorso e con l’efficacia del “giudicato erga omnes”, l’incostituzionalità dell’attuale legge elettorale. Un’incostituzionalità che era già stata dichiarata a gennaio dalla Consulta. “È stato accertato e dichiarato – afferma fra l’altro la Cassazione - che i cittadini elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale. ”Discende da tale affermazione un’inevitabile conseguenza, ossia che: “Il principio di continuità dello Stato non può legittimare fino alla fine della legislatura le Camere elette in violazione della libertà di voto e che sono il frutto della grave ferita inferta alla logica della rappresentanza”.
Tutto questo era evidente ovviamente a ogni persona onesta e di buon senso fin da gennaio. L’insensibilità assoluta dimostrata da tutti i politici, a cominciare dal Presidente della Repubblica, garante della Costituzione e Capo della Magistratura, di fronte all’illegittimità del proprio potere e nei confronti delle delibere degli organi che esercitano la giustizia, fa veramente paura. Quale democrazia, quale civiltà, può sussistere in un paese nel quale tutte le istituzioni sono illegittime? Ma soprattutto quale democrazia, quale civiltà può sussistere in un paese dove i politici non si vergognano di essere illegittimi ed anzi vi nuotano allegramente come non mai?
Nulla è più ingiusto dell’illegalità, più dittatoriale che esercitare il potere nell’illegalità. Se pensiamo poi che la Costituzione italiana aveva creduto di garantire l’indipendenza della magistratura facendone un organo distinto e separato da quelli politici, ci possiamo rendere conto dell’enormità del comportamento dei politici. Nessuno, infatti, avrebbe potuto immaginare che i politici avrebbero invece approfittato di questa separatezza per non tenerne conto, come se la parola dei magistrati non avesse alcun valore.
Chi “nuota” meglio di tutti, però, è Matteo Renzi. L’illegalità l’ha lasciato libero da qualsiasi controllo, libero di esercitare le sue qualità di dittatore praticamente senza opposizione, o con una finta opposizione. Fa ciò che vuole suscitando l’ammirazione di tutti, amici e nemici, sempre invidiosi di chi ha il coraggio di comandare infischiandosi della democrazia. Approfittando dell’illegalità adesso si propone, come ogni buon dittatore, di cambiare la Costituzione abolendo una delle due Camere, quella dei “vecchi”, i senatori. I cittadini applaudono di fronte alla risibile motivazione di risparmiare qualche soldo, come sempre affascinati da quello che oggi si chiama decisionismo invece che ducismo. Un governo illegittimo che cambia la Costituzione? Ma certo! Anche Stalin ha iniziato la sua carriera di dittatore emanando la “costituzione più bella del mondo” nell’applauso generale. Quelli che l’applaudivano avevano però una giustificazione che i nostri politici non hanno: Renzi fa soltanto una delle sue melense risatine per essere applaudito mentre Stalin fucilava.
Politici che hanno perso la testa di fronte all’immenso potere che possiedono, non più controllati da nessuno o controllati da finti controllori anch’essi illegittimi: questi sono oggi i politici italiani. Abbiamo visto addirittura un Grillo fuori di sé proclamare che vincerà le elezioni europee, che andrà subito da Napolitano per farsi nominare capo del governo e chiedergli di dimettersi. Peccato che anche Napolitano sia illegittimo e sia indispensabile prima di tutto fare le elezioni per tornare nella legalità altrimenti chi lo dovrebbe nominare il nuovo Presidente della Repubblica? Il parlamento illegittimo? Non se lo sogni neppure Napolitano di dimettersi prima delle elezioni e del ritorno alla legalità, perché ci troviamo in questa situazione in buona parte per volontà sua. Rimanga al suo posto, non dia retta né a Grillo né a nessun altro e se è stanco, se non se la sente, affidi qualcuna delle sue funzioni, come previsto dalla Costituzione, al suo vice, il presidente del Senato.
Abbiamo potuto constatare durante questi orribili ultimi anni, dalla crisi del 2011 fino ad oggi, come uno Stato, costruito con tutte le possibili garanzie contro la dittatura, vi sia piombato con estrema facilità a causa della corruzione dei suoi organi parlamentari. Siamo costretti ancora una volta a chiederci: “Chi custodirà i custodi?” Eterna domanda cui, senza una forte coscienza etica personale, nessuna democrazia è in grado di rispondere.
17 maggio 2014
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Quale democrazia, quale civiltà, può sussistere in un paese nel quale tutte le istituzioni sono illegittime?
Siamo lontani dalla democrazia
Sottotitolo : stiamo assistendo al più grande mercato che la politica abbia mai fatto di se stessa!
Sottosottotitolo : cancellazione dei diritti del lavoro e dello stato sociale, privatizzazione totale di beni e servizi, nessun sistema elettorale con preferenze ma anzi abolizione graduale dell’elezione democratica.
UNA ESTROMISSIONE IN STILE MAFIOSO
Viviana Vivarelli
Il succedersi degli eventi è impressionante e sono contrassegnati tutti dal più brutale attacco alla democrazia mai visto in 60 anni.
Alla vigilia dell’impeachment di Grillo arriva il colpo del Financial Times a Napolitano, pubblicato, guarda caso, dal Corriere, uno che è sempre stato coi piedi in due staffe. Napolitano riceve Renzi, che non ha nessuna carica parlamentare o ministeriale. Non sente prima i partiti come richiede la Costituzione, no, viola la prassi costituzionale e chiama direttamente quello che ‘deve’ nominare. Non agisce da coordinatore delle scelte parlamentari come vuole la Costituzione, ‘nomina’ arbitrariamente chi gli pare, come ha già fatto con Monti e Letta!
Renzi non è nessuno, a parte l’incredibile bagarre televisiva e mediatica che lo ha imposto agli occhi degli Italiani, la sua unica dote sta nei 1.895.332 voti presi alle primarie del Pd in cui hanno votato 2.814.801 elettori sugli 8 644 523 che hanno scelto il Pd alla Camera (nemmeno un piddino su 4). Siccome gli elettori italiani in tutto sono 50 449 979, è come se Renzi rappresentasse il 5,5 % del popolo italiano!
Ma ecco che proprio alla vigilia dell’impeachment, l’inglese Financial Times anticipa un libro di Friedman, giornalista americano che ha lavorato su Rai3, che fa scoppiare uno scandalo: Napolitano si è consultato con Monti “ben 4 mesi prima che B cadesse”, , e B è caduto non solo per il difetto dei numeri in Parlamento ma per decisione della Casa Bianca, per cui i mercati che hanno rialzato lo spread con lo scopo di mandarlo a picco minacciando di far crollare le azioni di Mediaset in Borsa (come già aveva spifferato Bossi dopo il G8 di Nizza). Così le società di rating ci hanno declassati illecitamente (malgrado le denunce dei nostri magistrati) e i banchieri di Wall City e della City di Londra hanno fatto dei begli affari su di noi. B è stato costretto ad andarsene e i poteri forti con la collusione di Napolitano hanno messo un loro uomo di fiducia, Monti, a capo del saccheggio italiano. Il mondo finanziario europeo collaborò ben contento di mandarci a picco e di banchettare sulle nostre imprese fallite e in primis esultò la Merkel (mentre si incontravano segretamente Prodi, Passera e De Benedetti, i quali addirittura stilarono il programma di Monti).
Monti, ricordiamolo sempre, non ha mai rappresentato la maggioranza degli elettori italiani, è stato scelto solo in quanto membro del Bilderberg e presidente europeo della Trilaterale, il gruppo neoliberista di speculatori fondato da Rockfeller che sta rovinando l’Europa e primariamente l’Italia. Così abbiamo avuto l’aumento delle tasse, la Fornero e il suo attacco al mondo del lavoro col debito che aumentava di 180 miliardi, la protezione di Clio ai Riva, il No deciso di Monti alla separazione delle banche d’affari da quelle di investimento, il No alla tassazione dei derivati e a un controllo sulle banche, e un primo atto di governo in cui Monti dava alla banca newyorkese Morgan Stanley 2 miliardi e 567 milioni di euro. A Monti Napolitano ha fatto seguire il docile Letta, vicepresidente della Aspen, altro esecutore del Bilderberg che ha portato avanti il patto con Berlusconi, il contratto sindacale unico, i regali alle banche, la svendita del patrimonio pubblico (Poste ecc.). Ma, di fronte al malcontento popolare, eccoci al gradino più basso: il debole Letta non basta più, va troppo piano nello smantellamento dell’Italia e così, dopo 10 mesi, se ne progetta il rapido assassinio, prendendo come sicario il rampante e ambiziosissimo Renzi, il cui pedigree non sta certo nei pochi voti presi (un partito del 5,5% non significherebbe nulla in Italia) ma nei 100 punti di un programma fatto da Gori (il programmista di Berlusconi), in cui si delinea un perfetto piano di estrema dx che piace molto al sistema finanziario come piacerà di sicuro alla P2: cancellazione dei diritti del lavoro e dello stato sociale, privatizzazione totale di beni e servizi, nessun sistema elettorale con preferenze ma anzi abolizione graduale dell’elezione democratica (Province, Senato…) in vista della trasformazione della repubblica da parlamentare a presidenziale, mentre Napolitano si dà da fare tentando (finora bloccato dai 5 stelle) di abolire l’art.139 della Costituzione, per trasformarla da rigida a flessibile e mette su la sceneggiata dei famigerati ‘saggi’ per cambiare in un colpo solo mezza Costituzione (secondo la ‘direttiva’ della prima banca d’affari USA: la Goldman Sachs)... Quando Grillo avanza la messa in stato di accusa del PdR, i partiti lo difendono compatti ridicolizzandolo. Ma intanto Renzi come primo atto va a prendere ordini dalla Merkel e stringe i rapporti con B, sia direttamente che tramite Verdini che sembra lo abbia finanziato con 4 milioni di euro e lo ‘allevi’ dal 2009, cioè da 4 anni, come ‘cavallo di Berlusconi’.
Insomma la politica italiana sembra diventata un fatto privato tra Napolitano, Berlusconi, Monti-Letta e ora Renzi (con Prodi e De Benedetti nell’ombra), mentre i veri protagonisti nemmeno compaiono sui media italiani e sono: il sistema bancario-finanziario e la Trilaterale che ne è a capo.
Ed ecco il Financial Times che mette in difficoltà Napolitano e lo fa ad opera di un giornalista americano, il che fa temere piani anche peggiori. E per la prima volta abbiamo una lievissima critica fatta da Napolitano al Parlamento europeo all’austerity che ci sta massacrando. Siamo a 2 mesi dalle elezioni europee, con l’euro criticato solo del M5S, che solo per questo è il granellino di sabbia del sistema.
Appena Friedman parla, Napolitano che ha sempre sostenuto Letta, capisce che non può più continuare e Letta cade. Il Pdr non perde nemmeno tempo a sentire i partiti, li ignora, ignora anche e soprattutto il M5S che è il 2° partito italiano e rappresenta 9 milioni di elettori, sente solo il Pd e lo fa a nomina avvenuta, seguendo il nuovo diktat internazionale.
Scrive Pietro Ancona: “20 anni di berlusconismo non sono stati sufficienti a prepararci allo spettacolo del Segretario del Partito che pugnala alla gola il Capo del Governo del suo stesso partito, assistito da un vecchio cinico che abita il Quirinale”.
Il totoministri di Renzi a questo punto è una buffonata. I poteri turbocapitalisti sanno già chi mettere, magari la figlia di quel Reichlin economista liberista scelto dalla banca d’Inghilterra, sicuramente non saranno persone atte a fare gli interessi nostri e sicuramente saranno iperliberisti, per darci il governo più di dx mai visto in Italia, col consenso del Pd e di Sel, naturalmente, per la regola del “Tengo famigghia e poltrona”. Dopo di che la spoliazione dell’Italia sarà una cosa seria. E’ diventato risibile anche nemmeno parlare di processi per la compravendita di singoli parlamentari, stiamo assistendo al più grande mercato che la politica abbia mai fatto di se stessa: un intero parlamento e governo che si vendono in blocco al massimo aggressore!
Come diceva Ferrara: “La politica si basa sul ricatto”. Non sempre sui reati passati, spesso su quelli futuri.
Il Financial Times ha minacciato Napolitano e ha avuto il suo scalpo: porterà Renzi al governo nel modo più antidemocratico che si possa immaginare. Renzi sarà Capo del Governo per la resa ‘bulgara’ di 136 persone nel più avvilente suk politico della storia della Repubblica italiana.
Come dice Pietro Ancona: “Siamo lontani mille km dalla Costituzione e dalla prassi consolidata che regola le crisi di governo. Siamo lontani dalla democrazia”.
leggi tutto DEFENESTRAZIONE IN STILE MAFIOSO ( http://masadaweb.org )
18 febbraio 2014
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un Palazzo privo di fondamenta
Il giro delle finzioni
Tutti i politici di uno Stato che pretende di far parte della società democratica dell’Occidente avrebbero dovuto dimettersi immediatamente all’annuncio dell’incostituzionalità della legge in base alla quale erano stati eletti. Il capo del governo a sua volta, subito dopo le dimissioni, avrebbe dovuto dichiarare che sarebbe rimasto in carica per indire immediate elezioni e per gli affari urgenti. La finzione con la quale invece gli organi istituzionali hanno deciso di ignorare la delibera della Consulta continuando a fare decreti e progetti a lungo termine ha dato il colpo di grazia ad uno Stato che viveva già da anni al di fuori delle regole costituzionali assecondando le iniziative in tal senso del Presidente della Repubblica. Per gli italiani questo ha significato perdere ogni fiducia e ogni stima non soltanto verso i rappresentanti, ma verso gli uomini che avrebbero dovuto incarnarli. Qui non si tratta di ruberie, di favoritismi, di sprechi cui si è ormai rassegnati: l’annuncio dell’incostituzionalità e quindi dell’invalidità di tutto il meccanismo istituzionale su cui si regge la Repubblica è stato una bomba che ha suscitato un senso di vero e proprio sgomento. Tutti si sono chiesti come ciò sia potuto avvenire. Come sia stato possibile malgrado gli innumerevoli controlli di costituzionalità che ogni legge subisce passando attraverso le Commissioni addette a questa verifica sia alla Camera che al Senato fino alla firma del Presidente della Repubblica. Tutti si sono chiesti come mai non se ne siano accorti i numerosi avvocati e magistrati presenti in Parlamento del calibro di Violante, Di Pietro, Grasso i quali ovviamente la Costituzione la conoscono a memoria; come mai non se ne sia accorto il foltissimo gruppo di esperti che al Quirinale assiste il Capo dello Stato in tutto quello che firma proprio perché è la sua firma che ne garantisce la costituzionalità. Tutte persone retribuite dagli italiani che hanno mancato al loro compito e che non hanno fatto neanche il gesto di dimettersi.
Non ci si meravigli delle condizioni di asfissia politica, sociale, economica in cui viviamo: qui si tratta di un Palazzo privo di fondamenta, che fa parte di tutto un insieme privo di fondamenta e che si regge sulla finzione. Anche l’Unione europea infatti è un palazzo privo di fondamenta; un castello di carte, un “bluff”, come l’ha definito con assoluta precisione il Prof. Lucio Caracciolo e la crisi dell’euro ne è soltanto la conseguenza più visibile. È stato con un’ enorme truffa verso gli italiani che sono stati firmati i trattati di adesione all’Ue servendosi dell’articolo 11 della Costituzione. Questi trattati sono invalidi sia perché l’articolo 11 è stato formulato (su suggerimento del banchiere Luigi Einaudi) appositamente per poter scippare i cittadini dell’indipendenza e della sovranità monetaria senza chiedere il loro parere, sia perché la rinuncia alla sovranità e all’indipendenza non è questione di normale politica estera: uno Stato vi si piega soltanto se costretto dal vincitore di una tragica guerra. Tutte le istituzioni dell’Ue sono finte, o meglio sono truffaldine. Non essendo uno Stato, l’Ue non ha il potere per dare la “cittadinanza”: la tanto vantata cittadinanza europea è quindi invalida, un orpello, un vetro di bigiotteria. Né si creda che i politici non sappiano che lo Stato europeo non esiste: per questo la Bce è una banca privata, non dipende dall’Ue. Lo stesso discorso vale per il “parlamento europeo”: il nome è una finzione; non è un parlamento perché non fa le leggi e non fa le leggi perché l’Ue non è uno Stato. Bisogna quindi dichiarare invalidi tutti i trattati europei e rifiutarsi di votare per un falso parlamento, non permettendo, come i politici hanno furbescamente intenzione di fare, che queste elezioni vengano indette insieme alle elezioni nazionali. Si vada al voto subito: questa è l’unica cosa che può forse rimettere in piedi uno Stato che possa ancora definirsi uno Stato.
Ida Magli
Roma, 16 dicembre 2013
Tutti i politici di uno Stato che pretende di far parte della società democratica dell’Occidente avrebbero dovuto dimettersi immediatamente all’annuncio dell’incostituzionalità della legge in base alla quale erano stati eletti. Il capo del governo a sua volta, subito dopo le dimissioni, avrebbe dovuto dichiarare che sarebbe rimasto in carica per indire immediate elezioni e per gli affari urgenti. La finzione con la quale invece gli organi istituzionali hanno deciso di ignorare la delibera della Consulta continuando a fare decreti e progetti a lungo termine ha dato il colpo di grazia ad uno Stato che viveva già da anni al di fuori delle regole costituzionali assecondando le iniziative in tal senso del Presidente della Repubblica. Per gli italiani questo ha significato perdere ogni fiducia e ogni stima non soltanto verso i rappresentanti, ma verso gli uomini che avrebbero dovuto incarnarli. Qui non si tratta di ruberie, di favoritismi, di sprechi cui si è ormai rassegnati: l’annuncio dell’incostituzionalità e quindi dell’invalidità di tutto il meccanismo istituzionale su cui si regge la Repubblica è stato una bomba che ha suscitato un senso di vero e proprio sgomento. Tutti si sono chiesti come ciò sia potuto avvenire. Come sia stato possibile malgrado gli innumerevoli controlli di costituzionalità che ogni legge subisce passando attraverso le Commissioni addette a questa verifica sia alla Camera che al Senato fino alla firma del Presidente della Repubblica. Tutti si sono chiesti come mai non se ne siano accorti i numerosi avvocati e magistrati presenti in Parlamento del calibro di Violante, Di Pietro, Grasso i quali ovviamente la Costituzione la conoscono a memoria; come mai non se ne sia accorto il foltissimo gruppo di esperti che al Quirinale assiste il Capo dello Stato in tutto quello che firma proprio perché è la sua firma che ne garantisce la costituzionalità. Tutte persone retribuite dagli italiani che hanno mancato al loro compito e che non hanno fatto neanche il gesto di dimettersi.
Non ci si meravigli delle condizioni di asfissia politica, sociale, economica in cui viviamo: qui si tratta di un Palazzo privo di fondamenta, che fa parte di tutto un insieme privo di fondamenta e che si regge sulla finzione. Anche l’Unione europea infatti è un palazzo privo di fondamenta; un castello di carte, un “bluff”, come l’ha definito con assoluta precisione il Prof. Lucio Caracciolo e la crisi dell’euro ne è soltanto la conseguenza più visibile. È stato con un’ enorme truffa verso gli italiani che sono stati firmati i trattati di adesione all’Ue servendosi dell’articolo 11 della Costituzione. Questi trattati sono invalidi sia perché l’articolo 11 è stato formulato (su suggerimento del banchiere Luigi Einaudi) appositamente per poter scippare i cittadini dell’indipendenza e della sovranità monetaria senza chiedere il loro parere, sia perché la rinuncia alla sovranità e all’indipendenza non è questione di normale politica estera: uno Stato vi si piega soltanto se costretto dal vincitore di una tragica guerra. Tutte le istituzioni dell’Ue sono finte, o meglio sono truffaldine. Non essendo uno Stato, l’Ue non ha il potere per dare la “cittadinanza”: la tanto vantata cittadinanza europea è quindi invalida, un orpello, un vetro di bigiotteria. Né si creda che i politici non sappiano che lo Stato europeo non esiste: per questo la Bce è una banca privata, non dipende dall’Ue. Lo stesso discorso vale per il “parlamento europeo”: il nome è una finzione; non è un parlamento perché non fa le leggi e non fa le leggi perché l’Ue non è uno Stato. Bisogna quindi dichiarare invalidi tutti i trattati europei e rifiutarsi di votare per un falso parlamento, non permettendo, come i politici hanno furbescamente intenzione di fare, che queste elezioni vengano indette insieme alle elezioni nazionali. Si vada al voto subito: questa è l’unica cosa che può forse rimettere in piedi uno Stato che possa ancora definirsi uno Stato.
Ida Magli
Roma, 16 dicembre 2013
1 gennaio 2014
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cir·con·ven·zió·ne
È vero che talvolta occorre cambiare qualche legge. Ma il caso è raro; e quando avviene, bisogna ritoccarle con mano tremante: con tanta solennità e con tante precauzioni che il popolo debba concluderne che le leggi sono veramente sante; e soprattutto con tanta chiarezza che nessuno possa dire di non averle capite.
Montesquieu
6 maggio 2013
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fattore napolitano
Ovvero sulla proprietà commutativa degli elettori del pd e del pdl
se p + d = p + d + l l = 0 la libertà è uguale a zero se pd = pdl l = 1 la libertà è uguale a uno*
* solo uno sarà veramente libero, che sia napolitano o berlusconi il risultato non cambia.
Anche cambiando il loro voto, gli elettori, la crosta è sempre la stessa.
Prima c'era napolitano adesso c'è napolitano
Prima c'era monti sostenuto da pd e pdl
Adesso c'è la loro bella testa di legno sostenuta da pd, pdl e monti.
Povero paese tutto corruzione, mafia, mediocrità e tv; se loro sono i rappresentanti di tutto ciò hanno di che esserne fieri.
Se fosse stato per energumeni come questi la Civiltà, la Storia e la Cultura in questo paese non sarebbero mai nate.
Viva il cambiamento, work in regress.
p.s.:
L'Italia fu una Repubblica democratica, fondata sul lavoro**.
La sovranità appartenne al popolo, che la esercitò nelle forme e nei limiti della Costituzione.
**Primo maggio:
Si tengono feste e concerti in molti luoghi per ricordare che nel passato il lavoro nobilitava l'uomo ed era condizione necessaria per la dignità dello stesso, come lavoratore, quindi parte integrante di una società civile
oramai è rimasto il 121º giorno del calendario gregoriano e mancano 244 giorni alla fine dell'anno.
letta e ri-letta, intelligimus la mafia non esiste è semplicemente uno stato mentale.
30 aprile 2013
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la costituzione inesistente
Articolo 32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Nell'ordinamento italiano, per Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si intende il complesso delle funzioni e delle attività assistenziali svolte dai servizi sanitari regionali, dagli enti e istituzioni di rilievo nazionale e dallo Stato, volte a garantire la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana.
Una volta avevamo politici che facevano affari. Oggi abbiamo affaristi che fanno politica. Gino Paoli, su Corriere della sera, 2005
28 novembre 2012
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Articolo 41 : quegli strani ospiti di palazzo chigi
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Un professore è uno che parla nel sonno altrui.Wystan Hugh AudenLa differenza tra professori Ordinari e professori Straordinari consiste nel fatto che gli ordinari non fanno nulla di straordinario e gli straordinari non fanno niente che sia anche solo ordinario.Sigmund FreudNon si può chiedere ad un professore di pensare: egli insegna, è già molto.Jean JosipoviciIl professore universitario è spesso un primo della classe, cioè un immaturo.Antonio La PennaIl professore di lingue morte si suicidò per parlare le lingue che sapeva.Leo Longanesi"E lei, professore, mantenga le promosse!".Mino Maccari
Queste due malattie italiane: l'avvocato e il professore.Filippo Tommaso MarinettiCi sono uomini colti persino tra i professori.Giuseppe Prezzolinima i professoroni che versione hanno della costituzione? forse l'edizione bignami?
14 novembre 2012
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il muro mentale è uno specchio sporco
in questo paese la mentalità mafiosa è un muro che divide i cittadini dalle istituzioni
quel napolitano , che ne è rappresentante, è solidale'ma mi faccia il piacere' con i lavoratori nelle miniere (il vero caveau delle banche, i soldi sono solo alberi trasformati in niente, i soldi sono solo una convenzione, ciò che c'è nella terra no) che sono cittadini
un altro muro divide i cervelli elastici da quelli ingessati (la televisione è una nervatura importante, la televisione non è una finestra sul mondo ma una finestra finta)
poi c'è lo specchio, perdersi lì può essere solo un problema di tempo e di applicazione ma la perseveranza potrebbe farci costruire un muro pietra dopo pietra come quello che hanno costruito, con la nostra complicità ignorante, intorno a noi,
quindi decidere se guardare al di là o andarci , adesso possiamo scegliere. forse, copyright permettendo! ovvero lo schifo non ha confini. ma noi andremo avanti lo stesso!
30 agosto 2012
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articolo 1: l'italia s'inFiomma
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« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »
(Articolo 1 della Costituzione Italiana)
9 marzo 2012
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Ailati: l'italia allo specchio.
Non siamo in guerra ,
non siamo governati da criminali,
abbiamo una libera informazione,
non inquiniamo,
non siamo razzisti,
siamo uno stato laico,
non siamo corrotti,
non siamo mafiosi,
sosteniamo la scuola e la ricerca
siamo un paese che evolve,
non siamo ignoranti,
siamo rispettosi delle regole,
rispettiamo il prossimo,
non siamo mammoni,
rispettiamo le donne,
il lavoro (nero) non manca,
siamo un popolo unito,
non siamo il paese di "parentopoli",
rispettiamo la costituzione e la legge.
Siamo praticamente perfetti.
Un paese in cui vivere (male)!
25 marzo 2011
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processatelo!
Berlusconi a giudizio per entrambi i reati
Inizierà il 6 aprile prossimo alle 9.30 davanti ai giudici della quarta sezione penale di Milano il processo a carico di Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile della giovane Ruby. Lo ha deciso il gip di Milano.. continua su repubblica.it
Il Gip: "Sussiste evidenza della prova"
Art.: 317 - Concussione
Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualita' o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilita', e' punito con la reclusione da quattro a dodici anni (1). (1) Articolo cosi' sostituito dalla L. 26 aprile 1990, n. 86. link
Art.: 600-bis - Prostituzione Minorile(1)
Chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da €15.493 a €154.937. Salvo il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a € 5.164.(2) Nel caso in cui il fatto al secondo comma sia commesso nei confronti di persona che non abbia compiuto gli anni sedici, si applica la pena della reclusione da due a cinque anni.(2) Se l’autore del fatto di cui al secondo comma è persona minore di anni diciotto si applica la pena della reclusione o della multa, ridotta da un terzo a due terzi.(2) (1)Art.inserito ex l. 3/8/1998 n.269;(2)Comma secondo così sostituito ex l. 6/2/2006 n.38 link
La Costituzione
Principi fondamentali
Articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
15 febbraio 2011
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"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione"
IL GIUDICE NATURALE
di Guido ScorzaI cittadini accusati di prostituzione minorile e concussione li processa il Tribunale ordinario competente per territorio. Ma il Premier esige di esser giudicato dal Tribunale dei Ministri
L'art. 25 della nostra costituzione prevede che "nessuno può essere distolto dal Giudice naturale precostituito per legge". È sin troppo evidente che, i nostri padri costituenti - specie in relazione al periodo postfascista nel quale ponevano mano alla costituzione - con l'espressione "nessuno" abbiano inteso far ririmento a tutti i cittadini, Premier incluso. Si tratta di un principio fondamentale che rappresenta, ad un tempo, garanzia del cittadino nei confronti del potere ... continua
13 febbraio 2011
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Diaspora
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"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione"
chi detiene il potere tende ad abusarne
Crisi della politica e riforme costituzionali. Intervista al prof. Paolo Veronesi di Vito Todeschini - Megachip
“Non lo si dice ufficialmente e a cifra tonda, perché il momento è, o sembra, ancora quello dell’incubazione. La covata è a mezzo. L’esito non è scritto. La Costituzione del ‘48 non è abolita. Ma è sottoposta a erosioni e svuotamenti di cui nessuno, per ora, può conoscere l’esito. Forze potenti sono all’opera per il suo superamento, ma altre forze possono mobilitarsi per la sua difesa. La Costituzione è in bilico”. Con queste parole Gustavo Zagrebelsky ci mette in guardia da ciò che, in modo latente, sta avvenendo: un attacco serrato, continuo, bipartisan alla Costituzione. Il potere sta tentando di superare quel che considera un ostacolo, e lo fa in maniera soft, cercando di convincerci a mezzo stampa e TV che sono necessarie grandi riforme costituzionali per adeguare la nostra Carta fondamentale ai tempi correnti.
Attraverso le parole di un costituzionalista, allora, vogliamo dissolvere i luoghi comuni utilizzati per colpire il tessuto di garanzie su cui poggia quella che insistiamo a chiamare democrazia.
Allo stesso tempo, però, è d’obbligo una riflessione. Se siamo arrivati a questo punto la responsabilità è anche di noi cittadini: è nostro compito, infatti, iniziare a prenderci cura della Costituzione, imparare a comprenderla e a difenderla, poiché ha un fortissimo valore etico-politico. Frutto del “velo di ignoranza”, quando ogni forza politica ha agito ponendosi nella prospettiva della minoranza, essa è costruita su un delicato gioco di diritti e garanzie, di poteri e contropoteri.
La ragione fondamentale per cui dobbiamo batterci in sua difesa è proprio questa: la Costituzione è il fronte più avanzato di resistenza contro ogni tipo di potere oppressivo.
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26 marzo 2009
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