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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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Gerontocrazia. Il sistema economico che paralizza l'Italia

di Sandro Catani

400 persone occupano le poltrone che contano del potere economico italiano: le principali banche e assicurazioni, le imprese quotate alla Borsa di Milano, le aziende pubbliche, i vertici del sistema cooperativo, i grandi studi legali, le società di consulenza strategica. Hanno alcune caratteristiche in comune: sono maschi, detengono molti incarichi, i loro guadagni continuano a essere elevati mentre la gran parte degli italiani si impoverisce, e la loro età media è prossima ai 70 anni. Ancor più della vituperata classe politica o burocratico-amministrativa, essi rappresentano un sistema bloccato che accompagna il declino dell'Italia. In forza di una lunga esperienza nel mondo dell'economia e della finanza, Sandro Catani svela il funzionamento della comunità italiana degli affari e le ragioni strutturali dei nostri ritardi, descrivendo un mondo gerontocratico in cui le relazioni contano più del merito, il ricambio generazionale procede lentamente e solo per cooptazione, e il nepotismo rappresenta una pratica comune e accettata. La ricostruzione delle nostre debolezze si alterna però a esempi di leader illuminati del presente e del passato, capaci di innovare e competere, vincendo, sul mercato globale. "Gerontocrazia" ci offre così un'immagine severa di un'Italia in cui le forze conservatrici si scontrano con le spinte positive delle nostre eccellenze, ma allo stesso tempo indica con fiducia la strada da seguire per realizzare un profondo cambiamento culturale.

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non avevo idea se stessi realmente andando da qualche parte

L’ITALIA TI SPEZZA IL CUORE
Italy Breaks Your Heart
Frank Bruni -The New York Times
Chiedete agli studenti italiani cosa li attende dopo la laurea e faranno spallucce. Chiedete ai loro genitori come e quando l’Italia arriverà a un punto di svolta e otterrete la stessa espressione disorientata. Senti meno fiducia nel domani.
Ho osservato il malcontento italiano attraverso un filtro di disincanto americano, interpretandolo come un monito. L’Italia è il risultato di ciò che succede quando un paese sa benissimo quali sono i suoi problemi, ma non riesce a trovare disciplina e volontà per risolverli. E’ ciò che accade quando disfunzioni politiche vanno per le lunghe e un buon governo diventa un miraggio, un mito, una barzelletta. L’Italia si appoggia sulle sue fortune fenomenali anziché costruire su di di esse, perdendo la presa su un’economia globale che ha concorrenti più agguerriti.
Suona familiare? C’è così tanta bellezza e potenziale qui, e così tanto spreco. L’Italia ti spezza il cuore. E non dipende tutto da Silvio B. La sua condanna per frode fiscale, insieme al divieto di detenere un ruolo pubblico per diversi anni, non hanno portato quel senso di sollievo e nuovo inizio che ci si potrebbe aspettare. Ha piuttosto costretto gli italiani a riconoscere che mentre lui sprecava tempo, peggiorando la situazione e restando una ridicola, caricaturale distrazione, i problemi alla base del paese (le regole eccessive ed una burocrazia rococò che soffoca le imprese, un sistema chiuso di favoritismi che isola le iniziative, la corruzione e il cinismo dilaganti) diventavano insormontabili.
Nel 2° quadrimestre del 2013, il debito pubblico italiano è cresciuto del 133% rispetto al prodotto interno lordo: il 2° più alto nella eurozona, seguito solo dalla Grecia. Il calo del PIL di circa l’8% dal picco pre-crisi è peggiore di quello di Spagna o Portogallo. Non c’è stato ancora un recupero significativo. Ma non c’è bisogno di citare i numeri per misurare la deriva italiana. Basta scendere dal treno ad alta velocità (spettacolare) o lasciare l’autostrada e viaggiare sulle strade secondarie, che cadono a pezzi.
Ernesto Galli della Loggia si rammaricava degli “anni e anni di paralisi” del paese, durante i quali una sorta di gerontocrazia ha impedito qualunque meritocrazia. È stato attento nel sottolineare che mentre l’Italia si “disfaceva lentamente, precipitava negli abissi”.
Per l’assenza di direzione dell’Italia, ho scoperto una metafora quasi troppo facile e calzante: la causa sono quei segnali stradali che non possono essere più decifrati, poiché la trascuratezza, l’erba incolta e i rami li hanno coperti. Sfrecciavo vicino meraviglie del passato e del suo splendore – e non avevo idea se stessi realmente andando da qualche parte.
..

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Difficile parlare bene di un uomo così.

CHI E’ NAPOLITANO

Viviana Vivarelli

Napolitano ha firmato per sette anni tutto quello che Pd e Pdl hanno voluto, anche leggi incostituzionali o che ledono i diritti di un Paese democratico.
Una sola volta in 7 anni ha rimandato una legge alle Camere
E’ l’uomo perfetto che non dà noia alla Casta. Del resto lo dichiarò lui stesso che rimandare una legge alle Camere era inutile tanto avrebbero potuto rivotarla di nuovo. Così ha ignorato il suo alto compito di garante della democrazia e di tutore della Costituzione. Una sola volta ha rinviato nel 2010 una legge mostruosa sul lavoro su “conciliazione e arbitrato nelle controversie individuali” e “la responsabilità per le infezioni da amianto”
Napolitano è quello che ha firmato tutte le leggi ad personam di Berlusconi, anche quelle bocciate poi dalla Consulta perché anticostituzionali, come il Lodo Alfano che sospendeva i processi delle maggiori cariche dello Stato finché in carica, ed è chiaro dunque perché Napolitano piaccia a Berlusconi. Persino Ciampi lo criticò dicendo: “Il capo dello Stato, tra i suoi poteri, ha quello della promulgazione. Ma, se una legge non va, non deve firmarla. E non può usare come giustificazione dire che, se il Parlamento riapprova la legge respinta, il Presidente è poi costretto a firmarla. Il suo dovere è di non promulgarla in prima lettura”. Ma Napolitano ha sempre firmato con la massima fretta qualunque porcheria, senza nemmeno aspettare il mese concessogli dalla Costituzione, e dimostrandosi perfettamente omologato alla Casta.
Anche per il legittimo impedimento nel 2010, presentato da Berlusconi per rendersi impunibile, Napolitano firmò e poi arrivò la bocciatura della Consulta per incostituzionalità.
Firmò anche la legge sullo scudo fiscale, criticato da Di Pietro, mentre il Pd prendeva le difese di Napolitano.
Va ricordato, comunque, che prese duramente posizione contro altre norme, come quella sulle intercettazioni o sul secondo Lodo Alfano e si mise contro sul caso Englaro, quando si oppose ad un provvedimento considerato incostituzionale.
In 7 anni Napolitano non ha mai inviato un solo messaggio alle Camere.
Ha usato la grazia in modi molto dubbi:
per il medico Piscitelli che aveva ucciso il figlio autistico,
per Ovidio Bompressi, l’assassino di Calabresi,
per Sallusti condannato per diffamazione,
e, recentemente, per il colonnello americano Joseph Romano, condannato per il rapimento di Abu Omar.
Ha bloccato l’iter processuale di Bruno Contrada.
In sette anni ha nominato un solo senatore a vita: Mario Monti, per dar via a un governo delle banche scippando il popolo italiano delle legittime elezioni.
-Dobbiamo a Napolitano il famigerato governo dei tecnici bocconiani (governo perverso dei magnati, della casta e delle banche), che ha rovinato totalmente il nostro Paese, governando senza equità né democrazia secondo criteri ultraliberisti.
-E’ stato lui che ha permesso in Costituzione la tagliola del pareggio del bilancio e sugli enti locali quello del patto di stabilità, senza che si facesse nessuna delle riforme che l’Europa aveva chiesto per lo sviluppo di questo Paese.
-E’ stato lui che ha firmato e garantito tutti gli atti dissennati di Monti e della sua compagine governativa, più scellerata di lui.
-E’ stato Napolitano che, pur essendo il garante della legge e il capo della magistratura, non ha aperto bocca quando il Ministro Clini ha calpestato una sentenza contro i padroni dell’Ilva o Marchionne ha negato i diritti del lavoro.
-E’ stato sempre lui che ha costretto alle dimissioni De Magistris, dopo l’inchiesta sui 20 miliardi di fondi europei rubati dai partiti in Calabria,
-e che si è scontrato con la procura di Palermo perché non si svelasse l’infame patto tra Stato e mafia, costringendo il pm Ingroia ad andarsene dalla procura di Palermo, dopo che erano emerse telefonate scottanti con Mancino che chiedeva protezione a Napolitano per sospetti di collusioni mafiose.
-e sempre lui ha preteso la distruzione delle telefonate intercettate, imponendo che le telefonate del Capo dello Stato non vengano mai esaminate.
A seguito di questi vergognosi fatti, Ingroia decise di andarsene dall’Italia e il consigliere di Napolitano ebbe un infarto.
-Infine la caduta di Monti avviene per dimissioni e non con voto di sfiducia. E, malgrado ciò e malgrado il basso consenso elettorale riscosso da Monti, Napolitano ha compiuto tutti i suoi atti successivi consultandolo e ignorando il 2° partito del parlamento: il M5S, contro cui ha sempre un manifestato un odio assoluto, mentre si è inventato i 10 saggi (sempre senza il M5S) come espediente per arrivare alla nomina presidenziale, senza riforma elettorale né nuove elezioni.
Difficile parlare bene di un uomo così.

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vota montitonti

ed anche l'articolo 36 andrà a farsi fottere

La Costituzione Parte I Diritti e doveri dei cittadini

Titolo III Rapporti economici

Articolo 36

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

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largo ai giovani (mafiosi)

le più alte cariche dello stato ( la s maiuscola la metterò quando saranno veramente alte)

Giorgio Napolitano      87

Renato Schifani            62

Gianfranco Fini             60

Mario Monti                   69

Alfonso Quaranta          76

Carlo Azeglio Ciampi    92
--------------------------------
totale                               446                      età media 74 anni e 4 mesi

i latitanti mafiosi più pericolosi ( han provato a cercarli a casa loro?)

Marco Di Lauro                   32
Pasquale Scotti                    54
Matteo Messina Denaro    50
Giovanni Motisi                   53
Domenico Condello            56
Giuseppe Giorgi                  51
-------------------------------------
                                               296              età media 49 anni e 4 mesi

differenza 150 (ovviamente i numeri indicano gli anni)

queste istituzioni ormai vecchie e derelitte impediscono ai giovani di buona volontà di affermarsi a discapito di giovani dalla mentalità mafiosa quindi senza anima ( in senso psicologico non certo religioso ) che sicuramente sono ben rappresentati dalle istituzioni italiane di questi ultimi decenni.
le varie mafioserie si stanno scatenando per rimpasti gattopardeschi,forza mafia!

continua ...

questi magnifici professori saranno mica affetti da demenza senile ¿

sanno chi è Montesquieu ¿

In generale sono oggi denominati dittature i regimi che, in contrasto con il principio di separazione dei poteri, concentrano gli stessi in un solo organo, monocratico o collegiale

continua ...

sillogismo popolare

stato -------------------> mafia

mafia -------------------> stragi

stragi ------------------> stato

e se lo stato rappresentato da falcone e borsellino è morto nel 1992

chi o cosa governa oggi l'Italia ¿

monti e napolitano ne sono i rappresentanti

bella gentaglia

p.s.: scusa c'hai mica una trattativa che ti avanza ¿

continua ...

l'italia è un paese per/di vecchi, mafiosi, morti

E ti diranno parole rosse come il sangue,
nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo
non lasciarlo andare sogna fino in fondo,
fallo pure te..
Sogna, ragazzo sogna
quando cade il vento ma non è finita
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu
Sogna, ragazzo sogna
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu...

Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre
perchè hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni,
passerrà l'amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu...

Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo
nella mia memoria,
tante volte tanti
dentro questa storia:
non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso
a quella poesia,
puoi finirla tu.


guarda che quel mario molti è uno spacciatore di cazzate mafiose
in italia bisogna distinguere i professori.

prima si diventa maestri ( quelli che han dato l'esempio ) solo dopo si diventa altro

Ahimè! Ah vita! di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei di senza fede, di citta piene di sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero, (perchè chi più sciocco
di me, e chi più senza fede? )
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica intorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti
nodi,
la domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre-Che cosa
c'è di buono in tutto questo, ahimè, ah vita!

Risposta
Che tu sei qui - che esiste la vita e l'individuo,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.

continua ...

monti e napolitano in vacanza ...

... con l'amico matteo che va a messina e sicuramente si porterà il denaro

che italia meravigliosa questa

come rinunciare a queste teste veramente glandi ¿

Il glande (definito popolarmente "cappella", per l'analoga forma dell'apice nei funghi) è la struttura sensitiva apicale di forma bulbare-semiconica che si trova all'estremità distale del pene.

continua ...

nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina