L'italia degli italioni mostra la sua vera faccia perdente, ipocrita, fallita, squallida e corrotta.
SonoIoLaVostraIllusioneOscena
BastaEssereRealmenteL'UltimoS.....oComeOgniNanoIgnorante
p.s.: e gli italiani stanno a guardare !
italioni
L'italia degli italioni mostra la sua vera faccia perdente, ipocrita, fallita, squallida e corrotta.
il popolino del liberticida in un 'Groviglio di interessi'
Berlusconi riesce sempre a cavarsela Pubblicato sabato 28 marzo 2009 in Olanda [de Volkskrant]
Sorprendente come i cittadini e i media accettino in massa le sue bugie
Da corrispondente in Italia mi sento spesso come Keanu Reeves nel film The Matrix, o Jim Carrey nel Truman Show. È una sensazione spaventosa: vivere e lavorare in una democrazia dell’Europa Occidentale che fu tra i fondatori dell’Unione Europea e fa parte di prominenti forum internazionali come il G8, e ciò nonostante sentirsi come i personaggi che lottano in angosciosi film su illusione e realtà.
Ma l’Italia di Silvio Berlusconi ne dà tutto il motivo. Quindici anni dopo l’ingresso di Berlusconi nella politica italiana, il paese si allontana sempre piú dai valori democratici essenziali.
Neo (Reeves) e Truman Burbank (Carrey) in The Matrix e The Truman Show si rendono conto che il loro intero ambiente vive secondo la sceneggiatura di un regista onnipotente. Però non vedono la loro sorpresa e preoccupazione al riguardo riflessa in alcun modo nella reazione delle persone che li circondano; tutti si comportano esattamente come se non succedesse niente di strano, o semplicemente non se ne rendono conto. Chi cerca di seguire e di capire la politica e la società in Italia inevitabilmente avrà la stessa esperienza.
Corrotto
Il raffronto si è imposto all’attenzione molto chiaramente il mese scorso. Nel pomeriggio di martedì 17 febbraio è apparsa sui siti dei principali giornali italiani una notizia dal titolo: ‘David Mills è stato corrotto’: condannato a 4 anni e sei mesi.
Riguardava una notizia esplosiva: il tribunale di Milano aveva riconosciuto l’avvocato britannico David Mills colpevole di corruzione per aver accettato 600 mila dollari da Silvio Berlusconi negli anni novanta, in cambio di rendere falsa testimonianza in due processi per corruzione istituiti contro l’imprenditore-politico. La sentenza contro Mills era altamente incriminante anche per il premier italiano dell’Italia, perchè se c’è un corrotto ci deve essere anche un corruttore.
Cose strane
Ma in Italia sono successe un paio di cose strane con questa notizia. Per iniziare diversi giornali hanno scritto la sentenza tra virgolette, come se si trattasse non di un fatto giuridico ma semplicemente di un’opinione personale da poter contestare con facilità. Ciò infatti è immediatamente successo.
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La mafia come metodo
"Mafia il contagio dilaga" 2 marzo 2009 in La Repubblica Palermo
Venerdì 27 febbraio, in un'aula della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Palermo piena di studenti e di professori ma anche di persone interessate al problema, il procuratore aggiunto della repubblica Roberto Scarpinato, il senatore del PD Giuseppe Lumia, il professore di Diritto Penale Giovanni Fiandaca e il professore di Storia Contemporanea Carlo Giuseppe Marino hanno presentato l'ultimo libro di Nicola Tranfaglia Perché la mafia ha vinto. Classi dirigenti e lotta alla mafia dall'Unità ad oggi edito dalla Utet Libreria nel 2008 e ora alla seconda edizione.
Ne è seguita una vivace discussione sulla situazione attuale e sugli aspetti più rilevanti della situazione politica ed economica attuale. Amelia Crisantina ha pubblicato due giorni dopo sulla cronaca palermitana de La Repubblica l'intervista che segue a Nicola Tranfaglia.
"Un titolo dell'ormai lontano 1991 - La mafia come metodo - è la premessa al libro di oggi: vi ritroviamo gli stessi interrogativi, sul filo di uno scoramento civile divenuto con gli anni sempre più allarmato. Le grandi questioni attorno a cui lo storico ha continuato a interrogarsi, nei quasi vent'anni che separano i due titoli, direttamente chiamano in causa i caratteri di fondo dello Stato nazionale. A partire dalle modalità della sua formazione. La conversazione con Tranfaglia prende il via dall'interrogativo su cui inciampa ogni ragazzo, non appena comincia a riflettere sui motivi dell'eterna emergenza italiana.
Perché la mafia si sviluppa in Italia, invece che negli altri Paesi europei?
Dipende dal modo in cui è avvenuta l'unificazione, soprattutto dalla storia del Mezzogiorno. Da come è stato governato il Mezzogiorno per secoli, generando delle componenti che dal Sud si sono poi diffuse in tutta la penisola.
Aveva ragione chi temeva lo "stile" meridionale?
Il Sud Ha conquistato il Nord, non c'è dubbio. Un certo modo di agire è stato trasferito al resto d'Italia
E lo Stato appena formato che ruolo aveva?
L'Italia unita ha governato il Sud come una colonia, considerandolo un paese inferiore. Si è dimostrato ai meridionali che lo Stato, come occasione di crescita civile, era assente. E che il dominio che veniva ad instaurarsi non era democratico.
Come si è presentato il mafioso per essere accettato?
Con un duplice volto, ha fatto da garante e da intermediario. La mafia militare è un aspetto eclatante del fenomeno, ma è un modo "visibile" di usare violenza. Ma i danni permanenti vengono creati dal radicarsi del metodo mafioso, adottato dai colletti bianchi per acquisire spazi di potere e che si diffonde al di fuori del suo habitat naturale.
La mafia come collante dello Stato italiano sin dal suo nascere. E' così?
La componente mafiosa è un aspetto centrale della nostra storia, anche se in genere gli storici italiani non hanno capito l'importanza di un fattore che avrebbe finito per condizionare molti altri elementi. E del resto si è studiato molto poco il carattere delle classi dirigenti italiane. Che sono state espressione di una società molto fragile, e non hanno avuto ostacoli nel comportarsi come si sono comportate.
I caratteri negativi le sembrano particolarmente presenti nella storia meridionale?
Escludo una ragione antropologica, le ragioni sono storiche. Derivano dal modo in cui si è sviluppato il potere, e dal rapporto tra classi dirigenti e popolazione. Alla fine ad affermarsi non è il modello che per comodità chiameremo europeo, legato all'osservanza delle regole. A vincere è un modello imperniato sul politico che chiede favori e, a sua volta, crea clientele.
Quindi la mafia come metodo di esercizio di potere?
Un metodo vincente, che si diffonde: la Sicilia è una regione importante nell'equilibrio del nuovo Stato unitario. Nel mio libro ho cercato di seguire le tracce di questo elemento fondamentale della storia politica italiana, a partire dall'Unità. E ho osservato il carattere di pervasività che il metodo mafioso assume nelle regioni in cui è dominante. Le tre mafie storiche dell'Italia nascono in Sicilia, Calabria e Campania: col tempo si è aggiunta la Puglia, in parte il Lazio. La Basilicata è l'ultima arrivata. Come cittadino mi chiedo se queste condizioni siano conciliabili con la nostra Costituzione, con l'idea che abbiamo della democrazia.
C'è stata l'avanzata di quella che nel 1876 Leopoldo Fianchetti chiamava "borghesia mafiosa" ?
Si, sullo sfondo della debolezza della tradizione democratica italiana. Non dimentichiamo che questa debolezza è stata una delle ragioni di fondo dell'affermazione del fascismo. Le classi dirigenti italiane hanno dimostrato una forte tendenza all'illegalità, Gramsci scriveva sul "sovversivismo" delle classi dirigenti. E una borghesia mafiosa che non ama la democrazia, né la competizione per merito.
Che cosa determina il puntuale fallimento dei movimenti antimafia?
La lotta contro le associazioni e i metodi mafiosi non è mai stata posta al centro della cultura democratica. Le lotte sono state delle reazioni, di fronte a episodi particolarmente gravi. Probabilmente non ci si è mai resi conto del potere inquinante del metodo mafioso, all'interno della vita sociale.
Un metodo che appare ben radicato. Siamo oltre il livello di guardia?
In Italia i metodi mafiosi si sono molto rafforzati negli ultimi quindici anni, penetrando le strutture dello Stato e delle istituzioni pubbliche. Oggi viviamo un momento di particolare vulnerabilità, la maggioranza di governo è percorsa da idee poco democratiche. L'esempio, il cattivo esempio viene dall'alto. L'egemonia culturale del sistema mafioso è un dato di fatto. Il metodo mafioso è arrivato in molte istituzioni, a partire dall'Università.
La lotta alla mafia viene demandata alla magistratura: ma è un compito della magistratura?
La repressione è necessaria, però non è sufficiente. Il vero problema non è legato ai singoli, e la magistratura persegue singoli reati. La vera emergenza è l'egemonia del metodo mafioso, che è terribilmente diseducativo. Come si fa a dire ai giovani di avere fiducia nelle istituzioni?
Bisogna ripartire dalla formazione delle classi dirigenti? Dall'educazione civica?
Anche dall'educazione civica. In Norvegia i ragazzini studiano educazione civica in modo intensivo, in Italia no. I risultati si vedono. Solo una lotta culturale può arginare il dilagare di un metodo: una lotta per la democrazia, che metta l'uguaglianza dei cittadini al centro della battaglia.
Le battaglie culturali sono lunghe e incerte...
Assistiamo alla costruzione pubblica di un diritto della disuguaglianza, con la depenalizzazione dei comportamenti criminali delle classi dirigenti e la criminalizzazione delle classi marginali. Solo con la consapevolezza democratica della necessità di una battaglia culturale per formare le nuove generazioni c'è la possibilità di vincere.
fonte: nicola tranfaglia .com
la mafia era prossima alla fine poi è arrivato berlusconi
la mafia sta con il potere
Italia mela marcia dell'Europa che per premier ha un ...*
L’Italia non merita di essere parte dell’Unione Europea
Pubblicato martedì 28 ottobre 2008 in Olanda [de Volkskrant]
L’ipocrisia con cui l’UE sta cercando di imporre i propri ‘valori e norme’ ad un paese come la Turchia, mentre mantiene al suo interno una mela marcia come l’Italia, toglie credibilità all’UE stessa.
Bisognerebbe provare ad essere immigrato in Italia. Ogni anno questo Paese xenofobo dell’UE
attua una strategia del terrore quando si tratta di immigrati: viene impiegato l’esercito per continuare a tenere in pugno gli immigrati, vengono deportati gli immigrati in regola senza lavoro, e a tutti i rom (anche ai bambini!) verranno in futuro prese le impronte digitali dando per scontato che questi inevitabilmente compiranno (prima o poi) atti criminali.
Non si lesina sulla violenza quando si tratta di immigrati, che spesso sono bersaglio di omicidi e maltrattamenti a sfondo razzista. Quindi al momento l’Italia è probabilmente il Paese più razzista dell’UE. Un Paese in cui i partiti al governo flirtano apertamente con il fascismo e in cui ad ogni angolo della strada si può comprare un calendario di Mussolini non si addice a quell’immagine civile, moderna e progressista di cui l’Europa va tanto fiera. Anzi, un futuro Paese dell’UE deve poter garantire la sicurezza alle proprie minoranze per poter essere ammesso all’Unione. Ma allora neanche quest’Italia fascistoide, con le sue politiche d’immigrazione tanto disumane, potrebbe diventarne membro.
* Un farabutto da caricatura...continua italia dall'estero
l'Italia ha un tumore maligno : berlusconi
Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa
di Elysa Fazzino.
Verdetto «imbarazzante» per Berlusconi, una sentenza che in molti Paesi farebbe tremare l'establishment politico, ma in Italia «non era nemmeno tra i titoli di testa del telegiornale della sera». La condanna dell'avvocato inglese David Mills è invece in evidenza sulle home page di molti siti britannici e oltreoceano attira l'attenzione del New York Times, che si stupisce: «La storia del giorno non era quella della corruzione, ma dell'espansione del potere di Berlusconi in Italia», con la vittoria in Sardegna e le dimissioni di Walter Veltroni.
Mills, si legge sul New York Times, è stato condannato per avere preso una mazzetta «in cambio di avere mentito per proteggere il Primo ministro». Berlusconi era co-imputato fino all'anno scorso – spiega il quotidiano Usa - quando ha fatto approvare in Parlamento una legge che dà l'immunità alle più alte cariche, «in particolare a lui». Il miliardario, «che possiede il più grande impero italiano dei media», «è stato ripetutamente condannato per corruzione»...
in sardegna vince il partito del cemento,Elezioni regionali: povera Sardegna, povera Italia
Sulle elezioni sarde c’era una forte aspettativa di tutta la politica italiana. Rappresentava una verifica, una risposta all’orientamento di un popolo dopo 4 anni e mezzo di governo di sinistra e di un personaggio forte, temuto da Berlusconi stesso, come Renato Soru, che aveva aperto una nuova era, aveva inaugurato un nuovo modo di governare basato non più sulla casta, non più sulle solite promesse, non più sulla solita politica dei condoni selvaggi, del cemento sulle coste, di una scuola e un’università solo per ricchi. Soru per la Sardegna aveva fatto tanto: aveva ridotto drasticamente gli sprechi dell’amministrazione legati alla casta, aveva risanato la sanità, aveva aumentato i dati sull’occupazione, aveva regalato agli studenti sardi il Master & Back, aveva tutelato finalmente il territorio e le coste splendide della sua terra. Ma non è servito a nulla... continua agoravox.it
una bufala al giorno toglie la democrazia di torno
anche io boicotto
Daniele Luttazzi boicotta il potere politico di Berlusconi non comprando i prodotti pubblicizzati su Mediaset.
sogni privati e incubi pubblici
Stato di diritto sotto assedio in Italia.
Pubblicato giovedì 8 gennaio 2009 in Danimarca [Information.dk]
Il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi vuole riformare il sistema giudiziario italiano, che è sempre stato il suo incubo personale, e sogna di terminare la sua carriera come Presidente della Repubblica. “Tutto ciò che riguarda politica ed etica in uno stato di diritto gli è estraneo”, dice un prestigioso intellettuale italiano.
In un discorso prima di Natale il Primo Ministro ha annunciato che il governo nel 2009 lavorerà per la riforma del sistema giudiziario, che – tra l’altro – limita l’autonomia del Pubblico Ministero. Per gli intellettuali e gli esperti di diritto italiani questo più che un sogno è un incubo.
Quando Berlusconi nel gennaio del 1994 decise di ”scendere in campo”, sembra abbia affermato ”Sono costretto ad entrare in politica, altrimenti mi mettono in galera”.
Molti osservatori temono che una lunga serie di casi di corruzione riguardanti parlamentari e politici locali aderenti al maggiore partito d’opposizione, Partito Democratico, convincerà i politici dell’opposizione a sostenere il piano di Berlusconi.
”Il terzo governo Berlusconi rappresenta il punto più basso nella storia d’Italia dall’Unità nel 1870 ad oggi”.A causa della supremazia degli interessi privati sugli interessi della collettività, il rapporto tra cittadini ed istituzioni non è mai stato peggiore di adesso.
Fino ad ora nessuna dittatura europea del ‘900 (neanche il fascismo italiano) aveva permesso che gli interessi privati dei leader politici fossero alla base del lavoro legislativo e giudiziario.
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europa e leggi ad personam
Appello al mondo accademico britannico in favore del referendum contro leggi ad personam in Italia
"...Se queste leggi ad personam fossero approvate oggi da un cosiddetto leader democraticamente eletto in un paese dell’Europa dell’Est o da uno stato africano, molto probabilmente le condanneremmo subito, e quasi sicuramente ne seguirebbero richieste di azione. Gli stati dell’Unione Europea dovrebbero essere un esempio per la comunità internazionale nel fissare il principio che in una società tutti sono uguali davanti alla legge. L’Italia non deve fare eccezione."
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Montesquieu, I tre poteri dello stato
' Con estrema chiarezza Montesquieu sintetizza in questa pagina la sua teoria della divisione dei poteri che sta alla base della moderna concezione dello stato di diritto.
Ch.-L. de Montesquieu, Lo spirito delle leggi, XI, 6
In ogni stato esistono tre tipi di potere: il potere legislativo, il potere esecutivo delle cose dipendenti dal diritto delle genti e il potere esecutivo delle cose dipendenti dal diritto civile.
In forza del primo, il principe o il magistrato fa leggi, aventi una durata limitata o illimitata, e corregge o abroga quelle già fatte. In forza del secondo, fa la pace o la guerra, invia o riceve ambasciate, garantisce la sicurezza, previene le invasioni. In forza del terzo, punisce i delitti o giudica le cause fra privati. Chiameremo quest'ultimo il potere di giudicare, e l'altro semplicemente il potere esecutivo dello stato.
La libertà politica in un cittadino è quella tranquillità di spirito che deriva dalla persuasione che ciascuno ha della propria sicurezza; perché si goda di tale libertà, bisogna che il governo sia in condizione di liberare ogni cittadino dal timore degli altri.
Quando in una stessa persona, o nello stesso corpo di magistrati, il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non c'è piú libertà; perché sussiste il legittimo sospetto che lo stesso monarca o lo stesso senato possa fare leggi tiranniche per poi tirannicamente farle eseguire.
Cosí non c'è piú libertà se il potere di giudicare non è separato dal potere legislativo e dall'esecutivo. Infatti se fosse unito al potere legislativo, ci sarebbe una potestà arbitraria sulla vita e la libertà dei cittadini, in quanto il giudice sarebbe legislatore. Se poi fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza d'un oppressore.
Tutto sarebbe perduto infine, se lo stesso uomo o lo stesso corpo dei governanti, dei nobili o del popolo, esercitasse insieme i tre poteri: quello di fare leggi, quello di eseguire le pubbliche risoluzioni e quello di giudicare i delitti o le cause fra privati.
Nella maggior parte dei regni europei, il governo è moderato perché il principe, che detiene i due primi poteri, lascia ai suoi sudditi l'esercizio del terzo. Presso i Turchi, dove i tre poteri sono riuniti nelle mani del sultano, il regno è uno spaventoso dispotismo. [...]
Non sta a me giudicare se gli Inglesi godano attualmente di questa libertà o no. Mi basta affermare ch'essa è sancita dalle loro leggi e non mi curo d'altro.
(Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, vol. XIV, pagg. 508-509) '
da: www.filosofico.net
berlusconi-mills : il file segreto
Fonte: www.canisciolti.info
Il 5 febbraio 2004, mentre ascoltava il suo cliente David Mills rievocare una volta ancora la storia dei suoi rapporti con la Fininvest e spiegare che con le sue testimonianze reticenti aveva "tenuto Mr. B fuori da un mare di guai", il fiscalista Bavid Barker annota su un pezzetto di carta due parole: "Subornazione di testimone". Ai suoi occhi, i 600 mila dollari che il legale inglese di Silvio Berlusconi aveva incassato dal "braccio destro" del Cavaliere, Carlo Bernasconi, non potevano essere altro che il prezzo del silenzio. La somma, o una parte della somma, sborsata dagli uomini Fininvest per evitare che Mills rivelasse ai magistrati come il leader di Forza Italia avesse bonificato nel 1991 in Svizzera 21 miliardi di lire a Bettino Craxi; come avesse violato le leggi anti-trust italiane e spagnole controllando attraverso prestanome la maggioranza della vecchia Telepiù e di Telecinco; e come centinaia di milioni di dollari fossero stati sottratti dai bilanci del gruppo per finire sui conti personali della famiglia Berlusconi.
"Ci parve tutto molto strano: a che titolo Mills aveva ricevuto soldi da Bernasconi? Era per caso il suo figlio adottivo?", ha ripetuto in aula con humour britannico Barker quando è stato ascoltato nel processo che vede Mills e Berlusconi imputati per corruzione in atti giudiziari. Un dibattimento da fermare a tutti costi:...
continua
facciamoci riconoscere ...
un'allucinazione italiana e non un sogno americano
il grande fratello non muore mai ......
Perchè quando muore un barone della politica italiana, l'informazione del bel paese glissa ? ... gli è stato ordinato o si è autocensurata ?
Sarà forse per farli sentire degli immortali o perchè quando muore un politico farabutto, crea un certo imbarazzo schierarsi, sia pro che contro ; solo nel mondo malato, o della paura, dei falsi tipo foreverlusconi è possibile dire che assassini tipo mangano e mussolini sono eroi e statisti. E allora che fare ?.....be non sò , intanto pensare che il barone di cui parlo, antonio gava , un doroteo della 'migliore' dc, piccolo essere vivente vittima di una vita volutamente marcia, è morto, mi fà godere immensamente. Tutti i vecchi di età e di idee gli hanno reso 'onore' ma l'informazione non ha avuto coraggio di parlarne.
Muore uno dei protagonisti che ha contribuito ha creare quel mondo schifoso raccontato da Saviano , quindi si può dichiarare festa nazionale; anche la feccia galleggia ma prima o poi si MUORE tutti sia gli eroi di foreverlusconi ,baroni dittatori e mafiosi , che eroi veri ( GIOVANNI FALCONE e PAOLO BORSELLINO ) anche per mani sporche come quelle di silvio ber(forever)lusconi.
Discover Giorgio Gaber! | Discover Fabri Fibra! |
nel paese ... dei balocchi ...
Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). |

