definizione più o meno grossolana di intolleranza:
Per intolleranza si intende l'incapacità di un individuo o di un animale di sopportare una determinata cosa o situazione.
accontentiamoci , per quella un pò più approfondita c'è la treccani
- Intolleranza - in un contesto sociale o politico è l'intransigenza verso persone o opinioni che esprimano punti di vista differenti dai nostri
- Intolleranza religiosa
- Intolleranza - in medicina si riferisce all'incapacità di assumere determinati farmaci, alimenti o altre sostanza
adesso passiamo ai blablatori, in questa categoria troviamo politicanti ,vedi renzi,berlusconi,d'alema,bersani,napoletano,letta,casini,riina,provenzano, (i politici in italia non esistono) e persone che si spacciano per giornalisti (i giornalisti in questo Paesino o sono 'banditi' o sono 'servi'),
non ci rimane quel mondo in cui viviamo che va alla cazzo,
che è il mondo che respiriamo, quel luogo in cui esseri poco umani dettano il futuro di semplici persone nate un giorno e condannate dalle parole di una televisione cancerogena a subire cose talmente obbriobriose
da vergonarsi di essere umani, meglio animali o forse vegetali, anche minerali non è male, ma lì non c'è religione ed allora penso che il futuro sarà per eletti non per tutti
Scott Walker - The Seventh Seal
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intolleranza, blablatori e il mondo che va alla cazzo
“I partiti di oggi sono... federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”
“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.”
“Molti italiani si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte. È un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti. Ebbene, sia nel ’74 per il divorzio, sia, ancor di più, nell’81 per l’aborto, gli italiani hanno fornito l’immagine di un paese liberissimo e moderno, hanno dato un voto di progresso. Al nord come al sud, nelle città come nelle campagne, nei quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche settimane.”
Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell’economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l’iniziativa individuale sia insostituibile, che l’impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante. Ma siamo convinti che tutte queste realtà, dentro le forme capitalistiche non funzionano più, e che quindi si possa e si debba discutere in qual modo superare il capitalismo inteso come meccanismo, come sistema, giacché esso, oggi, sta creando masse crescenti di disoccupati, di emarginati, di sfruttati. Sta qui, al fondo, la causa non solo dell’attuale crisi economica, ma di fenomeni di barbarie, del diffondersi della droga, del rifiuto del lavoro, della sfiducia, della noia, della disperazione.”
La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude…” “Il principale malanno delle società occidentali è la disoccupazione. L’inflazione è l’altro rovescio della medaglia. Bisogna impegnarsi a fondo contro l’una e contro l’altra. Guai a dissociare questa battaglia, guai a pensare, per es. che pur di domare l’inflazione si debba pagare il prezzo d’una recessione massiccia e d’una disoccupazione, come già in larga misura sta avvenendo. Ci ritroveremmo tutti in mezzo ad una catastrofe sociale di proporzioni impensabili. Fummo i soli a sottolineare la necessità di combattere gli sprechi, accrescere il risparmio, contenere i consumi privati superflui, rallentare la dinamica perversa della spesa pubblica, formare nuove risorse e nuove fonti di lavoro. Dicemmo che anche i lavoratori avrebbero dovuto contribuire per la loro parte a questo sforzo di raddrizzamento dell’economia, ma che l’insieme dei sacrifici doveva essere fatto applicando un principio di rigorosa equità e che avrebbe dovuto avere come obiettivo quello di dare l’avvio ad un diverso tipo di sviluppo e a diversi modi di vita (più parsimoniosi, ma anche più umani). Questo fu il nostro modo di porre il problema dell’austerità e della contemporanea lotta all’inflazione e alla recessione, cioè alla disoccupazione. Precisammo e sviluppammo queste posizioni al nostro XV Congresso del marzo 1979: non fummo ascoltati.”
Quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli -come al solito- ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non può riuscire.”
“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”.
7 marzo 2015
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Diaspora
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“I partiti di oggi sono... federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”
Era tutto concordato da più di 20 anni
IL PATTO ETERNO
Ho sempre visto con chiarezza una cosa.
Sono 23 anni che tra il Pd e Berlusconi c’è un patto occulto per cui nessuno dei due attaccava veramente l’altro, altrimenti non si spiega come mai le leggi ad personam non sono mai state eliminate, una seria legge sul conflitto di interessi non è mai stata fatta, i patrimoni di Berlusconi non sono mai stati toccati, le sue prescrizioni sono rimaste vergognosamente intatte, il falso in bilancio non è mai tornato reato, Pd e Pdl si sono sempre spartiti le cariche delle massime istituzioni, e soprattutto come mai la legge tuttora vigente per cui è vietato di presentarsi in politica al concessionario di giornali o televisioni non è mai stata applicata.
Con Renzi questo patto non ha fatto che evidenziarsi ma è sempre esistito. Ovviamente era nascosto a livello elettorale, così sia il Pd che B hanno ingannato gli elettori facendosi votare come se si opponessero ognuno al suo nemico naturale mentre di accordava nascostamente con esso. Ma poiché il Pd in realtà era un complice di Berlusconi, ecco il perché del No a Prodi e a Rodotà e del No a Grillo. Era tutto concordato da più di 20 anni (d’Alema), una truffa continua ai danni dell’elettorato. E in questa truffa avrebbe dovuto entrare anche il M5S?????
28 dicembre 2014
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questa sporca rete di complicità politica
Alcuni ritengono ingenuamente che la criminalità in Italia sia radicata soprattutto nella mafia e nei comportamenti degli extracomunitari, mentre il cuore delle maggiori attività criminose è lo Stato.
Se la corruzione italiana copre da sola un danno di 60 miliardi l’anno e se quel danno da solo risolverebbe i due terzi dei tassi che dobbiamo pagare sul debito pubblico, troppi elettori sembrano dimenticare che sono proprio i loro eletti a proteggere i corrotti o sono corrotti essi stessi, e impediscono allo Stato di punire i comportamenti criminali, perpetuando il governo dei peggiori e lasciando scoperta la necessità di una giustizia giusta. Gli ostacoli che in Italia hanno impedito finora che il nostro Paese si dotasse di una legge anticorruzione come tutti i Paesi europei sono la prova maggiore che i partiti di governo e principalmente Fi e Pd sono marci e Renzi non fa eccezione.
Reati tipici della criminalità dei colletti bianchi sono la frode fiscale, la frode commerciale, la truffa di danni dello Stato, la sottrazione di danaro pubblico, l’autoriciclaggio, la turbativa d’asta, l’evasione fiscale, l’elusione fiscale, il falso in bilancio, la collusione mafiosa….tutti comportamenti che in Italia spesso non sono puniti affatto o cadono in veloce prescrizione (vd Penati), grazie a leggi permissive e di protezione che possono essere state anche fatte da Berlusconi ma che il Pd si è guardato bene dal modificare, avvalendosene per i propri delinquenti.
Così, mentre per avere piantato in casa una piantina di marijuana o simile, si muore massacrati di botte in un carcere o in un sede di polizia, per la corruzione, nelle prigioni italiane (grazie a questa sporca rete di complicità politica) ci sono solo UNDICI corrotti. 11 !!!!
E i colpevoli di reati orrendi contro la comunità vengono spesso messi nelle liste elettorali o passano da un incarico pubblico all’altro, con una omertà e una spregiudicatezza peggiori della stessa mafia, che almeno le proprie porcherie le nasconde, non le esibisce e le impone nei posti di potere!
Viviana Vivarelli I REATI DEI COLLETTI BIANCHI
11 novembre 2014
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La nostra classe politica ... ben un milione e 200.000 parassiti corrotti e inetti.
ASSOLVERE I COLPEVOLI E INFIERIRE SULLE VITTIME
vv
Sfruttando il fatto che il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di De Magistris e ha rimandato la sentenza, vogliono cambiare l’interpretazione delle legge Severino in modo che chi è stato radiato dalla politica per reati possa tornarci ancora, così che anche Berlusconi sia graziato e torni ad essere senatore con tutte le protezioni del caso.
Siamo il Paese che va peggio in Europa.
Siamo l’unico che non ha ancora voluto fare una legge anticorruzione.
L’unico che non abbia una legge sul conflitto di interessi. E dove l’autoriclaggio e il falso in bilancio o la tortura inflitta da poliziotti non siano reati.
L’unico che non rimuova i propri politici e funzionari corrotti ma li rinomini all’infinito.
Il grado di corruzione è tale che costa da solo 60 miliardi di euro l’anno, metà dell’intera corruzione di tutti i 28 Paesi europei.
La nostra classe politica è la più numerosa in Europa, ben un milione e 200.000 parassiti corrotti e inetti.
Siamo considerati il Paese europeo più corrotto.
E questa ignobile casta non fa altro che depenalizzarsi, assolversi e prescriversi
per proseguire ancora di più nei furti, nelle ruberie, negli intrallazzi, nelle frodi a danno di una popolazione inerme e incapace di intendere e di volere, che viene a poco defraudata di tutti i suoi diritto politici e civili.
Ma ancora a questi delinquenti questo troiaio non basta.
Vogliono delinquere anche peggio e sanarsi ogni reato!!!
Non c’è fine alla loro vergogna!
Se le condizioni delle prigioni di un Paese attestano il suo grado di civiltà, l’assoluzione di coloro che uccisero il giovane Cucchi, assieme alle assoluzioni della Diaz e alle altre che costellano la storia dei processi di questo Paese dice che la regola che qui vige ormai è l’esatto contrario della civiltà.
“Prevedo la spoliticizzazione completa dell’Italia: diventeremo un gran corpo senza
nervi, senza più riflessi. Lo so: i comitati di quartiere, la partecipazione dei genitori nelle scuole, la politica dal basso… Ma sono tutte iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non politiche. La strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante egoismo, è già tracciata. Resterà forse, come sempre è accaduto in passato, qualche sentiero: non so però chi lo percorrerà, e come.” (Pier Paolo Pasolini).
Non importa quanti siamo. Julian Assange era uno solo contro le più grandi multinazionali del mondo. Diceva: “Castro aveva solo 82 uomini. Non importa quanto piccolo sei. Ciò che conta è che tu creda fortemente in quello che fai”. E diceva ancora: “Un popolo libero va informato”.
5 novembre 2014
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Gerontocrazia. Il sistema economico che paralizza l'Italia
di Sandro Catani
400 persone occupano le poltrone che contano del potere economico italiano: le principali banche e assicurazioni, le imprese quotate alla Borsa di Milano, le aziende pubbliche, i vertici del sistema cooperativo, i grandi studi legali, le società di consulenza strategica. Hanno alcune caratteristiche in comune: sono maschi, detengono molti incarichi, i loro guadagni continuano a essere elevati mentre la gran parte degli italiani si impoverisce, e la loro età media è prossima ai 70 anni. Ancor più della vituperata classe politica o burocratico-amministrativa, essi rappresentano un sistema bloccato che accompagna il declino dell'Italia. In forza di una lunga esperienza nel mondo dell'economia e della finanza, Sandro Catani svela il funzionamento della comunità italiana degli affari e le ragioni strutturali dei nostri ritardi, descrivendo un mondo gerontocratico in cui le relazioni contano più del merito, il ricambio generazionale procede lentamente e solo per cooptazione, e il nepotismo rappresenta una pratica comune e accettata. La ricostruzione delle nostre debolezze si alterna però a esempi di leader illuminati del presente e del passato, capaci di innovare e competere, vincendo, sul mercato globale. "Gerontocrazia" ci offre così un'immagine severa di un'Italia in cui le forze conservatrici si scontrano con le spinte positive delle nostre eccellenze, ma allo stesso tempo indica con fiducia la strada da seguire per realizzare un profondo cambiamento culturale.
9 luglio 2014
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la crisi permanente
"La libertà, come tutti sappiamo, non fiorisce in un paese che sta sempre sul piede di guerra, o che si prepara a combattere. Una crisi permanente giustifica il controllo su tutto e su tutti, da parte del governo centrale."
[...]
...riflessioni e suggerimenti per una educazione alla libertà al fine di evitare una paventata deriva totalitaria anche nelle società democratiche...
[...]
Una società democratica è tale se si riconosce che del potere spesso si abusa, e che quindi lo si può affidare ai funzionari solo in quantità limitata e per tempo limitato.
Ritorno al mondo nuovo (1958), Aldous Huxley
15 novembre 2013
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... quasi abbia messo al sicuro la propria coscienza
La nostra indifferenza nel lasciar correre il male, e dire che non c'è rimedio, invece di unirci tutti a combatterlo dovunque si trovi, è segno della nostra corruzione, è la causa che più aiuta a diffonderla. L'italiano di provincia, quando nota con calma il male che germoglia in un'altra e, soddisfatto che ne sia immune il suo luogo nativo, non crede di dover pensare ad altro, quasi abbia messo al sicuro la propria coscienza, non s'accorge che pronunzia la sua condanna, e dimostra di non avere la moralità politica che è necessaria a far parte di un popolo libero.
[...]
Dopo l'unità e la libertà d'Italia non avete più scampo; o voi riuscite a render noi civili, o noi riusciremo a render barbari voi,
15 ottobre 2013
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iceberg
Ad oggi hanno condannato solo la punta dell'iceberg di questo sistema politico-mafioso
per cui mi sembra ovvio che l'innominato cioè il rappresentante primo di tale sistema
conceda la grazia, come richiesto dai dipendenti (che in un altro Stato sarebbero solo accattoni) del delinquente,
una grazia che mi sembra equa considerando il contesto e la grandezza morale dei due personaggi in questione,
e la titanica ITALIA va a...
2 agosto 2013
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Che senso ha
Che senso ha votare, in un paese in cui un politico, che non potrebbe essere politico, detta gli articoli a suoi dipendenti giornalisti (in senso lato, il giornalismo è ben altra cosa, soprattutto non è dipendente della politica), detta l'agenda ai suoi avversari politici in un governo di losche intese, benedetto da sua eminenza giorgio Della Trattativa Mafiosa Insabbiata.
Forse il senso potremmo trovarlo in tutta una serie di ricatti in cui tutti hanno qualcosa da nascondere, per cui salvare un indifendibile è come salvare se stessi, daltronde siamo in fondo a tutte le classifiche per quando riguarda il condizionamento mafioso, la corruzione, la mancanza di informazione, il tenore di vita, l'istruzione scolastica, la prospettiva di cure adeguate, per non parlare del lavoro.
Cosa volete da una popolazione alienata dalla televisione (ultimo baluardo di questo potere rancido e putrescente) che alimenta nei giovani (cioè il futuro) il successo rapido e i soldi subito ; emulare veline, calciatori ed eroi mafiosi, avere supertelefonini e superSUV, tanto studiare non serve, e così file interminabili di giovani abbandonano la scuola che è stata sempre descritta come un titolo di studio e basta e non come un'arma per difendersi da quegli opportunisti che vogliono solo prenderti in giro, quindi fregarti la dignita, l'istruzione, la salute, il lavoro, la casa quindi la tua vita.
Ecco qual è il senso di tutto.
27 maggio 2013
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E le stelle stanno a guardare
Quando avremo in questo modo fatto pratica di virtù insieme, allora, se ci sembrerà utile, ci dedicheremo alle faccende politiche; o qualunque cosa ci parrà opportuna, allora prenderemo decisioni, perché saremo più capaci di prendere decisioni di quanto non lo siamo ora. Infatti è brutto che, nelle condizioni in cui è evidente che noi ora ci troviamo, ci comportiamo con baldanza, convinti di valere qualcosa, noi che non abbiamo mai la medesima opinione sulle medesime questioni, e questo proprio sulle questioni più importanti: a tal punto di ignoranza siamo giunti! E così, allora, prendiamo come guida il ragionamento che ora ci si è rivelato, il quale ci fa vedere che questo è il modo migliore di vivere, vale a dire vivere e morire coltivando la giustizia e ogni altra virtù. Seguiamo, dunque, questo modo di vivere, e invitiamo anche gli altri a seguirlo, e non quello a cui tu, fidandoti di esso, mi inviti, perché, o Callicle, non vale nulla.
Platone
a casa i professionisti del potere
Sì, è l'ora del 'via tutti'
Non ci sono più dubbi: è in corso una ribellione contro i gruppi dirigenti che da vent'anni occupano le stesse poltrone. Perché il ricambio, in democrazia, non è un optional
Per una volta, tutti d'accordo: le amministrative hanno dato l'estrema unzione al sistema dei partiti, sicché alle prossime politiche suoneranno le campane a morto....
la assoluta inadeguatezza della politica italiana
LA CONVERGENZA
MAFIA E POLITICA NELLA SECONDA REPUBBLICA
Sono andate nella stessa direzione. Nella Seconda Repubblica mafia e politica hanno realizzato una convergenza che oggi presenta al Paese il suo conto salatissimo.
Image Una narrazione inedita degli ultimi vent’anni di storia italiana, che non fa sconti a nessuno.
La storia della Svolta e della duplice trattativa con Cosa nostra. Del papello di Totò Riina che arriva in parlamento. Della abdicazione della sinistra che fa le leggi che servono alla mafia e dell’assalto della destra, che alla mafia offre invece il regalo più grande, la dissoluzione del senso dello Stato.
La storia di una Lega nata per difendere l’identità padana e che consegna il cuore della Lombardia ai clan calabresi. Della campagna più primitiva del sud che va alla conquista del nord e gli impone progressivamente la sua egemonia culturale.
Una narrazione che parla della assoluta inadeguatezza della politica italiana davanti ai nemici in armi della democrazia.
E delle minoranze istituzionali, civili e talora politiche che non si arrendono. Sono loro, in fondo, che hanno finora impedito che sul pennone della Repubblica sventoli bandiera bianca.
nandodallachiesa.it
Non è più il tempo della destra e della sinistra è il TEMPO degli UOMINI
“Se vi è un elemento caratterizzante delle dottrine e dei movimenti che si sono chiamati e sono stati riconosciuti universalmente come sinistra, questo è l’egualitarismo, inteso, ancora una volta, non come l’utopia di una società in cui tutti gli individui sono uguali in tutto, ma come tendenza a rendere eguali i diseguali.”
“Io credo che oggi nessuna classe politica possa fare a meno di porsi degli scopi ultimi. Soprattutto i partiti che si considerano di sinistra, cioè i partiti riformatori, devono avere delle mete ideali: è solo attraverso questo criterio delle mete ideali che possono esistere la libertà, l’uguaglianza, il benessere. Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza.”
“Una delle promesse non mantenute della democrazia è stato il fatto che la democrazia politica non si è estesa alla società e non si è trasformata in democrazia sociale. A rigore una società democratica dovrebbe essere democratica nella maggior parte dei centri di potere. Questo in realtà nella maggior parte delle democrazie non è avvenuto.”
(Purtroppo questo non avviene nemmeno all’interno dei partiti che si chiamano democratici)
Leggi tutto UNIVERSI PARALLELI masadaweb.org
un deputato italiano vive come un re
Deputati all’italiana di Rossend Domenech
I parlamentari del paese transalpino guadagnano molto di più dei loro colleghi europei. Uno stenografo del Senato guadagna quanto il Re di Spagna.
Se ciò che conta è l’importo finale che entra in tasca, un deputato italiano vive come un re. Se è francese o tedesco se la passa come un principe, e se il deputato è spagnolo, è il più povero. In cifre, l’italiano si porta a casa in totale 18.776,30 euro lordi al mese, il francese13.928,20, il tedesco 12.625,40 e lo spagnolo 4.637,80.
Molti Onorevoli protestano, sostenendo che queste cifre devono essere scorporate, documentate e distribuite, in maniera che sia chiaro che alla fine del mese prendono solo circa 5.000 euro netti. Se un italiano dice “Un momento! Dobbiamo analizzare la questione” e l’interlocutore gli dà spazio, è finita. Perciò i social network del Paese non li lasciano parlare. Al punto che ieri il cattolico Rocco Buttiglione, vice presidente della Camera dei Deputati, è rimasto disorientato e ha detto: ”Non è questo il momento per i Parlamentari di chiudersi in difesa dei propri privilegi e neanche dei propri diritti”.
In estate, quando il governo Berlusconi approvò tre piani di risanamento in tre mesi consecutivi, i parlamentari tirarono un sospiro di sollievo perché i tagli non riguardavano l’esecutivo. La stampa e la gente protestarono e vennero fuori titoli come “I parlamentari resistono” e “La casta non soffre la crisi”, e sui social network vennero pubblicati nel dettaglio i menù del Senato, dove per 6,70 € si poteva pranzare decentemente. I presidenti di Camera e Senato annunciarono che, per essere corretti, avrebbero creato una commissione per studiare possibili tagli. Fu un altro sospiro di sollievo, dato che le commissioni sono solite prendersi molto tempo per i loro studi. Tuttavia, puntuale come un TAV giapponese, la Commissione ha presentato il suo regalo il 31 dicembre.
L’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) presieduto da Enrico Giovannini, ha elaborato varie tabelle comparative tra sette paesi della zona euro. Si prendono in considerazione stipendi, indennità, trasporto, spese di rappresentanza e altri criteri minori. I ricavi totali dei deputati italiani ammontano a quasi 19.000 euro al mese. La Commissione spiega in 37 pagine che non è riuscita a ottenere una media dei salari nella zona euro, perché la composizione dei salari e dei bonus è differente in ogni paese.
Per esempio un deputato di Roma può contare tra le sue entrate, su 3.690 euro al mese per spese di rappresentanza e collaboratori, mentre il suo collega francese ne riceve 6.412. “I francesi guadagnano di più” replicano soddisfatti a Roma. Tuttavia c’è un trucco: i collaboratori e le spese di rappresentanza del francese sono pagate direttamente agli interessati, mentre a Roma i soldi li riceve il deputato che, senza doverli giustificare, può non avere collaboratori e tenerseli. Inoltre può detrarre l’importo nella dichiarazione dei redditi.
Lo stesso vale per i trasporti. Se a un deputato del Parlamento spagnolo danno 0,25 euro per chilometro e 250 euro al mese per i taxi, un italiano ha il diritto di viaggiare gratis per terra, mare ed aria. Il suo collega tedesco può utilizzare solo vetture ufficiali e solo a Berlino, mentre il francese può permettersi un taxi, ma deve presentare la ricevuta. Gli austeri calvinisti e riformati olandesi possono viaggiare con la loro auto o il taxi soltanto se per il tragitto non passa il trasporto pubblico, nel qual caso, riceverebbero solo 0,09 € per chilometro.
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, autori del bestseller La Casta, si chiedevano ieri sulle pagine del Corriere della Sera: “Come si può sostenere un sistema in cui uno stenografo (parlamentare) arriva a guadagnare più del Re di Spagna?” La questione porterebbe agli stipendi e ai bonus della più alta retribuzione di uno stenografo del Senato, prossima ai 290.000 euro annui lordi, e alle pensioni degli Onorevoli. Ma questo non faceva parte dello studio della commissione.
via italiadallestero.info
il cliccante errante
esiste nonesiste
la padania secondo quel napoletano non esiste ma secondo i boss si,
la mafia per i mafiosi non esiste ma secondo gli italians si
indolenza,paura,apatia,ignoranza,opportunismo eccolo il pentacolo religioso che governa il quotidiano italiano
finchè non saremo milioni ad andare a protestare davanti al tempio
in modo che si caghino sotto talmente tanto da scollarsi automaticamente dalle poltrone che occupano, indegnamente, illegalmente, abusivamente
questi o i loro seguaci non ce li toglieremo più dai coglioni
alla rete non serve scarfacebook ,il grillo o il motore di ricerca
la rete siamo noi , uno ad uno, noi possiamo scegliere dove andare anche se i potenti ci inducono in tentazione a discapito di una grave perdita
l'io
il cliccante errante va dove 'i big' non si aspettano!
neutralizza il loro algoritmo!!?!
30 anni persi
l'italia in ostaggio del vatican ( i fini giustificavano le mezze seghe , i mezzi mafiosi , i mezzi opportunisti
la cosiddetta nazion è tutti noi di quel confine che nell'era di internet non esiste +
l'italia di internet è ,
altri mondi, mondi nuovi in cui si sperimenta l'esperienza dell'assenza di: dogmi, religioni, paranoie, paure
il governo italiano appeso ai corrotti e comprati da berlusconi e alla lega dei mafiosi
svolgimento
e l'opposizione sta a guardare
tanto i quaranta milioni di lire al mese se li mettono in bertuccia
senza democrazia ma con il cerotto, quando la politica diventa politicantismo
La politica, secondo un'antica definizione scolastica, è l'Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis "πόλις", città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione.
Tendenza, propria dei politicanti, a volgere l'attività politica a fini opportunistici personali o di fazione
i miserabili e l'italia che muore
società immatura
mafie
corruzione
depravazione
clientelismo
parole vuote
spot televisivi
religiostre
superstizione
volgarità
indifferenza
falsità
indottrinamento
indolenza
mancanza di amor proprio
delega
e i vermi come berlusconi (per gli adepti l'unico termine adeguato è escremento) continuano a sguazzare nella melma come i padroni delle cloache
Tendenza, propria dei politicanti, a volgere l'attività politica a fini opportunistici personali o di fazione
i miserabili e l'italia che muore
società immatura
mafie
corruzione
depravazione
clientelismo
parole vuote
spot televisivi
religiostre
superstizione
volgarità
indifferenza
falsità
indottrinamento
indolenza
mancanza di amor proprio
delega
e i vermi come berlusconi (per gli adepti l'unico termine adeguato è escremento) continuano a sguazzare nella melma come i padroni delle cloache
berlusconi è solo un telecomando, buttalo via
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