di Giorgio Bongiovanni - 12 marzo 2015
Il Bel Paese “sole, pizza e mandolino” di poeti e navigatori, farà ancora parlare di sé all’estero dopo l’assoluzione di Silvio Berlusconi dai reati di prostituzione minorile e concussione per costrizione sul caso Ruby. Secondo la Cassazione infatti non è sufficientemente provato che Berlusconi fosse consapevole della minore età di Ruby, nonostante alcune intercettazioni dimostrerebbero l’esatto contrario. Mentre per quanto riguarda il reato di concussione non si è verificato in quanto non risulta che Pietro Ostuni (capo di Gabinetto che rilasciò Ruby affidandola a Nicole Minetti dopo la telefonata di Berlusconi, ndr) abbia ricevuto ordini perentori o minacce concrete e quindi non c’è stata una limitazione radicale della libertà. Verdetto che si basa su come la concussione è stata circoscritta dalla legge Severino.
Ebbene, questa sentenza non nega però la prostituzione ad Arcore, la stessa difesa ha ammesso che Ruby, e cioè Karima El Mahroug, “si prostituiva prima e dopo e forse anche ad Arcore”. Berlusconi risulta quindi colpevole e a nostro giudizio è eticamente impresentabile come leader di un grande partito, tanto più come rappresentare delle nostre istituzioni. Nessuna carica statale o ruolo istituzionale può essere ricoperta da un uomo il quale è stato sufficientemente provato essere stato “puttaniere” e leader corrotto. Ma soprattutto un politico che ha frequentato per anni mafiosi, anche durante la sua carica di presidente del consiglio. Molti sono infatti i soggetti facenti parte del suo partito che sono stati indagati ed in alcuni casi condannati per concorso esterno in associazione mafiosa. Persino il fondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, uno dei suoi più fedeli uomini che gli è stato accanto fin dall’inizio e di conseguenza anche complice della sua vita politica e professionale, ora in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Così come è risaputo che l’“ex stalliere” Vittorio Mangano, tanto apprezzato dall’ex premier che lo ha “ospitato” a casa sua per molti anni, era un noto mafioso amico di Dell’Utri.
Berlusconi è stato assolto dal reato di prostituzione minorile ma rimane condannato definitivamente per evasione fiscale e molti sono i processi e le inchieste ancora in corso (processo per il nastro Fassino-Consorte legata al caso Bnl-Unipol, Inchiesta Ruby ter, processo Mediaset, processo escort Bari, processo Compravendita senatori ed infine il processo Lodo Mondadori, ndr). Il “caimano” però non si dà per vinto ed a sentenza emessa ha proclamato che si presenterà di nuovo alle elezioni e che cercherà di conquistare l’elettorato, niente di più ovvio per un “puttaniere” amico dei mafiosi. Ma questa volta nessun italiano in buona fede, potrà difendere la ormai vergognosa figura di Berlusconi macchiatasi da fatti e sentenze oggi note a tutti. Se quindi anche un solo italiano voterà per questo signore bisognerà domandarsi se si tratta di uno stupido e vigliacco (nelle migliori delle ipotesi) oppure di un delinquente (nella peggiore delle ipotesi).
continua www.antimafiaduemila.com
Il Bel Paese allo sfascio: dalle “meretrici” di Berlusconi alle ipocrisie del Csm
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✌ viva le riforme dicasacosa nostra ✌
mafiosamente
La sentenza della Cassazione è uno sfregio alla memoria di Falcone e di Borsellino, anch’essi uccisi da mandanti di partito attraverso la mano della mafia, perché scandagliavano gli sporchi affari dei politici. Oggi come ieri la mafia è nelle istituzioni, nel Governo, nel Parlamento, nella Magistratura, nelle Forze di Polizia. Non c’è nemico più assassino di quello che ti colpisce dall’interno, attraverso gli stessi organi che ti dovrebbero proteggere. La mafia è come un cancro insidioso, le cui metastasi si sono infilate da tempo nel corpo dell’Italia e lentamente la portano alla morte. Di queste metastasi tutti i partiti italiani, senza eccezione, si sono resi complici, col loro consenso, le loro collusioni, le loro indecorose cessioni, i patti bicamerali, le assenze, le ciniche convergenze. Quando l’interesse di bottega o quello personale vincono su valori più alti, non c’è partito che possa rivendicare una presunta onestà e non c’è politico che possa dire: “Tu qui non puoi criticare!”, non c’è persona che possa restare immune dall’accusa di aver svenduto l’Italia al crimine organizzato.
Viviana Vivarelli (masadaweb)
Nella teoria psicoanalitica un lapsus è l'espressione di un conflitto fra due forze. In particolare il termine lapsus designa quella forza che emerge direttamente dall'Es, il nostro inconscio, e che, sfuggendo al meccanismo della censura, si fa portavoce dei nostri veri desideri, dei nostri segreti delle nostre pulsioni I trascorsi giudiziari di Dell’Utri
:
1967, conosce a Palermo Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, mafiosi appartenenti a Cosa Nostra.
1974 porta ad Arcore Vittorio Mangano, per tutelare B e la sua famiglia da sequestri.
Mangano è un mafioso di spicco nel clan di Porta Nuova a Palermo, e ha già a suo carico 3 arresti e varie denunce e condanne, nonché una diffida risalente al 1967 come “persona pericolosa”. Dell’Utri conosce lo “spessore delinquenziale” di Mangano, e anzi, lo sceglie proprio questo. Dalle sue intercettazioni con Mangano risulta un traffico di droga
1976 Dell’Utri si trova insieme a Vittorio Mangano e ad altri mafiosi alla festa di compleanno del boss catanese Antonino Calderone
1977 è assunto da Filippo Alberto Rapisarda, che ha relazioni con personalità di spicco della mafia quali Ciancimino, Francesco Paolo Alamia e i Cuntrera-Caruana. In un rapporto della Criminalpol del 1981 la società Inim è definita “società commerciale gestita dalla mafia di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporto provento di illeciti”.
Diventa poi amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, che dopo pochi anni va in bancarotta fraudolenta. Lo stesso anno è a Londra, dove partecipa al matrimonio di Girolamo Maria Fauci, boss mafioso che gestisce il traffico di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada.
1983, in un blitz di arresti a Milano contro la mafia dei casinò, viene trovato nella residenza del boss mafioso catanese Gaetano Corallo.
1992, estorce danaro al senatore Garraffa, minacciandolo col boss trapanese Vincenzo Virga (poi latitante e condannato per omicidio)
Per questa estorsione viene condannato a 2 anni
1995,arrestato a Torino con l’accusa di aver inquinato le prove nell’inchiesta sui fondi neri di Publitalia ’80 con false fatture e frode fiscale
2010, dichiara: “Io sono politico per legittima difesa. A me delle politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Mi candidai nel 1996 per proteggermi. Infatti subito dopo mi arrivò il mandato di arresto. Mi difendo anche fuori [dal Parlamento], ma non sono mica cretino. Quelli mi arrestano”
1999, patteggia una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione per i reati di frode fiscale e false
2007 risulta il più assente: del Senato 673 assenze(41,1%).
2008, B lo ricandida al Senato, nonostante la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa.
In 10 anni di attività al Senato, non ha mai presentato un disegno di legge
2004, il tribunale di Palermo lo condanna a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Poi a 2 due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni alle parti civili
Per « un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l’altro offerta l’opportunità, sempre con la mediazione di Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell’economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. »
« Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle file dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perché era in corso il dibattimento di questo processo penale. »
2010 condannato dalla Corte d’appello di Palermo a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, e patteggia una pena di 2 anni e 3 mesi per frode fiscale, la condanna a 9 anni scende a 7 (collusione con Bontade, Riina e Provenzano), perché il giudice si ferma al 1992. La sentenza dice ha fatto da intermediario fra la mafia e B
Ha, sino al 1980, fatto da intermediario per gli investimenti a Milano di Stefano Bontade, che aveva bisogno di riciclare denaro sporco, frutto del traffico di droga, in aziende del nord.
Avrebbe organizzato un complotto con falsi pentiti per screditare dei veri pentiti che accusavano lui ed altri imputati.
E’ stato inquisito per aver costituito una nuova P2 per coartare l’attività di organi dello Stato, tale organizzazione avrebbe sostenuta l’ammissione di una lista farlocca per Formigoni e avrebbe favorito la nomina a presidente della Corte di Appello dell’amico Marra
2012 la Cassazione ha annullato il processo di 2° grado che ora è da rifare con altro giudice e si dice che per questo andrà in prescrizione, per quanto la prescrizione non dovrebbe valere per delitti di mafia.Concorso esterno in associazione mafiosa: un reato in cui nessuno crede più?
Onestà
L'Onestà (dal latino honestas) indica la qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, leale e trasparente, in base a princìpi morali ritenuti universalmente validi. Questo comporta l'astenersi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che si esercita ed all'ambiente in cui si vive. L'onestà si contrappone ai più comuni disvalori nei rapporti umani, quali l'ipocrisia, la menzogna ed il segreto. In molti casi la disonestà si configura come vero e proprio reato punibile penalmente, ad esempio nei casi di corruzione e concussione di pubblici ufficiali. L'onestà ha infatti una importante centralità nei rapporti sociali e costituisce uno dei valori fondanti su cui si fonda lo stato di diritto.
le cointeressenze tra Dell'Utri e ambienti mafiosi, sostanzialmente sono confermate
Caso Dell'Utri. "I rapporti con Cosa Nostra restano provati"
"Dell'Utri vittima della mafia o co-carnefice che ha fatto da tramite tra Cosa Nostra e il gruppo Berlusconi? Le indagini e due processi hanno fugato ogni dubbio". Lo afferma in un'intervista a Repubblica il pm Domenico Gozzo che, insieme ad Antonio Ingroia, era la parte accusatrice di Marcello Dell'Utri nel processo di primo grado.
"La Cassazione e' giudice di legittimita' - aggiunge Gozzo - si occupa solo di questioni di diritto. Sul merito si sono gia' pronunciati i giudici di tribunali e appello confermando sostanzialmente la ricostruzione della Procura che ha sostenuto
le cointeressenze tra Dell'Utri e ambienti mafiosi".
"Ora la Cassazione avra' fissato un nuovo principio che rilegge certi comportamenti - aggiunge il procuratore aggiunto di Caltanissetta - . Oppure ha ritenuto che altri principi di valutazione andavano adottati. Bisognera' attendere le motivazioni, intanto massimo rispetto per la decisione della Cassazione".
Gozzo, che ha parlato anche con la Stampa, interviene anche sul reato di concorso esterno in associazione mafiosa cui, secondo il pg della Cassazione, 'non crede piu' nessuno': 'L'esistenza del concorso esterno e' stata consacrata in numerose sentenze della stessa Cassazione'. Secondo Gozzo, la posizione del pg 'e' rispettabile ma isolata'. E conclude: 'Se il concorso esterno non deve esistere piu', va detto con chiarezza'.
carnevalate
stragi impunite
questo è lo slogan dei politici italiani a parte il fallimento perpetuo
i misteri di stato o di strage sono un opzional per il politically scorrect.
tra due giorni saranno ben 19 anni dalla strage impunita di borsellino ,
aggiungeteci poco meno di due mesi e i governanti parlamentari di italia2011 festeggiano anche quella di falcone
questi due avevano capito quindi erano da eliminare.
solitamente si cerca in un omicidio l'esecutore , il mandante ma non i silenti.
questo è il più grande problema del nostro paese
l'omertà si attribuisce alle mafie senza considerare le religioni
principalmente quelle monoteiste che sono l'unico problema dell'umanità perchè escludono a prescindere
ma come disse falcone la mafia ( io aggiungo la religione ) sono fenomeni umani ( di quelli peggiori perchè spacciano droga armi politica come libertà ) hanno avuto un inizio ed avranno anche una fine anche se quelli che ci credono nel frattempo saranno morti.
gira la ruota chi ha guadagnato dalla morte di due magistrati se non dei delinquenti
a buon intenditore poche parole bastano
l'eroe : visto da dell'utri e berlusconi
Vittorio Mangano
Vittorio Mangano è stato un criminale italiano pluriomicida legato a Cosa Nostra conosciuto - attraverso le cronache giornalistiche che hanno seguito le vicende processuali che lo hanno visto coinvolto - con il soprannome de "lo stalliere di Arcore", data l'attività che svolgeva presso la villa brianzola di Silvio Berlusconi.
.... Dal 1965 in poi entrò nelle cronache giudiziarie. Cinque anni prima di trasferirsi a Milano subì tre arresti e vari procedimenti penali per truffa, emissione di assegni a vuoto, ricettazione, lesioni volontarie, tentata estorsione; subisce le prime condanne: per assegni a vuoto dalla Pretura di Milano (15 gg di reclusione), per truffa dalla Corte d'appello di Palermo (1 anno e 4 mesi; pena condonata).
Nel 1973 tramite Marcello Dell'Utri che l'aveva conosciuto anni prima venne assunto come "stalliere", con funzioni di amministratore, nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi, nella quale visse e lavorò fino al 1975. La Procura della Repubblica di Palermo sostiene che Dell'Utri era a conoscenza dei precedenti penali di Mangano. Al tempo in cui Dell'Utri, infatti, lasciò l'impiego in banca per diventare collaboratore di Berlusconi, e successivamente chiamò Mangano ad Arcore, la locale stazione dei Carabinieri ricevette un'informativa dai loro colleghi palermitani che segnalava Mangano quale persona con precedenti giudiziari e Dell'Utri quale persona che ne era informata .... continua wikipedia
si scrive dell'utri, berlusconi
si legge mafia, corruzione, ignoranza, anacronismo.
il male irreversibile della democrazia
L’informazione è al collasso
Raggiunto il minimo storico, le notizie spariscono. Le responsabilità degli italiani.
In questi giorni tre ‘notizie’ fanno riflettere: le dichiarazioni di Massimo Ciancimino a Palermo, il voto della Camera sull’ennesimo salvacondotto al premier e le le foto di una cena nel 1992 tra Di Pietro ed alcune persone, tra le quali Bruno Contrada, in quel momento dirigente dei servizi segreti civili.
I tre fatti, da collocarsi tra la cronaca nera e quella politica, sono di enorme rilevanza. Televisione e quotidiani hanno liquidato mafia e ‘legittimo impedimento’ in un battibaleno, mentre deformano sistematicamente la ‘non vicenda’ che riguarderebbe Di Pietro. In questo scandaloso gioco delle tre carte gran parte dei cittadini sono complici della caduta verticale di qualità dei media, perchè gli italiani comunque non leggono, non si informano e se scelgono di conoscere preferiscono interessarsi alla piccola cronaca senza senso del gossip.
Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo e capo della corrente Dc andreottiana in Sicilia, ha detto alcune cose in una testimonianza resa davanti ai magistrati: “Nel 1990, grazie alle sue amicizie che aveva in Corte di Cassazione, mio padre riuscì a fare annullare l’ordine di custodia che fu emesso dal gip Grillo per la vicenda mafia e appalti [...] mio padre aveva inventato una specie di sistema di spartizione degli appalti: potremmo chiamarlo ‘il sistema’. D’accordo con Bernardo Provenzano gli appalti venivano spartiti equamente tra tutti i partiti, in consiglio comunale, a seconda della loro rappresentatività [...] Mio padre in quegli anni si vedeva spesso con gli imprenditori Franco Bonura e Nino Buscemi. E insieme investirono soldi anche in una grande realizzazione alla periferia di Milano, che è stata poi chiamata Milano 2 ... leggi tutto inviatospeciale.com
RAI provinciale
uomini d'onore
- Niente più 41 bis per il boss palermitano Giuseppe Graviano
- Mafia, carcere meno duro per boss Giuseppe Graviano
- I giudici ammorbidiscono il 41 bis al boss Graviano
- Mafia, alleggerito il carcere duro al boss Giuseppe Graviano
- Georgofili , il giallo del 41 bis al boss Giuseppe Graviano
- Mafia, revocato il 41bis a Graviano
- Tolto 41-bis al boss palermitano Giuseppe Graviano
- Graviano, il padrino che lancia segnali dal 41 bis
voci che vengono da Brancaccio
Giuseppe Graviano, silenzio che parla "Quando starò bene risponderò"
di ATTILIO BOLZONI
PALERMO - Chi parla tace. E chi tace parla. Sono le voci che vengono da Brancaccio. È la trama dei "Graviano & Graviano", il fratello buono e il fratello cattivo, il molle e il duro, la coppia più mafiosa di Palermo che gioca l'ultima spericolata mano intorno al senatore Marcello Dell'Utri. Dicono e non dicono, conoscono e non conoscono, ricordano e non ricordano. A volte alludono, a volte minacciano. Più con il silenzio che con le parole.
È la più sofisticata rappresentazione mafiosa andata in scena negli ultimi anni, un gioco di specchi, la dissociazione morbida di Filippo e il castigo del 41 bis che sopporta Giuseppe, il primo che parla del suo "percorso di legalità" e smentisce di avere mai incontrato il senatore, l'altro che fa l'irriducibile ma intanto fa capire che prima o poi se la potrebbe "cantare". Una mossa e l'altra mossa, l'incastro con "il fraterno amico" Gaspare Spatuzza "che ha fatto le sue scelte", un labirinto siciliano, una tela di ragno... continua repubblica.it
prima di votare , pensa !!!
Decreto di archiviazione Berlusconi-Dell'Utri strage di Capaci Intervista a Paolo Borsellino sui rapporti fra Berlusconi Dell'Utri e la Mafia
La lunga sequela del complotto italiano
di Roberta Lemma 11 maggio 2009
Licio Gelli, Castiglion Fibocchi, Banca Etruria, Berlusconi, San Marino, Luca Simoni, Eminflex, Giacomo Riina, Dell’Utri.
Vi domanderete cosa hanno in comune questi nomi, certo, per chi conosce un poco la storia recente
alcuni nomi li ricollegherà facilmente altri meno. Ancor piu difficile raccontarli e intersecarli rendendo fluido il discorso. Tuttavia è doveroso rivendicare una volontà spregiudicata di portare alla conoscenza di tutti lo sviluppo economico dell’Italia negli ultimi 40 anni, quello stesso sviluppo che, come un boomerang, ora torna indietro infrangendo le nostre vetrate mentali.
Partiamo da una domanda che vuole essere una riflessione:
Quando a venir condannato è solo il capo o uno dei capi di un qualsiasi intrigo che abbia come fulcro la gestione di affari e di alleanze, cosa succede?
Praticamente niente poiché l’azienda o la banca non viene intaccata ed è libera di continuare la sua losca strada, gli basta cambiare e nominare un nuovo timoniere che paziente aspettava la sua ora.
È bene anche precisare che, tutto quel che è stato prescritto o assolto, pur attorniato da testi e pubblicazioni e testimonianze e documenti non può, venir raccontato, senza rischiare denunce o querele. Eppure possiamo far finta di non credere a certe testimonianze, a certe intercettazioni, a certi urli che come boati spingono per venir a galla e invece poi saltano in aria per mano criminosa?
Possono anche le nostre coscienze assolvere taluni ambigui personaggi pur sapendo delle loro amicizie e alleanze nelle procure e tra i magistrati e giudici e politici?
Un difficile percorso a ritroso.
4 maggio 2009 ... leggi tutto reset-italia.net
Avanti Popolo
Alfa, Beta e l’ora della Verità di Dario Campolo mercoledì 4 marzo
A questo punto non c’è più tempo da perdere, la crisi è più forte di quello che ci si aspettava e questo è il momento di attaccare i colletti bianchi collusi. Sì, il momento è giusto, dobbiamo fare pulizia nel paese, persone come il nostro Premier non possono stare al timone del paese se prima non si mettono a posto con la giustizia, non c’è lodo che tenga alla giustizia. A questo punto spero che Genchi, Salvatore Borsellino e altri ancora ci tolgano da questo impiccio, sono gli unici ormai in grado di farlo ma con il nostro supporto, dobbiamo far capire all’Italia intera che il nostro paese non può affrontare questa crisi se prima non elimina tutti governanti collusi, altrimenti saranno loro a riscrivere le regole e questo non va bene.
Leggete il libro consigliato da Salvatore Borsellino "Alfa e Beta" Berlusconi e Dell’Utri per chiamarli con il loro nome e cognome per capire quanto siano immischiati e chissà quanto altro ancora che neanche ci immaginiamo, e si badi bene che Alfa e Beta non sono nomi inventati ma è la storia dell’inchiesta aperta dalla procura di Caltanissetta a carico di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, accusati di "reato di concorso in strage per finalità terroristica e di eversione dell’ordine democratico", in pratica di essere i “mandanti esterni” delle stragi di mafia del terribile biennio ’92-’93.
E’ ora di svegliarci e farci sentire, la crisi ci divorerà e ... continua su www.agoravox.it



Disinformazione Organizzata
Quando l'omertà (sottomissione alle regole della 'Onorata Società')
diventa una virtù.
Quella sentenza coperta dal silenzio di Giuseppe Giulietti
Nei giorni scorsi, riprendendo le denunce di Marco Travaglio e di Pancho Pardi, abbiamo raccontato il quasi tombale silenzio Raiset in merito alla condanna per corruzione dell’avvocato Mills. Di quella condanna non si doveva parlare perché non doveva essere pronunciato il nome del compare. In questo caso specifico non si è neppure atteso il lodo Alfano bis sulle intercettazioni per procedere al sequestro dell’articolo 21 della Costituzione. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato.
In queste stesse ore, sulla vicenda delle centrali nucleari, si sta ripetendo lo stesso copione. Qualsiasi punto di vista critico, divergente dal pensiero unico nuclearista, è stato cancellato. Gli scienziati, i ricercatori, i rappresentanti dei comitati che promossero il referendum sono stati condannati al silenzio o alla marginalità, fatte salve naturalmente alcune lodevoli eccezioni che ancora resistono sulle poche piazza mediatiche non ancora occupate dalle truppe berlusconiane.
La condanna al silenzio riguarda anche il passato, e coinvolge anche la vita e le opere di alcuni grandi italiani che hanno letteralmente sacrificato la loro esistenza al bene comune e alla lotta contro le mafie e i loro mandanti.
Ci riferiamo, in questo caso, al giudice Borsellino e alla sua misteriosa agenda rossa, zeppa di annotazioni e mai più ritrovata. Qualche giorno fa questa vicenda è stata archiviata, nell'indifferenza quasi totale, perché anche questa è considerata una pagina da strappare dal libro della nuova vecchissima Italia di Berlusconi, Dell’Utri e Mangano.
Da Palermo, un vecchio amico giornalista che per tante ragioni preferisce non firmarsi, ci ha inviato una lettera angosciata e indignata che ci permettiamo di pubblicare e di dedicare alla memoria del giudice Borsellino e degli altri eroi che hanno perso la vita per garantire davvero a tutti noi il diritto alla legalità e alla sicurezza....continua indicius.it/massmedia
L'ultima intervista di Paolo Borsellino ''dedicata'' a Berlusconi (testo)
(dove si parla di droga e riciclaggio, dopo la quale Borsellino è saltato in aria)
Alfa e Beta (Recensioni)
Forza Italia e le bombe del '92-'93
"Alfa e Beta" e i silenzi della stampa
La storia di un'inchiesta e dei suoi due imputati eccellenti
Quando l'Italia faceva i conti con "Alfa e Beta"
La pista americana di Gianni Barbacetto e Salvo Palazzolo
Borsellino, per la strage di via D'Amelio la procura indaga sui servizi segreti
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
DECRETO DI ARCHIVIAZIONE
(artt.409 e 411 c.p.p.)
Il Giudice, dott. Giovanbattista Tona, nel procedimento nei confronti di:
• BERLUSCONI Silvio, nato a Milano il 29 settembre 1936;
• DELL’UTRI Marcello, nato a Palermo l’1 settembre 1941;
in relazione al reato di cui agli artt.110-422 c.p., 7 d.l. 13 maggio 1991,
n.152 (conv. in l. n.203/91) (c.d. aggravante della finalità mafiosa), 1 d.l.
15 dicembre 1979 n.625 (conv. in l.n.15/80) (c.d. aggravante della finalità
di terrorismo).
La Corte di Assise di Caltanissetta, nella sentenza che ha concluso il c.d.
“Via D’Amelio ter”, ha sostenuto che “risulta quanto meno provato che la
morte di Paolo Borsellino non era stata voluta solo per finalità di vendetta
e di cautela preventiva, bensì anche per esercitare – cumulando i suoi
effetti con quelli degli altri delitti eccellenti – una forte pressione sulla
compagine governativa che aveva attuato una linea politica di contrasto
alla mafia più intensa che nel passato ed indurre coloro che si fossero
mostrati disponibili tra i possibili referenti, a farsi avanti per trattare un
mutamento di quella linea politica (…).
E proprio per agevolare la creazione di nuovi contatti politici occorreva
eliminare persone che come Borsellino avrebbe scoraggiato qualsiasi
tentativo di approccio con cosa nostra”.
A queste conclusioni la Corte è giunta valorizzando anche le dichiarazioni
di diversi collaboratori di giustizia che contengono anche quegli elementi
costituenti notitia criminis a carico degli odierni indagati.
Appare allora opportuno esaminare, in maniera approfondita, le
propalazioni dei collaboratori a carico di Berlusconi e Dell’Utri nei loro
contenuti, nella loro genesi e nella loro progressione, tenendo conto dei
verbali a disposizione di questo Ufficio.
ho deciso , voto pdldm
voto per il popolo della libertà della mafia , e tu ¿
dal 1994 Cosa Nostra é scomparsa ed é apparsa Forza Italia ,
che culo ........
ps:una chicca
















