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il politico italiano più compromesso di tutti ha danneggiato gravemente la situazione italiana, inasprito la crisi politica e morale e reso l’Italia una zavorra per l’UE

Il declino dell’Italia lo rafforza


[Svenska Dagbladet]

POTERE MEDIATICO. Malgrado la frivolezza, le bugie e una retorica piena di pregiudizi contro le donne, Silvio Berlusconi è rimasto agganciato al potere. Kristina Kappelin cerca la spiegazione di questo paradosso nel lento crollo della repubblica italiana.
Negli ultimi 20 anni la politica italiana si è differenziata dalle principali tendenze europee. All’inizio degli anni ’90, dopo il collasso dell’intero sistema partitico tradizionale, il grande partito democristiano scomparve da un giorno all’altro e i comunisti si trasformarono in socialdemocratici.
Allo stesso tempo, l’Italia moderata trovava un nuovo leader politico nel sospetto magnate dei media Silvio Berlusconi. Contrariamente a quanto prevedevano i più, almeno fuori dall’Italia, non si è trattato di una breve parentesi: 16 anni dopo il primo trionfo domina ancora la politica italiana, anche se il suo tragitto sembra adesso avvicinarsi al termine.
Con il libro ”Berlusconi, l’italiano” la giornalista Kristina Kappelin, leggi tutto

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina