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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

Che senso ha

Che senso ha votare, in un paese in cui un politico, che non potrebbe essere politico, detta gli articoli a suoi dipendenti giornalisti (in senso lato, il giornalismo è ben altra cosa, soprattutto non è dipendente della politica), detta l'agenda ai suoi avversari politici in un governo di losche intese, benedetto da sua eminenza giorgio Della Trattativa Mafiosa Insabbiata.
Forse il senso potremmo trovarlo in tutta una serie di ricatti in cui tutti hanno qualcosa da nascondere, per cui salvare un indifendibile è come salvare se stessi, daltronde siamo in fondo a tutte le classifiche per quando riguarda il condizionamento mafioso, la corruzione, la mancanza di informazione, il tenore di vita, l'istruzione scolastica, la prospettiva di cure adeguate, per non parlare del lavoro.
Cosa volete da una popolazione alienata dalla televisione (ultimo baluardo di questo potere rancido e putrescente) che alimenta nei giovani (cioè il futuro) il successo rapido e i soldi subito ; emulare veline, calciatori ed eroi mafiosi, avere supertelefonini e superSUV, tanto studiare non serve, e così file interminabili di giovani abbandonano la scuola che è stata sempre descritta come un titolo di studio e basta e non come un'arma per difendersi da quegli opportunisti che vogliono solo prenderti in giro, quindi fregarti la dignita, l'istruzione, la salute, il lavoro, la casa quindi la tua vita.
Ecco qual è il senso di tutto.

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina