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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

italie parallele

una lavora, suda, rispetta le regole, il prossimo ma è un'italia senza,

senza governo, senza presidente della repubblica, senza rappresentanti, apparentemente senza futuro,

è un luogo, se tutto va bene, in cui si riesce a sopravvivere (per adesso!), a parte coloro che hanno messo la parola fine alla propria esistenza anticipatamente vivendo in una società malata fatta di numeri e non di emozioni, uccisi dall'indifferenza, dal cinismo e dal menefreghismo, ci sarebbero gli estremi per una class action contro gli autori materiali di questo eccidio ma questi italiani non vivono ancora in un paese civile, quindi questa idea per adesso è un aborto.

Poi c'è un'altra italia, quella che ha tutto (sic!), ha tutti i presidenti, ha tutti i giornalisti, tutti i canali televisivi, tutti i partiti, tutte le banche, tutte le mafie, tutti i soldi, tutti i mezzi di disinformazione, l'unica pecca è che non ha un popolo che lo sostiene ma un branco di individui intossicati da tutte le droghe che sono utili a che il 'sistema' abbia il 'controllo'.

DIVERSA'MENTE' è terrorismo!

Il loro sistema concepisce solo l'unicamente, l'omologazione il pensiero unico e indivisibile.

ps: è la solita tattica,

i mafiosi accusano gli altri di essere mafiosi,

i terroristi accusano gli altri di essere terroristi,

per gli italiani tutto il resto è noia, pensando al cavallo di .....!

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina