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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

mimì e cocò andarono in guerra

Uno era vecchio, troppo vecchio per capire cosa vuole un popolo e abbastanza giovane per sapere cosa vuole un padrone,

lui non aveva mai avuto una coscienza, al limite qualche conto, in banca (da rimpinguare), in sospeso ( per vendetta o per ricatto),

diciamo che nell'albo della storia era funzionale al sistema corrotto e corruttibile che rappresentava.

Ebbe un monumento, lo chiamarono 'macerie da uno sconosciuto', fu orgoglioso di essere innominato,

seguì anche lui la linea omertosa dei 'glandi i tali ani'!

L'altro sembrava più giovane (dieci anni in più di mio nonno quando sono nato, ndb) rispetto al primo,

un viso così insipiente, uno sguardo così vuoto, uno che quando lo vedi ti chiedi 'ma ho visto un eucariota gigante?',

magari era solo un altro vuoto creato dal 'sistema' in un essere umano.

La storia non finisce qui, i due intrecciati come la doppia catena del dna sprofondava sempre più giù verso l'abisso (vedi Nietzsche)

incapaci di uscire allo scoperto e salvare se stessi,

amadi conseguenza il paese che rappresentavano.

Così è morta l'Italia, con troppi sogni dimenticati

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina