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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

orgoglioni allo sbaraglio

il 90% di internet è 'commento alla televisione' quindi spazzatura (secondo me),

l'altro 10% è indipendente dalla televisione quindi spazzatura (secondo lor signori*),

la conseguenza è che tu, voi o noi saremo esclusi dai risultati dei fumosi motori di ricerchia,

quindi le informazioni saranno pilotate, controllate e univoche,

peccato, sarebbe stato bello essere liberi ma i padroni hanno il quasi totale controllo,

non mi rammarico per il popolino, diciamo l'essere più debole del sistema,

sono quelli più intelligenti che si adattano e si spalmano in questa società malata che mi fanno riflettere,

questi ultimi pensano, poverini anche loro, di essere esclusi dal giogo, l'ultimo megashow dell'iperriccio,

il titolo è 'massacro', sono già stati prenotati centinaia di posti,

moltissimi saranno delusi dal non essere stati invitati,

alcuni potranno vedere l'umanità scomparire,

io sicuramente sarò con i miei amici e nemici a gustarmi quegli ultimi attimi di umanità,

dopo 'penso' che rimarrà solitudine, tristezza e nostalgia di un mondo perso per sempre,

si consoleranno con una montagna di carta che chiamavano soldi*

noi siamo morti per emozioni.

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina