▼ News ▼ Diano Marina ▼ Immagina ▲ Top
Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

Renzi il cavallo di Troia dell’iperliberismo economico ovvero il disastro italiano


IL DISASTRO ITALIANO

Perry Anderson, insigne storico inglese di impronta marxista, scrive un saggio “Il disastro italiano”, in cui chiama Renzi il cavallo di Troia dell’iperliberismo economico.
Se l’Italia ha avuto qualche remora ad agganciarsi al liberismo della Bce, Renzi è servito a toglierla, completando la fascistizzazione di questo Paese.
Esamina la storia italiana recente, dalla fine di Tangentopoli sino al crollo di B, fortemente voluto da Bruxelles attraverso la presidenza di Napolitano, e all’abbraccio di Renzi come ultima spiaggia di fronte alla disorientante eterodossia del fenomeno Grillo. Anderson parla di una deriva degenerativa della democrazia in Europa e di una corruzione pervasiva della sua classe politica. In Italia questa deriva è stata rappresentata per molto tempo da B mentre la corruzione vede Pd e Pdl immersi vicendevolmente fino al collo prima e dopo tangentopoli, e oggi le mani degli appaltatori, di dx o di sx, non sono certo più pulite di prima. Quanto alla democrazia, le performance del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale offrono ulteriori lampanti illustrazioni del degrado dello Stato di diritto in questi anni, aggravato ora dal Neo-porcellum imposto al Parlamento a tutti i costi. Renzi dice di ammirare Blair, ma è evidente che non lo conosce, che non sa quanto in Gran Bretagna sia tanto screditato da osare a malapena mostrarsi in pubblico, proprio come il Craxi della fine all’hotel Raphael. Blair non era un innovatore: ereditava il sistema della Thatcher, spingendosi un po’ oltre. Figura mediocre, la cui corruzione personale adesso disgusta anche i suoi ex ammiratori del “Financial Times”, la sua unica iniziativa di rilievo fu affiancarsi a Bush nella guerra in Iraq. Renzi punta assai più in alto, a una trasformazione dell’Italia che si avvicini a quanto ottenuto in Gran Bretagna da Thatcher».


COME SI FA A SALVARE DEMOCRAZIA E GOVERNABILITA’?

Viviana Vivarelli

Di modi ce ne sono tanti ma tutti prevedono una riduzione dei poteri di partiti e dunque i partiti non li voteranno mai.
Cominciano con l’azzerare i finanziamenti pubblici ai partiti e all’editoria.
Poi equipariamo emolumenti, benefit, vitalizi e stipendi degli onorevoli Italiani alla media europea. E sospendiamo gli emolumenti agli onorevoli dopo la prima sentenza di condanna (il 90% degli Italiani lo vuole, ma la partitocrazia non lo vuole).
Facciamo leggi durissime che sospendano dal potere chiunque abbia anche una condanna in primo grado per reati gravi, cacciamo con un veto assoluto chi arrivi a una condanna alla Cassazione, escludendolo da ogni vitalizio, e accorciamo i procedimenti giudiziari a soli due gradi di giudizio per sveltire i processi.
Accorciamo i tempi a sole due legislature.
Eliminiamo tutte le prescrizioni.
Aumentano le pene per reati penali a chiunque abbia alte cariche.
Rendiamo al popolo la sua sovranità e rendiamogli le preferenze.
Vietiamo ogni sorta di alleanza prima durante o dopo.
E sospendiamo dal Parlamento chiunque cambi il partito durante la legislatura.

0 commenti:

nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

commenti


mafiosamente


Loading...

in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina