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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

"L'indipendenza di giornali e tv e il funzionamento della democrazia"

Gli allievi della Scuola di Giornalismo di Urbino: “Discutiamo dell’indipendenza dei media”

di Federico Dell’Aquila e Matteo Finco

“La conoscenza governerà sempre sull’ignoranza. E i cittadini che intendono essere loro stessi a governarsi si devono armare con il potere che la conoscenza fornisce” (James Madison, quarto Presidente degli Stati Uniti d’America). Nella società della comunicazione, i media, realtà economiche non meno che culturali, compiono numerosi gesti: informano, intrattengono, pubblicizzano. Il giornalismo fa parte di questo mondo.
Il suo compito è raccontare in libertà e autonomia ciò che accade, testimoniare gli eventi, rendendoli accessibili a tutti, cioè pubblici. Raccontando storie, facendo circolare idee, mettendo a confronto vissuti, riproducendo il pensiero e accendendo passioni, orienta e forma l’opinione pubblica. Il giornalismo cioè, partecipa alla democrazia.
O almeno, così dovrebbe essere. Eh sì, perché oggi non è proprio così. La natura del giornalismo è minata dalla dipendenza delle testate dai poteri forti – politici, finanziari, economici –, sempre più pressante. Se l’informazione non rimane separata dai poteri, perde la sua forza, la sua efficacia, la sua credibilità.
L’agenda dimentica spesso temi importanti per la vita del Paese per far posto a polemiche politiche autoreferenziali.
È questo scenario che ha ispirato il “Progetto Einaudi-Albertini per l’indipendenza dei media”, un laboratorio permanente che verrà inaugurato a Urbino il 16 e 17 marzo con un convegno... leggi tutto articolo21.info

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina