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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

Non facciamoci fregare


Come trovare i fatti nell'era della disinformazione.

Di Brooks Jackson e Jamieson Kathleen H.

Giornali e riviste, radio, tv, Internet... Veniamo bombardati ogni giorno da un'enorme quantità di informazioni: notizie, dati e statistiche, sondaggi, pubblicità, propaganda elettorale. Spesso questi messaggi sono fuorvianti, quando non si tratta di vere e proprie panzane. E i media non ci aiutano a smascherare questa disinformazione. Anzi, spesso la praticano per primi. "Non facciamoci fregare" è un piccolo manuale di autodifesa per il cittadino del XXI secolo. Prefazione di Oliviero Beha.(ibs.it)

Informazione e ... disinformazione
di Antonio Longo Pubblicato: Mar 2, 2009

Viviamo nell’era dell’informazione. In un attimo e con estrema facilità, grazie alle nuove tecnologie, riusciamo a reperire notizie riguardanti anche la parte opposta del globo. Internet, la televisione, la radio, i giornali: quotidianamente il “bombardamento” mediatico è incessante. News, statistiche, dati, opinioni, pubblicità, propaganda sono divenuti “fedeli” compagni delle nostre giornate. Ma è proprio così? O da un’analisi più approfondita del mondo della comunicazione possono ricavarsi altre valutazioni?
“Non facciamoci fregare” , edito da Garzanti, illustra metodi e meccanismi per “trovare” i fatti nell’era della disinformazione. Sembrerebbe, a prima vista, una contraddizione ma non è così.
Spesso, infatti, i messaggi che provengono dai mass media sono fuorvianti, in alcuni casi è proprio il sistema dell’informazione che non aiuta il pubblico a “smascherare” la… disinformazione.
Un piccolo manuale di autodifesa per i cittadini del XXI secolo che attraverso esempi “pratici” guida il lettore nei meandri dell’informazione, dei suoi abusi e dei suoi effetti “collaterali”. Per utilizzare con “precauzione” uno strumento che ha certamente contribuito all’evoluzione del mondo ma che con una certa frequenza cela insidie e trabocchetti.
Tratto da siciliatoday.net


Le 8 regole (+ 1) per informarsi correttamente

1. Non puoi mai essere completamente sicuro (di quello che leggi).

2. Però puoi essere abbastanza sicuro (se usi gli opportuni accorgimenti).

3. Cerca l’opinione condivisa dagli esperti.

4. Controlla le fonti primarie.

5. Impara che cosa conta, impara a contare (ovvero come leggere i dati).

6. Attento a chi parla (e perché parla).

7. Vedere non vuol sempre dire credere.

8. I controlli incrociati (ovvero come valutare l’attendibilità delle fonti).

Ultima regola: Sii scettico, non cinico.

Si esce dalla lettura di questo pamphlet/manuale di grande successo negli usa prima e in Europa poi con la sensazione di aver attraversato la jungla e di essere in una radura, prima che la jungla ricominci: in mano questo libretto, come fosse un machete. Il senso di impotenza di fronte a una vegetazione mediatica per lo più truffaldina che tenta spessissimo con successo di ingoiarti viene limato, attenuato, disboscato dal machete. Un machete fatto di storie, aneddoti distinti dai fatti, istruzioni per l’uso e soprattutto una fortissima esortazione alla consapevolezza, alla coscienza, all’autodifesa, all’indefessa ricerca dei fatti in mezzo alla foresta delle loro manipolazioni e quindi al rispetto di questi medesimi fatti.
(dalla Prefazione di Oliviero Beha)

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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