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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

La morte.......Il silenzio.......e poi le grida degli innocenti

Di Daniele Biacchessi retedigreen.com

Scorre il tempo, lungo i binari della memoria, della giovinezza perduta, della vecchiaia rattrapita. Il suono di un vecchio boato spezza i vetri dell'orologio, ferma le lancette, le inchioda ad un presente che molti hanno voluto. Rimangono i secondi dei minuti e delle ore che abbiamo passato a giocare. Felici. Quando eravamo corpo, spazio e tempo.

L'orologio segna le 10,15. E' il 2 agosto 1980, stazione di Bologna. Sole e caldo. C'è un ragazzo, ventun'anni da poco compiuti. Con una valigia aspetta sotto la pensilina del primo binario. Prende un fazzoletto e si asciuga il sudore, sotto il berretto guarda e osserva gli sguardi sconosciuti di una stazione d'estate. Roberto Procelli è in servizio di leva, 121 Battaglione di artiglieria a Bologna. Viene da San Leo di Anghieri, quattro case a quaranta chilometri da Arezzo. Era partito per militare pochi mesi prima. Non avrebbe mai voluto lasciare il paese, Rinaldo e Ilda, i suoi genitori e quella ragazzina che gli faceva il filo da quando era poco più di un bimbo. Roberto si mette proprio sotto l'orologio, dove c'è la sala d'aspetto di seconda classe. Attraverso il vetro scorge i volti di quella gente, ascolta perfino i loro discorsi. C'è la famiglia con i ragazzini che non stanno mai fermi,lo studente che disegna il volto di una donna mentre allatta il figlio, una coppia in viaggio di nozze, i boys scout che mangiano i panini, un giovane con lo zaino sulle spalle, militari in libera uscita che vanno al mare, la nonna con il nipote e la loro valigia, gente che dorme, gente che legge. Immagini di un paese che va in vacanza, con il sorriso sul volto e il biglietto del treno in tasca. Accanto a Roberto c'è un ragazzo di ventiquattro anni, spagnolo. Ferdinando Gomez Martinez viene da Madrid. Sogna da anni un viaggio in Italia. I suoi amici gli hanno raccontato delle avventure, di mare e sole, di belle ragazze, di monumenti, di storia. Si pettina davanti a uno specchio. Aspetta l'annuncio del suo treno e ascolta quel brusio di gente che corre in fretta. Sembra una melodia, un suono amico. C'é chi attende la coincidenza mentre in biglietteria le persone formano una lunga coda. "A che ora parte il treno per Basilea?" - chiede un signore - "Se si sbriga è sul binario 1. Era in ritardo ma ora il capostazione ha dato il via libera". Ferdinando entra nella sala d'aspetto e scorge, accanto al muro del self service, tre ragazzi che parlano spagnolo. Pablo, Paco e Josè si erano appena incontrati in Piazza Maggiore, quattro chiacchiere, un giro per la città e poi in stazione per continuare il viaggio. Romeo Ruozi, 54 anni, vaga per la stazione. Cerca Valeria, sua figlia. Poche ore prima Romeo le aveva detto "Vengo a prenderti come al solito...ti aspetto al solito posto, al binario del treno che viene da Verona, quello delle 11,56". Romeo é previdente, anticipa ogni appuntamento. Lo fa per abitudine, da sempre.....

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina