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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

aspettando il 17 agosto 2010, solo morti diventano umani

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Kossiga confessa: ho fatto uccidere io Giorgiana Masi

Giorgiana fu uccisa il 12 maggio 1977 durante un sit in dei Radicali nel terzo anniversario della vittoria nel referendum sul divorzio.



«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»

Queste parole non sono state pronunciate da un qualsiasi pazzo fanatico ma dal presidente emerito della Repubblica Italiana (le maiuscole e le minuscole non sono casuali …) Francesco Cossiga. Il senatore a vita ha così liquidato la libera espressione del pensiero di studenti, lavoratori, docenti, precari, sindacati di base.

Ora, intendiamoci, queste parole non dovrebbero stupire nessuno. Stupirebbero in una democrazia, non in Italia. L’Italia una democrazia non lo è mai stata. Sono sessant’anni che è sotto occupazione militare straniera. Sono almeno quarant’anni che ogni dissenso civile e popolare viene represso a furia di bombe e massacri di piazza. Le procure che stanno preparando la beatificazione di Calogero Mannino sono le stesse che tentarono di criminalizzare i carabinieri che arrestarono Riina.

Siamo il Paese nel quale, negli ultimi mesi, solo Grillo ha ricordato sul suo blog che ‘O Governatore Antonio Bassolino è indagato per la gestione criminale dei rifiuti. Crimini che stanno ricadendo sulla popolazione, costretta a convivere (o forse dovremmo dire a con-morire …) con la diossina e i veleni più tossici possibili.

Le parole di Cossiga, dichiarazioni rese ad un diffuso quotidiano, sono interessanti perché chiudono, o almeno dovrebbero, una pagina nerissima della storia di questa plutocrazia dittatoriale chiamata Italia: l’assassinio di Giorgiana Masi. Cossiga afferma espressamente che Berlusconi dovrebbe fare come fece lui. Conferma quindi quello che fu denunciato sin dall’inizio: la manifestazione fu infiltrata da facinorosi, agenti del potere, col solo compito di devastare e inquinare lo spazio civile.

Giorgiana fu uccisa il 12 maggio 1977 durante un sit in dei Radicali nel terzo anniversario della vittoria nel referendum sul divorzio. Leggiamo da Wikipedia:

“All’iniziativa del 12 maggio aderirono i simpatizzanti del movimento degli autonomi per protestare contro la diminuzione degli spazi di espressione politica ed il clima repressivo nei loro confronti. Nelle strade erano presenti centinaia di membri delle forze dell’ordine in assetto antisommossa, coadiuvati da agenti in borghese. Nella giornata scoppiarono diversi incidenti, con lancio di bombe incendiarie e colpi d’arma da fuoco. Nei giorni successivi diverse persone, tra quali il senatore Marco Pannella, sottolinearono in loro dichiarazioni la presenza di agenti in borghese nascosti tra i dimostranti”. Cossiga ha chiuso il cerchio: le accuse di Pannella e dei radicali erano vere. Giorgiana fu uccisa dalla violenza di Stato, dai provocatori del potere. In una democrazia compiuta migliaia, milioni di persone dovrebbero scendere in piazza e chiedere l’arresto immediato di coloro che occupavano poltrone e ruoli di governo. Non sarà così. Come non lo è mai stato. Quando ci sarà il prossimo morto le persone oneste e sincere, se ce ne sono ancora, si rileggano l’editoriale di Libero di ieri. Incorniciamo le dichiarazioni di Cossiga. Alla prima persona che insulterà, attaccherà i democratici e chi protesta ricordiamoci che 1 italiano su 5 ha votato colui che ha definito i magistrati “malati mentali”, il confino mussoliniano una vacanza, che da affermato testualmente “darò disposizioni al Ministro dell’Interno perché mandi la polizia”, il cui braccio destro ha definito il mafioso Mangano “un eroe” e un cui ministro ha detto che “con la mafia bisogna convivere”.

“Che vi vengano figli fascisti - questa la nuova maledizione - figli fascisti, che vi distruggano con le idee nate dalle vostre idee, l’odio nato dal vostro odio” Pier Paolo Pasolini

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Per chi non dovesse conoscere bene la storia, le persone armate che si vedono alla fine del video sono dei poliziotti borghesi infiltrati. gastonemariotti.com/

2 commenti:

gianni tirelli ha detto...

IL PIT-STOP NATALIZIO

E’ Natale e la nostra cara TV, colta da folgorazione divina, inonda i suoi canali, un tempo sanguinari, con candidi film su infinite storie d’amore, di pace e solidarietà. Il tutto, ben condito con mielose musichette, e una passerella infinita di beati, di santi e di martiri. I vari conduttori bene educati e camuffati da preti di provincia, hanno assunto un’aria melanconica, e a voce bassa e, con parole misurate, ci raccontano di slanci di bontà, di perdoni impossibili e di religiosi appelli all’umiltà e al pentimento.
Solo la voce dissonante del nostro Papa arringa ai mali di questo secolo nefasto, pregno di relativismo, materialismo, consumismo, indicandoli come i veri responsabili dello sconvolgimento morale e spirituale del mondo moderno. Presto le festività finiranno e, come per incantamento, tutto si dissolverà nell’oblio. Sangue, dolore e morte si rimpossesseranno dei loro posti di comando e volgarità e pornografia, cariche di nuova energia, saranno il “live motive” di una televisione sempre più becera, ipocrita assurta al rango di Grande Diseducatore.

Gianni Tirelli

gianni tirelli ha detto...

MEGLIO OGGI O MEGLIO IERI?

Per avere un dato più rispondente alla realtà, dovremmo chiedere a quel miliardo e cinquecento milioni di denutriti, se il mondo in cui oggi viviamo è meglio di quello passato.
Dovremmo chiederlo a tutti i civili iracheni e di tutte le guerre moderne, dilaniati dalle bombe intelligenti, dall’uranio impoverito, dal fosforo e batteriologiche.
Dovremmo chiederlo a tutte quelle persone sacrificate sull’altare del progresso, devastate dall’amianto, dalla diossina, dai pesticidi, diserbanti, metalli pesanti e affini e, da un’inquinamento endemico, che miete sistematicamente sempre più nuove vittime.
Dovremmo chiederlo ai bambini abusati, seviziati e mercificati in tutto il mondo – ai corpi senza un nome, espiantati dai loro organi.
Potremmo chiederlo alle vittime di Chernobyl e ai loro familiari, ai morti per droga, per incidenti stradali; ai morti sul lavoro, ai clandestini in fondo al mare.
Dovremmo chiederlo agli ebrei dei forni crematori, ai giapponesi di Hiroschima e Nagasaki, e a tutte le vittime dell’industria bellica, dell’industria chimica, dell’industria della menzogna.
Se il mondo in cui oggi viviamo, è meglio di quello passato, dovremmo chiederlo all’acqua, all’aria, agli alberi e agli uccelli. Lo chiederei alla notte, al silenzio, alla compassione, alla felicità e alla bellezza. Lo chiederei alla speranza e alla solidarietà. Lo chiederei al mio cuore, che adesso non risponde.

Gianni Tirelli

nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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Diano Marina