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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

largo ai giovani (mafiosi)

le più alte cariche dello stato ( la s maiuscola la metterò quando saranno veramente alte)

Giorgio Napolitano      87

Renato Schifani            62

Gianfranco Fini             60

Mario Monti                   69

Alfonso Quaranta          76

Carlo Azeglio Ciampi    92
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totale                               446                      età media 74 anni e 4 mesi

i latitanti mafiosi più pericolosi ( han provato a cercarli a casa loro?)

Marco Di Lauro                   32
Pasquale Scotti                    54
Matteo Messina Denaro    50
Giovanni Motisi                   53
Domenico Condello            56
Giuseppe Giorgi                  51
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                                               296              età media 49 anni e 4 mesi

differenza 150 (ovviamente i numeri indicano gli anni)

queste istituzioni ormai vecchie e derelitte impediscono ai giovani di buona volontà di affermarsi a discapito di giovani dalla mentalità mafiosa quindi senza anima ( in senso psicologico non certo religioso ) che sicuramente sono ben rappresentati dalle istituzioni italiane di questi ultimi decenni.
le varie mafioserie si stanno scatenando per rimpasti gattopardeschi,forza mafia!

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina