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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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berlusconi è l'apice della lorderia, in italia

solo così si può giustificare che dopo elezioni più o meno democratiche ( vedi teleVisioni, poche tele e molte visioni ) i due principali avversari si mettano insieme per governare nel paese che ha ucciso falcone e borsellino, pietre miliari dell'FBI americana, avete presente?
Ecco adesso torniamo al presente, quel presente in cui quel negro (oh, brama! ) ha fatto i complimenti a quel comunista e terrone ( napolitengorogna! ) nell'avere un controllo anglosassone in questo paese ribelle.
Ma che andassero a fare in culo tutti quelli che non hanno il coraggio di obiettare,
ed allora se siete servi, di servi, di servi , se siete servi non rompete i coglioni .
Il presidente di una repubblica civile non si deve offendere solo se non ha la rogna.
VEDI MAFIOSITà, e i suddetti ce l'hanno.

continua ...

Obama, sorry 4 Berlusconi

Se il Silvio Zelig planetario fa il vice di Obama di Daniela Gaudenzi
WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 7 APRILE 2009

La singolare e poco onorevole attitudine che Roberto Scarpinato attribuisce molto a proposito agli intellettuali italiani, quella di essere sostanzialmente, con esigue ed eroiche eccezioni, dei tendenziali impostori che invece di smascherare il potere lo giustificano ed esaltano acriticamente, si addice a maggior ragione alla categoria dei giornalisti e non solo a quelli già a libro paga del presidente del Consiglio, ma anche ai non pochi aspiranti all’assunzione.

Un esempio, tra tanti, particolarmente illuminante lo forniscono i “retroscena” del notista politico della Stampa Augusto Minzolini, che a onor del vero trattava quasi con altrettanta devozione Massimo D’Alema quando era a palazzo Chigi e che a sua volta lo teneva in grande considerazione.

Secondo Libero, solitamente ben informato sulle predilezioni e le manovre del Cavaliere sul fronte delle nomine, il notista specializzato nel dietro le quinte secondo i desiderata dei protagonisti, sarebbe l’eletto per sostituire alla direzione di Panorama Maurizio Belpietro in procinto di sostituire Riotta al TG1.

A prescindere da ogni dietrologia e/o pregiudizio in funzione della sua eventuale futura carriera, la sua ricostruzione della performance berlusconiana al G 20, colpisce per il tentativo di accreditare Berlusconi come l’interlocutore privilegiato di Barak Obama, non a livello europeo, come hanno tentato di spacciare molte testate nazionali, oltre ai principali Tg del servizio pubblico, ma a livello planetario.

Già dall’incipit si entra nell’atmosfera del pezzo “finita la telenovela sulle gaffes o presunte tali, dopo tanto parlare si è scoperto che Barak Obama e Silvio Berlusconi sono d’accordo su tutto: Afghanistan, Nato, disarmo nucleare, rapporto con la Russia, crisi economica, ingresso della Turchia nella Comunità Europea….”.

Ma più ancora sarebbe venuta palesemente meno l’ultima “storiella” agitata dai soliti antiberlusconiani provinciali e pregiudizialmente ostili al premier e cioè che Obama fosse ostile ad incontrarlo come si dedurrebbe dall’ elementare circostanza che il presidente americano ha avuto incontri bilaterali con tutti inclusa Spagna, Grecia, Polonia, fuorché l’Italia.
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una lezione al mondo

Congratulations Mister President



Benvenuta l'era della responsabilità.

image: by dieci100mille

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina