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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

la memoria a volte ritorna e lascia tracce spesso indelebili

Il Rapido 904 e quelle vittime innocenti

di Daniele Biacchessi - 23 Dicembre 2010

La strage del treno Napoli-Milano esattamente 26 anni fa in una galleria buia fra Firenze e Bologna

Daniele Biacchessi 23 dicembre 1984. Manca poco a Natale. Il Rapido 904 corre lungo la tratta Napoli-Milano. Gli scambi incrociano i binari, poi li separano e ancora li incrociano. Tu tu tu tum...
Le carrozze sono stracolme di persone. Le valige non si riescono nemmeno a contare. Invadono i corridoi, fin quasi dentro i bagni. Ci sono i sacchetti con i regali impacchettati. Ci sono i salumi, i formaggi del Sud, il pane buono, quello fatto in casa, i dolci poche ore prima sfornati. Nei portafogli qualcuno mostra con orgoglio le fotografie dei nipotini e dei figli più grandi da mostrare orgogliosi ai parenti lontani. I bimbi più piccoli piangono. Le madri li accarezzano di poco accanto.
Chi legge, chi dorme, chi guarda fuori dai finestrini appannati. Tu tu tu tum...Il Rapido 904 é come un mulo, solo le stazioni e i semafori rossi possono fermarlo. Di chilometri ne deve avere macinati tanti prima di quella sera.Tu tu tu tum...

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina