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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

balla di cristallo

il cervello é lo spazio in cui "vediamo" i nostri pensieri correre e scorrere in ogni suo tempo e non solo . Sulla sua superficie ci sono postazioni , che rappresentano i vari punti di "vista" . Ognuno di essi é regolato dalla rispettiva personalità o complesso . Quest'ultimi nascono dall'adattamento a situazioni non chiarite , rimaste nell'ombra . In questo alter ego vi é tutto ciò che é stato reinterpretato per essere accettati dagli altri , senza accorgerci che l'unico risultato era l'allontanarsi dal proprio Io , quello che in situazioni naturali si sarebbe normalmente espresso . Non é facile pensarsi come siamo in realtà , perché presuppone un certo distacco dall'Io personale ed un avvicinamento all'Io neutro quello che stà nell'umanità tutta . Ed é in questo raggruppamento che diventa archetipico che parliamo di divinità , senza alludere alla pochezza delle varie superstizioni , che l'uomo approfittatore chiama religioni .
Provare più postazioni possibili del nostro spazio é la via per scegliere.
Non fermarti vibra , rompi la bolla di vetro .

P.s.:in italia si chiama balla di cristallo.

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina