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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza.   le notizie sono   «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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balla di cristallo

il cervello é lo spazio in cui "vediamo" i nostri pensieri correre e scorrere in ogni suo tempo e non solo . Sulla sua superficie ci sono postazioni , che rappresentano i vari punti di "vista" . Ognuno di essi é regolato dalla rispettiva personalità o complesso . Quest'ultimi nascono dall'adattamento a situazioni non chiarite , rimaste nell'ombra . In questo alter ego vi é tutto ciò che é stato reinterpretato per essere accettati dagli altri , senza accorgerci che l'unico risultato era l'allontanarsi dal proprio Io , quello che in situazioni naturali si sarebbe normalmente espresso . Non é facile pensarsi come siamo in realtà , perché presuppone un certo distacco dall'Io personale ed un avvicinamento all'Io neutro quello che stà nell'umanità tutta . Ed é in questo raggruppamento che diventa archetipico che parliamo di divinità , senza alludere alla pochezza delle varie superstizioni , che l'uomo approfittatore chiama religioni .
Provare più postazioni possibili del nostro spazio é la via per scegliere.
Non fermarti vibra , rompi la bolla di vetro .

P.s.:in italia si chiama balla di cristallo.

continua ...

l'era di quelli che hanno quasi tutto e ...

quelli che non hanno quasi niente ...


l' unica piccolissima differenza tra questi due umanoidi è la meta,

la meta dell'uno è il possesso invece quella dell'altro è l'esistenza,


chi segue il possesso sarà deluso, chi segue l'esistenza prima o poi troverà un segno del proprio vivere,

uno morirà solo, l'altro morirà solo fisicamente, un'altra differenza che nuoce all'essere umano che segue o vorrebbe seguire,


l'altro che ha smesso di seguire potrebbe avere problemi nell'immediato o forse per diversi anni ,

ma quando si libera, si libera per sempre !!!!!!!!!!


ps: considerazioni estemporanee dopo un corso di comunicazione, che in qualche modo mi ha insegnato cosa vuol dire:

ascoltare e se possibile non giudicare,

il tutto per ritrovarsi in un gruppo di persone estremamente diverse che non vorrebbero farsi del male,


ciao, da uno che ha sbagliato, ha ferito ma che vuole ricominciare anche se alcuni pensano che potrebbe essere tardi,

il mio tempo lo dà questo proverbio 'fin che c'è vita c'è speranza' dopo non so!

continua ...

pensieri centrati sulla persona

di Carl Rogers

  • Ho imparato che la comprensione organismica globale di una situazione è più degna di fiducia che non la mia ragione.
  • Solo una persona può sapere se ciò che faccio è onesto, esatto, aperto e valido, o falso, chiuso e non valido, e quella persona sono io.
  • Nella persona vi è una forza che ha una direzione fondamentale positiva. Più l'individuo è capito e
    accettato profondamente, più tende a lasciar cadere le false "facciate" con cui ha affrontato la vita e più si muove in una direzione positiva,
    di miglioramento.
  • Non produce alcun frutto, a lungo andare, nei rapporti personali, comportarsi come se si fosse diversi da come si è.
  • La valutazione degli altri non mi serve da guida.
  • La nostra prima reazione di fronte all'affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione.
    Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un'opinione tendiamo subito a pensare "è ingiusto", "è stupido", "è anormale", "è irragionevole", "è scorretto", "non è gentile". Molto di rado ci permettiamo di "capire" esattamente quale sia per lui il significato dell'affermazione.
  • Ogni persona è un'isola in se stessa, e lo è in un senso molto reale, e può gettare dei ponti verso le altre isole solamente se vuole ed è in grado di essere se stessa.
  • Quel che sono è sufficiente, se solo riesco ad esserlo.
note a margine per capire e comprendere gli altri:

ascoltare senza interrompere,

vivere l'emozione altrui come fosse la nostra,

accettare i silenzi come fossero ponti per un'altra riva,

accompagnare le persone che abbiamo davanti (e in quel determinato momento hanno bisogno di qualcuno) come fossero amici intimi,

non dare consigli,

non fare il moralista,

non sminuire il loro problema,

essere presenti, al loro fianco, per dare loro la possibilità di cavarsela con il proprio io,

ecco ciò che penso dell'amore,

fare il bene proprio (ovviamente) e fare il bene altrui anonimamente come se la persona bisognosa avesse risolto il problema da
sé,

che poi è l'unica soluzione, chi ha il problema, HA LA SOLUZIONE! Senza saperlo!

Ps: In questo momento storico visto che la cosiddetta politica non si occupa dei cittadini ma anzi li umilia e li sfrutta in totale contrasto con la Costituzione (es: Art.3*, Art.4**),
è bene che siano i cittadini ad occuparsi dei cittadini rimuovendo gli ostacoli creati dagli strumenti della cosiddetta politica per esempio l'Indifferenza, il Moralismo ed il Giudizio.

*Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

**Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

continua ...

rivoluzione

la rivoluzione non è una chimera

è semplicemente cambiare abitudine


la mia banca si chiama fiducia

essa non commercia e non ha i soldi come soggetto

ma solo come convenzione

la banca dei banchieri è solo un debito

la mia è solo credito, internos

i poveri sono quelli a cui non basta ciò che hanno

i ricchi hanno più di ciò che gli serve e lo sanno,

agli speculacchioni non basta mai abbastanza ed è per questo che nasce una religione.

tu chiamala se vuoi nazione occupata

l'italia, taglia i parassiti via gli interessi

interessi zero per mille anni, oltre relegione, mafia, corruzione!

siamo in mano a persone che si identificano con il lavoro, macchine, non persone

quindi esseri senza anima, cartoni inanimati, ex alberi , ex vivi.

continua ...

gli odori o la televisione



Dedicato al nostro autunno prossimo venturo !




Onestà

L'Onestà (dal latino honestas) indica la qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, leale e trasparente, in base a princìpi morali ritenuti universalmente validi. Questo comporta l'astenersi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che si esercita ed all'ambiente in cui si vive. L'onestà si contrappone ai più comuni disvalori nei rapporti umani, quali l'ipocrisia, la menzogna ed il segreto. In molti casi la disonestà si configura come vero e proprio reato punibile penalmente, ad esempio nei casi di corruzione e concussione di pubblici ufficiali. L'onestà ha infatti una importante centralità nei rapporti sociali e costituisce uno dei valori fondanti su cui si fonda lo stato di diritto.






l'odore


l'epitaffio

continua ...

nel paese ... dei balocchi ...

    Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper    

    Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917).   

commenti



  mafiosamente  


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  in rete  

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina