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Napolitano, meglio farebbe a rinchiudersi in uno sdegnato silenzio

L'Italia nel cesso

di Saverio Lodato - 12 dicembre 2014
New York Times: "Non c'è angolo d'Italia immune dal crimine". In altre parole: l'Italia nel cesso.

E’ almeno dalla fine del cinquecento, a voler prestare fede al Manzoni, che in Italia si affronta l’emergenza inasprendo la legislazione, moltiplicando le pene, nella convinzione che la repressione giudiziaria sia la via maestra per bonificare la vita pubblica e la vita politica. Le "gride", le chiamava l’autore dei "Promessi Sposi"; riferendosi alle ripetute leggi, e sullo stesso argomento, degli spagnoli che occupavano la Lombardia; e le "gride manzoniane" sono giunte sino a noi, nel linguaggio corrente, a definitivo epitaffio di una nazione che, facendo finta di voler cambiare tutto, riesce invece - con caparbietà, astuzia, e tantissimo dolo - a non cambiar nulla.
"Riformeremo la giustizia": forse faremmo prima a incidere questo motto nelle aule di giustizia, staccando dal chiodo quello che attualmente ci sta: "la legge è uguale per tutti".
(Ma qui, nello specifico, intendiamo riferirci, cinque secoli dopo, alle "gride renziane".
Tutti assolti per la Eternit? Tranquilli. Faremo una legge per allungare i tempi della prescrizione.
Roma Capitale dello Stato-Mafia? Tranquilli. Faremo una legge per aumentare le pene per la corruzione.
Nel frattempo in Parlamento si blocca l’iter della legge sul conflitto d’interessi. Si negano le autorizzazioni all’uso delle intercettazioni telefoniche a carico di due senatori coinvolti in vicende e inchieste di malaffare). In altre parole: l'Italia nel cesso.

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Il PD è morto


Matteo Renzi, il suo becchino
di Saverio Lodato - 3 ottobre 2014


Il PD, ormai, è una sbobba che non sa più di niente. Il tesseramento è in caduta libera. In quattrocentomila dicono addio a quello che per anni è stato percepito come l’unico partito di opposizione esistente - e possibile -, in Italia. Crolla la partecipazione alle primarie nella "roccaforte" Emilia-Romagna. Va in scena una Direzione del partito per un terzo autocoscienza, per un terzo notte dei lunghi coltelli, per un altro terzo ennesima telenovela del "volemose bene", che è quello che conta davvero. 

I giornali e i TG cercano di mettere un po’ di pepe nelle vigilie, ma ormai gli italiani hanno capito benissimo qual è il tran tran in casa PD. E se la sbobba, come dicevamo prima, non sa più di nulla, calcare la mano sulle spezie è perfettamente inutile.
Non c’è nessuna scissione alle viste. Nessuna voglia di rottura con il manovratore. Nessun ripensamento epocale della linea che il PD sta seguendo. Nessuno che abbia a cuore, sino al punto da mettere a rischio la propria poltrona, le sorti di un Paese agonizzante...

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... e soprattutto è mai nato?

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nel paese ... dei balocchi ...

    Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper    

    Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917).   

commenti



  mafiosamente  


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  in rete  

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina