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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

la forza della rete

passaparola

da : antonello64
L' informazione della televisione oramai è caduta talmente in basso che a seguirla ci si sporca troppo, minimo di ipocrisia sino ad arrivare ad un obnubilamento della coscienza che permarrà anche a televisione spenta, ed è per questo che porto avanti un discorso di informazione libera e scelta .
Ognuno è padrone di se stesso quindi anche di male informarsi ma nessuno è schiavo di subire quello che oggi i media e soprattutto la televisione , come dice Sartori in 'Homo videns' crea un branco di azzerati mentali vittime di un pensiero brodaglia, o come dice Travaglio in 'La scomparsa dei fatti' o altri suoi degni colleghi , si tende a mettere sullo stesso piano fatti e opinioni in modo che il cittadino italiano 'povero di Cultura e Informazione' possa vivere in un' ignavia che lo porterà alla morte sereno di vivere un' altra vita , magari nel regno dei cieli come dicono le fanta-religioni.
Io per adesso mi accontento di vivere nel regno della Terra ( Odifreddi )cercando di ribellarmi a questa situazione italiana che sembra ogni giorno di più fatta di ovatta e piaggeria in uno stile che ricorda Orwell e Bradbury. Fintantoché l' Italia non si scrollerà di dosso la vergogna dei suoi segreti storici e di una seconda repubblica fondata sulle stragi saremo sempre in lotta sperando che nel frattempo i nostri giovani non siano traviati dalla televisione e perdano la Memoria.

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina