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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

infedele all'Informazione

L’Infedele: ovvero della vergogna.Di Sergio Nazzaro.

Quando un indagato parla con un altro indagato e il giornalismo sta a guardare.
Ieri sera la puntata dell’Infedele di Gad Lerner ha recitato il De Profundis al giornalismo televisivo. Un indagato, Antonio Bassolino (PD), che discute con un altro indagato Mario Landolfi (PDL) in mezzo il signor Lerner che movimenta il discorso sulla politica che costruisce la società, invece del contrario di questo come sottolineava intelligentemente Maurizio Braucci.
Ieri sera ho potuto constatare anche in una sorta di diretta mediatica moderna e distorta quanto il parere del pubblico televisivo a cui tutti si appellano per sopravvivere nell’audience non conti nulla. Comincia la puntata, accendo il portatile e leggo il blog di Lerner. Moltissimi ricordano che Landolfi è indagato, quasi implorano che Lerner gli ponga le dovute domande sul suo comportamento. Nulla. Dicasi nulla. Quando nello studio si pronuncia la parola imputato, camorra, rifiuti, Landolfi si siede scomodo, sa che può arrivargli una dura contestazione. Nulla. Dicasi nulla. Eppure anche le ... continua su agoravox.it

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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in rete

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina