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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

gli ismi che paralizzano la società italiana


Se volete buone leggi bruciate quelle vecchie (Voltaire)

Nell'Italia paralizzata da nepotismi e corporativismi una terapia d'urto con dieci regole per ricominciare

MICHELE AINIS
Michele Ainis, costituzionalista e opinionista, professore all’Università di Roma Tre, pubblica da Chiarelettere La cura (pp. 183, euro 14). Anticipiamo uno stralcio della prefazione, con il decalogo che chiude il pamphlet.

Una guerra silenziosa arma l’uno contro l’altro gli italiani. È la guerra del diritto contro il privilegio, dell’equità contro l’ingiustizia. È anche la guerra dei più giovani contro il potere degli anziani. Delle donne contro le strettoie d’una società maschile. Dei singoli contro il concistoro delle lobby. Dei talenti contro i parenti. Più in generale degli spiriti liberi, dei senza partito, contro l’obbedienza cieca e serva reclamata dalla politica.

Per vincere la guerra c’è una camicia di gesso da mandare in pezzi. Quella del localismo, del nepotismo, del maschilismo, del clientelismo, del corporativismo, del favoritismo, dell’affarismo e di tutti gli altri ismi che paralizzano la società italiana.... leggi tutto lastampa.it




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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina