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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza.   le notizie sono   «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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gli ismi che paralizzano la società italiana


Se volete buone leggi bruciate quelle vecchie (Voltaire)

Nell'Italia paralizzata da nepotismi e corporativismi una terapia d'urto con dieci regole per ricominciare

MICHELE AINIS
Michele Ainis, costituzionalista e opinionista, professore all’Università di Roma Tre, pubblica da Chiarelettere La cura (pp. 183, euro 14). Anticipiamo uno stralcio della prefazione, con il decalogo che chiude il pamphlet.

Una guerra silenziosa arma l’uno contro l’altro gli italiani. È la guerra del diritto contro il privilegio, dell’equità contro l’ingiustizia. È anche la guerra dei più giovani contro il potere degli anziani. Delle donne contro le strettoie d’una società maschile. Dei singoli contro il concistoro delle lobby. Dei talenti contro i parenti. Più in generale degli spiriti liberi, dei senza partito, contro l’obbedienza cieca e serva reclamata dalla politica.

Per vincere la guerra c’è una camicia di gesso da mandare in pezzi. Quella del localismo, del nepotismo, del maschilismo, del clientelismo, del corporativismo, del favoritismo, dell’affarismo e di tutti gli altri ismi che paralizzano la società italiana.... leggi tutto lastampa.it




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l’informazione è un veicolo diretto all’utente,
non un soliloquio del giornalista

Passione Reporter

Il giornalismo come vocazione
Il nuovo libro di Daniele Biacchessi

Per non dimenticare

Ilaria Alpi (Roma, 1961 - Mogadiscio, 1994)
Raffaele Ciriello (Venosa, 1959 - Ramallah, 2002)
Maria Grazia Cutuli (Catania, 1962 - Kabul, 2001)
Antonio Russo (Francavilla al Mare, 1960 - Tbilisi, 2000)
Enzo Baldoni (Città di Castello, 1948 - Najaf, 2004)

“Ilaria Alpi e Miran Hrovatin nulla mai hanno saputo…Passarono una settimana di vacanza conclusa tragicamente…”.
Carlo Taormina, presidente della Commissione d’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, 7 febbraio 2006

“Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte deve poter comprendere una realtà in cui non è presente.”
Antonio Russo, Inviato di Radio Radicale

“Ho pianto la morte di Ciriello come fosse quella di un mio collega, ma certo avrei dovuto avere maggiori attenzioni per loro, per i freelance, per i fotografi con un accredito ma senza contratto.Prima. Dopo non serve. Sa di scusa. E questo è vero, maledettamente vero.”
Ferruccio de Bortoli, direttore de “Il Sole24Ore”

“Tu vuoi sapere come fosse Maria Grazia Cutuli in quelle giornate di novembre. Potrei dirti che era felice perché stava facendo la cosa che amava di più: il mestiere di giornalista.”
Alberto Negri, inviato de “Il Sole24Ore” in Afghanistan.

fonte chiarelettere.it


Il libro

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il partito del cervello di cemento


Uno sfregio alla Liguria dei Calvino ,dei De Andrè, degli Hemingway e di tutte quelle persone che hanno amato e amano la nostra regione, perpetrato da amministratori, faccendieri, immobiliaristi e politici senza scrupoli interessati solo al potere ed al denaro, amici dei nuovi patroni liguri l'abuso e l'avidità oramai beatificati e santificati.
Un libro da leggere, liguri e non, per poter narrare ai nostri figli e nipoti com'è stato possibile, che una terra cantata, dipinta e raccontata da personalità eccelse della cultura sia diventata così triste in mano a piccoli personaggi come Burlando,Grillo (Luigi) e Scajola grandi fautori di quella materia grigia, il cemento, di cui probabilmente è costituito anche il loro cervello.

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nel paese ... dei balocchi ...

    Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper    

    Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917).   

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  mafiosamente  


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  in rete  

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina