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... e la giostra delle fantasie si fermerebbe


Cloe (Le città e gli scambi. 2)

A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano
mille cose l'uno dell'altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le
sorprese, le carezze. i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s'incrociano per un secondo
e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano.
[...] Qualcosa corre tra loro, uno scambiarsi di sguardi come linee
che collegano una figura all'altra e disegnano frecce, stelle, triangoli, finché tutte le combinazioni
in un attimo sono esaurite, e altri personaggi entrano in scena: un cieco con un ghepardo alla
catena, una cortigiana col ventaglio di piume di struzzo, un efebo, una donna cannone. Cosi tra chi
per caso si trova insieme a ripararsi dalla pioggia sotto il portico, o si accalca sotto un tendone del
bazar, o sosta ad ascoltare la banda in piazza, si consumano incontri, seduzioni, amplessi, orge,
senza che ci si scambi una parola, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.
Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città. Se uomini e donne
cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui
cominciare una storia d'inseguimenti, di finzioni, di malintesi, d'urti, di oppressioni, e la giostra
delle fantasie si fermerebbe.
« L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »
(Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


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