IL PAESE DEI FURBI Viviana Vivarelli
L’Italia è il Paese dei furbi. I furbi possono fare tutto quello che vogliono, reati di ogni tipo, sicuri che non pagheranno alcuna pena, abusi in massa tanto non sarà mai ridotto il loro potere, un comportamento costante di arroganza e soperchieria in cui chi fa le leggi le fa a proprio favore, contro ogni criterio di giustizia ed uguaglianza, lesioni continue del bene comune in nome di un egoismo becero e spregiudicato, collusione tra malfattori o mafiosi, che proseguono negli anni e si perpetuano nei pupilli e nei cosiddetti riformatori, menzogne propagate a mezzo stampa con una televisione complice e meschina, e infine lesioni costanti al tessuto democratico con l’attacco a qualsiasi opposizione democratica e l’accentramento assoluto di un potere feroce attento solo a spartizioni e collusioni, un gigantesco quadro di dissolutezza che non ha paragoni in Europa e ne ha pochi anche nel terzo mondo. In questa situazione squallida e degenerata, tre partiti feroci quanto delinquenziali hanno retto il potere per 20 anni proseguendo e amplificando tutti i danni possibili, al diritto, all’economia, al senso comune, con leggi auto protettiva e un parlamento ormai solo autoreferenziale, in una trama di interessi reciproci e reggendo gli interessi della parte peggiore del Paese e della criminalità organizzata. Non è possibile parlare di pratiche di democrazia in condizioni simili. E chi difende e continua a votare una simile classe di corrotti è complice del peggio di questo Paese e dovrebbe essere cacciato come nemico sociale.
Ma non esiste Paese di furbi che non si regga su un Paese di allocchi.
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