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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza.   le notizie sono   «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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habemus 'Papello'

I mandanti delle stragi del '92 e '93 saldano il conto con Cosa Nostra.


Intercettazioni : Magistratura sotto accusa e carcere ai giornalisti

"La ribadita volontà di mandare in carcere i giornalisti è certamente grave e come tale va contrastata decisamente, ma la questione peggiore che emerge dagli emendamenti al ddl Alfano approvati in Commissione Giustizia della Camera è l'imposizione dell'anonimato sull'operato dei magistrati". Lo afferma l'Unione Nazionale Cronisti Italiani a seguito delle ultime novita' sul decreto, che sia la FNSi che la FIEG si apprestano a contestare vivacemente.

L'art. 101 della Costituzione, ricorda UNCI, sancisce che 'la giustizia è amministrata in nome del popolo': "Il popolo dunque deve essere messo nelle condizioni di poter controllare come la giustizia funziona, nel bene e nel male. Impedire di conoscere il nome del magistrato incaricato di un provvedimento, che l'on. Francesco Paolo Sisto, proponente dell'emendamento accolto, considera positivo, è invece esiziale".

"Se oggi il magistrato Tizio scarcera uno stupratore assassino, ne assume in prima persona la responsabilità, davanti alla legge, all'opinione pubblica, alle procedure disciplinari." spiega l'asociazione dei cronisti "Se il nome del magistrato dovesse rimanere segreto, non sarebbe Tizio il responsabile della scarcerazione, ma genericamente 'il magistrato'. Sarebbe cioè tutta intera la istituzione Magistratura a finire sotto accusa e ad essere chiamata a pagare il fio dell'esecrazione popolare, con una evidente e corrosiva opera di delegittimazione del suo ruolo e delle sue funzioni".

"Gli emendamenti approvati ieri, aggravano l'impianto originario del ddl Alfano, già estremamente negativo perché oscura tutte le inchieste su qualsiasi reato, dall'omicidio agli stupri, passando per le tangenti e per i crac miliardari della finanza, le rapine, i sequestri, la mafia, la partite truccate, la concussione, i voti di scambio" osserva l'organizzazione presieduta da Guido Columba "Prevedere la condanna al carcere nasce da una genuina, viscerale pulsione a 'sbattere i cronisti dietro le grate di una cella e buttare la chiave' che ogni tanto prorompe 'al naturale'. Poi l'insostenibilità di certe posizioni fa recedere dalle previsioni estreme".

"Ma intanto i giornalisti, i magistrati e gli altri sono avvertiti... le carceri ci sono e se si dovessero affollare un po' di più di quanto non siano già normalmente, via, non sarebbe poi una cosa dell'altro mondo." conclude l'UNCI, che denuncia che "per completare l'espropriazione dei cittadini del loro diritto di sapere cosa accade nel Paese, si introducono pesanti multe sugli editori per spingerli all'autocensura, e costringere le società editrici a legare dentro protocolli da fabbrica sovietica l'autonomia professionale dei giornalisti, dai cronisti al direttore".
fonte www.osservatoriosullalegalita.org

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le origini del male

Berlusconi e la finta “sinistra” dagli anni ’80 a oggi

Michele De Lucia, "Il Baratto - Il Pci e le televisioni: le intese e gli scambi fra il comunista Veltroni e l'affarista Berlusconi negli anni Ottanta", Kaos ediziomi, Milano, 2008.

Cronologia

1974, luglio: la Corte costituzionale conferma il monopolio statale delle teletrasmissioni via etere (p. 25)

1974, settembre: a Segrate (Milano) entra in funzione la tv condominiale Telemilano, che trasmette informazioni di servizio via cavo agli abitanti di Milano 2 (p. 26).

1975, notte fra il 1° e il 2 novembre: viene assassinato Pier Paolo Pasolini.

1976, giugno, elezioni politiche: Telemilano fa propaganda per Roberto Mazzotta e Massimo De Carolis (destra Dc) e per Bettino Craxi (p. 27).

1976, 15 luglio: Craxi diventa segretario del Psi. La Corte costituzionale ribadisce il monopolio Rai, ma dichiara legittime anche le tv private purché trasmettano solo in ambito locale (p. 27).

1976, 21 dicembre: finanziati da Berlusconi, 17 deputati e 8 senatori del Movimento sociale italiano lasciano il partito e fondano Democrazia nazionale (p. 28).

1978, 26 gennaio: Berlusconi formalizza la sua affiliazione alla Loggia massonica segreta Propaganda 2 (P2) (p. 29).1978, 16 marzo: le Brigate Rosse rapiscono Aldo Moro.

1978, 8 giugno: due fiduciarie della Banca Nazionale del Lavoro infiltrata dalla P2 fondano, per conto di soci anonimi, la Fininvest Roma s.r.l. (p. 31).

1979, 20 marzo: assassinio del giornalista Mino Pecorelli.

1979, 4 agosto: primo governo Cossiga, comprendente 2 ministri e 3 sottosegretari che risulteranno iscritti alla P2 (p. 31).

1979, 12 novembre: la Fininvest origina canale 5 s.r.l. (pp 31 - 32).

1979, 15 dicembre: cominciano le trasmissioni di Rai 3 (p. 32).

1980: per aggirare il Codice postale e la sentenza 202 della Corte costituzionale, Berlusconi fa trasmettere a ciascuna tv locale del network Fininvest, con minime differenze di orario rispetto alle altre, gli stessi programmi di Telemilano-Canale 5 e la stessa pubblicità (p. 43).

1980, 4 aprile e 18 ottobre: nel secondo governo Cossiga e nel successivo governo Forlani ci sono 6 ministri e 10 sottosegretari affiliati alla P2 (p. 44).

1980, 22 aprile: Berlusconi scrive a Bettino Craxi per chiedergli di fermare una imminente ispezione della Guardia di finanza al gruppo Fininvest (p. 44).

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nel paese ... dei balocchi ...

    Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper    

    Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917).   

commenti



  mafiosamente  


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  in rete  

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina