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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza.   le notizie sono   «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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Ma dove stavano tutti questi giornalisti italiani pronti a difendere la libertà di espressione quando cacciavano dalla tv Biagi, Fo, Santoro, Grillo, Luttazzi, Massimo Fini e Guzzanti?


Viviana - Eccoli qua i re d’Europa! I vuoti monumenti del potere! Nella loro sceneggiata trionfale! Hanno svenduto i loro popoli! Li hanno piegati a tutto pur di conseguire potenza e ricchezza! Hanno messo sotto i piedi i diritti degli altri, pur di far prevalere se stessi. Hanno ceduto per un palmo di corona anche la sovranità nazionale, accordandosi in cieche rovine. Hanno girato indietro gli orologi della storia in nome di balle che si chiamano crisi, mercato, liberismo, cultura occidentale! Hanno costretto i propri figli, quelli che dovevano tutelare e difendere, a rinnegare secoli di lotte per la civiltà, ad accettare privazioni nel nome di una cricca di magnati, in overdose di obesità. Ma oggi sono tutti qui, a Parigi, a recitare la gran beffa. A urlare al mondo contro il nemico islamico. Ad atteggiarsi a grandi esaltatori della verità, della libertà, del rispetto umano. A osannare alla grande civiltà europea! Contrapposti a un nemico invisibile, di cui loro stessi si nutrono, al di là della cruda realtà degli attentatori, un nemico che si chiama vita, futuro, pace e che loro mai hanno riconosciuto nei propri cittadini. Cannibali della loro stessa carne, contro la carne di un resuscitato nemico. Vestiti dell’ipocrisia mandano in onda la grande sceneggiata dai pasteggiatori di carne umana che si presentano come salvatori. E dietro a loro la folla urlante, assurta a grandezza infinita, nella grande utopia etica, di cui è essa stessa la vittima. Oh, com’è facile, per un giorno, per una marcia, noi che non siamo nessuno, sentirci ancora qualcuno!

Il giorno che vedrò un milione di persone in una qualunque città europea e 45 capi di stato dell’Ue riunirsi unanimemente a rivalutare i diritti del lavoro, il futuro per i nostri giovani, la protezione dello stato sociale, i diritti della democrazia e il potere della sovranità popolare, quel giorno io mi vanterò di essere europeo.

Ma dove stavano tutti questi giornalisti italiani pronti a difendere la libertà di espressione quando cacciavano dalla tv Biagi, Fo, Santoro, Grillo, Luttazzi, Massimo Fini e Guzzanti? O quando imponevano la ghigliottina in parlamento contro le opposizioni? O quando la polizia faceva dei blitz per devastare le sedi di blog? O si deve credere che la parola libertà e verità e rispetto valgano solo quando degli assassini efferati seminano la morte?

Tutti i media e i capi italiani pronti a difendere come un sol uomo la libertà di satira in Francia. Avete visto qualche reazione quando la Boldrini ha tappato la bocca all’opposizione in parlamento con la ghigliottina per regalare 7 miliardi in pace alle banche? Avete visto qualche opposizione quando Napolitano ha radunato 60 famigerati per distruggere mezza Costituzione? Avete visto molta reazione quando la Fornero e Renzi hanno distrutto i diritti del lavoro in Italia? Avete visto molta reazione quando Zanda del Pd ha proposto di fare una legge per escludere per sempre l’opposizione dal parlamento? O quando hanno cancellato il diritto di eleggere i presidenti di provincie e i senatori? O quando Renzi ha fatto il trucchetto della depenalizzazione della frode bancaria per farci ritornare il Condannato?
Pensate che si debba arrivare al morto e dover fare la sceneggiata della libertà e della democrazia per saperle rispettare?

continua ...

«Lui è l’unico che può essere triviale, irriverente,
disumano con i malati, volgare con le donne e le ministre.
Gli altri devono tacere»

Da unita.it

Dario Fo: «Vietare la satira è la malattia di un Paese in decadenza»
di Iolanda Bufalini

Il primo censurato della storia della Rai è con un altro premio Nobel dall’odore sulfureo, Josè Saramago, a Granada per ricevere un premio. Diciamo noi a Dario Fo della sospensione comminata a Vauro per la vignetta sull’ampliamento delle cubature dei cimiteri. «Qual è - chiede - la motivazione della sospensione?».

È una vignetta lesiva del sentimento di pietà verso i defunti.
«Ma il significato di quella vignetta è chiarissimo. Se la prende con gli assassini, verso chi ha determinato con infamità, per come ha condotto i lavori, usando la sabbia al posto dei materiali giusti, quelle morti».

E quale sarebbe allora il vero motivo?
«È un sondaggio, si spara su uno, sul quale si ritiene ci sarà meno scalpore, per vedere la reazione del gruppo portante. È l’avvisata in gergo mafioso».

Dopo l’emergenza ci sarà la ricostruzione
«L’avvisata serve a minimizzare il pericolo, quando si dovrà abbattere e ricostruire non ci deve essere il tormentone sulla mafia. È il terreno di maggiore responsabilità per il governo. Come per la decisione di non accorpare il referendum, con spreco di denari mentre i poveri piangono».

Oltre all’offesa c’è l’accusa di faziosità
«Cioè l’elemento fondamentale della satira. Si deve solo gloriare, osannare. Ma anche presso i romani la satira era pericolosa. Chi faceva satira doveva portare un nome greco, un vestito greco, doveva andare in una città greca. Insomma la satira si può fare all’estero, non si può parlare di quello che avviene da noi».

Diceva, si spara ad uno per avvisare gli altri...
«È un paese in declino quello in cui si vieta la satira. La cosa peggiore è che produce autocensura, così si fa un bel brodo calmo e guai a chi mette un po’ di peperoncino».

Ha visto la trasmissione di Annozero? Anche Santoro è accusato di faziosità
«L’ho vista, non era lui, lo accusano perché ha mandato in onda un medico risentito perché era privo degli strumenti per operare e diceva “finiamola con tutti questi elogi sulla puntualità degli aiuti”».

Chiedono a Santoro una trasmissione riparatrice. È la prima volta che si chiede di riequilibrare, non trattandosi di opinioni politiche..
«Ma storicamente non è la prima volta, al tempo dell’impero ci fu un comico che fece satira sui Gracchi. Fu imprigionato e in cella dovette scrivere ben due opere in elogio dei Gracchi».

In tempi più recenti, con Franca Rame, foste i primi censurati Rai.
«Ci tagliarono le battute sui morti sul lavoro, poi quelle sulla mafia perché si minava il buon nome della Sicilia. Poi quelle sulla tendenza dei padroni al paternalismo sindacale. Ma di mestiere non facciamo i mimi. Eravamo ridotti al silenzio e ce ne siamo andati».

Un deputato Pd, Giacomelli, dice che il primato delle battute malriuscite in Tv ce l’ha Berlusconi
«Lui è l’unico che può essere triviale, irriverente, disumano con i malati, volgare con le donne e le ministre. Gli altri devono tacere».
16 aprile 2009

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censura sciacalla

Sospeso Vauro: dalla Rai arriva la censura sciacalla Bologna, 15 aprile 2009
(avv. Antonello Tomanelli)

Che si stesse preparando qualcosa contro Vauro Senesi l’avevano capito anche i sassi. Ma che la decisione del direttore generale della Rai Mauro Masi di sospendere il geniale vignettista sia stata motivata con l’essere la nota vignetta sulle bare “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico”, più che perplessi lascia interdetti.

La motivazione, infatti, tenta maldestramente, ma anche vigliaccamente, di attribuire a quella vignetta un messaggio che non gli appartiene, riconducendo a Vauro la volontà di offendere la comunità abruzzese colpita dal terremoto. In realtà, il messaggio che Vauro ha voluto veicolare è chiaro: far riflettere il telespettatore sugli effetti nefasti che l’entrata in vigore del nuovo piano casa ideato dal governo Berlusconi potrebbe avere qualora si riproducesse la tragedia abruzzese. L’aumento della cubatura di immobili mal costruiti, o abusivi, addirittura inesistenti per il catasto, porterebbe certamente ad un aumento dei morti in caso di terremoto, quindi al necessario (ecco il messaggio satirico) aumento della cubatura dei cimiteri.

Una vignetta di una coerenza causale straordinaria. Con quella vignetta Vauro ha leso non il sentimento di pietà dei defunti, ma gli interessi del governo Berlusconi, e nel contempo ha voluto tutelare gli interessi dei sopravvissuti.

Di fronte all’unico, reale messaggio satirico contenuto in quella vignetta...
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nel paese ... dei balocchi ...

    Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper    

    Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917).   

commenti



  mafiosamente  


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  in rete  

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina