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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

sangue di Stato

“Ho segreti di Stato che mi porterò in paradiso”

Roma - Sette volte primo ministro e otto volte ministro degli Esteri, processato per associazione mafiosa ed omicidio (assolto per prescrizione), uomo devoto come pochi, Giulio Andreotti più conosciuto come Belzebù, è la storia vivente della politica italiana, che ha dominato come ha voluto con i suoi modi gentili e i suoi ermetici giochi di parole (più l’appoggio del Vaticano, Cosa Nostra e Stati Uniti) per mezzo secolo.

Senatore a vita ancora in attività, il grande papa della defunta Democrazia Cristiana continua a somigliare molto al protagonista de il Divo, la terrificante biografia comica di Paolo Sorrentino. Non è raro vederlo nell’auto ufficiale muoversi per le strade di Roma, e continua ad andare a messa ogni giorno alle sette di mattina nel centro. Lì prega un po’ e si ritrova con alcuni fedeli seguaci che fanno la fila per parlare qualche minuto con lui e ricevere un suo consenso.

Mercoledì questo incallito sopravvissuto della prima Repubblica italiana che è don Giulio,... leggi tutto

da el pais traduzione a cura di italiadallestero.info

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina