Arrivederci Roma! di Miguel Mora "El País"
ItaliaDallEstero.info
Signore e signori, è finita. Il Capo ha deciso che bisogna andare a Parigi, e allora ci andiamo, a tutta bière che la cosa scotta parecchio. Sarkó, Carlá, il nasciturus, i suoi biberon, DSK da poco resuscitato dalle sue (evanescenti) accuse, erezioni e fluidi corporali, e con un pò di fortuna la vittoria di Madame Le Pen e l’ecatombe dell’Euro… Non sembra male come programma di lavoro, anche se lo devo ammettere: l’addio è durissimo. Fa male lasciare Roma, l’Italia, e persino Vaticalia. Per non parlare del magone che hanno le mie povere figlie da quando hanno saputo la notizia. Vaglielo a spiegare ora che quel che le dicono i trasteverini del “mio unico e grande amore” è solo retorica. Eh sí.
L’Italia è come una droga. Sai che se ne abusi e ti lasci prendere non ti farà bene, ti può intossicare e paralizzare, annullare la tua sana capacità di indignarti. Ma non puoi smettere. Dà dipendenza assoluta. Colpa degli italiani, certo. Affascinanti, intelligenti, svegli, fantasiosi, colti, prendono la vita con allegria e spirito sportivo, perché sanno che ci sono poche speranze e un solo finale possibile: morire.
Guardate l’amico B., che tanto ci mancherà. Impigliato in mille garbugli, imputato in mezza dozzina di processi, accusato dei peggiori crimini e peccati, è ancora lì. Fresco come una lattuga – appassita-, stirato come una fascia tricolore, con più capelli di 40 anni fa (caso unico nella storia), e ancora in libertà, godendosi tutto il suo potere d’acquisto (salvo quei 450 milioni di multa per aver comprato un tal giudice), e alla sua età dandoci dentro col bunga bunga su terra, mare e aria, nei giorni lavorativi e in quelli di festa... continua
'Berlusconi e Bossi sono due modelli così indegni della storia e della finezza italiane che ...'
Il dogma assoluto della Chiesa è il denaro, l’esenzione fiscale.
Con le sue inseparabili sigarette e con Annalisa, la sua giovane assistente che gli prepara caffè zuccheratissimo, Andrea Camilleri mantiene a 84 anni una brillantezza mentale ed una memoria invidiabili.
Ed ecco lì la rabbia, la sua vecchia rabbia comunista, quella che Camilleri considera l’antidoto morale per il suo paese, quest’Italia che nonostante tutto vota e ammira Silvio Berlusconi e che, afferma, “ama il buffone delirante perché riflette il peggio di ciascuno di noi e suscita l’invidia che ogni italiano prova nei confronti delle motociclette che non rispettano nessuna regola del codice della strada”.
In questa intervista, realizzata ieri nella sua abitazione, il maestro del romanzo noir dipinge l’oscurità del panorama politico italiano.
Domanda. Tutta l’Europa parla di Berlusconi, gli italiani tacciono.
Risposta. Questo silenzio è inquietante. E’ da tempo che viviamo una sorta di fase della supplenza. La magistratura ha sostituito la politica e lo stesso accade per l’opposizione: in quanto inesistente, è stata sostituita da due quotidiani (La Repubblica e L’Unità) e da un canale televisivo (RAI3). Tutti gli altri tacciono. E così parla la stampa estera che ha sostituito la nostra in questa fase d’emergenza della nostra democrazia.
D. E’ davvero emergenza? ...
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sangue di Stato
“Ho segreti di Stato che mi porterò in paradiso”
Roma - Sette volte primo ministro e otto volte ministro degli Esteri, processato per associazione mafiosa ed omicidio (assolto per prescrizione), uomo devoto come pochi, Giulio Andreotti più conosciuto come Belzebù, è la storia vivente della politica italiana, che ha dominato come ha voluto con i suoi modi gentili e i suoi ermetici giochi di parole (più l’appoggio del Vaticano, Cosa Nostra e Stati Uniti) per mezzo secolo.
Senatore a vita ancora in attività, il grande papa della defunta Democrazia Cristiana continua a somigliare molto al protagonista de il Divo, la terrificante biografia comica di Paolo Sorrentino. Non è raro vederlo nell’auto ufficiale muoversi per le strade di Roma, e continua ad andare a messa ogni giorno alle sette di mattina nel centro. Lì prega un po’ e si ritrova con alcuni fedeli seguaci che fanno la fila per parlare qualche minuto con lui e ricevere un suo consenso.
Mercoledì questo incallito sopravvissuto della prima Repubblica italiana che è don Giulio,... leggi tutto
da el pais traduzione a cura di italiadallestero.info













